Roma 6 – 17 maggio 2013: IP “Juvenile Gang and Crimes in Europe”


“Juvenile Gang and Crimes in Europe”
Erasmus Intensive Programme 2012-13
Rome 06 – 17 May 2013
Funded by the European Commission under the Lifelong Learning Programme

Presentation 

 L’Erasmus Intensive Programme “Juvenile Gang and Crimes in Europe”  si svolgerà presso l’Università LUMSA di Roma dal 6 al 17 Maggio 2013 e prevede attività varie tra cui lezioni in aula in inglese, spagnolo e italiano tenute da docenti italiani e di altri paesi, workshop, gruppi di lavoro e visite guidate.

 La partecipazione al Programma è stata determinata da una Commissione che ha deciso la graduatoria dei 20 nominativi  ammessi sulla base degli esami sostenuti, della media-voto e dei crediti acquisiti al momento della candidatura. Tra i venti partecipanti provenienti da Francia, Spagna, Portogallo, Inghilterra e Italia, è stata ammessa la dott.ssa Simona Cecilia Farcaș, studentessa di nazionalità romena in Scienze Politiche e Relazioni Internazionali alla LUMSA.

MARCIA PER LA VITA 2012, ALTROCHÉ INTEGRALISTI! DELLA VERITÀ ! ….


Dalla parte della Vita, per la cultura della Vita, integralisti della verità.

Marcia per la Vita 2012

Insieme al Sindaco di Roma Capitale alla Marcia per la Vita 2012 (Fonte foto: corrispondenzaromana.it)

La Marcia romana per la Vita del 13 maggio 2012 non è stata neppure nazionale, bensì internazionale, mondiale. Innumerevoli le rappresentanze di movimenti per la Vita americani, brasiliani, tibetani, nigeriani, ed in Europa di ogni nazione dalla Spagna alla Romania, alla Polonia, alla Francia, alla Germania, Belgio, Ungheria, Italia da ogni regione, per gridare forte e fermo il nostro “Sì” alla Vita, il nostro consenso totale al principio fondamentale non solo della nostra fede cristiana, ma della nostra civiltà.

Corteo -  Marcia per la Vita 2012

Corteo – Marcia per la Vita 2012

La Vita è sacra ed è un bene indisponibile dal suo meraviglioso insorgere dal concepimento, alla sua naturale estinzione. Non è soltanto un dogma cattolico romano, non è soltanto un principio teologico, giuridico o meramente etico, ma è la verità, così come l’umanità la concepisce ed interpreta in tutte le culture e scienze.

Saluti delle Delegazioni straniere -  Marcia per la Vita 2012

Saluti delle delegazioni straniere – Marcia per la Vita 2012

Con le rappresentanze variegate del mondo cattolico di tutti i continenti, hanno sfilato le rappresentanze cristiano-ortodosse e protestanti, nonché cittadini e studiosi anche di segno laico ed agnostico, oltreché di confessione buddista tibetana, cioè della nazione asiatica, occupata e repressa, e soggetta alla politica abortista di massa della Cina comunista: questa è la cultura della morte da combattere che nulla c’entra con la libertà di abortire con la 194.

Abbiamo intervistato giovani e adulti, padri e madri di famiglia, di famiglie sovente numerose. Ed abbiamo colto lo stupore, la gioia, la fermezza di chi possiede il privilegio di accogliere la Vita e di donarla, coscienti che non v’è sacrificio al mondo che meriti più del dono della Vita di essere sopportato. Questa è la vocazione dei genitori, non solo cristiani, ma dei genitori che avvertono sempre più urgente e forte la vocazione alla paternità e maternità. Quale retaggio si vuol tramandare a figli e discendenti se non la cultura della Vita? Dal Colosseo a Piazza e Basilica di San Pietro, l’hanno gridato e inneggiato, alternandolo a rosari e canti sacri, sotto lo scampanio delle Basiliche romane,    le decine di migliaia partecipanti alla Marcia, nel nome e nel segno di Maria Vergine e Madre del Sì, Colei che in questo giorno si rivelò anche ai fanciulli pastorelli di Fatima, come già a Santa Bernadette, nella Grotta di Lourdes: “Io sono l’Immacolata Concezione“.

Presidente Sen. Maurizio Gasparri, Com.te M.se Luigi Coda Nunziante, On. Lavinia Mennuni, Em.mo Cardinale Raymond Leo Burke, Prefetto della Segnatura Apostolica.

Presidente Sen. Maurizio Gasparri, Com.te M.se Luigi Coda Nunziante,  Can. Joseph Luzuy, dell’Istituto Cristo Re Sommo Sacerdote, On. Lavinia Mennuni, Em.mo Cardinale Raymond Leo Burke, Prefetto della Segnatura Apostolica.

LEKA II, PRINCIPE E CONSIGLIERE DEL GOVERNO ALBANESE


TRADIZIONE E MODERNITÀ, NUOVO RUOLO DELLE FAMIGLIE REALI NELL’EUROPA ORIENTALE
 S.A.R. il Principe Leka II, Capo della Real Casa d’Albania,  racconta la vita della Famiglia Reale nell’Albania di oggi, in una recente intervista al settimanale francese “Point de Vue”, assieme alla sua futura sposa Elia Zaharia. Il futuro Sovrano spiega come si sia preparato al proprio ruolo col sostegno del Padre Re Leka I, recentemente scomparso, ma anche grazie al contributo della madre, la Regina Susan. A loro egli deve l’apertura verso il mondo, la cultura internazionale, la conoscenza approfondita dell’Albania e l’amore per il paese e per il suo popolo. Per quanto riguarda il suo attuale ruolo nel Paese, il Principe sottolinea che la Famiglia Reale si è integrata perfettamente e lavora  per rinforzare la stabilità del Paese e l’unificazione del popolo albanese in tutta la regione balcanica. Le priorità della Famiglia Reale  sono le attività sociali e culturali, cercando di contribuire anche al processo di integrazione europea dell’Albania. L’attuale  Capo della Casa Reale albanese ricorda gli ultimi momenti della vita di suo padre, il quale il 28 novembre scorso, giorno della festa nazionale, poche ore prima di morire,  volle che la bandiera nazionale venisse messa a sventolare alla finestra della sua camera d’ospedale. Quando vide il proprio desiderio realizzato, Leka I, prese le mani del figlio, esortandolo a proseguire per la propria strada e a consacrarsi al ruolo che gli spetta. Il Re esortò il figlio a non esitare mai ad affrontare sacrifici nell’interesse della Patria albanese. Per il giovane Principe Leka fu una scena impossibile da dimenticare. Dopo i difficili momenti della morte del padre, l’attuale Capo della Real Casa ricorda con emozione il grande sostegno e l’incredibile simpatia testimoniata dagli albanesi. Nell’arco di tre giorni la Famiglia Reale ricevette più di tremila visitatori tra cui le più alte cariche dello Stato, inclusi il Premier, il Presidente del Parlamento, tutti i ministri, il Corpo Diplomatico accreditato in Albania, e i più importanti dignitari delle tre confessioni religiose del paese concelebranti il funerale nei tre riti: musulmana e cristiana ortodossa e cattolica. Quella grande folla a Tirana, piena di commozione, donò tanto coraggio e speranza al giovane Principe.
Dal 2005 Leka II è anche consigliere ministeriale, parallelamente con le sue funzioni reali, permettendo in questo modo alla Famiglia Reale di portare il proprio contributo al cambiamento, intrattenendo peraltro relazioni con le Teste Coronate d’Europa e le massime istituzioni umanitarie internazionali. Per quattro anni il Principe ha lavorato presso il Gabinetto del Ministro degli Affari Esteri, proprio negli anni in cui l’Albania è diventata membro della Nato; ed ora in attesa dell’ingresso nell’Unione Europea. Ora egli lavora presso il Gabinetto del Minsitro degli Interni ed ha contemporaneamente la missione di Capo della Real Casa, avendo così delle giornate lavorative particolarmente lunghe. Il Principe ha annunciato che presto diffonderà un comunicato ufficiale in merito le sue nozze con Elia Zaharia.

il Principe Leka II e il Presidente Sali Berisha

il Principe Leka II e il Presidente Sali Berisha

La futura Principessa Elia ammette che la sua vita è profondamente cambiata da quando è diventata la fidanzata ufficiale del Principe Leka. Ha lasciato la Francia per vivere nel suo paese d’origine. La giovane futura Principessa ha potuto sempre contare sull’aiuto del suo fidanzato. Elia è stata accanto al futuro sposo anche nei tristi giorni che seguirono la scomparsa di Re Leka, da lei ricordato come un uomo meraviglioso con un amore straordinario per il suo popolo, avendo consacrato tutta la sua vita alla causa nazionale della libertà albanese. Ha imparato a conoscere il futuro suocero e a rispettarlo. Per il momento la giovane Elia sta accanto al Principe Leka, aiutandolo nelle funzioni pubbliche. La futura Principessa afferma che la Famiglia Reale trova in maniera naturale la propria collocazione nella realtà politica, culturale e sociale del paese. Nello stesso tempo Elia crede che la politica in Albania sia ancora instabile, e che il popolo necessiti di concordia e di essere ascoltato. Ella spera che tutta l’energia impiegata dalla coppia reale per la causa donerà all’Albania maggiore equilibrio e sviluppo. Alla futura Principessa piacerebbe che il proprio matrimonio si ispirasse a quello di Re Zogu con la Regina Geraldina, evento che per gli albanesi fu uno dei più felici. La futura Regina d’Albania desidera soprattutto che il suo matrimonio sia una grande e felice festa per tutti gli albanesi, nel segno della speranza di migliori condizioni di vita, benessere e progresso.
(Fonte: U.M.I.)

6ARTISTA, Concorso rivolto ad artisti italiani e stranieri residenti in Italia: bando aperto fino al 26 settembre


6artista

(EUROITALIA – Roma, 25 agosto 2011) – Fondazione Pastificio Cerere, Associazione Civita e MACRO – Museo d’Arte Contemporanea Roma danno vita per il terzo anno al concorso 6ARTISTA, concepito per aiutare i giovani artisti nella loro fase formativa. Il premio per i due vincitori sarà una residenza d’artista che comprende un periodo in Italia e uno in Francia.

6ARTISTA è rivolto ad artisti italiani e stranieri residenti in Italia, tra i 21 e i 30 anni, che abbiano svolto la loro formazione nelle arti visive presso istituti italiani.

L’obiettivo è quello di offrire un periodo di formazione di sei mesi, caratterizzato da un’intensa attività e produzione artistica, all’interno del Pastificio Cerere di Roma, una ex fabbrica che attualmente ospita studi d’artista, scuole di fotografia, spazi espositivi, programmi di residenza per curatori e che dagli anni Ottanta è diventata la sede del celebre “Gruppo di San Lorenzo”.

 

 

Attraverso un confronto con diversi linguaggi, idee e tecniche si confida che i giovani talenti individuati possano consolidare la loro poetica e caratterizzare la propria ricerca oppure i propri mezzi espressivi. Anche per questa terza edizione di 6ARTISTA si conferma il programma di residenza a Parigi per tre mesi, presso la Cité Internationale des Arts, con un atelier messo a disposizione dagli Incontri Internazionali di Roma che, affiancando i sei mesi di formazione presso il Pastificio Cerere, conferisce al progetto un respiro internazionale.

Il programma di residenze, realizzato in contesti che offrono un vivace terreno di confronto e di crescita, vuole dare ai due giovani vincitori concrete opportunità di affermazione nel panorama artistico contemporaneo. L’iniziativa è articolata in diversi momenti di formazione attiva sul campo e di sostegno nella produzione di nuovi lavori, con l’aiuto della Fondazione Pastificio Cerere e degli Incontri Internazionali d’arte, che inviteranno gli artisti a realizzare progetti site specific per i loro spazi.

I due vincitori saranno selezionati dal Comitato Scientifico composto da: direttore del Macro – Museo d’Arte Contemporanea Roma; Mario Codognato, capo curatore generale del Museo Madre di Napoli; Ginevra Elkann, vicepresidente della Pinacoteca Giovanni e Marella Agnelli di Torino; Gabriella Buontempo, segretario generale degli Incontri Internazionali d’Arte di Roma; Francesco Manacorda, direttore artistico di Artissima Torino; Nunzio, artista; Marcello Smarrelli, direttore artistico della Fondazione Pastificio Cerere. A questi si aggiungerà il curatore in residenza per il 2012 alla Fondazione Pastificio Cerere.
I vincitori del Bando verranno annunciati a novembre durante un incontro pubblico ad Artissima, la Fiera internazionale d’arte contemporanea a Torino, che rappresenta un’occasione di grande visibilità nel panorama artistico internazionale. Il momento conclusivo, previsto per l’autunno 2012, è la presentazione negli spazi del Macro – Museo d’Arte Contemporanea Roma dei lavori realizzati durante le residenze.

Il testo del bando di concorso e tutte le informazioni utili sul sito www.6artista.it

Le candidature dovranno essere spedite entro il 26 settembre 2011 a: Segreteria 6ARTISTA presso Fondazione Pastificio Cerere, Via degli Ausoni 7 00185 Roma.
(Fonte: http://www.comune.roma.it/)

ITALIA LAVORO/Per uscire dalla crisi l’Europa punta sulla formazione


http://italia-lavoro-news.mag-news.it/nl/italialavorospa_link_1378.mn?mnq=GgK.BN.I.fa7q(€UROITALIA – ROMA, 21 marzo 2011). La crisi ha bruciato milioni di posti di lavoro: secondo l’Organizzazione internazionale del lavoro, il mondo conta ora 34 milioni di disoccupati in più rispetto al 2007, all’inizio della crisi finanziaria. Di poco inferiore la stima del direttore generale del Fondo monetario internazionale, Dominique Strauss-Kahn. In Europa la disoccupazione è in lieve diminuzione (a gennaio i disoccupati erano poco più di 23 milioni), dopo il massimo toccato a ottobre, ma la ripresa appare stentata, anche perché i paesi europei non possono realizzare politiche economiche espansive di entità simile a quelle degli Stati Uniti: i vincoli del patto di stabilità sono stringenti.

Tuttavia, dovendo far fronte a una vera e propria emergenza sociale, i maggiori paesi europei sono riusciti comunque a reperire tra le pieghe dei bilanci risorse tali da invertire il trend. Le politiche del lavoro hanno assorbito una quota importante di queste risorse: la Spagna, il paese che ha più sofferto la crisi e il cui tasso di disoccupazione ha superato il 20%, ha investito lo 0,53% del Pil in incentivi e l’1,84% in politiche passive del lavoro; significative le percentuali della Francia (rispettivamente 0,6% e 1,2%), mentre relativamente basse sono quelle del Regno Unito (0,5% e 0,05%). Una strada percorsa da molti paesi (ad esempio Francia, Germania e Paesi Bassi) è stata quella della riduzione dell’orario di lavoro: aziende e sindacati si sono accordati per diminuire le ore di lavoro e le retribuzioni, e in qualche Stato, come Germania e Svezia, i lavoratori hanno usufruito di un contributo pubblico per integrare il salario decurtato; anche il nostro paese tradizionalmente utilizza uno strumento di questo tipo (la cassa integrazione) e il governo ne ha esteso l’impiego anche ad alcuni settori non industriali. Un’altra via è aumentare il reddito disponibile dei lavoratori attraverso la riduzione del prelievo fiscale, del carico contributivo e l’aumento degli assegni familiari o di altri trasferimenti (Francia, Germania e Paesi Bassi).

La Spagna è stata tra i grandi paesi quello che più ha puntato su politiche rivolte alle imprese: bonus contributivi a favore di datori di lavoro per nuove assunzioni; bonus di 1.500 euro per l’assunzione a tempo indeterminato di disoccupati con figli a carico e bonus pari al 100% dei contributi assicurativi e previdenziali (per un massimo di tre anni) per datori di lavoro che assumono un disoccupato da almeno tre mesi. È difficile però valutare l’efficacia di queste misure: queste potrebbero essere un “peso morto”, come rileva anche il Rapporto della Fondazione di Dublino, poiché le aziende in molti casi avrebbero comunque assunto, a prescindere dall’esistenza o meno di questi incentivi. Secondo lo stesso rapporto le misure che sembrano aver meglio risposto alla crisi sono quelle incentrate sulla formazione, sia rivolte ai disoccupati (ad esempio le misure di accompagnamento in Francia, quelle di coaching per disoccupati che avviino attività in proprio in Germania), sia rivolte ai lavoratori di specifici settori, come in Spagna.

Da notare come la crisi abbia costituito l’occasione per alcuni paesi, tradizionalmente generosi in fatto di ammortizzatori sociali, di sposare la logica del workfare: nei Paesi Bassi sono state rafforzate le misure di attivazione per l’inserimento lavorativo dei giovani tra 18 e 27 anni ed eliminati i sussidi di disoccupazione per chi non dimostra di cercare attivamente lavoro. Per sconfiggere la crisi sarà necessario che la strategia Europa 2020 produca gli effetti desiderati. Gli Stati europei hanno elaborato i programmi nazionali di riforma: se questi saranno realizzati e il meccanismo di controllo della Commissione sarà effettivamente sanzionatorio, le probabilità di riprendere un sentiero di crescita in grado di far uscire l’Europa dalla crisi sono alte. Se invece i discorsi programmatici saranno lettera morta, non resterà che sperare nella locomotiva cinese e nelle magnifiche sorti e progressive.

Fonte: Italia Lavoro Informa