VATICANO, ORDINATI I NUOVI VESCOVI, OMAGGIO DEL MONDO A OTTO VON HABSBURG


S.E. il Signor Cardinale Walter Brandmüller

S.Em. Rev.ma il Signor Cardinale Walter Brandmüller

In successione, due solenni cerimonie vaticane di portata mondiale.

(Città del Vaticano, 8 ottobre 2011 – Simona C. Farcas) –  I rintocchi del campanone di San Pietro segnavano col vespro la celebrazione delle consacrazioni episcopali impartite da Sua Santità Benedetto XVI, con il Cardinale Segretario di Stato Tarcisio Bertone e  il Sacro Collegio dei Cardinali, ai nuovi Vescovi dell’Orbe cattolico, tra cui il  segretario generale del Governatorato dello Stato della Città del Vaticano monsignor Giuseppe Sciacca e il segretario del Pontificio Consiglio della Cultura monsignor Barthélemy Adoukonou.

Messa pontificale di Requiem per Otto von HabsburgDue ore dopo, a S. Maria in Camposanto Teutonico in Vaticano, aveva inizio il Pontificale altresì solenne presieduto dal Cardinale Walter Brandmüller, di Requiem nel terzo mese del pio transito dell’Arciduca Otto von Habsburg-Lothringen, presenti massime rappresentanze del mondo diplomatico, della Curia e della società romana.

Pontificale per Otto von Habsburg, 8 ottobre 2011: le autorità presenti

Pontificale per Otto von Habsburg, 8 ottobre 2011: le autorità presenti

Intenso fino a notte il viavai in limousine dall’arco delle campane e dal sant’Uffizio di centinaia di invitati alle due cerimonie in Vaticano e successivi ricevimenti. Mobilitato l’intero Corpo Diplomatico presso la Santa Sede, e molti ambasciatori e ministri al Quirinale, all’Ordine di Malta e alla FAO; rigorosamente in frac, uniformi diplomatiche e militari di gala.

Pontificale per Otto von Habsburg, 8 ottobre 2011: il labaro dei volontari di guerra italiani, il vessillo dell'Istituto storico Pio IX e la guardia ungherese rendono gli onori

Pontificale per Otto von Habsburg, 8 ottobre 2011: il labaro dei volontari di guerra italiani, il vessillo dell'Istituto storico Pio IX e la guardia ungherese rendono gli onori

Al Pontificale di Requiem per Otto d’Asburgo assistevano con le Rappresentanze delle Case Reali europee e del Medio Oriente, con il Bey Thomas Frachery per la Casa Reale Zog di Albania, giunto da Parigi, alti prelati della Curia Romana, l’aristocrazia a cominciare dal capo nato del Patriziato principe Domenico Napoleone Orsini, il Capo della Delegazione dell’Unione Europea presso la Santa Sede ambasciatore Yves Gazzo, il ministro di Spagna Manuel Viturro, i due ambasciatori d’Austria e della Mitteleuropa, dall’Irlanda, con il ministro Helena Keleher, al Kosovo, con l’ambasciatore in Italia S. E. Albert Prenkay, ambasciatori e ministri latino-americani, con l’ambasciatore del cattolicissimo Ecuador S.E. Marcela Velastegui, il ministro Gerardo Guzman di Colombia, Panama etc.; ambasciatori africani, con il ministro di Burkina Faso M. Jean Baptiste Kambire etc., generali di corpo d’armata per lo Stato Maggiore italiano, tra cui S.E. Rocco Panunzi, rappresentanze di Ordini cavallereschi e corporazioni nobiliari europee, con il principe Loris Kastriota Skanderbegh,  principessa di Canosa Irma Capece Minutolo,  principe Guglielmo Giovanelli Marconi, principessa Beatrice Feo Filangeri, contessa Elena Manzoni di Chiosca, e  S.E. don Gonzalo Orquín,  giunto da Siviglia; il Corpo Militare del  S.M. Ordine di Malta con il colonnello Gabriele Marronne, gentiluomini di Sua Santità, esponenti del mondo accademico e universitario, della cultura e dell’arte, impresa, finanza, giornalismo, volontariato sociale e umanitario; con il presidente del Real Circolo Francesco II di Borbone e Grand Ufficiale dell’ OESSG dott. Paolo Rivelli,  dott. Carlo Marconi, , avv. Germana Burgarella, avv. Pasquale Landolfi, avv. Carlo Cudemo, comm. Filippo Tiberia e numerosi altri; deputati al Parlamento europeo con l’onorevole Marco Scurria, l’onorevole Cristiana Muscardini, l’onorevole Alberto Michelini; parlamentari nazionali e pubblici amministratori guidati dall’onorevole Riccardo Mastrangeli; dirigenti dell’associazionismo cattolico e dei corpi morali e storico-religiosi romani, nazionali ed internazionali, affollavano il Pontificale. Seguiva il vin d’honneur con il Cardinale Walter Brandmüller, offerto nel Museo Archeologico del Collegio Teutonico vaticano dall’organizzatore dell’evento conte  Fernando Crociani Baglioni.

L’Istituto di Studi Storici Beato Pio IX con il Patrocinio di Roma Capitale e la partecipazione di  120 istituzioni ed organizzazioni italiane ed internazionali,  ha promosso l’evento, d’intesa con realtà culturali, politiche e storico-religiose di Austria, Ungheria, Germania e Croazia. Particolarmente ammirate le rappresentanze di corpi storico-paramilitari tirolesi e ungheresi, nei costumi tradizionali e vessilli, dell’Arciconfraternita teutonico-vaticana con il Camerlengo comm. Aldo Parmeggiani e il Rettore del Collegio rev. dr. Hans-Peter Fischer. La processione del Cardinale celebrante veniva aperta dal vessillo dell’Istituto storico Pio IX e dal labaro dei volontari di guerra italiani fregiato di innumerevoli medaglie d’oro, che hanno inteso associarsi all’omaggio reso da tanto spaccato della Roma tradizionale alla figura e all’opera dello statista, Arciduca Otto, fautore dell’Europa cristiana unita, prima che capo della dinastia imperiale dell’Ecumene  che segnò il secondo millennio della civiltà cristiana. La figura e l’opera di Otto von Habsburg, figlio ed erede dell’Imperatore Beato Carlo I d’Austria, veniva messa in risalto nell’omelia in lingua tedesca ed in sobrio stile dal Cardinale celebrante.

Pontificale per Otto von Habsburg, 8 ottobre 2011: rappresentanze diplomaticheIl solenne Pontificale di Requiem veniva accompagnato dall’Orchestra Barocca “Marco dall’Aquila”, internazionalmente nota per i concerti per l’Unione Europea alla Basilica di Collemaggio, nonché per i concerti di Natale e Pasqua all’Ara Cœli in Campidoglio, diretta dal maestro Jacopo Sipari, con saliente, classico  repertorio di musica sacra.

Il coro di Voci Bianche e Orchestra Barocca "Marco dall'Aquila"

Il coro di Voci Bianche e Orchestra Barocca "Marco dall'Aquila"

Giunti autorevolissimi messaggi di adesione dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, dal Sovrano Militare Ordine di Malta, dall’Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme, dal S.M.O. Costantiniano di San Giorgio, dall’Ordine Mauriziano, dalla Fondazione Adenauer e dalla Fondazione Europea Dragan, di cui assistevano numerosi membri e dirigenti.

8 ottobre 2011: il Principe Domenico Orsini omaggia il Cardinale Walter Brandmüller

8 ottobre 2011: il Principe Domenico Orsini omaggia il Cardinale Walter Brandmüller

“I politici sono i veri decadenti, incapaci di guidare il nostro Paese”


Articolo pubblicato su Il Tempo il 19/07/2010

Capece Minutolo stemma

[…] …baroni, conti, marchesi e principi non rinunciano a tracciare un bilancio graffiante di questo Paese, della politica e dei politici. Lo fanno a modo loro, sentendosi ricchi dell’appartenenza a famiglie che hanno accumulato secoli di storia ed esperienza. Fa una certa impressione pensare che queste antiche discendenze hanno combattuto con Carlo Magno, visto l’Impero di Carlo V, la rinascita della Francia, il Re Sole, la rivoluzione francese, il plurisecolare Stato Pontificio, la conquista delle Americhe, l’impero di Napoleone, i Borbone delle Due Sicilie, la Restaurazione dell’Ancien régime, la Vienna degli Asburgo, il Risorgimento italiano, l’Italia unita, due guerre mondiali. E loro sempre lì, sui troni, oggi su poltrone dirigenziali, o a far la spesa al supermercato, o tra i fornelli, trasmettendo a figli, nipoti e bisnipoti, il retaggio familiare. I 150 anni dell’Italia sono una frazione della loro storia, quella più recente.

«L’Italia avrà pure compiuto 150 anni, ma il primo a voler istituire un ministero pannazionale fu il principe Antonio Capece Minutolo, vissuto tra Settecento e Ottocento, con il suo modernissimo pensiero di un ministero di Polizia fra tutti gli stati regionali della nostra Penisola». A parlare è la principessa Irma Capece Minutolo, dedita al volontariato, appassionata di studi storico-politici e giuridici, la cui famiglia inizia con i Duchi indipendenti di Napoli, affrancatisi dall’impero di Bisanzio ben 1.237 anni fa. Di sovrani, Donna Irma se ne intende anche per storia recente: l’omonima zia, splendida cantante lirica, fu fra le regine della Dolce Vita nonché vedova di Re Farouk, ultimo monarca d’Egitto. «La differenza tra il mio quartavo, il principe Antonio, e i politici attuali – dice la nobildonna – è che egli, da ministro plurinazionale e profondo umanista, venne ingiustamente definito da alcuni come “forcaiolo” perché si rifiutò di aderire agli ideali rivoluzionari schierandosi a difesa del suo sovrano e delle istituzioni democratiche, uniche nel suo tempo, esistenti a Napoli. Oggi si vuol far passare per santi degli individui che, lungi dal difendere la povera gente, hanno come passatempo il perseguire fini personali o distruggere ciò che i nostri Padri hanno faticosamente costruito».

«Se 150 anni ci separano dalla morte di Cavour – aggiunge Donna Irma – sembrerebbero un baratro incolmabile di almeno 200 anni quelli che ci separano dall’operato del mio illustre antenato che non ebbe paura di schierarsi personalmente contro Napoleone, Metternich e l’intera corte inglese per difendere a spada tratta Napoli, i suoi sovrani e il suo popolo». «Fra spazzatura invadente, tunnel autostradali la cui costruzione eterna ha costi faraonici, ponti pagati quattro volte e mai realizzati, ricostruzioni mascherate da opere d’arte – conclude – la nostra classe dirigente, di destra e di sinistra, più che avvicinarsi agli ideali risorgimentali, sembra a suo agio trasposta alla fine della Repubblica Romana, quando scandali, appropriazioni indebite, collusioni e l’essere considerati al contempo re di tutti i sovrani e regine di tutti i soldati, era all’ordine del giorno».

[…]

Conte Fernando Crociani Baglioni

Uomo eclettico, sanguigno, voce potente e allo stesso tempo gentile, noto per le tante partecipazioni a iniziative umanitarie, è il conte Fernando Crociani Baglioni, cavaliere di Grazia e Devozione del Sovrano Militare Ordine di Malta, grand’Ufficiale dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana, decorato con la Médaille de la Ville de Paris. Sui politici il conte dice subito che «oltre la notte verrà l’aurora. Bisogna essere ottimisti, come per gran parte dei ceti storici di fronte ai cambiamenti di questi ultimi cento anni, pescando nella nostra concezione del mondo e della vita, dell’uomo, della società e della storia, il frutto di una visione cristiana, quindi ottimistica, che non sa subire l’idea di decadenza. Dai ceti storici italiani – continua il conte – noto un forte consenso per il cavaliere Silvio Berlusconi, al berlusconismo come movimento e prassi, all’idea di risanamento che con il piglio dell’imprenditore di grande successo, il cavaliere ha saputo imprimere alla sua avventura politica. Valori storici, borghesi, conservatori certamente, in cui, in senso lato, la destra nazionale ha saputo reidentificarsi. Valori sociali e cristiani nell’affermazione planetaria della libertà di mercato oltre la sconfitta storica del comunismo. Qualità della politica? Scarsa, ma siamo a livello degli altri paesi».

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