Centenario dell’unità romena, convegno di studi all’Angelicum


Roma. InfoFass 2018, n. 23, numero unico annuale di informazione sulle attività della Facoltà di Scienze Sociali dell’Angelicum, Pontificia Università di San Tommaso d’Aquino (PUST), ha voluto comprendere una nota sull’evento a carattere storico che ha celebrato il Centenario dell’unità romena: retrospettive e prospettive, ospitato dalla stessa Università lo scorso 23 marzo 2018.

Perdurante la Grande Guerra, Romania e Moldavia conobbero la loro unificazione, il 27 marzo 1918; mentre la Russia era scossa dalla Rivoluzione bolscevica. La guerra contro gli imperi centrali mossa dalla Romania nel 1916 durava ancora e cessò soltanto con l’armistizio del 1° dicembre 1918, segnando la vittoria della stessa Romania, alleata delle potenze dell’Intesa.

Questo Centenario è stato “celebrato” con un convegno di notevole spessore, ospitato dall’Università San Tommaso d’Aquino in Roma, il 23 marzo 2018; promosso dall’IRFI – Associazione “Italia Romania Futuro Insieme” Onlus, con il Patrocinio dell’Ambasciata di Romania presso la Santa Sede, in collaborazione con la FASS – Facoltà di Scienze Sociali dell’Angelicum.

S.E. Liviu – Petru Zăpîrţan. Ambasciatore di Romania presso la Santa Sede e il Sovrano Ordine di Malta.

Alte le rappresentanze invitate e presenti: Prof. Sr. Helen Alford, O.P. Vice Rettore dell’Angelicum, S.E. il Prof. Liviu–Petru Zăpîrţan Ambasciatore di Romania presso la Santa Sede, Dott.ssa Veronica Ocneriu Console dell’Ambasciata di Romania in Italia, Don Isidor Iacovici capo della comunità romena in Roma di Rito latino, Prof. Eugenia Bojoga docente di lingua romena al Pontificio Istituto Orientale e UBB Cluj-Napoca; Prof. Inocent-Maria Vladimir Szaniszló, O.P. Prof. Fernando Crociani Baglioni giornalista e storico, quale moderatore del simposio. La Dott.ssa Tatiana Ciobanu guidava una rappresentanza del movimento unionista romeno-moldavo.

Il convegno, titolato “1918-2018: Centenario dell’unità romena: retrospettive e prospettive”, ha affrontato le tematiche storiche, culturali e socio-politiche relative all’unificazione nazionale, incentrate sulla rievocazione di due personaggi, Mons. Anton Durcovici (1888-1951), Vescovo di Iasi e martire, ed Eugenio Coseriu” (1921-2002), fondatore della linguistica testuale, protagonisti di quegli avvenimenti o delle loro dirette conseguenze.

Il Prof. Crociani Baglioni ha illustrato la successione e dinamica degli eventi bellici e dei loro risvolti politici e diplomatici, dalla “attesa” dell’intervento romeno nel 1916 a fianco dell’Intesa, alla conclusione della guerra e al Trattato di Pace con l’Austria-Ungheria e la Germania. La pace comportò l’annessione alla Romania di Transilvania e Bucovina. Si realizzò così la “România Mare” ossia la “grande Romania”, nella completezza con Bessarabia e Dobrugia dei suoi confini naturali, di nazione unita nell’idioma neo-latino storico dei romeni. Tale identità fu esaltata negli studi di Eugenio Coseriu, che nato a Mihăileni in Bessarabia nel 1921, seppe rappresentare la vocazione dei popoli romeni alla unità politica nel concerto delle loro regioni storiche. Come la Prof.ssa Eugenia Bojoga, nella sua lezione su “Il periodo italiano nella biografia intellettuale di Eugenio Coseriu” ha ricordato lo studioso.

Prof.ssa Eugenia Bojoga

Dopo il saluto d’ingresso di Sr. Helen Alford, l’Ambasciatore Zăpîrţan, chiar.mo storico e filosofo, ha ringraziato la Vice Rettore per l’ospitalità concessa. Nella sua conferenza dal titolo “L’unicità della creazione di uno Stato”, S.E. Zăpîrţan, citando Hegel, ha ricordato che “un popolo deve assumersi il proprio ruolo verso la storia universale avendo la consapevolezza della propria identità”. Così è il popolo romeno, con “la sua lingua, la sua spiritualità avendo radici nella cultura latina, greca ed ebraico-cristiana, un tesoro per l’intera cultura europea. […] La storia è anche un processo di scambio tra le nazioni; di opere filosofiche, artistiche, religiose, dello Spirito alto, ma anche dello spirito pratico – continua S.E. Zăpîrţan –. I popoli che sono riusciti a creare una grande storia sono i popoli che hanno strutturato correttamente la loro identità riuscendo ad esprimere il loro contributo alla storia universale, perseguendo e creando bene comune. Il “miracolo” di cui parla G. Brătianu non è la nascita del popolo romeno ma la sua presenza costante sullo spazio carpatico-danubiano-pontico – dice S.E. l’Ambasciatore –, la particolare resistenza ai fattori minaccianti la sua stessa esistenza”. Nonostante la dominazione degli imperi stranieri, “il popolo nelle dieci provincie romene ha vissuto il proprio sistema di valori, sintetizzati dal Prof. Mărgineanu con il concetto di “omenia” – ossia, quel complesso assiologico e attitudinale di amore per l’altro. Un amore radicato nella famiglia, che ha fondato la grande famiglia etnica, trasferita in simboli di unità nazionale. Un’unità intrinseca alla spiritualità, chiamata da L. Blaga “matrice stilistica propria”. Ed è proprio questa spiritualità – conclude S.E. Zăpîrţan – che portò le élite e il popolo romeno ad affermarsi e costituirsi in Stato unitario nel 1918”.

La situazione catastrofica prodottasi con gli esiti della seconda guerra mondiale fu innescata dallo sciagurato Patto Molotov-Ribbentrop del 1939, con cui si smembrava la Romania rispetto all’assetto unitario conseguito nel 1918. Subiamo ancora le conseguenze di quell’accordo.

Rev. Don Isidor Iacovici e Dott.ssa Veronica Ocneriu

La figura e l’opera del Mons. Durcovici (1888-1951), beatificato, il quale fu alunno dell’Angelicum (1906-1908), è stata illustrata dal Rev. Isidor Iacovici Postulatore della Causa di Canonizzazione del martire. Notevole fu l’apostolato religioso e sociale del prelato per la Romania tra le due guerre mondiali e nel secondo dopoguerra, sotto la tirannia comunista di cui rimase vittima innocente.  Egli si spese nella formazione dei laici, degli intellettuali e dei futuri sacerdoti, da pioniere del pensiero tomista nella Romania cristiana unificata. Insegnando S. Tommaso, Durcovici dichiarò: “Chiunque apra la sua opera animato dall’amore sincero per la verità, la sua sete sarà pienamente appagata”.

È dunque l’impegno per la diffusione e conoscenza della verità che accomuna i due personaggi rievocati nel convegno; pur diversi per formazione ed appartenenti a generazioni successive.

Uno dei principi chiave che guidarono l’attività scientifica di E. Coseriu fu quello dell’obiettività: “dire le cose come sono” (τά ΄όντα ώς έ̀στιν λέγειν, dal Sophista di Platone). La sua instancabile ricerca della verità è oggi esempio non solo per i romeni. Le sue teorie sul linguaggio sono oggetto di studio nelle migliori università del mondo, dal vecchio al nuovo continente. Coseriu partì giovanissimo per l’Italia, che sarebbe diventata per lui come una  seconda Patria, conseguendovi due lauree. La condizione di emigrato fu determinante; universalmente riconosciuto come un “maestro di pensiero”, a conferma – di quanto dice il sociologo De Masi – che “il lato bello dell’emigrazione consiste nella possibilità di concretizzare piani irrealizzabili nella terra di origine, venendo a contatto con persone e luoghi inconsueti, capaci di alimentare la creatività con punti di vista differenti”.

Il convegno veniva moderato dal Prof. Fernando Crociani Baglioni, il quale assegnava, a conclusione dei lavori, gli interventi dell’uditorio composto dai ricercatori e studenti del Progetto „Studio Realtà” della FASS, diretto dalla Prof. Sr. Helen Alford, tra cui Alina Vărzaru, Mioara Moraru, Eduard-Vasile Dascălu, Măndica Neagu, Adriana Jugaru, Oana Iorga, Teodora Băiaș,  Irakli Javakhishvili. E da esponenti delle comunità romena e moldava in Roma.

Simona Cecilia Crociani Baglioni Farcaș

InfoFass

 

 

 

La Rivista InfoFass della Facoltà di Scienze Sociali ha pubblicato la cronaca del Convegno.

 

 

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Vatican, Pr. Isidor Iacovici numit în Consiliul prezbiteral al Diecezei de Roma


Începând cu 29 decembrie 2017, pr. Isidor Iacovici, parohul comunităţii romano-catolice române de la San Vitale şi Grotte Celoni, face parte din Consiliul prezbiteral al Diecezei de Roma. Numirea a primit-o din partea Excelenţei sale Angelo de Donatis, vicarul papei pentru Dieceza de Roma.

Pr. Isidor Iacovici

Această numire reflectă atenţia pe care Dieceza de Roma o arată faţă de fenomenul migraţiei, în general, şi faţă de prezenţa numeroasă şi activă a comunităţii catolice din România, în special. Totodată, datorită acestui semn de consideraţie, preocupările şi întrebările românilor prezenţi la Roma vor avea un ecou şi în discuţiile din cadrul Consiliului.

Prima convocare la care a participat pr. Isidor a avut loc la 8 ianuarie 2018. Tematica a fost aceea a pastoraţiei tineretului, corelată cu chestiunea familiei. S-a subliniat că familiile sunt invitate să ofere generaţiei tinere o mărturie credibilă despre iubirea lui Dumnezeu care este prezent nu doar în biserică, ci şi în momentele de rugăciune din viaţa domestică. S-a dezvoltat acest joc de cuvinte: tinerii au nevoie de familii familiarizate cu Dumnezeu.

Acest mesaj este oglindit şi în textul amintirilor pe care pr. Isidor le oferă în acest an cu ocazia binecuvântării familiilor şi a caselor: părinţii au nobila misiune de a transmite generaţiei tinere valorile credinţei în Dumnezeu pe care le-au primit la sfântul Botez.

* * *

Consiliul prezbiteral, conform can. 495 § 1 din Codul de Drept Canonic, indică un grup de preoţi care, reprezentând clerul diecezei, formează un fel de senat al episcopului. Consiliului îi revine datoria de a-l ajuta pe episcop în conducerea diecezei, ca să fie promovat în cel mai înalt grad binele pastoral al porţiunii poporului lui Dumnezeu încredinţate Episcopului.

Can. 500 menţionează faptul că episcopului diecezan îi revine datoria să convoace Consiliul prezbiteral, să-l prezideze şi să stabilească problemele ce trebuie dezbătute în cadrul lui sau să le accepte pe cele propuse de către membri. Alineatul 2 al aceluiaşi canon specifică: Consiliul prezbiteral are numai vot consultativ; episcopul diecezan să-l audieze în chestiunile de importanţă majoră, însă de consimţământul lui are nevoie numai în cazurile stabilite în mod expres de drept.

Consiliul prezbiteral nu poate niciodată să acţioneze fără episcopul diecezan, căruia îi revine în exclusivitate şi grija de a da publicităţii cele care au fost stabilite conform § 2.

Pr. Iulian Robu – http://ercis.ro/

Îl felicităm pe noul Membru al Consiliului prezbiteral al Diecezei de Roma, pr. Isidor Iacovici, şi îi urăm mult succes în misiunea pe care o desfăşoară, mulţumindu-i pentru munca în Comunitatea romano-catolică  română de la San Vitale şi Grotte Celoni şi contribuţia pe care o aduce Bisericii şi Diecezei de Roma.

Simona Cecilia Crociani Baglioni Farcaş

Asociaţia IRFI onlus

DIOCESI DI ROMA – CONSIGLIO PRESBITERALE

Membro della Giunta

Don Isidor IACOVICIRappresentante dei Sacerdoti impegnati nella Cura Pastorale dei Migranti e delle Comunità
Etniche

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ROMA. STUDENTI ROMENI E MOLDAVI RIUNITI IN PREGHIERA A SAN VITALE


Celebrazione a fine anno accademico, presieduta dal cappellano della Comunità Romena di Rito Latino in Roma.

San-Vitale_20160616 (3)Nella cornice paleocristiana di „Santi Vitale e Compagni martiri in Fovea” al Quirinale,  restaurata dal Pontefice Sisto IV, nell’Anno Santo 1475, e poi abbellita dal fior fiore del Barocco romano durante tutta la Rinascenza.

Il culmine di questo Giubileo della Misericordia del 2016, è stato celebrato dalle confessioni cristiane di lingua romena. Romeni e moldavi, romano-cattolici, ortodossi, greco-cattolici, nelle loro componenti giovanili e studentesche. Si sono riuniti in preghiera comunitaria di ringraziamento, a conclusione dell’anno accademico nelle università pontificie e pubbliche della Roma universale: Pontificia Università di San Tommaso d’Aquino “Angelicum”, Sapienza Università degli Studi di Roma e Roma Tre.

La Messa cantata, giovedì 16 giugno 2016, è stata presieduta dal Rev. Dott. Don Isidor Iacovici, destando speciale raccoglimento e partecipazione, con coro ed organo a cura di Eduard Pal e Cristina Calarasu.

Organizzata dai borsisti del Progetto “Studio Realtà” della Facoltà di Scienze Sociali dell'”Angelicum”.

Il celebrante è stato complimentato dai presenti per il recente Dottorato di ricerca in Teologia, conseguito al “Teresianum” Pontificia Facoltà Teologica, con una monumentale tesi su “Il vescovo Anton Durcovici (1888-1951) testimone di Cristo. La testimonianza fino al martirio durante il comunismo in Romania”.San-Vitale_20160616 (7)

A seguire, i complimenti ai neo laureati ed agli studenti, specialmente impegnati nel campo del dialogo tra le confessioni cristiane e l’Ecumenismo nell’Europa Orientale, come specificatamente nella diaspora romena e moldava.  San-Vitale_20160616 (17)

Conferiti loro alcuni attestati di benemerenza dal Presidente dell’Istituto di Studi Storici Beato Pio IX Prof. Fernando Crociani Baglioni.

La serata si concludeva con una àgape fraterna, che rammentava a tutti gli intervenuti e alle loro famiglie, lo spirito di fratellanza, di amicizia, solidarietà e collaborazione. Che unisce ed anima romeni e moldavi nella diaspora, nel comune destino di ricreare in Roma,  centro e cuore del Cristianesimo, faro di riferimento di tutte le nazioni latine, i presupposti della rinascita di migliori condizioni di vita, di studio e di lavoro, per l’avvenire della Patria comune, a ripartire dalle giovani generazioni.San-Vitale_20160616 (18)

Piacevole e benedicente la presenza del Rev. Mons. Pierpaolo Felicolo del Vicariato di Roma, Direttore Ufficio per la Pastorale delle Migrazioni.

FAMILIA ŞI FENOMENUL EMIGRĂRII


Pr. Isidor IACOVICI Institutul Pontifical „Teresianum” din Roma (Italia)

Pornind de la premisa că nici una dintre familiile plecate în străinătate nu a ales această cale spre a-l căuta pe Dumnezeu, pentru a se sfinţi, ci pentru a câştiga bani, autorul articolului care urmează analizează problematica fenomenului imigrării şi a impactului acestui fenomen asupra familiei. Mai întâi, autorul indică faptul că familia este nevoită să emigreze şi evidenţiază cauzele acestei necesităţi, dar şi pericolele pe care le presupune. O altă realitate dureroasă tratată de pr. Isidor Iacovici este cea a necorespunderii promisiunii cu realitatea din ţara în care se emigrează. În acest context, autorul vorbeşte despre implicarea Bisericii în fenomenul imigrării, prin trimiterea de preoţi care să se îngrijească spiritual de conaţionalii lor, prin ajutorarea imigranţilor şi prin diferite manifestări cu caracter cultural şi spiritual. În continuare, autorul analizează situaţia familiei în contextul emigrării, precum şi consecinţele acesteia, printre care este şi cel al convieţuirii nesacramenale, împotriva căreia sunt aduse şi unele argumente şi remedii. În final, se tratează despre emigranţi şi muncile pe care le prestează în ţara-gazdă. (din Sumar). -famiglia-

Citeşte Familia si fenomenul emigrarii Pr. Isidor Iacovici (pdf)

…” nici una dintre familiile noastre plecate în străinătate nu a ales această cale spre a-l căuta pe Dumnezeu, pentru a se sfinţi, trebuie să fim realişti, ci pentru a câştiga bani, cât mai mulţi bani, pentru a putea achita datorii făcute în ţară, pentru a construi o casă, pentru a cumpăra o maşină sau, pur şi simplu, pentru a deschide o afacere, fie în ţară, fie chiar acolo, în străinătate, unde se află. Am fi idealişti să considerăm că, asemenea Fericitului Ieremia, mai pleacă astăzi cineva în străinătate pentru a se sfinţi. … Va trebui să acceptăm că aceasta este realitatea, să încercăm să o înţelegem, să-i dăm un sens şi să vedem la ce concluzii se poate ajunge.  Continuă să citeşti… Familia si fenomenul emigrarii Pr. Isidor Iacovici

Pr. Isidor Iacovici

 

Părintele Isidor Iacovici s-a născut la 9 aprilie 1958 la Bacău. A absolvit Şcoala Generală de 8 clase la Mărgineni în anul 1973, Liceul Seminarial din Iaşi în anul 1977 şi Institutul Teologic Romano-Catolic “Sfântul Iosif” din Iaşi în anul 1984. A fost sfinţit preot la 29 iunie 1984 la Iaşi, de către ep. Balint Lajos. A urmat studii postuniversitare la Pontificia Facolta Teologica “Teresianum” din Roma, obţinând licenţa şi doctoratul în teologie spirituală. A activat ca vicar la Rădăuţi, Piatra Neamţ, Prăjeşti şi ca paroh la Vizantea, Paşcani şi Iaşi “Sfânta Tereza a Pruncului Isus”. Începând cu data de 1 iunie 2004, activează în calitatea de capelan la Roma, îngrijindu-se de cele două comunităţi de români: Parohiile “San Vitale” şi “Santa Maria Causa Nostrae Laetitiae”.

IL CARDINAL VICARIO DI ROMA AGOSTINO VALLINI COMMENDATORE DELLA STELLA DI ROMANIA


L’alta onorificenza testimonia  i meriti per l’Ecumenismo e l’integrazione culturale e civile delle nazioni sorelle

Sua Eminenza  Cardinale Agostino Vallini, Vicario di Roma nella Basilica di San Vitale

Sua Eminenza Cardinale Agostino Vallini, Vicario di Roma nella Basilica di San Vitale

La Festa Nazionale dell’Unità e Indipendenza della Romania (1° Dicembre) ha assunto quest’anno per i romeni residenti in Roma e comunque in Italia, uno speciale significato, in quanto la massima istanza della Nazione ha voluto conferire ad un Principe di S.R.C. (Santa Romana Chiesa), Vicario di Roma, il Cardinale Agostino Vallini, la Commenda dell’Ordine della Stella di Romania. L’alta onorificenza rumena è stata rimessa al porporato da Sua Eccellenza l’Ambasciatore di Romania presso la Santa Sede ed il Sovrano Militare Ordine di Malta.  Solenne cornice della cerimonia civile e diplomatica è stata, dopo un pontificale presieduto dallo stesso Cardinale, la Basilica Paleocristiana dei Santi Vitale e Compagni martiri in Fovea a via Nazionale, celebre a Roma e nel mondo per gli affreschi rinascimentali del Pomarancio.

L’Ordine della Stella di Romania, istituito dal Re Carol I di Romania nel 1877, nell’alto grado di Commendatore, va a ricompensare i meriti del Cardinal Vicario di Sua Santità per la Diocesi di Roma, il quale accolse di buon grado  la richiesta dei membri romano-cattolici della Comunità romena in Roma, di godere di una Basilica per le celebrazioni di precetto in lingua, e per poter vivere una vita comunitaria in ambito religioso-culturale, sociale e civile. Queste attività da oltre un quindicennio hanno sempre trovato l’incoraggiamento e il sostegno dal Vicariato di Roma di Sua Santità, per specifico  volere dei Pontefici  Beato Giovanni Paolo II e Benedetto XVI. Infatti, San Vitale a Via Nazionale, già parrocchia nel cuore della capitale d’Italia, accoglie i romeni immigrati e loro famiglie per la Santa Messa di precetto.

S.E. Amb. Bogdan Tataru-Cazaban  rimette la Commenda della Stella di Romania al Card. Agostino Vallini

Roma, Basilica di San Vitale, 25 novembre 2012. S.E. Amb. Bogdan Tataru-Cazaban rimette la Commenda dell’Ordine della Stella di Romania a Sua Eminenza il Signor Cardinale Vicario di Roma Agostino Vallini

La vita spirituale della Comunità vi si svolge anche per ogni attività pastorale e necessità dei fedeli:  battesimi, prime comunioni, cresime, matrimoni e relativi corsi di preparazione vi hanno luogo insieme alle attività socio-culturali e artistiche per i giovani e le famiglie: centri d’ascolto, pellegrinaggi, sostegni all’indigenza.  Alle attività e celebrazioni liturgiche si alternano concerti  e conferenze, pellegrinaggi e visite guidate, corsi di formazione. Il Vicariato di Roma, concedendo la Basilica ha perseguito  negli anni il rafforzamento  dei rapporti tra i fedeli della Diocesi romana, le Autorità civili italiane e i romeni romano-cattolici, contribuendo così in modo molto significativo e concreto all’integrazione della comunità romena, all’assistenza, beneficienza e solidarietà.

Foto di gruppo

Il Cardinal Vicario, come i suoi Predecessori, e sempre d’intesa con la Santa Sede e la Chiesa italiana, testimoniò altresì la sua sollecitudine verso i romeni immigrati di confessione ortodossa e di rito greco-cattolico bizantino. Ciò al punto da concedere o confermare  loro chiese e strutture religiose  nell’ambito della Diocesi romana e delle Chiese suburbicarie, per il regolare svolgimento della pratica religiosa. Ciò nello spirito più alto dell’Ecumenismo e della comunione tra le chiese di Occidente e d’Oriente. Com’è altresì praticato in molte realtà ecclesiali italiane in favore delle comunità romene delle varie confessioni e riti.

Don Isidor Iacovici

Don Isidor Iacovici rivolge al Cardinal Vicario di Roma il saluto dei romeni,  nello spirito di fratellanza con i fedeli romani, che raggiungerà il Santo Padre Benedetto XVI

Gli onori di casa e l’assistenza al Pontificale veniva offerta all’Eminentissimo Cardinale, alle loro Eccellenze gli Ambasciatori di Romania presso la Santa Sede e la Repubblica italiana, ed ai rappresentanti dell’Ortodossia e della Chiesa Greco-Cattolica romena presenti e  organizzate a Roma e in Italia, dal Rev. Don Isidor Iacovici, responsabile della Missione con Cura d’Anime dei romeni di rito latino a Roma, dal Rev.mo  Mons. Daniele Micheletti, parroco della Basilica San Vitale, e dal Rev.mo Mons. Pierpaolo Felicolo, Direttore dell’Ufficio per la Pastorale delle Migrazioni del Vicariato di Roma.

La Basilica di San Vitale gremita dei romeni residenti in Roma

Roma, 25 novembre 2012,  Basilica di San Vitale gremita dei romeni residenti in Roma

I cori delle confessioni cristiane romene accompagnavano con l’organo il Pontificale,  al cui termine aveva luogo la cerimonia di imposizione della decorazione di Commendatore  dell’Ordine della Stella di Romania al  Porporato. Gli applausi della Basilica stracolma di rumeni di ogni confessione nei costumi nazionali, testimoniavano il giubilo per l’onorificenza conferita dalla Nazione romena all’alto rappresentante della cattolicità, nel segno della collaborazione all’insegna dei valori cristiani nella fratellanza ecumenica .

Conte Prof. Fernando Crociani Baglioni
Cavaliere di Grazia e Devozione del Sovrano Militare Ordine di Malta

N.B.: Tutti i diritti di riutilizzo delle foto sono riservati all’Episcopia Romano-Cattolica di Iasi.

Altre immagini del Pontificale e della cerimonia diplomatica, qui.

Roma, causa di beatificazione del Servo di Dio Anton Durcovici Vescovo di Iasi e martire


Servo di Dio ANTON DURCOVICI

Altenburg (Austria), 17 maggio 1888 – Sighetul Marmatiei (Romania), 10 dicembre 1951

Servo di Dio Anton Durcovici

Servo di Dio Anton Durcovici

La causa di beatificazione del vescovo, venerato come martire della fede nella diocesi di Iasi dal 1999, è arrivata nella fase romana; tutti i documenti sono stati presentati l’8 febbraio 2010 alla Congregazione vaticana per le Cause dei Santi. Postulatore della causa di beatificazione del Servo di Dio mons. ANTON DURCOVICI, è don Isidor Iacovici.

https://futuroinsieme.wordpress.com/slujitorul-lui-dumnezeu-ep-anton-durcovici-servo-di-dio-anton-durcovici-vescovo-e-martire/