Accademia di Romania in Roma: Mostra “La Cultura Cucuteni, dal simbolismo all’arte”


Ceramica e statuette in argilla scoperte nella Provincia di Botosani – Romania  

Lunedì, 19 giugno 2017, ore 18.30, all’Accademia di Romania, Sala Esposizioni (Piazza José de San Martin, 1 – 00197, Roma),  avrà luogo l’inaugurazione della mostra “La Cultura Cucuteni – dal simbolismo all’arte -“. Presenti il prof. Marco Merlini (Roma) e il dr. Aurel Melniciuc (Botosani). La mostra è visitabile dal 19 al 25 giugno 2017.  Ingresso libero.

La Cultura Cucuteni – dal simbolismo all’Arte. La mostra, intitolata “La Cultura Cucuteni – dal simbolismo all’Arte”, è organizzata dal Museo della provincia di Botosani (Romania), in collaborazione con l’Accademia di Romania a Roma e l’Istituto Culturale Romeno, intende presentare la meravigliosa arte della Cultura Cucuteni, illustrando la ceramica e le statuette in argilla scoperte nella Provincia di Botosani – Romania.

Gli artefatti di questa civiltà sono caratterizzati da una vasta gamma di motivi decorativi che gli artisti di questa cultura hanno usato in diverse combinazioni, impiegando solo tre colori (bianco, nero e rosso) in modo da creare risultati spettacolari, considerata l’epoca nella quale sono stati creati. La mostra “La Cultura Cucuteni – dal simbolismo all’Arte” è strutturata in immagini d’alta fedeltà, realizzate in una maniera artistica da fotografi professionisti che collaborano con National Geographic, e corredata da testi in romeno, italiano e inglese, raggruppati in pannelli tipo “roll-up”. Questa mostra non è destinata a focalizzare l’attenzione su informazioni storico-scientifiche e sui dettagli tecnici, ma sul valore artistico dei manufatti in ceramica e dell arte figurativa della cultura Cucuteni.
L’inaugurazione della mostra avrà luogo il 19 giugno 2017, ore 18.30, nella sala espositiva dell’Accademia di Romania a Roma, con interventi del prof. Marco Merlini (Roma) e del dott. Aurel Melniciuc (Museo di Botosani). La mostra è visitabile dal 19 al 25 giugno 2017 presso l’Accademia di Romania, Piazza José de San Martin, 1 – 00197, Roma. Ingresso libero.

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Quanti sono i romeni in Italia? Dati IDOS 2016


Antonio RICCI, Centro Studi e Ricerche IDOS, traccia un profilo dei romeni in Italia, alla luce dei dati del Dossier Statistico Immigrazione 2016.2016_romeni_in_italia_idos

 

Una comunità in controtendenza

Il numero dei romeni che vivono in Italia aumenta ancora. Nonostante la prolungata crisi economico-occupazionale attraversata dal nostro Paese, i romeni in Italia si confermano all’inizio del 2016 come la prima comunità straniera, con 1.151.395 di presenze.Si tratta di un aumento apparentemente contenuto, pari a circa 20 mila unità rispetto ai 1.131.839 residenti dell’anno precedente. Tuttavia è invece certamente rilevante se si considera che esso è il risultato essenzialmente del saldo, da una parte, dei nuovi arrivi (stimabili a circa 25mila) e dei nati in Italia (15.796 il dato, ultimo disponibile, al 2014) e, dall’altra, dei ritorni in Romania (sono state 13.518 le cancellazioni anagrafiche nel 2014) e delle acquisizioni di cittadinanza italiana (6.442 il dato, ultimo disponibile, al 2014).

Se si considera che nello stesso periodo la presenza straniera in Italia è aumentata di appena 12 mila unità, appare evidente l’apporto in controtendenza offerto da questa comunità, senza il cui contributo si sarebbe assistito piuttosto ad un calo di diverse migliaia di unità del totale della presenza straniera.

Questa comunità di oltre 1 milione di persone è diffusa sull’intero territorio italiano, con una spiccata prevalenza nelle regioni centro-settentrionali (575.908 nel Nord e 362.755 nel Centro). Roma risulta essere indiscutibilmente la capitale dei romeni in Italia dal punto di vista quantitativo, mentre Torino lo è quanto all’incidenza sull’intera presenza straniera. Nella sola provincia di Roma (178.701) risiedono nel 2015 più cittadini romeni di quanti non ve ne siano in tutto il Mezzogiorno (145.993). Nella provincia di Torino, invece, dove i romeni residenti sono poco più di 100mila (102.077), essi rappresentano la metà della popolazione non italiana (46,0%). Seguono poi importanti province del Settentrione, come quella di Milano (47.564) e con poco più di 30.000 in quelle di Verona e Padova (rispettivamente 30.806 e 30.529).

Le donne romene in Italia, che nel corso del 2015 sono divenute 658.658, si confermano maggioritarie rispetto agli uomini (57,2% del totale). Le donne romene si distinguono per una larga partecipazione al mondo del lavoro, tanto che nel 2015 risultavano occupate almeno un giorno nel corso dell’anno negli archivi Inail 418.058 donne (il 54,5% del totale). Una donna straniera occupata ogni 4 è romena (25,6%). Nonostante ciò, mentre per diversi gruppi sono state proprio le donne a guidare la ripresa occupazionale, nel caso della Romania il tasso di occupazione femminile risulta stazionario, mentre quello di disoccupazione cresce. A parziale compensazione di questo trend si pone invece l’evidente protagonismo delle donne romene nell’imprenditoria, settore economico dove negli ultimi anni si è assistito ad un vero boom di imprese romene trainato dal coinvolgimento femminile (passate da un’incidenza del 13,8% del 2008 al 22,2% del 2015).

L’inserimento nel mondo del lavoro concreto e contraddistinto da tanti sacrifici

La comunità straniera con più occupati in Italia si conferma nel 2015 la Romania, da cui proviene oltre un quinto degli stranieri occupati in Italia (21,5% nel 2015, ossia 767.047 persone, secondo gli archivi Inail). I 70.652 romeni registrati tra i nuovi assunti hanno un’incidenza ancora più alta (quasi il 30%). A questa dinamicità corrisponde tuttavia una frammentazione del percorso lavorativo testimoniata dalla frequenza di più assunzioni ripetute nel corso dello stesso anno, intervallate da periodi di disoccupazione o di inserimento nel mercato del lavoro nero.

Il volume complessivo dei redditi dichiarati dai romeni è pari a 5,6 miliardi di euro, cui corrispondono 624 milioni di euro di Irpef versata.

In termini di qualità del lavoro, nel 2015 più della metà degli occupati romeni svolge un lavoro non adeguato al titolo di studio posseduto, come evidenzia la maggiore concentrazione di questa comunità in lavori meno qualificati, contestualmente al possesso di più elevati titoli di studio.

Per loro, i settori prevalenti di inserimento sono i servizi (422.089, pari al 55,0%) e l’industria (163.346, pari al 21,3%), con punte più alte rispettivamente nei comparti dei servizi alla persona e dell’edilizia. In quest’ultimo comparto i romeni rappresentano il 40% degli addetti stranieri. Settore rifugio in tempo di crisi si è rivelata l’agricoltura, con un numero crescente di occupati: 100.506 romeni, pari al 13,1% del totale dei romeni occupati, di cui 19.125 assunti ex novo nel 2015.

I settori prevalenti di inserimento (edilizia, agricoltura e servizi alla persona) sono anche quelli dove più diffusi sono fenomeni distorsivi  del mercato del lavoro come il lavoro nero, il caporalato e  lo sfruttamento della manodopera straniera: la cronaca dei quotidiani italiani registra frequentemente l’emersione di casi che vedono vittime cittadini romeni in ogni angolo della Penisola, dal ragusano al veronese, dalle Langhe al gallurese.

Altro risvolto negativo della situazione occupazionale è anche il primato dei romeni tra i lavoratori infortunati nel corso del 2015, con 15.368 infortuni, di cui 48 mortali.

Il coinvolgimento imprenditoriale dei romeni in Italia è stato particolarmente stimolato dalla loro intraprendenza e anche dall’interesse a conservare il posto di lavoro in tempo di crisi, ma spesso non è escluso un forte desiderio di ascesa professionale. Sono 48.182 i titolari di imprese individuali gestite da persone nate in Romania, pari ad un decimo di tutte le imprese straniere. Il primo settore è l’edilizia (64,4%), seguita da commercio (11,8%) e sevizi imprese (4,6%).

Un radicamento profondo fondato sulla famiglia

La comunità romena non solo cresce, ma consolida il proprio radicamento in Italia intensificando il carattere familiare della propria presenza. Il numero di bambini romeni iscritti come alunni nelle scuole italiane risulta in costante crescita, arrivando con 157.806 alunni a rappresentare un quinto (19,4%) del totale dei bambini stranieri nell’anno scolastico 2015/2016. Anche per quanto riguarda la continuazione degli studi emerge che, tra i 7.090 studenti romeni iscritti nelle università italiane nell’a.a. 2015/2016, i due terzi sono verosimilmente figli di immigrati avendo conseguito il titolo di maturità direttamente in Italia.

Nonostante l’avvio recente dei flussi (solo dopo il 1990), troviamo tra i romeni un numero consistente di giovani di “seconda generazione”. Secondo i dati Istat tra il 2000 e il 2014 sono nati in Italia complessivamente 136.144 bambini con madre romena e padre romeno o straniero Nel 2013 si è raggiunto il numero massimo con 15.796 nuovi nati romeni in Italia, pari a un quinto del totale dei nati da entrambi i genitori stranieri, scesi a 14.912 nell’anno successivo. A questi si aggiungono gli oltre 5 mila figli nati da coppie miste italo-romene (5.278 nel 2014).

I matrimoni misti italo-romeni celebrati nel 2014 sono stati 2.882, di cui 2.678 tra uomini italiani e donne romene; invece le nozze celebrate fra romeni e coniugi non italiani sono state 954, per lo più con entrambi i coniugi romeni.

Inevitabilmente a fronte di un desiderio così forte di radicamento, risulta elevato anche il numero dei romeni che acquisisce la cittadinanza italiana: secondo Eurostat tra il 2008 e il 2014 sono stati 28.320 i romeni divenuti italiani, di cui 6.442 solo nel 2014.

 

L’impatto della migrazione sul Paese di origine

Secondo le Nazioni Unite, tra il 2010-2015, la Romania ha perso 437.000 abitanti, come risultato del saldo tra chi se ne è andato all’estero e chi è arrivato dall’estero (questi ultimi 136mila nel 2014, soprattutto cittadini romeni rimpatriati e solo in 1 caso su 10 nuovi stranieri immigrati). Nel 2015 risultano 3.408.118 i cittadini romeni che vivono al di fuori del paese dove sono nati, pari cioè ad 1 romeno ogni 6 abitanti in patria (17,5%). A sua volta la grande comunità romena in Italia rappresenta un terzo di tutti gli emigrati romeni all’estero (33,8%) e incide per ben il 5,9% rispetto alla popolazione nazionale.

Per effetto dell’emigrazione presente e passata, della diminuzione del tasso di fecondità e della popolazione in età attiva, e di altre variabili le previsioni demografiche Onu stimano un drastico declino della popolazione complessiva, destinata a passare dai 19.511.000 del 2015 ai 15.207.000 del 2050: nel futuro più o meno vicino della Romania si affaccia pertanto un destino simile a quello dell’Italia, che tra gli anni ’70 e ’80 si è trasformata da Paese di emigrazione a Paese di immigrazione stabile.

Negli ultimi anni la Romania sta conoscendo un andamento economico soddisfacente, come confermato dagli indicatori macroeconomici, anche grazie al contributo diretto e indiretto dei suoi migranti. Questi, infatti, da una parte hanno contribuito alla diminuzione del numero dei disoccupati in loco facilitando a quelli rimasti la ricerca di un posto di lavoro. Dall’altra parte essi hanno favorito lo sviluppo del Paese attraverso quelle che si possono definire rimesse finanziarie e sociali.

Le prime, le rimesse economiche, sono quantificate da Banca d’Italia pari a 848 milioni in partenza dall’Italia per la Romania, pari ad oltre un terzo del totale ricevuto dalla Romania (2,55 miliardi di euro secondo la Banca Mondiale). Se le rimesse inviate in Romania da tutte le parti del mondo incidono per l’1,7% del Pil nazionale, da sole quelle dall’Italia incidono per lo 0,6% del Pil. I dati non tengono conto dei numerosi canali informali esistenti tra due Paesi tanto vicini e quanto facilmente connessi, così come non viene computato quanto transita attraverso gli istituti di moneta elettronica.

L’elevata mobilità e le forme di esistenza transazionali, così come i ritorni fisici (tra 2008 e 2014 le cancellazioni di cittadini romeni dalle anagrafi italiane sono state ben 67.076), favoriscono inoltre il trasferimento di un bagaglio di esperienze e saperi non formali da spendere in modo più o meno inconsapevole e che insieme alle rimesse finanziarie costituiscono un volano di sviluppo importante per la Romania (le cosiddette rimesse sociali).

Conclusioni

Non mancano i problemi tanto nei percorsi di integrazione in Italia quanto in quello di reinserimento per chi decide di tornare in patria. Tuttavia, ad una prima analisi delle evidenze statistiche la comunità romena in Italia, che in questi anni di crisi nonostante le partenze si è consolidata forte di un notevole spirito di resilienza, si conferma come una potenziale risorsa tanto per l’Italia quanto per la Romania secondo la più tradizionale formula del “triple win”.

Oggi, più che mai, sembra importante accompagnare le analisi quantitative delle statistiche disponibili con unasurvey che coinvolga e interpelli i diretti interessati, affinché dal connubio di analisi quantitative e qualitative possano emergere migliori elementi di comprensione del presente da utilizzare per governare i processi futuri e trasformare quella che è una risorsa potenziale in un potente strumento di sviluppo per entrambi i Paesi. Partendo da questa prospettiva il Centro Studi e Ricerche IDOS è disponibile a fornire la propria collaborazione per una nuova ricerca sui romeni in Italia che permetta la comprensione delle caratteristiche intrinseche di questa comunità e che, senza trascurare di affrontare i problemi, ne valorizzi gli aspetti positivi.

Fonte: http://culturaromena.it/

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Italo-românul Simone Tempestini a câștigat Transilvania Rally


Tânărul pilot Simone Tempestini (Napoca Rally Academy), campionul național en titre, a câștigat, sâmbătă, Transilvania Rally, etapa a șasea a Campionatului Național de Raliuri Dunlop, desfășurată în județul Cluj.

rally_tempestini1Echipajul Simone Tempestini/Marc Banca (Ford Fiesta R5) s-a impus în 48 min 29 sec 9/10, potrivit site-ului oficial al cursei. Pe locul al doilea a sosit alt echipaj reprezentând Napoca Rally Academy, Bogdan Marișca/Carmen Găureanu (Ford Fiesta R5), cronometrat în 49 min 38 sec 2/10, iar pe locul al treilea s-au clasat Dan Gîrtofan/Tudor Mârza (Skoda Fabia R5), 50 min 00 sec 2/10. Pe locul patru a terminat echipajul Gergo Szabo/Karoly Borbely (Mitsubishi Lancer Evo IX), în 51 min 40 sec 2/10, în timp ce pe cinci a încheiat cuplul Edwin Keleti/Anton Avram (Mitsubishi Lancer Evo X), în 52 min 19 sec 5/10.

Sâmbătă, Marișca a câștigat o probă specială (Dangău 1), iar Simone Tempestini s-a impus în trei probe speciale (Beliș, Rașca 2, Dangău II — Power Stage), iar Dan Gîrtofan a ieșit învingător în Superspeciala Polus Center.

Echipajul 122, de la Rally 2, Emanuel Resiga/Denisa Drăghici (Toyota Celica) au ieșit în decor în proba specială Dangău 1, iar pilotul s-a ales cu o plagă contuză la nivelul buzei, în timp ce copilotul a fost transportat la UPU (Unitatea Primiri Urgențe) cu un traumatism cranio-cerebral minor, contuzii toracice și contuzii de cot drept, potrivit unui comunicat remis AGERPRES.

În clasamentul general al piloților, Tempestini jr este lider, cu 181 puncte, urmat de Dan Gîrtofan, 148 puncte, Edwin Keleti, 132 puncte, etc.

Etapa viitoare a campionatului, a șaptea (penultima), va fi Raliul Iașului, programat în perioada 9-10 septembrie.

Sursa: AGERPRES 

ITALIA-ROMANIA. RAI1: UNA VOCE PER PADRE PIO


Conduce Alessandro Greco con la partecipazione di Gigi D’Alessio. RomaniaPadre Victor Tudor, in origine di fede ortodossa, che dopo il miracolo di guarigione subìto da sua madre, si è convertito al cattolicesimo.una voce padre pio

23/07/2016 – 20:35 – Sabato 23 luglio andrà in onda l’edizione numero 17 di “Una voce per Padre Pio” su Rai1 alle 20.35, dalla Piazza SS. Annunziata di Pietrelcina, in provincia di Benevento, Terra Natale di Padre Pio e culla della Spiritualità. Condotto da Alessandro Greco con la partecipazione straordinaria di Gigi D’Alessio, “Una Voce per Padre Pio”, nato nel 2000 da un’idea di Enzo Palumbo, racconta storie di vita e di fede, esperienze di devozione ma anche solidarietà, fratellanza e, su tutto, la vita e le opere del grande Santo di Pietrelcina. “Una Voce Per Padre Pio” riunisce, per l’occasione, i grandi nomi della musica e dello spettacolo: Anna Tatangelo, Fausto Leali, Stadio, Attilio Fontana, Clizia Fornasier, Dear Jack, Dolcenera, Sal Da Vinci, Giulia Luzi, Francesco Gabbani, Chiara Grispo, Piero Mazzocchetti, Cesare Bocci, Michele Placido, Lina Sastri. Oltre alla musica, ci sarà spazio per momenti di approfondimento sulla figura di Padre Pio: da Monsignor Orazio Piazza, vescovo di Sessa Aurunca che parlerà delle similitudini tra Padre Pio e Papa Francesco a Padre Enzo, sui luoghi “sacri” di Pietrelcina, culla di spiritualità. Da Padre Marciano Morra, amico di Padre Pio e confratello del Convento dei Cappuccini di San Giovanni Rotondo, a Padre Victor Tudor, in origine di fede ortodossa, che dopo il miracolo di guarigione subìto da sua madre, si è convertito al cattolicesimo. Ad arricchire il programma non mancheranno le testimonianze di Orazio Pennelli, pronipote di Padre Pio e di alcuni miracolati, ma ci saranno anche tanti contributi da parte di artisti del calibro di Lino Banfi. Enzo Palumbo racconterà i progetti realizzati in Costa D’Avorio nell’arco dei questi anni, a partire dagli ultimi: una casa famiglia, due villaggi per bambini diversamente abili, un orfanotrofio. Anche l’edizione 2016 sarà legata ad una Campagna di Raccolta Fondi a sostegno dei progetti che l’Associazione “Una Voce Per Padre Pio Onlus”, da anni, porta avanti con grande determinazione. Quest’anno gli impegni sono su tre fronti: a favore della costruzione di un Ospedale dei Poveri; per il mantenimento di un orfanotrofio e di un villaggio per bambini diversamente abili “Les Anges de Padre Pio”, appena inaugurato, e per l’edificazione di una casa famiglia per l’assistenza ai bimbi HIV positivi, “Maison le paradis de Padre Pio” – nell’ambito del progetto “Padre Pio pour l’Afrique”.

Sul palco, la grande Orchestra “I Suoni del Sud” diretta dal Maestro Alterisio Paoletti. Le coreografie sono Angelo Parisi. Autori del programma sono Gianluca Guida, Ivano Balduini e Cristina Serra. La regia della trasmissione sarà curata da Fabrizio Guttuso Alaimo.

Fonte: http://www.ufficiostampa.rai.it/

ANCORA UN MIRACOLO DI S. PIO

Padre Victor: “Il tumore è sparito senza operazione”

La commovente storia di un’intera parrocchia ortodossa convertitasi al cattolicesimo dopo la prodigiosa guarigione della madre del prete locale

padre_victor_il_tumore_e_sparito_senza_operazione_Guarita dal tumore senza alcun intervento medico. L’incredibile storia di Lucrezia Tudor inizia nel 2002 a Pesceana, Contea di Vâlcea, nella Romania centro-meridionale. La settantunenne signora rumena, madre di due figli, uno sacerdote ortodosso, l’altro affermato pittore, da tempo avvertiva continui dolori al petto, aveva la febbre alta e violenti colpi di tosse con fiotti di sangue. I molti dottori che aveva l’avevano visitata non erano stati in grado di formulare una diagnosi precisa, sino a che, dopo aver girato un numero imprecisato di ospedali, una TAC svelò l’arcano. La diagnosi fu spaventosa: tumore al polmone sinistro. A quel punto la famiglia al completo si riunì per cercare di capire cosa si potesse fare; decisero di interpellare i migliori specialisti della Romania, ma questi non poterono che confermare la diagnosi. “Anzi, scoprirono che oramai l’80% del polmone era compromesso; ci dissero che qualsiasi intervento chirurgico sarebbe stato inutile”, raccontano i familiari.

Il figlio prete, Victor, disperato, decise allora di interpellare il fratello Mariano, che vive in Italia e che vanta amicizie altolocate, compreso un notissimo oncologo medico personale di Bill Gates. “Faccia arrivare sua madre a Roma e tenterò di tutto per salvarla”, rispose il professore. Ma anche il luminare non poté che con fermare la diagnosi dei colleghi rumeni; non solo, nel frattempo le condizioni dell’anziana signora erano peggiorate: la febbre aveva raggiunto i 40 gradi e la donna non riusciva a reggersi in piedi. In aereo fu costretta a viaggiare su una barella. “Quando il medico la visitò, si spaventò delle sue condizioni critiche”, ricordano i figli; “e, dopo gli opportuni esami, il dottore affermò che qualsiasi operazione era fuori discussione. Qualsiasi intervento sarebbe stato inutile, le metastasi erano troppo numerose”. A quel punto il medico si limitò a prescrivere degli antidolorifici, per sedare i dolori che sarebbero stati lancinanti soprattutto in punto di morte. “Nostra madre però era serena”, ha raccontato padre Victor; “sapeva tutto ed accettò il suo triste destino. Con Mariano decidemmo che sarebbe rimasta a Roma, per essere più vicina all’ospedale”. E fu in quel momento che accadde l’incredibile.

Spiega padre Victor: “Mio fratello si occupa di arte sacra e stava lavorando per una chiesa vicino l’aeroporto di Guidonia; un giorno noi lo accompagnammo e mentre mia madre girava per l’edificio sacro, rimase affascinata davanti ad una statua di Padre Pio; da quel giorno fece amicizia con lui.Conversava per ore con la statua del Santo, come se fosse una persona viva, confidandogli tutto della sua vita, della sua famiglia e della sua malattia”. Quale non fu la meraviglia dei figli e dei medici quindici giorni dopo quando, dopo una nuova TAC, scoprirono che la massa tumorale era miracolosamente scomparsa! La donna, che era di religione ortodossa, aveva chiesto a Padre Pio un aiuto ed il santo l’aveva ascoltata.

“La guarigione prodigiosa di mia madre, compiuta da Padre Pio a favore di una donna ortodossa, mi colpì molto”, racconta padre Victor; “cominciai a leggere la vita del santo italiano. Raccontai ai miei parrocchiani quanto era accaduto. Tutti conoscevano mia madre e tutti sapevano che era andata in Italia per tentare un intervento chirurgico ma che era poi tornata a casa guarita senza che nessun medico l’avesse operata. Fu così che, nella mia parrocchia, si cominciò a conoscere e ad amare Padre Pio. Leggevamo tutto quello che potevamo trovare su di lui. La sua santità ci conquistava. Intanto, anche altri ammalati della mia parrocchia ricevettero grazie straordinarie da padre Pio. Tra la mia gente si diffuse un grande entusiasmo e, a poco a poco, decidemmo di diventare cattolici per essere più vicini al Padre”.

Il passaggio dalla Chiesa ortodossa a quella cattolica ha richiesto una lunga trafila giuridica. Ma padre Victor e i suoi parrocchiani non si sono scoraggiati. Anzi, hanno persino raccolto i soldi per la costruzione di una chiesa dedicata a S. Pio; alla posa della prima pietra erano presenti l’arcivescovo Metropolita di Fagaras, Lucian Muresan, e Alba Julia dei Romeni, cioè la massima autorità della Chiesa greco-cattolica in Romena. “Al termine della cerimonia”, racconta padre Victor, “il metropolita ha voluto conoscere mia madre, miracolata da S.Pio, e ha posato per una foto con lei”.

Fonte: qui.

Il miracolo di Padre Pio su una donna rumena

La protagonista è la madre di don Victor, un sacerdote rumeno, il quale ha raccontato la straordinaria esperienza.

La signora Lucrezia Tudor aveva un tumore maligno, con svariate metastasi su tutto il corpo. I dottori erano ovviamente poco fiduciosi e le avevano dato poche settimane di vita. La forza della preghiera l’ha salvata. Il giornalista Francesco Dora, della nota rivista settimanale Grand Hotel, ci porta a conoscenza di un evento straordinario verificatosi in Romania. Don Victor Tudor è un sacerdote, in origine di fede ortodossa, che dopo il miracolo di guarigione subìto da sua madre, si è convertito al cattolicesimo. Addirittura, il prete in questione ha fatto costruire nella cittadina di Pesceana (contea di Valcea) la primissima chiesa rumena dedicata al Santo Padre Pio da Pietrelcina. Questa storia ha del surreale e dell’incredibile, sembra davvero uscita da un romanzo fantasy.

Una storia straordinaria, con un bellissimo lieto fine

A raccontarcela pazientemente è lo stesso don Victor il quale ha esordito: “Tutto iniziò 13 anni fa, mia madre all’epoca aveva 71 anni e stava molto male. I medici non riuscivano a formulare una diagnosi precisa e quindi dovette passare diversi ospedali prima di comprendere la sua reale malattia. Poco dopo, mia madre iniziò a tossire sangue ed a provare forti dolori, con tanto di febbre alta. Tornammo in ospedale, le fecero un’ulteriore tac ed il risultato fu sconcertante, un tumore al polmone sinistro”. A questo punto la famiglia di don Victor si riunì tutta, per decidere sul da farsi, furono interpellati i migliori specialisti rumeni, i quali non poterono fare altro che confermare la diagnosi. I medici inoltre affermarono che la situazione era più grave di quanto si fosse previsto: l’80 percento del polmone già compromesso e l’esclusione di qualsiasi intervento chirurgico per l’anziana signora. Il povero Victor, disperato, decise di affidarsi all’aiuto di suo fratello Mariano. Mariano è un artista e vive e lavora a Roma, è solito frequentare amicizie famose, tra queste un importante oncologo, medico peraltro di Bill Gates.

Lui accettò di visitare la donna e fu fissato un appuntamento. Purtroppo le condizioni erano intanto peggiorate, la madre di Victor e di Mariano aveva la febbre a 40 gradi e non riusciva a reggersi in piedi. In aereo fu costretta a viaggiare su una barella. Quando il medico in questione iniziò a visitarla, si spaventò delle condizioni critiche di Lucrezia. Dopo gli opportuni esami, il dottore affermò che qualsiasi operazione era fuori discussione. “Qualsiasi intervento sarebbe stato inutile-ha raccontato Victor-le metastasi erano troppo numerose”. L’unica soluzione era un palliativo, degli antidolorifici, giusto per alleviare i dolori prima della morte. Nonostante tutto, la signora Lucrezia era serena, sapeva tutto ed accettò stoicamente il suo triste destino. Alla fine Victor e Mariano decisero, che la loro amata mamma sarebbe rimasta a Roma, per essere più vicina all’ospedale per le terapie. Fu proprio in Italia che Lucrezia conobbe il Frate di Pietrelcina. A spiegarcelo è sempre lo stesso don Victor: “Mio fratello si occupa di arte sacra e stava lavorando per una chiesa vicino l’aeroporto di Guidonia, un giorno noi lo accompagnammo e mentre mia madre girava per l’edificio sacro, rimase affascinata davanti ad una statua di Padre Pio, da quel giorno fece amicizia con lui”. La signora Lucrezia conversava per ore con la stua del Santo, confidandogli tutto, della sua vita, della sua famiglia e della sua malattia. Dopo la nuova tac, l’evento miracoloso: la massa tumorale era scomparsa!
Fonte: qui.

Turismo sostenibile, esempio eccellente in Romania


Viscri, il villaggio in Transilvania dove il tempo si è fermato

charles_romaniaRoma, (askanews) – Una stradina di ghiaia bianca e casette basse colorate, un villaggio tradizionale nel cuore della Transilvania. A Viscri, il tempo sembra essersi fermato e i circa 400 abitanti si autosostengono, vivono dei loro prodotti e li vendono ai turisti tanto da essere diventati un esempio eccellente di turismo sostenibile dove ritrovare abitudini e stili di vita antichissimi.

Il villaggio con la sua chiesa fortificata oggi è patrimonio mondiale dell’Unesco, un tempo era uno dei tanti paesini costruito dai coloni sassoni nel XII secolo, costruito come una fortezza per difendersi dalle invasioni. Ma Viscri a differenza di molti altri, è riuscito a sopravvivere all’esodo dei tedeschi poco dopo il crollo del comunismo, rischiava di restare isolato ed è stato rivitalizzato, anche grazie alla fondazione “Mihai Emineascu Trust” fondata per salvaguardare la cultura e le specificità rurali, di cui oggi è direttrice Caroline Fernolend, che si autodefinisce la “padrona del villaggio”. Il merito è suo, ha saputo valorizzare i prodotti locali e ha organizzato una ventina di guest house per rilanciare Viscri anche come meta di un turismo alternativo, per chi cerca un’esperienza vera e rurale.Viscri+Romania

“E’ stata una necessità – spiega – perché qui nel villaggio non abbiamo lavoro, ma io ho capito che abbiamo alcuni valori che altri paesi hanno perso con lo sviluppo, noi invece con il comunismo non abbiamo avuto uno sviluppo così rapido e mi sono resa conto che era la sola opportunità per migliorare la qualità della nostra vita, di tutta la comunità. Quindi abbiamo iniziato a essere orgogliosi di quello che abbiamo, le case, il cibo, gli animali, il vino, abbiamo una forte produzione artigianale, una associazione di agricoltori, mungiamo le mucche, abbiamo una vita normale, tutto quello che ci serve, una vita autentica”.

Dal 2002 Viscri è stata inserita anche nelle guide Routard in Francia e si è fatta conoscere sempre di più. Lo stesso principe Carlo d’Inghilterra, grande sostenitore dell’architettura sostenibile, ne è rimasto affascinato e ha sostenuto fortemente la sua rinascita. Lo scorso anno, racconta Caroline sono arrivati 32mila visitatori: possono acquistare le loro calze o altri abiti fatti con la lana, marmellate, formaggi, vino, la Palinka, bevanda alcolica tradizionale ungherese che fa suo marito, e dormire spendendo dai 25 ai 60 euro con colazione e pasto compreso. E la pittoresca chiesa al suo interno ospita un vero museo di oggetti e prodotti tradizionali per capire meglio le usanze del villaggio, c’è persino l’abito da sposa di Caroline.viscri1

L’idea è esportare questo modello ad altri villaggi, lei si sta dando da fare in altri 96.

“Ora lavoro in questi altri villaggi e voglio invitare i turisti dal resto del mondo a esplorare la vera Romania rurale che è quella vera. Io credo che i valori reali siano proprio qui”.Viscri_romania

Fonte: qui.

ITALIA-ROMÂNIA: MACFRUT, Târg Internaţional producători de fructe și legume


Firmele românești sunt invitate în Italia, în  perioada 14-16 septembrie 2016, să participe la MACFRUT – Târgul Internaţional dedicat producătorilor de fructe și legume, care va avea loc la Rimini Expo Center.

macfrutCamera de Comerţ Italiană pentru România în colaborare cu Cesena Fiera S.P.A au plăcerea de a vă invita să participaţi la târgul MACFRUT – Târg Internaţional dedicat producătorilor de fructe și legume, ce se va desfăşura la Rimini Expo Center, în Italia, perioada 14-16 septembrie 2016. MACFRUT este unul dintre cele mai importante târguri din Europa dedicat sectorului fructelor și legumelor, ce reuneşte anual peste 1000 de expozanţi şi peste 40000 de vizitatori din toate colţurile lumii.

Pentru ediţia din 2016 organizatorii au solicitat colaborarea instituţiei noastre în vederea identificării a 5 firme din sectorul producției, importului şi distribuţiei de fructe și legume, precum și firme care operează în sectorul logisticii și al ambalajului. Cele 5 firme vor fi acceptate în urma verificării de interes din partea firmelor expozante (este prevăzută participarea unui singur reprezentant) şi vor beneficia din partea organizatorilor de următoarele gratuităţi:

-3 nopţi de cazare în cameră single la hotel cu mic dejun inclus;

-pick-up aeroport – hotel şi hotel – aeroport (Rimini și Bologna);

-transfer zilnic hotel – târg – hotel;

-intrare şi catalog târg;

-participarea la programul de întâlniri B2B cu companiile italiene prezente la târg;

-participarea la evenimente informale de network.

Vă informăm, de asemenea, că firmele care vor fi selectate să viziteze târgul de la Rimini vor trebui să participe la întâlnirile cu expozanţii din cadrul târgului conform agendei pe care o vor stabili prin intermediul unei platforme online (minimum 5 întâlniri / zi).

Dacă sunteţi interesaţi de participarea în calitate de vizitator la târgul MACFRUT, vă rugăm să completaţi chestionarul şi să ni-l restituiţi semnat şi ştampilat. Chestionarele vor fi transmise ulterior organizatorilor în Italia care vor efectua procesul de matching între profilul şi caracteristicile firmei dumneavoastră şi cel al firmelor participante, urmând a fi selectate 5 firme care să beneficieze de pachetul de gratuităţi pus la dispoziţie. Firmele care nu vor trece de faza de matching, vor fi înregistrare pe o listă de aşteptare, existând posibilitatea de a fi cooptate în cazul suplimentării locurilor disponibile.

În speranţa că veţi fi interesaţi de participarea la târgul MACFRUT, rămânem la dispoziţia dumneavoastră pentru orice informaţie necesară şi vă transmitem cele mai alese gânduri.

PROGRAM

Telefon: 0213102315 / Fax: 0213102318 / E-mail:  info@ccipr.ro

http://www.macfrut.com/

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ROMA. La XXV Festa dei Popoli domenica 15 maggio a San Giovanni in Laterano


La Festa dei Popoli, quest’anno intitolata “Misericordia senza confini”, è organizzata dall’Ufficio per la Pastorale delle Migrazioni del Vicariato di Roma, dalla Caritas diocesana di Roma e dai Missionari Scalabriniani, in collaborazione con le comunità etniche di Roma e provincia, le Acli provinciali, Roma Capitale e la Regione Lazio. Dalle ore 9 l’apertura degli stand in piazza San Giovanni in Laterano, alle 12.30 la Messa nella basilica lateranense presieduta dal vescovo Guerino Di Tora, ausiliare per il settore Nord della diocesi di Roma e presidente della Commissione Cei per le Migrazioni e della Fondazione Migrantes. La Festa proseguirà con la degustazione di prodotti gastronomici tipici delle comunità etniche partecipanti e, dalle 15, con lo spettacolo folkloristico multietnicoFesta-dei-Popoli_Roma-2013

 Domenica 15 maggio, a San Giovanni in Laterano, si svolgerà la XXV edizione della Festa dei Popoli. Intitolata “Misericordia senza confini”, è organizzata dall’Ufficio per la pastorale delle Migrazioni di Roma, dalla Caritas diocesana, dai Missionari Scalabriniani in collaborazione con le comunità etniche di Roma e provincia, tra cui le comunità romene cattoliche ed ortodosse, le Acli provinciali, Roma Capitale e la Regione Lazio. Suddivisa in due parti, una liturgica nella basilica di San Giovanni in Laterano e l’altra folkloristica e culturale sul palco e nella piazza antistante la cattedrale di Roma, «la Festa dei Popoli – spiega monsignor Pierpaolo Felicolo, direttore dell’Ufficio diocesano per la pastorale delle Migrazioni – è fin dalle sue origini un evento di grande amicizia e rispetto profondo. Nata da un’intuizione pastorale dei Missionari Scalabriniani nel contesto parrocchiale del Santissimo Redentore a Val Melaina, ormai da 11 anni ha assunto i caratteri dell’evento diocesano e cittadino affermandosi sempre più come un’occasione propizia per le oltre 50 comunità etniche di Roma, con i 150 centri pastorali coordinati dalla Migrantes diocesana, di farsi conoscere dalla città in un clima di convivenza armoniosa, di collaborazione, di testimonianza di fede e di accoglienza reciproca».

Il tradizionale appuntamento prenderà il via alle 9 nel piazzale antistante la basilica di San Giovanni in Laterano con l’accoglienza, la visita agli stand e la possibilità per i più piccoli di partecipare ai giochi e all’animazione che faranno da cornice all’intera giornata. Alle 12.30 è prevista la celebrazione eucaristica nella basilica lateranense: sarà concelebrata da circa 80 sacerdoti di diverse nazionalità, vi prenderanno parte attiva 29 diverse comunità e sarà animata musicalmente da 13 cori che si alterneranno durante la liturgia, coordinati da padre Farid Saab, della comunità libanese maronita. A presiederla, il vescovo Guerino Di Tora, ausiliare per il settore Nord della diocesi di Roma e presidente della Commissione Cei per le Migrazioni e della Fondazione Migrantes. Quest’ultima è da sempre tra i più convinti e fattivi sostenitori della Festa dei Popoli che, come afferma il direttore della Caritas diocesana di Roma monsignor Enrico Feroci, «è giunta alla 25ª edizione affermandosi in questi anni come momento peculiare per scoprire l’importanza che le comunità etniche rivestono per la nostra Chiesa, così come ha più volte sottolineato papa Francesco. Un evento che ci invita anche a riflettere su come valorizzare maggiormente questa grande testimonianza di fede all’interno delle comunità e pensare nuovi percorsi di integrazione all’interno dei gruppi che operano nelle nostre parrocchie». Gli fa eco padre Giovanni Borin, superiore dei Missionari Scalabriniani di Europa e Africa, che aggiunge: «L’appuntamento di quest’anno è tra gli eventi del Giubileo che pongono al centro l’importanza dell’incontro e del dialogo ecclesiale e civile tra tutti i fedeli e i cittadini della diocesi e della città di Roma, sottolineando la ricchezza che viene dal confronto con culture differenti».

La giornata di festa proseguirà con un momento conviviale che prevede la degustazione di prodotti gastronomici, tipici delle comunità etniche partecipanti; al pomeriggio, verso le 15, prenderà il via lo spettacolo folkloristico multietnico con esibizioni di artisti provenienti dal mondo intero che vedrà alternarsi sul palco quattro presentatori: Ireneo Spencer, della comunità capoverdiana, Sara Vitali, della parrocchia del Santissimo Redentore a Val Melaina, Ryan Asinas e Jeneca Mangayo, della comunità filippina. Saranno oltre 50 le etnie che daranno il loro contributo durante la Festa per l’accoglienza, l’animazione dei più piccoli, la liturgia, la gastronomia, l’intrattenimento: tra queste, 14 comunità etniche si occuperanno del pranzo, 25 gruppi artistici dello spettacolo – a loro l’omaggio degli aquiloni creati dai ragazzi rifugiati ospitati a Casa Scalabrini -, 29 comunità saranno impegnate nella liturgia eucaristica. Saranno 24 gli stand allestiti dalle comunità etniche presenti sul territorio e 14 quelli delle associazioni socio culturali e partner.

Video: Lautarii din Italia ” Hora Moldovei” a Roma – San Giovanni, Festa dei Popoli, 2015.

Romania, Festa della Santa Pasqua in Vaticano


L’ambasciatore di Romania presso la Santa Sede, S.E. Bogdan Tătaru-Cazaban, e il Dott. Mihail Constantin Banciu, ministro plenipotenziario, hanno partecipato venerdì, 25 marzo, alla Cappella Papale della Basilica di San Pietro in occasione della Commemorazione della Passione del Signore,  sabato, 26 marzo, alla Veglia pasquale presieduta da Sua Santità Papa Francesco nella Basilica di San Pietro e domenica, 27 marzo, alla Messa solenne per la Festa della Risurrezione del Signore, celebrata nella Piazza San Pietro, e al Messaggio Urbi et Orbi del Sovrano Pontefice.

Fonte: http://vatican.mae.ro/

ITALIA-ROMANIA: Roxana Ene in concerto a “Roma Forestiera: musiche e storie migranti in città”


 ROMA. Giovedì 31 marzo alle ore 19.30 in programma al Teatro di Villa Torlonia – Via L. Spallanzani 1/a,  la serata “Roma Forestiera: musiche e storie migranti in città”, uno straordinario concerto che vede la partecipazione del Coro Multietnico Romolo Balzani, del Coro dei bambini del Bangladesh di Torpignattara  e Hevi Dilara e Abdurrahman Ozel (Kurdistan), Roxana Ene (Romania), Sushmita Sultana (Bangladesh), Madya Diebate (Senegal).

Roxana Ene, premiata alla  5° edizione festival PROPATRIA, 2015 ,,Festival Internazionale dei Giovani Talenti Romeni", nella foto con Mioara Moraru, Prof. Fernando Crociani Baglioni e  Tatiana Covor.

Roxana Ene, premiata “artista d’eccellenza” alla 5° edizione festival PROPATRIA, 2015 ,,Festival Internazionale dei Giovani Talenti Romeni”, nella foto con Mioara  Moraru, Prof. Fernando Crociani Baglioni e Tatiana Covor.

Alle musiche si intrecceranno i racconti di migrazione scritti e letti da giovani migranti, a cura dall’Archivio Memorie Migranti. Una produzione del Circolo Gianni Bosio con la direzione artistica di Sara Modigliani e le ricerche di Alessandro Portelli.

Il progetto “Roma Forestiera. Musiche migranti a Roma”, iniziato dal Circolo Gianni Bosio nel 2009 (ma arricchito da materiali raccolti anche in precedenza) è dedicato a questi suoni della città e ai loro protagonisti. Come la letteratura dell’immigrazione è uno dei filoni più nuovi e affascinanti della letteratura italiana contemporanea, allo stesso modo la moltitudine di musiche “forestiere” è parte essenziale della musica del mondo popolare della Roma di oggi – la musica delle strade, delle periferie, degli emarginati, dei “non egemoni”.

Ingresso libero con prenotazione obbligatoria allo 060608 a partire da 7 giorni prima dell’iniziativa.

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I sindaci dei borghi più belli della Romania in visita a Tagliacozzo per confrontarsi insieme


Tagliacozzo. I sindaci dei borghi più belli della Romania visitano Tagliacozzo, in provincia dell’Aquila.piazza-dellobelisco-tagliacozzo

Scambio di opinioni su sviluppo del turismo e tutela delle bellezze architettoniche con il primo cittadino Maurizio Di Marco Testa e l’assessore alla cultura Gabriele Venturini. Uno dei borghi più belli d’Italia ha aperto le porte a 35 sindaci dei borghi più belli della Romania per un confronto basato sul futuro di questi territori. Il sindaco di Tagliacozzo, Di Marco Testa, e l’assessore Venturini hanno accolto la delegazione dell’Europa dell’est che per un giorno ha visitato e toccato con mano come si amministra e si vive un borgo italiano. Nella mattinata i sindaco romeni sono stati accolti in Comune per un faccia a faccia su varie tematiche. Nel pomeriggio, poi, c’è stata una visita al centro storico di Tagliacozzo e ai luoghi d’arte della cittadina. Soddisfatti gli amministratori che, attraverso l’associazione Borghi più belli d’Italia, hanno avuto modo di conoscere nuovi orizzonti e far conoscere la loro realtà.

Fonti: http://www.ilcapoluogo.it/  e http://www.marsicalive.it/