UE:UNA FEMMINISTA ROMENA ISPIRA L’EUROPA


Michaela Miroiu

Michaela Miroiu, Romania
Proprio come Don Chisciotte, anche Michaela Miroiu sembra non smettere mai la ricerca dell’avventura. Professore di filosofia sotto la Dittatura di Ceausescu, dopo il 1989 divenne una delle difenditrici più esplicite dei diritti delle donne in Romania. Miroiu ha detto che durante il dominio sovietico, i libri, i liberi pensatori e la conoscenza sono stati la sua fuga – e ora, sono il combustibile che mantiene acceso il suo percorso. Nonostante il riconoscimento internazionale per la sua ricerca e diverse borse di studio per studiare all’estero, è sempre tornata in Romania, dicendo: “Ho imparato come  fanno gli altri e lo portai con me. “

(€UROITALIA – ROMA, 12.01.2010). Women inspiring Europe: vengono da luoghi diversi come Svezia, Germania, Gran Bretagna, Italia, Spagna, Portogallo, Polonia, Bulgaria, Romania, Finlandia e Malta.

Nonostante la loro diversa origine, ogni pagina del calendario racconta una storia che ha un tema ricorrente: la lotta contro la discriminazione femminile. 

Nuovo anno, nuovi calendari.

Calendari di tutti i tipi, fatti da uomini ma soprattutto da donne. Ma questa volta non si tratta del solito “calendario”, nell’accezione particolare con cui è usato il termine per indicare il più delle volte una raccolta di foto di nudo, di donne che mettono in mostra il loro corpo in varie pose per illustrare i dodici mesi in maniera del tutto sessuale e trasgressiva.

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UE/Eurostat: 1 donna su 2 resta fuori dal mercato del lavoro


Secondo il rapporto stilato il 9 dicembre 2010 dall’ufficio statistico dell’Unione Europea, oltre un terzo delle donne europee fra i 15 e i 64 anni e’ fuori dal mercato del lavoro.

Il rapporto Eurostat sottolinea che nel decennio appena concluso, nonostante la crisi economica di fine periodo, la partecipazione delle donne al mercato del lavoro e’ aumentata, con una diminuzione della disoccupazione dal 39,9% del 2000 al 35,7% del 2009.

(€UROITALIA – ROMA, 07/01/2011). Questo significa che in 9 anni oltre 5 milioni di donne in più sono entrate sul mercato del lavoro. Nonostante la crisi economica, tra il 2008 e il 2009 il numero di donne sul mercato del lavoro e’ continuato ad aumentare, passando il tasso di inattività dal 36,1% al 35,7%. Se, da una parte, l’innalzamento dell’età pensionabile di chi già lavora e, dall’altra, il maggior numero di anni dedicati a scuola e università delle più giovani sono alcuni dei fattori principali che giustificano il fenomeno, Eurostat nota però che ci sono anche differenze significative tra i paesi dovute all’atteggiamento più o meno attivo di chi cerca un lavoro durante gli studi. Guardando in particolare alle differenze tra paesi Ue, tra i 25 e i 54 anni, il tasso di inattività più alto é stato registrato a Malta (51.1%), seguita dall’Italia, dalla Romania (29.4%) e dalla Grecia (29.0%), mentre i più bassi in Slovenia (12.1%), Svezia (12.9%) e Danimarca (13.0%). Continua a leggere