Roma. Solidarietà per Luca, 5 anni, affetto da Gangliosidosi GM1: aiutiamolo a trovare casa


 Luca e la sua mamma hanno bisogno della nostra solidarietà. Usciti dall’ospedale, cercano un’abitazione, anche in affitto, a Roma e aiuto per sostenere le spese della casa. 

Luca, 14 mesi

Luca è un bambino amato e desiderato dai suoi genitori, nato nel 2014 al San Pietro Fatebenefratelli di Roma. Ha compiuto 5 anni e l’Italia è il suo Paese di nascita, ma qui non ha più una casa dove vivere insieme alla sua mamma, che nel frattempo è rimasta sola, dovendo lasciare la vecchia abitazione.

All’età di 2 anni, Luca si è ammalato e dopo lunghi  e complessi accertamenti medici, solo nel 2019, all’Ospedale Bambino Gesù, gli è stata diagnosticata una malattia rara: la Gangliosidosi GM1.

Per curarlo, nutrirlo con PEG, la sua giovane mamma gli sta vicino 24 ore su 24, tutti i giorni, essendo così impossibilitata a sostenere le spese per l’affitto della casa e le bollette.  Ogni tre mesi, Luca deve tornare in ospedale per le analisi.

Abbiamo bisogno di trovare per Luca e la sua mamma un monolocale al piano terra, con bagno, a Roma.

Per proposte di aiuto, casa in affitto e donazioni, telefonare al n. 320 1161307, oppure, potete scrivere a insiemealuca@gmail.com

Luca, 3 mesi

Luca, in ospedale, oggi

Luca insieme alla mamma

 

Cerchiamo aiuto per Luca e la sua mamma, ma siamo mobilitati per sostenere altre famiglie nella stessa situazione e sensibilizzare l’opinione pubblica.

La gangliosidosi GM1 è una rara malattia da deposito lisosomiale caratterizzata, dal punto di vista biochimico, dalla riduzione di attività dell’enzima beta-galattosidasi e, dal punto di vista clinico, da un’ampia gamma di segni neuroviscerali e oculari e da dismorfismi.

Dalla Natività all’Ascensione: l’epopea alchemica del Cristo


natal

 Il mistero di Natale. Di  Anna Schakina

La notte di Natale ha un senso cosmico, simbolico ed alchemico.

Duemila anni fa, questa nascita nella grotta realizzava lo scopo del destino dell’uomo. Nel momento in cui Gesù nasce, sorge sulla Terra, in Israele, la possibilità di ricevere la Pietra filosofale. Affinché sia manifestata sulla Terra degli uomini l’epopea alchemica, affinché il Sangue-luce inzuppi la Terra e realizzi il ponte di Luce, occorreva che fosse dalla grotta, cioè nelle profondità, nel compost, al cuore della notte che spuntasse il Salvatore. E questo momento segnava già l’uscita dal Sepolcro, che la Risurrezione e l’Ascensione dovevano manifestare.

Nella notte consacrata di Natale, Maria è la Vergine nera, ed intorno il bue e l’asino rappresentano l’essere animale che la grazia dello spirito non ha toccato ancora.

Ma bisogna comprendere chi era Gesù, è l’avatar, perché non appartiene alla Terra. Esistono delle dimore, dei piani, dove gli Esseri sono delle Fiamme, i Signori del Fuoco. Non hanno né corpo terrestre, né corpo glorioso, né anima unica. Sono al di là della vostra comprensione. Sono la forza del Cristo, il Verbo in azione.

Ed è questa forza, un Essere di fiamma che, la notte di Natale, è venuto sulla Terra, per amore, per salvare gli uomini e, nella sua purezza immacolata e solare, aprire la porta del Cielo. Gesù ha dunque rivestito un corpo ed un’anima della Terra per ricevere il Cristo dinamizzato per il Verbo .

Ed ecco che al di sopra la grotta si accende la stella che mostra che in seno stesso della torba è appena spuntata la Pietra filosofale. Per accentuare meglio il simbolismo di questa notte, i tre re-magi, i tre piani del Opera alchemica – nero, bianco e purpureo – portano la loro sottomissione e proclamano che il bambino nato nella grotta ha sottomesso i tre piani, e che è sorta la Pietra filosofale che porta la promessa della trasformazione dela torba in oro. I Cieli si aprono, la Terra si unisce al Sole.

Poi, è il velo. La Pietra filosofale si ricopre di un corpo di carne per compiere il processo alchemico che, solo, permette all’uomo di raggiungere la sua eternità.

La vita di Gesù il Cristo è simbolica, ed ogni fase della sua salita è alchemica. Ma la Promessa è venuta dal bambino dalla grotta. Gesù, per l’ascensione, sfugge al piano terrestre pur mostrando suo divenire e la sua realtà all’uomo, ma il bambino della grotta ha potuto essere adorato dai pastori, cioè dagli eletti che hanno consapevolezza che il gregge deve essere riportato al Padre.

Tutta l’Opera di Gesù ha senso solo se si capisce che questa fiamma, questa Pitra filosofale venuta sulla Terra prende il corpo di Adamo, il corpo della caduta ed un’anima terrestre, che vela l’oro abbagliante di cui è costituito e mostra all’umanità, con il simbolo, l’epopea del corpo adamico, separato del Creatore, per ritrovare il suo corpo di eternità che è il corpo unico e celeste di tutto il Creato. Il corpo di Cristo porta e bagna tutti gli universi.

Con la creazione della molteplicità, il Creato conosce la dualità, la separazione del contenente e del contenuto. Tutta l’alchimia del periplo della Creazione consiste nel rifare la strada verso l’unità, ritrovare la vita celestiale che è la Vita nella sua essenza, nel corpo unico di Cristo.

La Croce, è il sacrificio del corpo adamico, cioè del corpo égoïsta della separazione, della molteplicità, dell’individualità. L’ego deve morire, cioè cancellarsi, affinché spunti il corpo di Risurrezione, il corpo che supera la morte, perché è unito all’eternità dell’Unità. La Risurrezione mostra il momento preciso, nell’alchemia della trasformazione, in cui, col sacrificio del corpo individuale, può nascere il Corpo di Gloria. Duemila anni fa, il Corpo di Risurrezione partecipa un breve istante al piano dell’umanità; si offre agli occhi stupiti di Maria Maddalena. Prova che la morte è vinta. L’ego, l’individualità, la separazione, la molteplicità delle forme è solamente apparenza!

Ma risuona questa frase subito: “Non mi toccare”, perché non sono tornato ancora a mio Padre.” Nell’era dei Pesci, la Pietra filosofale non poteva trasformare ancora l’umanità, ma solamente mostrargli l’esempio. Gesù segnava così questa possibilità, ancorata nel compost terrestre da quel momento. Ha vinto, con la Risurrezione, quest’appannaggio della Materia che vive solamente per l’individualità.

Gesù il Cristo unisce la Terra ed il Cielo. Il bambino nella grotta era una Pietra filosofale venuta dalla Grazia divina. Ma dopo il periplo alchemico, ridiventa Pietra filosofale della dimensione dello spazio e del tempo. L’uomo che aveva accettato di essere diventa l’uomo-Cristo, Figlio unico del Padre. Il divenire di tutto ciò che è, è giungere a questa realtà suprema.

Ogni avvenimento della vita di Gesù, in quanto simbolo, ha un senso tanto più vasto quanto si riesce a capire quanto egli abbia mostrato all’umanità la strada ineluttabile del ritorno alla Sorgente suprema ed le tappe alchemiche che nessuno può evitare. Il corpo égoïco dove si iscrive tutta l’eredità fisica e psichica dell’uomo della caduta deve morire e, con lui, l’idea-forza della Separazione. Bisogna ritrovare la coscienza della Vita unica, l’unione del macrocosmo e del microcosmo. Bisogna ristabilire il Ponte di Luce che promette la trasformazione dell’umanità. nessuno può sfuggire a questa legge assoluta.

L’ascensione di Gesù ha segnato, nel compost terrestre, la possibilità della Risurrezione, la possibilità per l’uomo di sfuggire alla coscienza che regge la legge della materia, la morte e la vita, la procreazione dei bambini fatti all’immagine dell’uomo prometeo, il sangue trasmesso da generazioni in generazioni, carico dalle memorie della Caduta. Gesù il Crucifisso rende il Graal all’umanità. Il sangue umano diventa Luce. Il sacrificio del corpo adamico, il suo olocausto, cancella la legge iscritta nel sangue umano della morte e della reincarnazione. Il Salvatore è venuto, la possibilità di fermare l’eterna ronda nella materia è data, la trasformazione impossibile all’era dei Pesci è promessa per una Era nuova.

Duemila anni sono passati. La promessa è rimasta. La visione del Graal può aprire gli occhi degli uomini. Malgrado le sue lotte, le sue inquietudini, i suoi scacchi, l’umanità camina ugualmente verso la gloria promessa. Ma per ciò, occorre che non sia più il bambino venuto dalla grazia che nasca nella grotta, ma l’Uomo a chi ha mostrato e permesso la strada, l’uomo che deve realizzare il processo alchemico, sull’esempio di Gesù il Cristo che lo conduce verso la crocifissione del corpo di Adamo, dell’ego e delle sue memorie, per finire alla Risurrezione.

Per ciò, occorre che venga al suo soccorso, manifestato dalla purezza del neonato nella grotta, il Cristo murato, la briciola di spirito che abita tutto ciò che è e tutto ciò che vive. È questa briciola di spirito che, unendosi che alla Fiamma, venuta del Sole, ha realizzato nel mistero di Maria portando poi mettendo al mondo il bambino, il Miracolo, la Grazia che rappresentava la sua venuta. In Gesù il Cristo, al momento preciso della Natività, sono dunque uniti il Cristo chiuso nella pietra e la Fiamma venuta dal Sole, Gesù. Ha permesso questo Ponte, realizzato più tardi dalla Passione, iscrivendosi nel psichismo dell’umanità.
Ecco la direttiva che ha dato a tutti quelli che, al suo seguito, volevano conquistare il Graal dove brilla il Sangue-luce: prima di ricevere la Fiamma del Sole, prima di ricevere la Trascendenza, andate a cercare lo spirito che è nella Terra, Ciò che è in tutti gli uomini. Unite questo Spirito alla magnificenza solare, e voi creerete il Ponte di Luce.

Ecco la promessa di questa Stella che brilla al di sopra della grotta. Tanto amore, tanti appelli salgono dalle profondità della Terra! Lo spirito della Terra, l’anima della Terra vogliono la liberazione e la liberazione è questo Ponte di Luce che costruite.

Ciascuno di voi deve sentire internamente ciò che può meglio compiere per realizzare quest’Unità che è il Ponte di Luce. È la possibilità di vivere la discesa della Luce e della gioia in voi, o la salita della Luce e della gioia in voi poiché, se avete compreso questo messaggio, devono congiungersi in voi lo spirito rinchiuso nella Terra e nell’anima dell’uomo, e lo spirito solare trascendente che scende in lui.

Questo processo realizza la vera alchemia. È la salita verso il Piano bianco della Purezza, poi verso il Piano purpureo della Regalità.

Fonte: La Masseria del Santo Graal

“Roma Insieme”, solidarietà per i bambini e gli adulti disagiati e popolazioni alluvionate


E’ in atto fino al 5 gennaio 2012, l’iniziativa di solidarietà di Roma Capitale che ogni anno mette a disposizione pullmini itineranti per la raccolta di doni destinati a bambini e adulti disagiati. 

Curata da Lavinia Mennuni, delegato del Sindaco alle Pari Opportunità e allo sviluppo dei rapporti con il Mondo Cattolico, in collaborazione con la Caritas Diocesana di Roma, il Circolo S. Pietro, la Comunità di S. Egidio, Mo.D.A.V.I. – Federazione Provinciale di Roma Onlus, e con l’associazione I Diritti Civili nel 2000Salvabebè/Salvamamme, l’iniziativa vedrà, per il quarto anno consecutivo, i 10 pullmini di Roma Insieme percorrere la città eterna, raggiungendo i singoli municipi per raccogliere e distribuire beni di prima necessità – cibo per le case famiglia e le mense, cibo per neonati, vestiario e calzature per adulti e bambini, passeggini, culle, coperte, sacchi a pelo e giocattoli.

Questa vera e propria maratona per la solidarietà, durata 19 giorni e distribuita in 165 punti di raccolta diversi lo scorso anno, ha consentito di raccogliere centinaia di tonnellate di beni.

Tutto il ricavato, come di consuetudine, sarà distribuito, con l’ausilio di volontari, a parrocchie, enti di assistenza e case famiglia durante le festività natalizie, al fine di allietare il Natale dei bambini e delle persone in difficoltà.

La raccolta viene effettuata fino al 5 gennaio 2012 in numerosi punti di raccolta distribuiti davanti ai supermercati e in alcune piazze romane, tutti i giorni dalle 11.00 alle 18.30. Per i cittadini che volessero partecipare all’iniziativa si segnala che i beni più utili da donare sono: alimenti per l’infanzia, latte uht, zucchero, caffè, biscotti, olio, pelati, pasta, riso, tonno, legumi in scatola, pannolini, pannoloni, prodotti per l’igiene, coperte, giocattoli, carrozzine, vestitini per bambini in ottime condizioni.

Per informazioni è possibile chiamare il contact center di Roma Capitale al numero 060608 tutti i giorni dalle 9 alle 21.

Novità di “Roma Insieme” edizione 2011, sarà che parte dei beni raccolti verrà destinata anche ai comuni alluvionati; nel presentare l’iniziativa la delegata del Sindaco, Lavinia Mennuni, ha così dichiarato: “Sono molto lieta che anche quest’anno le grandi associazioni benefiche romane si siano riunite nella campagna di solidarietà ROMA INSIEME per la raccolta di raccolta di generi alimentari, beni utili e giocattoli per i bambini e le persone disagiate. I beni raccolti saranno distribuiti alle realtà più svantaggiate della città di Roma, ma quest’anno non potevamo ignorare il bisogno dei tanti cittadini coinvolti nelle alluvioni. Per questo parte del raccolto verrà consegnato alla centrale operativa della Croce Rossa che li farà pervenire ai comuni più colpiti. Nonostante la grave crisi economica mi auguro di cuore che anche quest’anno i romani daranno dimostrazione di grande generosità sostenendo i loro concittadini meno fortunati”.

Fonte: Roma Capitale

Roma, Donne Ucraine in Italia: Conferenza sul consumo consapevole e scambio di auguri natalizi


Associazione delle Donne Ucraine in Italia Vi augura Buone Feste!
Sia questo Natale e Anno Nuovo porti a Voi e alla Vostra famiglia  tanta armonia gioia e pace nel cuore;tante  prospettive di sicuro successo!
Siamo lieti di invitarvi per lo scambio di auguri il 27 dicembre ore 10.00 in Hotel La Griffe via Nazionale 13 alla Conferenza Internazionalizzazione del consumo consapevole con l’esposizione di creazioni delle stiliste ucraine Nataliya Kisman e Larysa Iskiv; e i giorni 4 e 5 gennaio 2012 ore 15.00 a Scuola della Musica via Tiburtina 695 con l’esposizione di prodotti tipici italiani ed ucraini con la conclusione dell’evento il 5 gennaio con la presentazione di creazioni delle stiliste ucraine, e il concerto natalizio organizzato dalla scuola ucraina “Prestigio”.
Natale
Natale in Ucraina… (dal sito bresciaonline.it)
Secondo la tradizione ucraina, il Natale (“Rizdvo”) si celebra per tre giorni: il primo – la Nascita di Cristo; il secondo – Santa Mariya; il terzo – di Santo Stefano.

Alla Vigilia di Natale si adorna il tradizionale albero di Natale, si preparano simbolicamente i dodici piatti che verranno consumati durante la cena e nei seguenti giorni festivi.

Da moltissimo tempo il nostro popolo, con le diverse attività, crea per questo giorno una cornice di felicità, di pace, di tranquillità nella propria casa e nella coscienza. Nel giorno della Vigilia invece si digiuna.

Per la Santa Cena i piatti sono preparati senza grasso di origine animale. Obbligatoriamente si cucina un piatto di origine antica, come simbolo del raccolto – “Kutia“:  una specialità a base di grano di frumento, noci,  miele e papavero.

Vi è una credenza popolare: gli spiriti degli antenati arrivano quella sera alla tavola di ogni famiglia. Poiché la Santa Cena è cena di tutte le generazioni. Per gli assenti si apparecchia un piatto e una posata.

Quando in cielo comincia a brillare la prima stellina, allora tutta la famiglia si riunisce intorno alla tavola. Secondo il rito antico, il padre porta nella casa un simbolico covone di segale (si chiama “Diduch“) e lo mette nell’angolo della stanza. A luce di candela sul tavolo e i lumicini dell’albero di Natale, in piedi, la famiglia recita la preghiera. Per la tavola festiva, seguendo diverse interpretazioni,  gran parte delle donne ucraine prepara i piatti tradizionali: “holubzi” (involtini), “varenyky“(ravioli), “borsh” con funghi, frutta cotta, ecc. La cena termina con la preghiera e con il canto natalizio “Koliada“.

Il giorno seguente, dopo la Divina Liturgia, il Natale continua ad essere celebrato insieme ai familiari in casa con solennità e in rispettoso silenzio. Inoltre, nel periodo natalizio si saluta dicendo: “Cristo e nato!” e si risponde: “Glorificatelo“. Durante tutto il periodo natalizio, in tutte le case ucraine si sente un melodioso canto “Koliada”. Lo cantano tutti, dal più piccolo al più grande. Spesso i giovani si travestono e si mascherano e vanno di casa in casa per fare gli auguri.

Il nostro popolo cantava il tradizionale “Koliada” nell’antichità ma anche nel presente, in diverse regioni dell’Ucraina. I nostri costumi sono diversi e antichi. Nonostante i molti divieti dell’epoca sovietica, nessuno è riuscito a sradicare dalla memoria del popolo ucraino l’anticha tradizione di festeggiare solennemente il Natale.

di Myroslav  Dumiych

EUROITALIA News – 04.1.2011/04


I titoli:

DECRETO FLUSSI 2010 E PIANO PER L’INTEGRAZIONE “IDENTITÀ E INCONTRO” NELL’INTERVISTA DI IMMIGRAZIONE OGGI A NATALE FORLANI

ARMENI IN ITALIA: PRANZO NATALIZIO ARMENO APOSTOLICO E I PROGRAMMI DELLA CASA ARMENA A MILANO

SHENORAAVOR NOR DARI YEV PARI GAGHAND! (Auguri in armeno)

INTERCULTURA: RIPARTE LA STAGIONE TEATRALE DEDICATA AL TEATRO INTERCULTURALE “I TEATRI DI BABELE”

DOPO SCONTRO CON LA POLIZIA EGIZIANA, I TRAFFICANTI DI RAFAH INTRODUCONO UN ALTRO GRUPPO DI MIGRANTI IN ISRAELE

UN ANNO FA LA RIVOLTA, ROSARNO TORNA A NORMALITÀ

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Felice e Santo Natale / Crăciun fericit si Sfànt


I nostri più affettuosi auguri di Buon Natale in seno alla famiglia,

Cele mai calde urări de Crăciun fericit alături de cei dragi,

Sacra Famiglia di Bartolomeo Cavarozzi (Viterbo 1587 – Roma 1625)

Sfànta Familie, opera lui Bartolomeo Cavarozzi (Viterbo 1587 – Roma 1625)

Associazione IRFI “Italia Romania Futuro Insieme” onlus

Asociatia IRFI “Italia-Romania Un Viitor Impreuna”