ROMENI IN ITALIA. I VECCHI CREDENTI


I Vecchi Credenti (Starovjery) hanno origine da uno scisma (raskol) dei fedeli dell’antica tradizione russa alle riforme liturgiche promosse sotto il patriarca Nikon (1605-1681, patriarca dal 1652 al 1667). Tali riforme, mirate ad armonizzare la tradizione liturgica e innografica russa con quella delle altre Chiese ortodosse, e imposte con la forza da una Chiesa che al tempo mirava al predominio sull’ecumene ortodosso, hanno creato in ampi strati del mondo russo sospetti di contaminazione con l’occidente “eterodosso”. Al proprio interno, i Vecchi Credenti hanno subito un’ulteriore suddivisione fra “sacerdotali” (popovzy) e “asacerdotali” (bespopovzy). I primi ritengono la Chiesa russa “nikoniana” pericolosamente minacciata da influenze innovatrici, ma pur sempre veicolo di grazia, tanto da accettarne i sacramenti, sia pure con molte riserve. I secondi, ritenendo la Chiesa ormai irrimediabilmente compromessa, hanno abbandonato ogni tentativo di ricostruire una gerarchia e una vita sacramentale.

Il più antico e consistente gruppo di Vecchi Credenti sacerdotali è la Concordia (soglas) di Bielaja Krinitza (ovvero “Fontana bianca”, dal nome del paese della Bucovina dove fu ricostituita – nel 1846 –, dopo quasi due secoli di clandestinità, una gerarchia episcopale di rito antico). La Concordia vanta un gran numero di fedeli in Russia (forse sull’ordine dei milioni, anche se le statistiche su questo settore del mondo ortodosso sono particolarmente difficili) e più di cinquantamila fedeli in Romania, dove ha una metropolia autonoma con sede nella città di Braila. Da quest’ultima diramazione (frutto dell’emigrazione di Vecchi Credenti dalla Russia nei secoli XVII e XIX), ha avuto luogo una ulteriore emigrazione – tuttora in corso – verso alcuni paesi dell’America e dell’Europa occidentale, fra cui l’Italia.

Una comunità di diverse centinaia di persone si è stabilita in Piemonte, facendo di Torino il centro di maggiore presenza di Vecchi Credenti in tutta l’Europa occidentale. Qui è stata creata la prima parrocchia ortodossa di Rito Antico in Italia, retta dal 2004 da Padre Savelij Makarov.

La Concordia di Bielaja Krinitza è formalmente in stato di scisma rispetto all’ecumene delle Chiese ortodosse, ma si tratta di una distanza che tende a ridursi nel tempo: benché sia vietata la concelebrazione tra membri del clero, i Santi Sinodi della Chiesa russa patriarcale e della Chiesa russa all’estero hanno sollevato negli anni 1970 l’anatema, e hanno concesso l’amministrazione dei sacramenti ai Vecchi Credenti in stato di necessità. Nei confronti degli altri ortodossi, i Vecchi Credenti di Romania, detti Lipoveni, sono su posizioni di minore ostilità rispetto alla loro controparte russa, e si mantengono in buoni rapporti con il Patriarcato di Romania.

L’antico rito russo ha numerose particolarità cultuali, la maggior parte delle quali sfugge a chi non ha esperienza di lingua slavonica ecclesiastica. Una delle caratteristiche più appariscenti è l’uso di fare il segno della croce estendendo due dita (l’indice e il medio, leggermente incrociati), invece che tre dita (pollice, indice e medio, come d’uso nella maggioranza delle Chiese ortodosse attuali). Nella loro fedeltà alle forme rituali pre-nikoniane, i Vecchi Credenti hanno salvaguardato gran parte del patrimonio ecclesiale russo dalle occidentalizzazioni effettuate nel secolo XVIII (soprattutto in campo iconografico e musicale). Oggi, un grande interesse per i Vecchi Credenti percorre tutta l’ortodossia russa contemporanea, che riconosce il bisogno di rettificare alcuni abusi settecenteschi con una maggiore fedeltà alla propria tradizione.

B.: Per un’introduzione generale sui Vecchi Credenti in italiano, si veda Hans-Dieter Dopmann, Il Cristo d’Oriente, trad. it., ECIG, Genova, 1994, pp. 77-91. Per la comunità torinese, cfr. Luigi Berzano – Andrea Cassinasco, Cristiani d’Oriente in Piemonte, L’Harmattan Italia, Torino 1999.

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Roma, Ortodossi in festa alla Basilica di San Teodoro al Palatino, 2 marzo 2014


Solenne Celebrazione Eucaristica, presieduta da S.E. Rev.ma il Metropolita GENNADIOS, Arcivescovo Ortodosso d’Italia e Malta

Invito

Invito

Il Patriarcato Ecumenico di Costantinopoli – Archiepiscopia Greco-Ortodossa d’Italia e Malta invita a San Teodoro al Palatino l’Istituto di Studi Storici Beato Pio IX , in persona del Presidente Conte Prof. Fernando Crociani Baglioni , alla solenne Celebrazione Eucaristica , presieduta da S.E. Rev.ma il Metropolita GENNADIOS, Arcivescovo Ortodosso d’Italia e Malta, che avrà luogo domenica 2 marzo 2014ore 10:30Via San Teodoro, 7 Roma.

Pontificale per la Causa di canonizzazione del Beato Pio IX Papa. Foto  ©marcellinofoto.it

Foto marcellinofoto.it©, Pontificale per la Causa di canonizzazione del Beato Pio IX Papa.

Protocollo per il servizio d’onore

Accademici e sodali dell’Istituto di Studi Storici Beato Pio IX : frac, decorazioni, gillet nero.
Signori Ufficiali: alta uniforme, decorazioni.
Ecclesiastici romano-cattolici: abito pìano.
Dame: abito nero con velo.

L’Istituto di Studi Storici Beato Pio IX, con il vessillo storico e relativa scorta, curerà il servizio d’onore alla Celebrazione eucaristica.

Sua Santità Papa Francesco con l'Ecc.mo Archimandrita Symeon KATSINAS©

Sua Santità Papa Francesco con l’Ecc.mo Archimandrita Symeon KATSINAS ©

SUA SANTITÀ GIOVANNI PAOLO II, prossimo Santo, concesse, già da un ventennio, la Basilica di San Teodoro al Palatino al Patriarcato Ecumenico Ortodosso, onde favorire l’integrazione religiosa e la vita spirituale degli ortodossi residenti in Roma e in Italia; in massima parte immigrati, provenienti dall’Europa Orientale. La Comunità Ortodossa persegue con i suoi Dignitari l’Ecumenismo e l’Unità dei Cristiani, in grande armonia e fratellanza con il Pontificato Romano. L’Ecc.mo Archimandrita Symeon KATSINAS è stato di recente ricevuto in udienza privata da SUA SANTITÀ PAPA FRANCESCO, a conferma del processo ecumenico, che vuole la completa armonia delle chiese d’Occidente e d’Oriente. La Celebrazione assume in Roma nella storica basilica paleocristiana uno speciale significato di fratellanza e Unità nel nome di N.S. Gesù Cristo. Ut Unum sint !

L’Istituto di Studi Storici Beato Pio IX  persegue, come da prescrizione statutaria, anche finalità di studio, dialogo e collaborazione con altre entità impegnate nell’ecumenismo, per l’unità dei cristiani. Numerosi sono stati i convegni, tavole rotonde, attività didattiche vòlte a tali finalità. Fin dalla sua costituzione nell’anno 2000, allorché il Pontefice Pio IX fu proclamato Beato da Sua Santità Giovanni Paolo II.

Nei confronti dell’Ortodossia, l’Istituzione ha sempre trovato grandi motivi di interesse e di reciproca apertura. Il dialogo si è andato infittendo negli anni, con le chiese orientali e le loro autocefale gerarchie nazionali. Dalla Grecia allaRussia ed Armenia, alla Palestina; dalla Romania e Bulgaria a tutto il mondo arabo-siriaco, balcanico e carpatico-danubiano;  copto-egiziano ed eritreo-abissino.

Così come sono continuati negli anni scambi e visite tra diocesi, associazioni, università, ordini religiosi e strutture del laicato romano-cattolico, greco-cattolico ed ortodosso.

Fernando Crociani Baglioni ©

viaRoma, Festa di San Teodoro al Palatino, 2 marzo 2014.