La Santa Pasqua nel rito cattolico bizantino


Roma, Sabato 11 Aprile 2015, ore 20,30, Veglia Pasquale nel rito cattolico bizantino (greco-cattolico) nella Chiesa S. Salvatore alle Coppelle, Piazza delle Coppelle, 72/b.

 “L’unificazione della data della Pasqua: una questione di normalità e di buon senso”. Cristian Bădiliţă riprende qui la storia del modo in cui si usa fissare la data della Pasqua, specificando tutte le tendenze (asiatica e/o alessandrina) che hanno preceduto il Concilio di Nicea, nel legiferare la data della Solennità della Pasqua. Allo stesso modo, egli spiega perché i romeni ortodossi hanno adottato solamente in modo parziale il calendario gregoriano (misura che influenza la data della Pasqua), individua riduzionismi storici e porta una proposta in vista dell’unificazione. (Testo romeno e italiano, di Cristian Bădiliţă).

marco anastasis

Gli orientali, ortodossi e cattolici, celebrano la Santa Pasqua in una data diversa dalla Chiesa Cattolica Romana – quest’anno a una settimana di distanza -.

Il Concilio di Nicea del 325 aveva affrontato e risolto la “questione pasquale”, tra coloro che volevano celebrare la festa seguendo il Vangelo di Giovanni, che pone la morte di Cristo nel pomeriggio del 14 del mese ebraico di Nisan – donde i sostenitori erano detti quartodecimani – e quella degli altri tre Evangelisti, che la collocano al 15 cioè in coincidenza con la festa ebraica di Pessach.

Sito internet della Chiesa Romena Unita con Roma Greco-Cattolica – Comunità d’Italia

Pur fra notevoli difficoltà la Chiesa celebrò, “ad una sola voce”, la Pasqua a partire dal 387 fino al 1582, quando il patriarca di Costantinopoli Geremia II rifiutò il calendario riformato di Papa Gregorio XIII. Se da allora la Pasqua non è stata più celebrata in unità, ad eccezione degli anni in cui i calendari coincidono, tuttavia nelle due celebrazioni distinte si possono cogliere gli aspetti salienti comuni e quelli peculiari.
La liturgia orientale sottolinea il digiuno del Grande Sabato e la Veglia in cui si dà importanza alla luce e alle letture bibliche; i riti dell’iniziazione cristiana con la benedizione dell’acqua e il battesimo non sono più in uso, si fanno invece in gennaio, nel giorno della teofania o Battesimo del Signore, la nostra Epifania.
Un rito suggestivo, leit motiv della Pasqua bizantina, avviene il Sabato Santo alla porta della chiesa, dove il celebrante canta: “Cristo è risorto dai morti; con la sua morte Egli ha vinto la morte e a quelli che erano nella tomba ha ridonato la vita“.

Christos a înviat din morți, 

Cu moartea pre moarte călcând, 

Și celor din morminte 

Viață dăruindu-le!

(Cristo è risorto dai morti

con la sua Morte ha calpestato la Morte

donando la vita

ai giacenti nei sepolcri!)

Mentre con la croce tocca le porte che si spalancano. Tutte le campane suonano, i lumi brillano nelle mani di tutti, mentre si canta il canone pasquale di san Giovanni Damasceno, corrispondente all’Exsultet latino attribuito a sant’Ambrogio.
Una curiosità: il rito dell’apertura delle porte al battito della croce astile – segno di Cristo che apre le porte degli inferi – era presente a questo punto nel rito antico prima della riforma della Settimana santa di Pio XII.

ucian Cardinale Mureşan per Grazia e Misericordia del Buon Dio. Arcivescovo e Metropolita dell’Arcieparchia di Alba Iulia e Făgăraş, Arcivescovo Maggiore della Chiesa Romena Unita con Roma, Greco-Cattolica, in piena Comunione di fede con la Santa sede Apostolica di Roma

Lucian Cardinale Mureşan, Arcivescovo e Metropolita dell’Arcieparchia di Alba Iulia e Făgăraş,
Arcivescovo Maggiore della Chiesa Romena Unita con Roma, Greco-Cattolica, in piena Comunione di fede con la Santa sede Apostolica di Roma.

La Pastorale per la Pasqua 2015 di S.E. Card. Lucian, Arcivescovo Maggiore della Chiesa Romena Unita

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Chiesa di San Salvatore alle Coppelle – Roma

La prima fase edilizia certa risale al pontificato di Celestino III (1191-1198) che sostenne in parte il carico della spesa di costruzione e officiò la cerimonia di consacrazione. Di quel periodo rimane oggi il piccolo campanile romanico.
In una bolla di Onorio III del 23 giugno 1222 la chiesa è già citata con l’aggiunta de Cupellis probabilmente per ricordare che nel XII secolo si concentravano nella zona circostante i cupellari, fabbricanti di cupelle ocopelle, i tipici barilotti romani a doghe di legno della capacità di circa cinque litri usati per conservare l’acqua, il vino e l’aceto.
Nel 1663 divenne la Casa Madre della Confraternita della Perseveranza che fu istituita per assistere i pellegrini che si ammalavano a Roma, alloggiarli nelle locande se poveri e seppellirli in caso di morte.
La previsione della costruzione del monumento funebre per il cardinale Giorgio Spinola, ultimato nel 1744 dallo scultore Bernardino Ludovisi, condizionò in parte la trasformazione interna, con l’adattamento a “sacello” di una campata della navata sinistra.
Tra il 1858 e 1860 il Collegio dei Parroci promosse un restauro generale che interessò sia l’interno che l’esterno della chiesa. Purtroppo, come scrisse il Forcella nel 1876: “In questo restauro sono state distrutte tutte le memorie antiche e deturpate due pitture che risalgono all’epoca della consacrazione della chiesa da parte di Celestino III che rappresentavano la Vergine Maria e S. Giovanni Battista.”
Gli ultimi interventi furono eseguiti nei primi anni del 1900 e sono conseguenti all’assegnazione del tempio al clero romeno. La richiesta fu fatta nel 1913 a Pio X dal vescovo Basilio Hossu. Fu necessario eseguire i lavori per l’adattamento liturgico trasformando il presbiterio per aggiungere l’iconostasi. I lavori furono completati dal vescovo Valerio Traiano Frentiu e il 29 febbraio 1920 avvenne la riconsacrazione ad opera di monsignor Basilio Lucaciu.
Da allora San Salvatore è la chiesa nazionale romena di rito bizantino cattolico.

Fonte: http://www.dinoignani.net/salvatore.html

Comunità greco-cattolica romena in Italia

Il Pontificio Collegio “Pio Romeno”  è stato fondato a Roma nel 1937 per decisione di Papa Pio XI quale spazio di formazione dei sacerdoti della Chiesa Romena Unita a Roma, Greco-Cattolica. Sotto il coordinamento della Congregazione per le Chiese Orientali, il Collegio Pio Romeno è un’ istituzione rappresentativa per le relazioni tra la Romania e la Santa Sede.

Chiese greco-cattoliche romene in Italia:

1. ROMA: “San Salvatore delle Coppelle”

Indirizzo chiesa: Via delle Coppelle

Parroco: P. Daniel P. Vereş

2. BOLOGNA: Parrocchia “Santa Croce”

Indirizzo chiesa: Via del Cestello, 25

Parroco: P. Marinel Mureşan

3. CESENA: Parrocchia “L’Annunciazione”

Indirizzo chiesa: Piazza del Popolo, 1

Parroco: P. Mihai David

4. FAENZA: Parrocchia “San Giorgio”

Indirizzo chiesa: Via Minardi, 2

Parroco: P. Liviu Marian

5. FERRARA: Parrocchia “Santa Chiara”

Indirizzo chiesa: Corso Giuveca, 179

Parroco: Cătălin Pop

6. FORLÌ : Parrocchia “Michele e Gabriele”

Indirizzo chiesa: Via Dei Mille, 28

Parroco: P. Mihai David

7. FOSSALTA DI PIAVE: Parrocchia “San Rocco”

Indirizzo chiesa: Via Campolongo, 1

Parroco: P. Ioan Pop

8. IMOLA: Parrocchia “Dormizione della Vergine”

Indirizzo chiesa: Via Emilia, 40

Parroco: Pr. Tiberiu Sârbu

9. LONIGO: Le funzioni vengono celebrate alla “Chiesa Vecchia”, presso il duomo di Lonigo

Indirizzo chiesa: Piazza Matteotti, 1

Parroco: P. Raimondo-Rudolf Salanschi

10. MANTOVA: parrocchia in formazione

11. PADOVA: Parrocchia “Corpus Domini” (delle Elisabetine)

Indirizzo chiesa: Via Beato Pellegrino, 36

Parroco: P. Aurel-Florian Guţiu

Cappellano: Pop Aetius

12. RECANATI: Parrocchia in formazione .

13. RIMINI: Parrocchia “San Nicola”

Indirizzo chiesa: Via Bonsio, 18

Parroco: P. Cristian Coste

14. UDINE: Parrocchia “Risurrezione del Signore”

Indirizzo chiesa: „San Cristoforo”,:Piazza San Cristoforo, Vicolo Sillia 3/a

Parroco: P. Ioan Mărginean Cociş

16. VENEZIA MESTRE: Parrocchia “San Rocco”

Indirizzo chiesa: Via D. Manin, 39

Parroco: P. Vasile-Alexandru Barbolovici

17. VERONA – PARONA: Parohia “Sf. Cristina”

Indirizzo chiesa: Via S. Cristina, 1

Parroco: P. Radu Mircea Cefan

18. VICENZA: Parrocchia “Santa Maria in Araceli”

Indirizzo chiesa: Piazza Araceli, 20

Parroco: P. Raimondo-Rudolf Salanschi

Per ulteriori particolari consultare il sito internet http://www.bru-italia.eu.

MASSIMO SANSOLINI, “IO, SEDIARIO PONTIFICIO”: UNA VITA ACCANTO AI PAPI GIOVANNI PAOLO II E BENEDETTO XVI


La presentazione del nuovo volume di Massimo Sansolini Io, sediario pontificio“,  edito dalla Libreria Editrice Vaticana, ha avuto luogo lunedì, 23 aprile 2012 presso la  Sala Marconi della Radio Vaticana, in Piazza Pia – Città del Vaticano. Presente il mondo cattolico e la società romana, l’aristocrazia, diplomazia e stampa internazionale.

Sono intervenuti S.E. Mons. Piero Marini, Presidente del Comitato per i Congressi Eucaristici Internazionali e S.E. Mons. Paolo De Nicolò, Reggente della Casa Pontificia, i quali hanno reso testimonianza di una vita trascorsa al servizio dei Romani Pontefici a stretto contatto con i laici addetti ai Sacri Palazzi Apostolici.

Il volume, che raccoglie le testimonianze e i ricordi del Grand’Uff. Massimo Sansolini, (Sediario Pontificio dal 1964) ripercorre i momenti più significativi della sua vita accanto a Giovanni Paolo II e Benedetto XVI. È una sorta di diario in cui l’Autore permette a tutti i lettori, di rivivere, attraverso i suoi ricordi, gli intensi attimi del trasferimento delle spoglie del Beato Giovanni Paolo II dal Palazzo Apostolico alla Basilica Vaticana e alle grotte. Ma di forte suggestione sono anche le pagine in cui vengono descritti i momenti degli incontri, durante le udienze pontificie, generali e private, come fu per mezzo secolo nella sua carriera di servizio volontario, tra Papa Wojtyła e il regnante Benedetto XVI, con gli ammalati, come fu con Paolo VI e Giovanni Paolo I. Il volume è inoltre corredato da numerose immagini, fornite dal Servizio Fotografico dell’Osservatore Romano, che documentano gli episodi narrati da Sansolini.

“Il ruolo del sediario pontificio ha alle spalle una grande tradizione: sono tra coloro più vicini al Papa, che vivono con il Pontefice quasi quotidianamente, come ricorda mons. Paolo De Nicolò, reggente della Casa Pontificia:

“Chi sono i sediari? Non c’è più la sedia gestatoria. Ma nonostante i sediari pontifici di numero e soprannumero, non portino più a spalla, non significa che non rimanga una specie di ‘mistica della sedia’. I sediari pontifici hanno un contatto quotidiano con il Santo Padre. Questo stabilisce una specie di ‘cognatio spiritualis’, una sorta di parentela spirituale”.

Giovanni Paolo II e Massimo Sansolini

Giovanni Paolo II e Massimo Sansolini



Fedeltà al proprio dovere e un grande amore per l’istituzione del Papato, è ciò che emerge dal libro, capace, però, anche di suscitare nel lettore immagini, ricordi ed emozioni comuni, nonché di ravvivare la fede personale nel mistero pasquale di Cristo morto e Risorto, come non manca di sottolineare mons. Piero Marini, presidente del Comitato per i Congressi eucaristici internazionali:

“La lettura di questo libro ha suscitato in me tanti ricordi. A un anno dalla Beatificazione di Giovanni Paolo II, ho ancora negli occhi, la folla immensa di fedeli che partecipava, l’immagine di questo velo bianco che si alzava sull’immagine di Giovanni Paolo II, l’applauso immenso, le parole di Papa Benedetto: “Ecco, il giorno atteso è arrivato presto, perché così è piaciuto al Signore. Giovanni Paolo II è Beato”. Ma soprattutto, questo libro ha suscitato in me, le immagini della sofferenza, perché Massimo ci ha fatto, in qualche modo, rivivere il momento dei funerali di Papa Giovanni Paolo II”.”
(Fonte: Radio Vaticana)

“Felicitazioni vivissime al padrino di battesimo di mio figlio; a colui che in famiglia chiamiamo affettuosamente ” il compare Massimo ” –  commenta il Conte Crociani Baglioni, antica Guardia Palatina d’Onore di Sua Santità – ….. in ogni senso “massimo”….di raffinatezza, eleganza, signorilità, cultura… ma soprattutto di carità cristiana e umanità; che trasfonde nel servizio da 48 anni ! già a quattro romani pontefici… insomma un’istituzione vivente dei sacri palazzi apostolici, e da mezzo secolo…sempre puntualmente sollecito verso i malati, gli anziani, i bambini, alle sterminate udienze pontificie generali come in quelle private. Una grande testimonianza storica vivente, da un punto di osservazione il più privilegiato per un cristiano militante, un uomo di fede salda e profonda, nonché un artista e un professionista di grande talento (fu Massimo Sansolini a disegnare la nuova e attuale divisa dei sediari pontifici, succedendo alla cinquecentesca damascata di disegno michelangiolesco – n.d.r.), al servizio del più alto dei troni, della più nobile delle cause: per la Chiesa e per il Papa, il Vicario di Cristo ! Congratulazioni vivissime compare Massimo, per questa ulteriore fatica e testimonianza che rendi alla storia della Chiesa Romana, e che ti rende ulteriore alto onore.  Ad multos Annos !”.

Il Conte Prof. Fernando Crociani Baglioni, fraterno congiunto di Massimo, unitamente al fratello di questi Maurizio Sansolini presente con la famiglia all’evento, ricorda con forte emozione – così già nel suo libro di storia familiare – come in queste meste giornate di commemorazione dei romani delle tristi vicende dell’Urbe nella Seconda Guerra mondiale, come la famiglia Sansolini, con il Cav. Ercole (sediario pontificio di Leone XIII e di San Pio X), ebbe ad offrire alla libertà della Patria in olocausto, il sacrificio di Alfredo e Adolfo Sansolini, zii paterni di Massimo, nell’eccidio delle Fosse Ardeatine, il 24 marzo 1944.  Famiglia romana di nobili tradizioni religiose, civili e patriottiche.

Con le rappresentanze del Patriziato romano e della Famiglia pontificia ecclesiastica e laica, erano presenti numerosi i Gentiluomini di Sua Santità, le Antiche Guardie Nobili e Guardie Palatine d’Onore, Bussolanti e Mazzieri, gli Addetti di Anticamera, i Sediari,  numerosi prelati e officiali della Segreteria di Stato, della Curia Romana, della Prefettura della Casa Pontificia, del Vicariato e delle Prefetture dell’Urbe, coi più anziani parroci romani, gli Abati delle Abbazie, i Canonici delle Basiliche romane, i religiosi, le suore. In prima fila l’Aristocrazia romana con la  Principessa Borghese, il Principe Don Sforza Ruspoli, il Principe Don Carlo Massimo, il Principe Prof. Avv. Ernesto Liccardi Medici, le massime autorità dello Stato Città del Vaticano e della Famiglia Pontificia; il Colonnello Daniel Anrig  Comandante della Guardia Svizzera e il Decano dell’Anticamera Pontificia, il Vice Comandante della Gendarmeria Vaticana, rappresentanti dei Tribunali della Rota Romana col Rev. Don Fabrizio Turriziani Colonna, del Circolo San Pietro con il Comm. Mario Catalano,  dell’Associazione Santi Pietro e Paolo in Vaticano, dell’Arciconfraternita di Sant’Anna de’ Parafrenieri e degli addetti ai Sacri Palazzi Apostolici con il Comm. Stefano Zauli, della Radio Vaticana, che ospitava nella sua Sala Marconi, delle università pontificie romane con la Prof.ssa Cristina Mandosi e delle organizzazioni del volontariato sociale cattolico, del SMO di Malta, dell’Ordine del Santo Sepolcro, degli ordini cavalereschi della Chiesa e delle loro organizzazioni di Apostolato religioso e sociale, delle Arciconfraternite storiche romane con Mons. Natalino Zagotto.

Conduttore dell’evento il giornalista Orazio Coclite, il quale ha letto e commentato alcuni brani del volume con la sua celebre maestria, nota nel mondo con Radio e Tv Vaticana.

Presente con la stampa romana e internazionale la Dott.ssa Simona Cecilia Farcas Presidente dell’Associazione Italia-Romania Futuro Insieme, anche in rappresentanza delle  comunità cattoliche dell’Europa Orientale.

S.E.Mons. Paolo De Nicolò e S.E. Mons. Piero Marini

S.E.Mons. Paolo De Nicolò e S.E. Mons. Piero Marini

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Titolo del Libro: Io, sediario pontificio

Autore :  Massimo Sansolini

Editore: Libreria Editrice Vaticana

Data di Pubblicazione:  2012

Pagine: 150

ISBN-10: 882098685X  / ISBN-13: 9788820986858

 

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