ROMANIA: LA COMPLESSA SUCCESSIONE DI RE MIHAI I


È con grande dolore che apprendiamo dell’aggravarsi delle condizioni di salute del Re Michele I di Romania. Il Sovrano, classe 1921, si trova ricoverato in ospedale dove gli è stata diagnosticata una leucemia in uno stadio avanzato, oltre che un carcinoma. Si teme il peggio, anche a causa dei 94 anni del Sovrano. L’annuncio è stato dato lo scorso 2 marzo 2016, con un video messaggio dall’Avvocato della Casa Reale Romena. Sul sito ufficiale della Famiglia Reale è stato pubblicato un comunicato del Consiglio Reale in cui viene riproposto un messaggio del Re Michele, datato 1 marzo, che suona come un addio: “Nelle ultime settimane sono stato informato di una diagnosi medica grave. Questo avviene nell’anno in cui la famiglia e il paese stanno celebrando 150 anni dalla fondazione della dinastia e del moderno Stato rumeno. Sono sicuro che mia figlia Margherita, custode della Corona, troverà la saggezza e la forza di rappresentarmi e di compiere in mia vece le incombenze pubbliche. Ho chiesto al Consiglio Reale di continuare la sua missione e rappresentare la Corona”.

ROMANIA: LA COMPLESSA SUCCESSIONE DEL RE MICHELE I
Il Re Michele I di Romania

S.M. il Re Michele I di Romania


    In questi ultimi giorni tanti monarchici di tutto il mondo stanno rivolgendo un pensiero o una preghiera al Re Michele I di Romania che, nonostante il peso dei suoi 94 anni e l’aggravarsi delle condizioni di salute, continua ad essere un simbolo della rinascita del suo popolo. Il Re è uno dei pochi capi di Stato della II Guerra Mondiale ancora vivente (assieme al Re Simeone II di Bulgaria).
Il ricovero nella clinica di Losanna e un bollettino medico stabile – ma decisamente preoccupante – hanno portato molti ad interrogarsi su chi possa succedere da un punto di vista dinastico all’anziano Sovrano. La risposta al quesito è tutt’altro che semplice, ogni visione della faccenda ha le proprie concrete argomentazioni, e ci permettiamo di analizzare la situazione senza parteggiare per l’una o per l’altra parte.Il Re Michele I di Romania

LE LEGGI DINASTICHE DEGLI HOHENZOLLERN SUL TRONO DI ROMANIA
La Dinastia Reale Romena ha cominciato la sua storia nel 1866 quando il giovane Principe Carlo di Hohenzollern diventò il primo Sovrano regnante della Romania della sua Casata. La Costituzione del 1866, negli articoli 82 e 83, stabilisce regole molto chiare sulla successione al Trono e sui membri della Famiglia Reale. L’articolo 82 dice che: “i poteri costituzionali del Principe Regnante sono ereditari, in linea diretta e legittima, di S. A. il Principe Carlo I Hohenzollern-Sigmaringen, in linea maschile per diritto di primogenitura e con l’esclusione perpetua delle donne e dei loro discendenti. I discendenti di S. A. saranno cresciuti nella religione ortodossa dell’Oriente.” L’articolo 83 della stessa Costituzione chiarisce cosa succede se non dovesse esserci un discendente diretto al Trono: “In mancanza di discendenti in linea maschile di S. A. Carlo I di Hohenzollern-Sigmaringen, la successione al Trono si deve al più anziano dei suoi fratelli e ai suoi discendenti dopo le regole stabilite nell’articolo precedente.” Il Principe Carlo I diventò il primo Re di Romania nel 1881 (fino ad allora era Principe RegnanteRe Carlo I di Romania senza il trattamento di Altezza Reale) ed ha avuto una sola figlia, la Principessa Maria, morta a 4 anni. Applicando rigorosamente l’art. 83 della Costituzione del 1866, il Re Carlo I, con la piena approvazione del Governo e del Parlamento Romeno, designò come erede al Trono il Principe Ferdinando di Hohenzollern-Sigmaringen, figlio del fratello di Re Carlo, il Principe Leopoldo. Il Principe ereditario Ferdinando di Hohenzollern, nonno dell’attuale Re Michele I, divenne Re della Romania nel 1914 e realizzò il grande sogno dei romeni, quello della Grande Romania. Nel 1923 la nuova Costituzione del Regno di Romania stabilì nell’art. 78 quanto segue: “In mancanza di discendenti in linea maschile di S.M. il Re Carlo I di Hohenzollern, la successione al Trono spetta al più anziano dei suoi fratelli o dei loro discendenti, dopo le regole stabilite nell’articolo precedente. Qualora nessuno dei suoi fratelli o dei loro discendenti fosse in vita o qualora dichiarino preventivamente di rinunciare al Trono, allora il Re potrà indicare il suo successore tra i membri di una dinastia sovrana dell’Europa, con l’accettazione della rappresentanza nazionale data nella forma decisa nell’articolo 79. Se nessuna di queste condizioni avrà luogo il Trono sarà vacante.” L’analisi di questo articolo, collegato agli articoli 77 e 79, ribadisce quindi il concetto fondamentale della legge salica, indica gli Hohenzollern come eredi al Trono e lascia la possibilità al Sovrano di indicare, in mancanza di altri eredi, un Principe di una dinastia sovrana europea dietro approvazione del Parlamento (chiamato rappresentanza nazionale). Stando così le cose il Re avrebbe potuto indicare il nome di un Principe europeo soltanto dopo la rinuncia formale ai diritti dinastici da parte degli Hohenzollern aventi diritto ma, per rispettare la Costituzione, è richiesta l’approvazione del Parlamento, Parlamento che oggi è repubblicano e ovviamente non si pronuncia su simili temi.
(nella foto Re Carlo I con la Regina Elisabetta e il principe ereditario Ferdinando ed il Principe Leopoldo)

COMPLICAZIONI DINASTICHE: IL PRECEDENTE
Il Re Carlo II con il figlio Re Michele ILa prima crisi costituzionale dinastica si presentò nel 1926, dopo che il Principe ereditario Carlo, il figlio maggiore del Re Ferdinando I, rinunciò formalmente ai suoi diritti di successione per vivere all’estero, soprattutto in Francia, facendo delle scelte personali non approvate dalla Famiglia Reale. Il Re Ferdinando visse con dolore la rinuncia del figlio e chiese al Parlamento di prenderne atto. Il Parlamento legiferò cambiando l’ordine di successione al Trono, nominando il piccolo Principe Michele, di 5 anni, Principe Ereditario. Solo un anno dopo, nel 1927, il Re Ferdinando morì e  suo nipote, seppur ancora un bambino, divenne Re con il Nome di Michele I, sotto la reggenza del Patriarca Ortodosso, dello zio Principe Nicola e del Presidente della Corte di Cassazione. Il Primo Regno di Michele I finì bruscamente nel 1930 con l’arrivo clandestino nel Paese dell’ex Principe ereditario Carlo e della proclamazione di quest’ultimo come Re, con l’appoggio di una parte della classe politica e l ‘accondiscendenza benevola dell’esercito. Carlo II regnò per 10 anni mentre suo figlio Michele ritornava ad essere Principe ereditario, con un titolo sui generis di Gran Voivoda di Alba Iulia. Nel settembre del 1940 Carlo II fu costretto a lasciare il potere dopo l’ultimatum del presidente del Consiglio e Michele I ridivenne Re per la seconda volta. Nel 1947 il Re Michele I fu costretto ad abdicare dai comunisti, atto riconosciuto nullo ed invalido dallo stesso Sovrano con la dichiarazione di Londra del 1948, in quanto siglato sotto minaccia e a rischio della propria incolumità, quindi non spontaneo e legittimo. È vissuto in esilio in Svizzera fino agli anni ‘90, ritornando definitivamente in Romania solo nel 1997.
(nella foto il Re Carlo II con il figlio Re Michele I)

LA FAMIGLIA DEL RE MICHELE
Il Re Michele e la Regina Anna con quattro figlieAnche se l’attuale Sovrano romeno è sempre stato fedele alla Costituzione monarchica del 1923, che esprime chiaramente l’automatismo della successione, Egli ha dovuto affrontare il difficile problema della propria successione ai diritti dinastici. Il Re si sposò nel 1948 con la Principessa Anna di Borbone Parma, diventata Regina Titolare di Romania in esilio. La coppia reale ha avuto cinque figlie. Nessuna delle cinque Principesse è cresciuta in Romania e nessuna si è sposata con un Principe di Sangue Reale. La più grande, S.A.R. la Principessa Margherita, vive in Romania dove si dedica ad una fondazione di beneficenza e spesso  rappresenta il padre nelle cerimonie ufficiali, avendo intensificato negli ultimi anni questo ruolo di rappresentanza a causa dell’età avanzata del Sovrano. Si è sposata nel 1996 con l’attore romeno Radu Duda, senza aver avuto dei figli. La secondogenita, S.A.R. la Principessa Elena, è stata sposata in prime nozze con il Professore inglese Robin Medforth Mills (importante diplomatico delle Nazioni Unite) con cui ha avuto i due figli Nicola e Karina, dopo il divorzio si è sposata con l’Avvocato inglese Alexander Nixon McAteer. La terzogenita, S.A.R. la Principessa Irene, è stata sposata con l’uomo d’affari americano di origine svedese John Kreuger con cui ha avuto i due figli Michele e Angelica (Michele è sposato ed ha un figlio e Angelica è sposata con due figlie), sposandosi più tardi con un altro signore americano di nome John Walker e finendo imputata in un processo assieme al secondo marito con l’accusa di organizzazione di combattimenti clandestini tra galli. La quarta figlia del Sovrano, S.A.R. la principessa Sofia, si è sposata contro il parere del Re con il francese Alain Biarneix dal quale ha avuto una figlia di nome Elisabetta, in seguito al divorzio dal marito si è riconciliata con i genitori. L’ultimogenita della coppia Reale, S.A.R. la principessa Maria, vive in Romania e spesso rappresenta il padre alternandosi con la sorella maggiore. È stata sposata con l’americano di origine polacca Casimir Mistkowsky ma ha divorziato pure lei.
Dopo la caduta del Comunismo e il ritorno ufficiale in Patria del Re Michele I la popolarità della famiglia Reale è arrivata in un quarto di secolo a crescere continuamente. Il Re, secondo dei recenti sondaggi gode della fiducia piena di circa di circa il 45% dei romeni e la Monarchia, sempre secondo i sondaggi, è favorevolmente vista da circa il 30% della popolazione. Questi dati, dimostrando che l’opportunità monarchica in Romania sia qualcosa di concreto, hanno ribadito ancora una volta la necessità di un chiarimento sulla successione dei diritti dinastici.
(nella foto il Re Michele e la Regina Anna con quattro figlie le Principesse Irina, Margherita, Elena e Maria)

GLI HOHENZOLLERN TEDESCHI
S.A. il Principe Carlo di Hohenzollern, Capo della Famiglia Principesca tedescaSecondo le leggi dinastiche previste dalla Costituzione del 1923, ove vige la Legge salica, non ci sono oggi discendenti diretti in linea maschile del Re Michele che possano pretendere al Trono di Romania. In Germania vivono però 14 Principi che discendono dai fratelli del Re Carlo I di Romania, che hanno il cognome di Principi di Hohenzollern, ed hanno quale capo della famiglia S. A. il Principe Carlo, nato nel 1952. L’attuale Capo della dinastia degli Hohenzollern è l’unico proprietario del gruppo  che si occupa dell’amministrazione delle foreste e delle terre di famiglia, ma anche di un’azienda di trasmissioni tecniche e di lavorazione dell’acciaio.  Si è sposato con la Contessa Alessandra di Stauffenberg dalla quale ha avuto
nel 1987 il figlio, Principe Ereditario Alessandro,  e le principesse Filippa, Flaminia e Antonia, risposandosi poi nel 2010 con Katharina de Zomer.
(nella foto S. A. il Principe Carlo di Hohenzollern, Capo della Famiglia Principesca tedesca)

LA QUESTIONE DINASTICA OGGI
Sebbene alcuni politici monarchici vedevano negli anni ’90 la possibilità di un dialogo con gli Hohenzollern tedeschi riguardante la successione, in quanto titolati dalla Costituzione per ambire al Trono dopo il Re Michele, o la possibilità dell’adozione da parte del Re di suo nipote Nicola, il Sovrano ha deciso di proporre un’altra strada per il futuro, annunciando già nel 1997 l’intenzione di nominare sua figlia maggiore Margherita come colei che continuerà la sua missione. Concetto ribadito nell’ultimo comunicato del Sovrano, datato 2 febbraio 2016 e diffuso dal Consiglio della Corona in seguito al ricovero del Re nella clinica di Losanna.
Nel 1999 il Re Michele chiese al suo anziano cugino, il Principe Federico di Hohenzollern, padre del Principe Carlo e allora Capo della Casa principesca degli Hohenzollern, di dare un titolo al marito della Principessa Margherita. Si arrivò ad un documento firmato dall’anziano Capo degli
Il Re Michele I con il nipote NicolaHohenzollern tedeschi con cui Radu Duda poteva fregiarsi del titolo di Principe di Hohenzollern-Veringen. Ovviamente in quel periodo vi era ancora un dialogo tra il Re Hohenzollern della Romania e il ramo principesco degli Hohenzollern della Germania, da cui proveniva la Real Casa di Romania, rapporti che si raffreddarono sempre di più con il passare degli anni. Oltretutto il Principe Carlo, figlio del Principe Federico di Hohenzollern, non ha mai nascosto la propria disapprovazione per il titolo concesso al Principe Radu.
Nel 2011 il Re Michele prende una decisione sorprendente che sconvolge il futuro della questione dinastica romena. Il Re annuncia  di rompere ogni legame dinastico con gli Hoenzollern tedeschi e che né lui né i suoi discendenti avrebbero più fatto parte della casata degli Hohenzollern, ma sarebbero stati solo Principi di Romania.
Nel 2007 il Sovrano redige e firma un documento che teoricamente non può avere un valore costituzionale, dato che il Sovrano non regna più e nessun Governo o Parlamento lo avrebbe potuto ratificare, intitolato “Norme fondamentali della Real Casa di Romania”. In questo documento il Sovrano annuncia che ormai i tempi sono cambiati e non vede nessuna ragione per il perdurare della legge salica. Inserisce le sue figlie e i suoi nipoti in una nuova linea di successione al Trono che evidentemente è contraria a tutta la tradizione costituzionale romena. Il Sovrano concede anche il titolo di Principe di Romania a suo genero Radu Duda e annuncia che suo nipote Nicola, figlio della Principessa Elena, sarebbe diventato anche egli Principe di Romania e Altezza Reale al compimento dei 25 anni di età. In questo veniva però precisato che il Sovrano demandava al Parlamento, nel momento in cui il popolo avrebbe deciso di restaurare la Monarchia, di prendere in considerazione questa nuova linea di successione al Trono. Ancora una volta il Re Michele ha riconosciuto che solo il Parlamento ha il diritto di cambiare le regole di successione al Trono del Paese.
(nella foto il Re Michele I con il nipote Nicola)

LA PRUDENZA TEDESCA
S. A. il Principe Carlo di HohenzollernLa reazione di S. A. il Principe Carlo Hohenzollern a tutte le decisioni e ai provvedimenti del Re Michele tra il 2001 e il 2007 è sempre stata molto pacata. Il Principe fondamentalmente ha ribadito le sue critiche al genero del Re Michele e al fatto che quest’ultimo abbia portato un titolo connesso con gli Hohenzollern che di per sé non poteva essere conferito, ma non ha mai attaccato pubblicamente il Sovrano per le altre decisioni. Oltretutto il capo degli Hohenzollern tedeschi si è sempre rifiutato di commentare la decisione del marito della principessa Margherita di Romania di candidarsi alla presidenza della repubblica (candidatura che dopo tanto clamore non venne mai messa in atto).
Il Principe Carlo non si è mai dichiarato pronto ad abbandonare le proprie attività in Germania per trasferirsi in Romania al fine di prendere familiarità con la nazione, sottolineando solamente che la situazione romena è molto difficile ma allo stesso tempo ribadendo che la decisione riguardante il ritorno della Monarchia spetti al popolo romeno. Dunque nessuna rinuncia formale ai diritti dinastici, ma non ha nemmeno mai dimostrato un esplicito interesse per succedere al Trono. Il Principe Carlo ha parlato a titolo personale e non a nome degli altri Principi della sua Casa, quindi diventa anche difficile capire come gli Hohenzollern tedeschi si pongano rispetto alle pretese dinastiche che spettano loro per le leggi della Famiglia Reale.
(nella foto S. A. il Principe Carlo di Hohenzollern)

IL PASTICCIO DELLE ULTERIORI ESCLUSIONI DAL TRONO
Il Principe Radu, il Principe Nicola e la Principessa MargheritaL’odissea della successione romena si è complicata ulteriormente negli ultimi due anni, dato che il Re Michele ha accettato di fare delle ulteriori modifiche alla stessa linea di successione proposta da lui nel 2007, escludendo sua figlia Irene, suo nipote Michele e sua nipote Angelica in seguito ai problemi giudiziari della Principessa.
Non si capisce come mai non ci sia stato alcun comunicato stampa sull’esclusione di questi tre “Principi di Romania” dalla linea di successione né si capisce la ragione per cui i figli della Principessa Irene siano stati esclusi, dato che non vivevano con la madre, sono delle persone molto rispettate e totalmente estranee ai combattimenti clandestini tra galli. Quello che però ha veramente scosso i monarchici romeni e ha suscitato scalpore in tutto il mondo è stata l’esclusione, con tanto di Decreto Reale, dell’altro nipote del Re, Nicola, che nel frattempo (siamo nell’estate del 2015), avendo compiuto i 25 anni, secondo le disposizioni del nonno, era stato insignito del titolo di Principe di Romania, con il trattamento di Altezza Reale. Nicola viveva a Bucarest ed era diventato davvero molto popolare nel paese, rappresentando la speranza per tutti coloro i quali volevano vedere il futuro della Monarchia in Romania, con un discendente diretto, anche se non in linea maschile, del Re Michele. Le ragioni delle esclusioni del giovane Nicola non si conoscono ancora e le spiegazioni sono state estremamente astratte. Ne abbiamo lette e sentite di tutti i colori sui mass media, da un presunto figlio avuto fuori dal matrimonio ad altre teorie ancora più colorite, ma non vi è stato alcun riscontro di nessuna di esse. Dopo gli scombussolamenti dell’agosto 2015 nella linea di successione proposta da Re Michele rimarrebbero 4 figlie del Sovrano di cui solo le due che non hanno discendenza vivono in Romania. Le due nipoti del Re che rimarrebbero nella successione vivono all’estero, non parlano romeno e non hanno dei grandi legami con il Paese. In molti hanno visto queste “riforme” dinastiche come un concreto ostacolo al successo che la Monarchia romena stava riscuotendo negli ultimi anni, forse pilotato da forze ostili alla Monarchia. Ma rimaniamo nell’ambito delle supposizioni.
(nella foto il Principe Radu, il Principe Nicola e la Principessa Margareta)

LE TRE VIE
In conclusione oggi i monarchici romeni si trovando davanti ad un bivio: chiedere agli Hohenzollern tedeschi di assumersi le proprie responsabilità dinastiche nell’ambito della successione, rispettando così la Costituzione del 1923 e tutta la tradizione monarchica romena o accettare la linea proposta dal Sovrano, che non è ovviamente mai stata approvata dal Parlamento repubblicano e che comunque indica delle nuove generazioni di pretendenti al Trono (le nipoti del Re Karina Medforth Mills ed Elisabetta Biarneix) che attualmente non hanno alcun legame con il paese.
Alcuni monarchici sono propensi addirittura ad una terza via che sarebbe quella di reinserire il giovane Nicola nella linea di successione da cui è stato escluso l’anno scorso, ma sarebbe quanto mai una forzatura in una situazione già complicata. Certamente indicare una linea di successione non avallata dal Parlamento e in contraddizione con l’ultima Costituzione non ha che complicato la questione della successione e questo lo si vede benissimo ora che il Sovrano è in età molto avanzata e con una salute estremamente cagionevole. Chi sarà il futuro pretendente al Trono della Romania? S.A. il Principe Carlo di Hohenzollern, forte delle leggi dinastiche, S.A.R. la Principessa Margherita, come desiderato dal padre, o il nipote del Sovrano, Nicola, che seppur escluso dalla linea di successione proposta del Re gode di grande popolarità in Romania?
Augurando una pronta guarigione a S.M. il Re Michele I, esprimendo la nostra vicinanza alla Sua augusta Famiglia, ci auguriamo che queste complicazioni dinastiche non intacchino il grande lavoro svolto in Romania per riaffermare la necessità di una Corona.

Fonte: http://www.monarchia.it

Regele Mihai a retras nepotului său Nicolae titlul de Principe al României și calificativul de Alteță Regală


Sua Maestà Michele I Re di Romania ha revocato la successione dinastica il titolo di Principe di Romania ed il trattamento di Altezza Reale, al nipote Nicola, figlio di S.A.R. la Principessa Elena di Romania, secondogenita del Sovrano.

Regele-Mihai-Principele-Nicolae

 

Ioan Luca Vlad, consilierul Casei Regale, a explicat într-un interviu  acordat Digi24 motivele din spatele acestui gest.

„Sunt cinci ani de reflecție în care am putut urmări cu toții traseul public, iar unii dintre noi am putut urmări și traseul privat al nepotului Majestății Sale, Nicolae, care astăzi nu mai are titlul de principe al României și alteță regală. În acești ani am văzut lucruri foarte bune, care au crescut statura și rolul coroanei în țara noastră și am văzut însă și o anumită nepotrivire, internă, care nu s-a remarcat în niciun fel teribil, pentru că aici nu lucrăm cu scandaluri, ci pur și simplu nepotrivire emoțională, dacă vreți, și una de viitor între idealurile princepului Nicolae și restricțiile, privațiunile, regulile, pe care le impune rolul pe care și-l asumase”, a declarat Ioan Luca Vlad.

Consilierul Casei Regale a menționat că Nicolae nu a făcut ceva nepotrivit în măsură să-i fie retrase titlurile.

„Aici este marea diferență față de alte situații în care s-au retrase titluri de principe. Nu a făcut ceva anume. Este o decizie luată pentru viitor și nu o pedeapsă. Dacă în alte situații, cum a fost principele Nicolae, regentul, din perioada interbelică, aceea era clar o pedeapsă. Aici nu este. Este o decizie cu care principele Nicolae este cu totul în asentiment”, a subliniat consilierul Casei Regale, adăugând că regele Mihai a luat decizia cu „o anumită tristețe”.

Ioan Luca Vlad a adăugat că Nicolae a făcut „lucruri care nu vor dispărea mâine”, subliniind că sunt lucruri pe care acesta nu le putea face în țară, în domenii precum „ecologie, tineri, business, pe orice ar dori să facă mai ales în străinătate și lucruri pe care nu ptea să le facă în țară nu doar ca principe”.

„Să nu uităm că nu este doar acest titlu, este rolul pe care și l-a asumat, de generația următoare a familiei regale și care presupunea 24 din 24 de ore să fie aici și să dedice acestei misiuni”, a adăugat Ioan Luca Vlad.

Consilierul Casei Regale a adăugat că „în principiu” Nicolae va pleca din țară și că s-ar putea reîntoarce în Kenya.

1august2015

Biroul de Presă al Majestății Sale Regelui Mihai I a transmis următorul comunicat:

„În ziua de 1 august 2015, Majestatea Sa Regele Mihai a semnat un document prin care a retras nepotului său Nicolae, fiul Principesei Elena, titlul de “Principe al României” și calificativul de “Alteță Regală”. De asemenea, Regele a exclus pe Nicolae din Linia de Succesiune la Coroana României. Aceste hotărâri au intrat în vigoare în aceeași zi.

În calitate de Șef al Casei și Familiei Regale ale României, Regele Mihai a luat deciziile de mai sus cu gândul la România timpurilor care vor veni după încheierea domniei și vieții fiicei sale, Margareta, Custodele Coroanei. Majestatea Sa a afirmat că Familia Regală și societatea românească din acele vremuri vor avea nevoie de o cârmuire sub semnul modestiei, bine cumpănită, cu principii morale, respect și mereu cu gândul la ceilalți.

Păstrând aceeași afecțiune nepotului său, Regele Mihai nădăjduiește că Nicolae va găsi, în anii viitori, un fel potrivit de a-și servi idealurile și de a folosi calitățile cu care Dumnezeu l-a înzestrat.

Alteța Sa Regală Principesa Elena, mama lui Nicolae, a primit înștiințarea acestei decizii, printr-o scrisoare personală trimisă de Majestatea Sa Regele.”

Shoah, Regina Elena di Romania, madre del re Michele I, salvò ebrei dalla deportazione


Regina Mama Elena si printul Mihai

Regina Madre Elena e i principe Michele 

27 gennaio 2013. Giorno della Memoria. In questa giornata non si può dimenticare e non ricordare la figura di Elena di Grecia e Danimarca, Principessa di Parma e Regina di Romania. Terzogenita del Re Costantino I di Grecia e di Sofia di Prussia. Il 10 Marzo 1921 sposò Carlo futuro Re di Romania; da questa unione nacque Michele I attuale capo della casa reale romena.

 Regina Elena fu reggente al trono romeno dal 1927 al 1930 e successivamente sempre accanto al figlio Michele quando quest’ultimo ascese al trono e fino al 31 Dicembre 1947 quando, dopo una umiliante perquisizione, la famiglia reale fu costretta a lasciare il suolo romeno per l’esilio.

Un episodio che dimostra la particolare umanità di questa donna è anche legato alla storia italiana e alla tragica sorte di Mafalda di Savoia. Infatti, nel settembre del 1943, alla firma dell’armistizio con gli alleati, i tedeschi organizzarono il disarmo delle truppe italiane. Badoglio e il Re Vittorio Emanuele III ripararono al Sud, ma Mafalda , partita per Sofia per assistere la sorella Giovanna, il cui marito Boris III di Bulgaria era in fin di vita , non venne messa al corrente dei pericoli che poteva incorrere una volta rientrata in Italia. Durante il viaggio di ritorno verso l’Italia, la Regina Elena di Romania fece fermare appositamente il convoglio reale (a Sinaia) per offrire protezione a Mafalda di Savoia cercando di farla desistere dal rientrare in Italia. Mafalda decide di non accettare l’offerta e volle proseguire per la penisola e per il suo triste destino.

Non di meno fu il suo atteggiamento nei confronti della comunità ebraica romena, negli anni difficili  del regime di Antonescu; la regina madre Elena si adoperò per la salvezza di migliaia di ebrei, in particolar modo assieme a Traian Popovici, sindaco di Cernăuți (oggi Chernivtsi in Ucraina), la deportazione della locale comunità ebraica e protesse anche coloro che erano stati deportati dal regime nella Trasnistria.

Per questo comportamento nel 1993 , undici anni dopo la morte, la Regina Madre di Romania, Elena di Grecia è stata insignita del titolo di “Giusta fra i popoli “ dallo Stato di Israele e il suo nome figura nel monumentale Yad Vashem di Gerusalemme assieme agli altri 60 Romeni che si adoperarono per salvare gli ebrei negli anni bui dell’odio antisemita. ( vedi articolo completo di  Marco Baratto su infooggi.it ).

Regina Elena di Romania

Regina Elena di Romania

 La storia dell’Olocausto in Romania – Deportazione in Transnistria

 […]

Gli ebrei stimati dalle autorità in Bucovina e Bessarabia ammontavano a circa 185.000. Di questi 10.000 vennero uccisi nei pogrom, 7.000 morirono nei campi di transito per la fame, il tifo e i maltrattamenti, altri 10.000 vennero eliminati quando già erano stati trasferiti dall’altra parte del Dniester. Al 1° settembre 1941 ne rimanevano 156.000.
Le operazioni di deportazioni concordate con i tedeschi comportarono lo spostamento forzato di 118.847 ebrei che riuscirono ad attraversare vivi il Dniester mentre altri 17.577 morirono durante la traversata. Secondo i calcoli delle autorità romene rimanevano in Bucovina e Bessarabia al 20 maggio 1942 19.576 ebrei.
 […]
A Cernauti si ingaggiò una lotta per salvare il maggior numero di ebrei. Il protagonista di questo tentativo di salvataggio fu il sindaco della città Traian Popovici che, insieme alla regina madre Elena cercò di fermare le deportazioni da Cernauti. I disperati tentativi di Popovici riuscirono a impedire – per una parte solo momentaneamente – la partenza di 20.000 persone.
Nel mezzo delle deportazioni Wilhelm Filderman, capo della Comunità ebraica romena scrisse una disperata lettera ad Antonescu per implorare la cessazione delle deportazioni. Gli giunse soltanto una lunga risposta sprezzante. Leggi tutto l’articolo: La storia dell’Olocausto in Romania – Deportazione in Transnistria (OLOKAUSTOS).
Il libro

“A seguito delle deportazioni e delle uccisioni che li accompagnarono, la Regina Madre di Romania, la Regina Elena, fece ripetuti sforzi per far sì che gli ebrei fossero riportati indietro dagli estremi pericoli dei campi di lavoro e di concentramento nei quali erano stati internati. […] Quando apprese dell’invocazione di aiuto da parte dei deportati, immediatamente mandò loro del cibo – mentre più di un terzo dei deportati moriva di fame. Nell’ottobre del 1942, quando ancora un altro gruppo di ebrei era in procinto di essere deportato, uno di loro, il famoso filologo romeno Barbu Lazareanu, chiese a un ben noto medico, Victor Gomoiu, di aiutarlo. Il medico conosceva la Regina Elena e si rivolse a lei. Si racconta che la regina disse a suo figlio Mihai, che era succeduto a suo padre come re, che avrebbe lasciato il Paese se questa nuova deportazione avesse avuto luogo. Mihai assicurò il rilascio degli ebrei.” (pag. 238). (Informazioni fornite da Pearl Fichman, lettera all’autore, 19 marzo 2001.) Tratto dal  Libro I giusti. Gli eroi sconosciuti dell’olocausto, di Martin Gilbert, Citta Nuova, 2007, pp. 236-238.

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