INDOTTRINAMENTO RELIGIOSO STOP: ROMANIA – L’UNICO PAESE IN EUROPA CHE ORGANIZZA LE OLIMPIADI DI RELIGIONE


The Coat of arms of Romania

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L’articolo Stop all’indottrinamento religioso nelle scuole! Romania – l’unico paese ad organizzare le Olimpiadi di religione! Segreto scrupolosamente custodito dal Ministero della Pubblica Istruzione: la religione è, per legge, facoltativa nelle scuole, non opzionale, né obbligatoria“, pubblicato da Remus Cernea sulla romena VoxPublica è stato tradotto, con permesso dell’autore, a cura di Simona C. Farcas per l’Agenzia di stampa EUROITALIA – Bucarest, 13 settembre 2011.

Le gravi carenze strutturali del sistema di istruzione romeno sono state generate negli ultimi due decenni dagli scarsi finanziamenti erogati, dai programmi e dai libri scolastici non proprio brillanti, dai continui sconvolgimenti del sistema gestito da quasi tutti i ministri dell’educazione in modo brutale, spesso, finanche senza una visione coerente a lunga scadenza.

Una colpa più grande va attribuita al sistema scolastico romeno pre-universitario anche perché i giovani non studiando l’etica non hanno possibilità di conoscere i loro diritti fondamentali o di comprendere il funzionamento della democrazia e diventare così cittadini nel vero senso della parola – persone con coscienza e preoccupazione per il corso della cosa pubblica della polis. La precarietà etica di molti studenti è emersa agli esami di maturità dove, incuranti, hanno provato a copiare in massa. L’assenza di una educazione alla democrazia aumenta la loro riluttanza verso i problemi della polis rendendoli così vulnerabili ai messaggi dell’estremismo politico. Quelle ore di educazione civica e materie facoltative che ogni scuola decide liberamente, da una parte non sono rispettate se non in pochissimi istituti scolastici, e dall’altra, non essendoci un programma uniforme è, perlopiù, un mistero che cosa effettivamente gli studenti facciano in quelle ore.

Ma un altro importante e grave fattore che aggiunge un peso maggiore e con ulteriori  e profonde implicazioni negative per la società è l’insistenza e la grande portata dell’indottrinamento religioso nelle scuole in Romania.

Indottrinamento della religione nelle scuole

E’ allarmante il fatto che generazioni di bambini e giovani siano stati e sono tuttora consegnati, nel nostro Paese, ad un processo ampio e sistematico di distorsione del pensiero e costrette a servire un dogma … Voglio precisare, qualora ce ne fosse ancora bisogno, che sono un adepto dell’insegnamento nelle scuole pubbliche di materie che presentino in modo neutrale le grandi religioni, i punti comuni e le differenze tra queste, del messaggio illuminante per il dialogo e la tolleranza, dell’ecumenismo tra individui e chiese, della storia delle religioni. Ma mi oppongo in modo categorico al modo attuale di indottrinamento religioso romeno che si basa sulla presentazione unilaterale di un particolare culto (ortodosso romeno, ndt)  e screditare gli altri culti o le persone che non sono adepte di una religione. Come  hanno indicato ripetutamente le ONG, il programma e i testi di religione, spesso, coltivato l’intolleranza, il ritualismo e una visione antiscientifica. Proliferano le preghiere per ottenere migliori risultati agli esami e alle prove, il che scoraggia l’impegno effettivo, per la buona riuscita in attesa dell’ “aiuto divino”.

Non si tratta solo del fatto che nelle ore di religione l’evoluzione è posta in una luce distorta e il creazionismo biblico  con i 6 giorni ed Eva “creata” dalla costola di Adamo è inculcato agli studenti, ma, in generale lo spirito scientifico e la capacità di avere un giudizio critico sui problemi hanno un opponente insidioso durante queste ore di indottrinamento religioso…

 Il documentario “Jesus Camp” Nominato agli Oscar per la categoria Best Documentary Feature nel 2007, presenta  in una maniera impressionante le vulnerabilità dei bambini di fronte ai tentativi sistematici di indottrinamento … Bambini normali, sereni e con lo stesso potenziale degli altri, con il tempo possono diventare senza grandi difficoltà partigiani fanatici innocenti di dogmi inculcati a scuola …

L’interesse nel formare le coscienze dei bambini a sostegno di una ideologia o dogma è forte in tutti i regimi autoritari e dittatoriali. La storia è uno spettacolo lugubre da questo punto di vista. Dagli eserciti cristiani che ardentemente hanno massacrato non credenti nel nome di Gesù alla Hitlerjugend fino ai giovani comunisti l’indottrinamento delle giovani menti ha prodotto risultati devastanti su queste persone e sulle nostre società. Oggi, anche se non ci troviamo nel bel mezzo di una guerra che richiede le sue legioni di fanatici, l’atmosfera generale in Romania, incluso il punto di vista economico,  sociale e politico, può diventare irrespirabile sotto questo aspetto. Ciò che il film “Jesus Camp” con forza ritrae è essenzialmente ciò che si manifesta, ma amplificato mille volte, nelle scuole pubbliche in Romania. La deriva del sistema educativo romeno verso il fondamentalismo religioso è dimostrata anche dalla cosiddetta “Olimpiade della religione”, che porta a partecipare al concorso circa 40.000 studenti romeni ogni anno. Stiamo assistendo ad una versione molto distorta dell’idea stessa di Olimpiadi per materie come la matematica, la fisica, la biologia, la lingua e la letteratura, ecc. La religione insegnata in modo confessionale non è una disciplina dello stesso genere, non rappresenta l’educazione e non coincide con una disciplina legittima in un sistema educativo moderno, performante, in uno stato laico. Ancor meno non può essere organizzata una Olimpiade di religione se il senso della parola “olimpiade” è mistificato nelle scuole pubbliche …

Una educazione autentica non è quella che anima un dogma o una ideologia in particolare, ma quella che aiuta il bambino a sviluppare una propria corrente di pensiero, in modo autonomo, avendo come riferimenti principii e valori assunti non automaticamente, acriticamente, per indottrinamento, ma in seguito a letture di vari punti di vista, per riflessione, mediante dibattiti che portino insieme una conoscenza approfondita delle cose. Il sistema educativo deve essere in grado di dare ad ogni bambino e giovane la possibilità di potere analizzare e valutare da solo le molteplici situazioni con cui ognuno si confronta .

(Continua…)

Leggi qui l’articolo in romeno.

ITALIA-ROMANIA. Piccole differenze culturali e curiosità – Cultural differences and curiosities


…quali sono le differenze culturali che ho notato tra italiani e romeni? E’ vero, la Romania non è dall’altra parte del mondo e quindi i romeni non sono poi tanto diversi da noi, però hanno delle usanze che è utile conoscere se si visita il loro Paese.

Il punto di vista di uno studente italiano in Romania.

1) Il resto e la mancia. Come ho raccontato in uno dei primi post, sono rimasta stupita quando ho scoperto che, quando si fa un acquisto, se si tratta di pochi spiccioli il resto non vi viene dato. Principalmente credo che dipenda dal fatto che si stanno preparando al cambio della moneta (dovrebbero acquisire l’euro nel 2014), ma è ovvio che sommando tutti i centesimi che si tengono, a fine giornata tirano su una bella mancia.
Al ristorante, è buon costume lasciare qualcosa per il cameriere, anche se non so quale sia la percentuale. Io di solito lascio uno o due lei, ma sono una studentessa e non frequento ristoranti di lusso.mancia

2) La coda. I romeni ci assomigliano in tante cose, ma al contrario di noi italiani, rispettano le code e, invece di farle perpendicolarmente al negozio/cassa/ufficio, si dispongono parallelamente ad esso, il che è una cosa logica, poiché in questo modo non intralciano la strada agli altri passanti. Io che sono stupida non mi sono ancora abituata alla cosa e mi posiziono perpendicolarmente, per cui quelli che arrivano dopo di me e che seguono il corretto andamento della fila si sentono in diritto (e ce l’hanno, in effetti) di passarmi avanti, anzi attiro pure delle occhiatacce perché sembro quella che vuole superare tutti, quindi colleziono una bella serie di figuracce.

Foto: Andrei Pandele

Coda in Romania, 1982. Foto: Andrei Pandele

3) L’educazione. I romeni ti chiedono scusa se ti vengono addosso. Sempre, anche se non è colpa loro. In metro, se devono scendere e sei d’intralcio, invece di spingerti via ti chiedono “coborîţi?” (“scende?”) così in caso di risposta negativa ti sposti per farlo passare. Inoltre, cedono il posto a sedere alle persone più anziane o alle donne (non sempre, ma spesso).
Infine, ti tengono la porta aperta quando stai per entrare in un edificio, anche se sei a dieci metri di distanza.

4) Gli sputi. Vivo in un dormitorio studentesco, e come sappiamo gli studenti, indipendentemente dalla nazionalità, sono un po’ tutti dei selvaggi, per cui dubito che i romeni abitualmente sputino sul pavimento di casa propria, come il ragazzo che ho sentito scatarrare sulle scale la settimana scorsa, ma spesso gliel’ho visto fare per strada. In realtà, è una cosa che ho notato di più nei romeni in Italia, ma meno rispetto ai cinesi e ai rom. Boh, forse per loro non è maleducazione, ma vedere uno che sputa per strada, davanti alla gente, a me fa un po’ schifo.

5) La pulizia. Bucarest non è esattamente una delle città più pulite che abbia mai visto, ma in fondo è una metropoli e non fa testo (Brasov, ad esempio, mi è sembrata molto pulita), però i treni della metropolitana sono davvero lindi. Non ho avuto modo di utilizzare spesso le metropolitane italiane, ma ho usato quella di Roma e viaggio, ahimè, molto spesso, con Trenitalia, e vi assicuro che non c’è paragone con la metro di Bucarest. Ci sono solo due treni abbastanza vecchi (forse degli anni ’90) e ricoperti di graffitti, e sono quelli che vanno in direzione Preciziei e Anghel Saligny, mentre gli altri sono nuovissimi e sempre puliti. All’interno non trovi nemmeno una chewingum appiccicata ad un sedile. Sarà un residuo dell’ideologia comunista, ma i treni della metro vengono trattati esattamente per quello che sono, ovvero un mezzo pubblico appartenente a tutti i cittadini.

6) I mendicanti. La Romania è lo stato europeo con la più alta concentrazione di rom, ma vedo più mendicanti nella mia città (di 17000 abitanti) che qui. Ci sono eccome, ma sono pochissimi quelli che chiedono l’elemosina (probabilmente per una qualche normativa dello stato), perché quasi tutti vendono qualcosa: calzini, appendini, covrigi, fazzoletti (la cui provenienza mi è sconosciuta). Ripeto, è molto probabile che sia vietato per legge mendicare, ma anche in Italia ci sono norme simili, eppure perché in Romania vengono rispettate e da noi no?

Beato Enrico da Bolzano, che, boscaiolo e analfabeta, distribuiva tutto ai poveri e, per quanto indebolito nel fisico, mendicava tuttavia saltuarie elemosine che spartiva con gli altri mendicanti.

Beato Enrico da Bolzano, che, boscaiolo e analfabeta, distribuiva tutto ai poveri e, per quanto indebolito nel fisico, mendicava tuttavia saltuarie elemosine che spartiva con gli altri mendicanti. (Fonte: papaboys.org)

7) I professori. Nemmeno in Italia gli insegnanti sono famosi per la loro puntualità, ma non mi era mai capitato di doverli aspettare per quasi un’ora (anche perché da noi, se dopo mezz’ora non si fanno vivi, noi studenti ci sentiamo in diritto di andarcene). E i miei compagni romeni non fanno una piega, se la lezione dura un’ora e mezza e dopo un’ora il professore non c’è ancora, loro aspettano, e aspettano, e aspettano… Però, se sei tu ad arrivare in ritardo anche di un quarto d’ora, alcuni insegnanti hanno qualcosa da ridire, e non sono mai quelli che iniziano la lezione puntualmente (perché ci sono anche quelli, ovvio).

8) I taxisti. Guidano come folli e molto spesso SONO dei folli! Le tariffe qui sono davvero ridicole, inoltre i taxisti non percepiscono uno stipendio ma vivono con la quantità di corse giornaliere, quindi se possono fregarti, lo fanno. Uno di essi voleva farci pagare 200 lei la corsa dall’aeroporto Băneasa (cittadino) a Piaţa Unirii, quando la tariffa media è di circa 20 lei! Un altro, invece, è stato talmente gentile che ci ha consigliato quali compagnie di taxi usare e quali evitare, ed è stato onestissimo sul prezzo. Un altro ancora, mentre portava me, mia mamma e mio zio all’appartamento che avevamo prenotato per il loro week end qui, ci ha fatto da guida turistica indicandoci i nomi di tutte le piazze, tutti i monumenti e gli edifici importanti, raccontandoci per filo e per segno la loro storia.taxi

9) La religione. I romeni, e gli ortodossi in generale, sono più religiosi di noi (chissà perché -_-), anche i giovani. Quando passano davanti ad una chiesa, si fanno sempre il segno della croce. Durante il tragitto dal Baneasa Shopping City fino a Piata Romana, la gente si sarà segnata all’incirca dieci volte. Quasi li ammiro per la costanza.

Avrei voluto arrivare a dieci, ma non mi viene in mente altro. Peccato =(
So che siete tutte persone intelligenti, ma sottolineo comunque il fatto che non tutti i romeni sono così e queste sono solo mie osservazioni personali, che potrebbero anche cambiare col tempo =)

Fonte: http://erasmusromania.blogspot.it/2010/12/piccole-differenze-culturali-e.html

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Now that I’ve been living here for a while, I can tell you some of the cultural differences that I noticed between the Romanians and the Italians. Of course, I’m not speaking about a Country which is on the other side of the world, but you may be curious about some things if you ever visit Romania.

1) The rest and the tip. As I said in one my first posts, I was shocked when I realized that, when you buy something, they don’t give you the rest if it’s a small amount; I think it’s because they’re going to change the value (they’ll take the euro in 2014, I believe), but with all the cents you keep, you can get a big tipat the end of the day.
The Italians don’t usually leave a tip at the restaurant, but they should when they come to Romania; I usually leave one or two lei, but I’m a student and I don’t go in expensive restaurants.

2) Queues. The Romanians are really similar to the Italians, but unlike us, they respect the queue; they don’t get themselves in front of the counter, but parallel to it, which is the best thing, because in this way you don’t hamper the other people. But, as I’m a jerk and I didn’t get used to it yet, I always stay in front of the counter so, the people who arrive after me and who get in the right way, they surpass me, and they’re right, because I look like the one who wants to avoid the queue!!

3) Good manners. The Romanians say sorry if they hit you. Always, even if it’s not their fault. In the subway, if they have to get off and you’re hampering them, they ask you “coboriti?” (“are you getting off?”) instead of pushing you away, so if the answer is no, you will let them pass. Moreover, they let older people sit, and they keep the door open when you’re entering a building, even if you’re 10 meters far away.

4) Spits. I live in a student dorm and, as we know, students are wild, no matter which their nationality is, so I doubt that all the Romanians spit on their house’s floor, as the guy I saw last week (ewww!) but I saw some of them spitting in the streets. Well, I actually noticed it in the Romanians who live in Italy, but they don’t do it as often the gipsies and the Chinese do. Maybe to them spitting in the streets in front of other people is not a bad thing, but to me it’s really disgusting.

5) Cleaning. Bucharest is not one of the most clean cities I’ve ever seen, but it’s a metropolis and it doesn’t have any influence (in fact Brasov was much more clean), but the trains of the subway are really clean. I have seen Rome’s subaway and unfortunately use Italian trains a lot, and there’s no comparison: you can’t even find a chewingum under the sit! Probably it’s a trace of the Communist ideology, but they treat trains as they should be treated, I mean as a property of everybody.

6) Beggars. Romania’s the European State with the highest number of gipsies, still I see more beggars in my town (17000 inhabitants) than in here. Probably because it’s forbidden by law, but very few of them beg for money, because they always sell something: socks, hooks, handkerchieves, covrigi (where do they come from, I have no idea). I repeat, maybe it’s begging is forbidden by law, but we have the same regulations in Italy, so why don’t they work as in Romania?

7) Teachers. Italian teachers are not famous for being in time, but I’ve never waited for them for almost an hour (because when they’re half an hour late, we usually go home). And my Romanian class mates don’t look like they care (while I always get so upset!), if the lesson should last an hour and half and after one hour the teacher is not yet there, they just keep waiting, and waiting and waiting. But if you come 15 minutes late, then they blame you!

8) Taxi drivers. They drive like they’re crazy, and some of them are crazy!! One of them wanted us to pay 200 lei from the city airport Baneasa to the city center, when the rate is about 20 lei! On the other side, I met a really polite taxi driver who told me which taxi companies to choose and which ones to avoid, and onther one told me about all the museums, and important buildings in the city and their history.

9) Religion. The Romanians, and the Orthodoxes in general, are more religious than the Catholics (I guess why? -_-), even young people. When they see a church, they always cross themselves. On the way from Baneasa Shopping City and Piata Romana, all the bus crossed about ten times!!

I guess I’ll stop here =)
I know that you’re all smart people, but I will underline the fact that Romanians are not all like this, and I only expressed my personal opinions, which may change with time =).

http://erasmusromania.blogspot.it/2010/12/piccole-differenze-culturali-e.html