Un patto di amicizia e di fraternità


La Costituzione è stata e rimane la mia BIBBIA laica (Carlo A. Ciampi)

"un patto di amicizia e di fraternità"La Costituzione Italiana: un patto di amicizia e di fraternità

Si è concluso con un segnale positivo il primo seminario Romania-Italia “Insieme per la legalità” svoltosi oggi presso la bellissima sala dell’Accademia di Romania in Roma. “Legalità” significa rispetto della carta dei diritti e dei doveri dei cittadini. E’ stata tradotta anche in romeno nel 2007, oltre che in altre lingue, la Costituzione Italiana. Oggi, farò mie le parole dell’ex Ministro della Solidarietà Sociale che pronunciò nell’introduzione alla pubblicazione, adattando il testo per l’occasione.

Per Umberto Terracini, che la firmò insieme a De Gasperi e De Nicola, la Costituzione era dunque “un patto di amicizia e di fraternità”, e cito: «L’Assemblea ha pensato e redatto la Costituzione come un patto di amicizia e fraternità di tutto il popolo italiano, cui essa la affida perché se ne faccia custode severo e disciplinato realizzatore

La firma della Costizione Italiana

La firma della Costizione Italiana

Sono queste le parole che disse nel 1947 per presentare la carta dei diritti e dei doveri, il testo più importante dell’ordinamento giuridico al popolo italiano. Era un’epoca quella, in cui a emigrare erano gli italiani. Andavano negli Stati Uniti, in Germania, in Canada.

Oggi, con tante persone che ogni giorno arrivano in Italia da molte parti del mondo per viverci e adattarsi, questo invito al patto dovrebbe essere ancora valido ed efficace.

Amicizia e fraternità. Stringersi la mano, era rivolto a un popolo che usciva dalla guerra civile. Amicizia e fraternità sono due parole che invitano alla pace, al civile confronto. Che cos’è infatti l’amicizia se non un rapporto tra due o più persone, non necessariamente della stessa nazionalità, sesso, religione, orientamento politico…che si incontrano, si conoscono, condividono realtà, si trasformano reciprocamente, cercando di non imporre mai la propria visione con la forza? Che cos’è la fraternità se non un modo di ricercare ogni giorno, spesso con grande fatica, la pacifica convivenza con i nostri simili?

Pensate un momento al contesto in cui la Costituzione fu varata. “L’Italia era, subito dopo la guerra – continua Ferrero, un paese profondamente diviso, un paese solcato da lacerazioni profonde, contrasti accesi, contrapposizioni frontali per diversità di storia, di geografia, di classi, di culture.”
A me, sinceramente, mi pare l’attuale contesto in cui si trova la comunità romena in Italia. Anche allora, come oggi, c’era da rimediare a situazioni di miseria, di conflitto, di sopraffazione, di sfruttamento e di violenza. C’era bisogno di libertà, di uguaglianza, di pace. Nell’art. 3 della Costituzione italiana leggiamo che la Repubblica ha il compito di togliere, di eliminare, tutti quegli ostacoli economici e sociali che possono impedire l‘uguaglianza dei cittadini. Signori, senza uguaglianza non può esserci libertà. Così come non può esserci pieno sviluppo della persona umana e neanche l’effettiva partecipazione di tutti, uomini e donne, all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese, dell’Italia.

Terracini ha detto: “Il destino della nostra Costituzione è affidato, al popolo italiano. Il popolo ne deve essere il realizzatore. Il realizzatore e il custode.” Questo vuol dire che dobbiamo trasformare in pratica di vita, concretezza di gesti, di sentimenti, di aspirazioni, di bisogni, un testo scritto. Una legge, anche la migliore, non vive, non serve se non diventa pratica comune di tutti quanti. Siamo noi che viviamo oggi in Italia, italiani, ma anche comunitari e non comunitari, a dover vigilare perché nessun conflitto possa tornare… Dobbiamo vigilare per non scivolare in una specie di guerra tra i poveri, causa della mancanza dello Stato. Siamo tutti noi che dobbiamo essere vigilenti perchè i razzismi, gli sfruttamenti e le sopraffazioni non si ripresentino, oppure che siano eliminati laddove purtroppo sussistano.

“Si agita qualcosa di diverso e particolare nelle nostre società frantumate e interconnesse. Si agita lo spettro dell’istinto disumano, il facile precipitare nelle zone tenebrose della non ragione. E questo ovunque e a qualunque latitudine.”

Oggi viviamo in una realtà di frammentazione, di solitudine, di complessità sociale, di cambiamento veloce e continuo. Conviviamo ormai con l’incertezza del domani, la precarietà del lavoro, la paura del diverso. Per superare tutto questo non serve rinchiudersi, mettere paletti, escludere, fare campagne mediatiche anti-romene.

Insieme, ed è un invito a tutti, dobbiamo piuttosto rinnovare il patto di convivenza, quello di cui Terracini già parlava nel guardare alla differenza come a una ricchezza, allo scambio come a una risorsa. Oggi l’Italia è più larga; pensate che 625.278 romeni, 90.218 polacchi, 40.163 tedeschi, 33.477 bulgari, 30.803 francesi, 26.448 britannici, 17.354 spagnoli… possono già votare alle elezioni amministrative in Italia e alle europee per i candidati assegnati all’Italia. Tutti noi assieme costituiamo la grande opportunità dell’Italia, la nostra grande opportunità. Tutti i cittadini che vivono qui sono portatori di diritti inviolabili. La Costituzione italiana è chiara su questo. Ed è molto precisa. I diritti inviolabili valgono per tutti, e vengono elencati uno per uno. C’è il diritto alla libera circolazione, tutti hanno diritto a un lavoro, a educare i propri figli, a organizzarsi in sindacati, leggo ancora nella Costituzione.
la_costituzione_non_si_tocca

La democrazia quindi è fatta di diritti, di libertà, di uguaglianza, ma anche di doveri. Da parte di tutti. Per un patto di convivenza civile non abbiamo bisogno di altro. Non c’è bisogno di una nuova Costituzione o di regole specifiche per i comunitari o per gli immigrati non comunitari. Chiunque viva in Italia deve inderogabilmente accettarne il patto di convivenza. E alla base di questo patto c’è, oggi come nel 1947, la Costituzione. Per una convivenza che sia rispettosa delle pari dignità, dei diritti fondamentali d’ogni persona, e dei doveri inderogabili verso l’altro e verso l’intera collettività.

Nel concludere, dobbiamo difendere, promuovere e rilanciare la Costituzione, diffonderla fra i romeni, fra gli italiani che ancora non la conoscano bene, i tedeschi, marocchini, albanesi, congolesi etc.. Possiamo distribuirla nei posti di lavoro, nelle scuole, nei pubblici uffici, nei bar… perché diventi, assieme alla lingua italiana un fattore di convivenza sociale e di contaminazione culturale. La Costituzione è di tutti e per tutti coloro che vivono in Italia. Io sono nata romena, ma mi sento italiana dopo 16 anni vissuti in Italia.

Per costruire l’Italia e gli italiani di domani: che siano nati in Italia o che siano nati fuori dall’Italia, difendiamo la Costituzione Italiana.

Simona C. Farcas
13/03/2009

Insieme per la legalità


INSIEME PER LA LEGALITA’
13 marzo 2009, ore 10:30
ACCADEMIA DI ROMANIA
VALLE GIULIA
Piazza Josè de San Martin, 1
00197 ROMA

Roma, 9 martie 2009

Comunicat de presă

Asociaţia Românilor din Italia, Asociaţia “Italia Romania Futuro Insieme”, împreună cu Asociaţia Culturală italiană “Osservatore Sociale”, organizează pe 13 Martie la Accademia di Romania din Roma seminarul cu tema “Împreună pentru Legalitate”. Seminarul, care va fi precedat pe 12 Martie de o conferinţă de presă în cadrul Primăriei Roma, este primul dintr-un ciclu care se va desfăşura pe tot parcursul anului. La eveniment vor participa reprezentanţi ai autorităţilor italiene şi române şi ai mediului asociativ român şi italian din Italia, presa italiană şi română. Au fost invitaţi cei doi parlamentari români care reprezintă diaspora europeană, deputatul William Brînză şi senatorul Viorel Badea, ministrul tineretului din Italia, Giorgia Meloni, ministrul român al tineretului şi sportului, Monica Iacob Ridzi.
Se vor discuta problemele legate de respectarea legii de către românii din Italia, cele legate de imaginea comunităţii şi se vor propune soluţii pentru depăşirea situaţiei dificile create în Italia de la începutul acestui an. Prin acest tip de eveniment se doreşte şi crearea unor parteneriate între ong-uri româneşti şi italiene.
Lucrările seminarului vor fi transmise în direct de canalul RAI News.

dr. Luigi Camilloni
Preşedintele “Osservatorio Sociale”

Eugen Terteleac
Preşedinte Asociaţia Românilor din Italia

Simona C. Farcas
Preşedinta Asociaţiei Italia Romania Futuro Insieme

Giornata di Studio: “INSIEME PER LA LEGALITA’ “

12 marzo 2009, ore 11:00: Conferenza Stampa di presentazione del progetto presso il Comune di Roma, Piazza del Campidoglio – Sala del Carroccio, cui parteciperanno esponenti istituzionali di vari livelli, Associazioni e Comitati di Quartiere nazionali e locali ed Associazioni romene.

13 marzo 2009, ore 10:30: Giornata di seminario di studio che si terrà presso l’Accademia di Romania su alcune materie specifiche quali ad esempio diritti e doveri dei cittadini, dipendenza dell’alcol, degrado e criminalità, scuola e sicurezza stradale.

PROGRAMMA (aggiornato alla chiusura dei lavori)

• Ore 10.45. Apertura dei lavori lavori nella prima parte della giornata, “Insieme per la Legalità, Simona C. Farcas, Presidente dell’Associazione “Italia Romania Futuro Insieme”
• Saluto della vicedirettrice dell’Accademia di Romania in Italia, D.ssa Daniela Crasnaru
Non lasciamo sola la comunità romena. Intervento del Prof. Foad Aodi – Presidente Amsi (Associazione Medici di origine Straniera in Italia); presidente co-mai (la comunita’ del mondo arabo in Italia; docente presso la scuola di specializzazione di fisiatria dell’universita’ degli Studi La Sapienza di Roma
Presentazione accordi bilaterali che regolano i rapporti Italia-Romania, a cura di Liliana Marinoiu
• Intervento dell’Avv. Monica A. Marinescu
• Intervento D.ssa Elena Guerri dall’Oro, Direttore Relazioni Istituzionali Moige – Movimento Italiano Genitori
Le nuove sfide della Politica per una cultura della legalità, On. Ludovico Todini, Consigliere comunale Commissione Sicurezza.
• Intervento del Sen. Viorel Badea, vicepresidente Commissione Politica Estera del Senato Romania
• 13:00 Intervento dell’On. Angela Napoli, membro Commissione parlamentare di inchiesta sul fenomeno della mafia e sulle altre associazioni criminali, anche straniere.
• Intervento breve e domanda di Dumitru Ilinca all’On. Angela Napoli
• Intervento breve e domanda di Mihai Muntean all’On. Angela Napoli
• Ore 13,30 buffet

• 14:45 Apertura dei lavori nella seconda parte della giornata “Insieme per la Legalità, Simona C. Farcas, Presidente dell’Associazione “Italia Romania Futuro Insieme”

• Intervento Dott. Carlo Stacchini, Vice presidente AVIS Roma
• Intervento D.ssa M. Carolina Brandi, ricercatrice Istituto di Ricerca sulla Popolazione e le Politiche Sociali – Consiglio Nazionale delle Ricerche
• Intervento Dott. Vitaliano Taccioli, direttore dell’Ufficio “Il Difensore Civico” di Roma
• Intervento di Stefan Stanasel, vicepresidente Commissione Territoriale Prefettura – Commissione Immigrazione Toscana
• Intervento Sevastian Zlotea, membro Segreteria Nazionale del Partito “Rifondazione Comunista”
• Intervento di Roberto Reginaldi, Vicepresidente Consiglio Comunale di Sezze (LT)
• Saluto Sig. Eugen Terteleac, Presidente dell’Associazione dei Romeni in Italia
• Ore 16:00 Chiusura dei lavori, Dott. Luigi Camilloni, Presidente dell’Osservatorio Sociale.

Anche i rom possono votare…


Qualche mese fa, prima delle elezioni politiche di novembre in Romania, sono venuta a conoscenza di una interpellanza sottoscritta da alcuni deputati PD (Soro, Bernardini, Touadi, Minniti, Maurizio Turco, Farina Coscioni, Mecacci, Zamparutti, Beltrandi, Burtone, Marrocu, Melis, Duilio) e presentata al Governo italiano dalla deputata radicale Rita Bernardini (11 novembre scorso), affinché sia garantito il diritto di voto ai cittadini comunitari.

Ero molto contenta che finalmente la questione del voto per i comunitari fosse arrivata in Parlamento e che politici italiani si fossero decisi a darci una mano…anche perché, in questo modo, pensavo tra me e me, avrei potuto dare meglio il mio contributo alla causa…dell’integrazione dei miei connazionali che vogliono vivere in Italia.

Il 17 dicembre 2008, presso la sede dei Radicali di Roma, dove ero presente accanto ad altri miei connazionali, tra cui il sig. Decebal Tanase (in rappresentanza della comunità zingara di nazionalità romena a Roma) e rappresentanti della comunità polacca, intorno ad una tavola rotonda organizzata ad hoc , si è discusso insieme a giornalisti, docenti universitari, politici, rappresentanti di associazioni, della messa a punto di una campagna di comunicazione ed informazione per i cittadini comunitari aventi diritto di voto in Italia: “625.278 romeni, 90.218 polacchi, 40.163 tedeschi, 33.477 bulgari, 30.803 francesi, 26.448 britannici, 17.354 spagnoli…”.

Dal dibattito è emerso che manca totalmente l’informazione…, nemmeno i politici, la maggior parte, non sono a conoscenza del grande numero di cittadini comunitari aventi diritto di voto (circa un milione!). Per parlare di integrazione è importante fare la campagna d’immagine ( es. Romania, piacere di conoscerti), ma è più importante il diritto di voto e la partecipazione alle elezioni, sia attiva che passiva, nonché la corretta informazione.

La soluzione, condivisa da tutti, è di far partire subito una campagna comunicativa per informare i comunitari, compresi i cittadini rrom, che hanno il diritto di votare e che le amministrazioni devono agevolarli con tutti i mezzi. A tale proposito, si è convenuto organizzare un convegno a Roma, previsto per il 23 c.m.

Molti zingari, alcuni provenienti dalla Romania, hanno la residenza nei campi. Ma sono iscritti all’anagrafe? Sì! Bene, allora devono sapere che possono chiedere la tessera elettorale (entro il 9 marzo) per poter votare! E noi faremo di tutto per coinvolgerli e portare loro le informazioni corrette su questo diritto, sancito dalla legge, ma quasi impossibile da esercitare.
E, a proposito degli zingari romeni, Sergio Bontempelli ha pubblicato una spettacolare sintesi, che merita essere letta e diffusa per una migliore conoscenza dell’altro…ma anche di se stessi. Chi sono i Rom di Romania? “La stampa quotidiana e le televisioni ci hanno abituati a parlare comunemente di questo fenomeno migratorio, ma non ci aiutano a capirlo: così, quando si discute di «rom rumeni», a molti verranno in mente ladruncoli, spacciatori, scippatori, violentatori di donne o rapitori di bambini, e poco altro. […] Nella campagna elettorale del 1946, il Blocul Partidelor Democratice (alleanza elettorale guidata dal PC) indirizza agli zingari uno speciale appello, «Fraţi romi şi surori romniţe» (fratelli Rom e sorelle romnì), che invita a votare per il Blocul, e si impegna a contrastare discriminazioni ed esclusioni contro le minoranze”. Ora, facciamo in modo che i rrom possano dimostrare l’altra faccia della medaglia, insieme a noi, per una comune Patria Europea.

Simona C. Farcas

Clicka qui per leggere l’articolo completo di Sergio Bontempelli sui rom romeni.