IL CATTOLICO OSSERVANTE PREGA IN GINOCCHIO


Risvegliati, o tu che dormi, e risorgi da’ morti, e Cristo t’ inonderà di luce.” Il cattolico osservante ha tra i suoi principali doveri quotidiani quello di pregare ogni giorno con fede e perseveranza. Attraverso la preghiera, noi chiediamo a Nostro Signore di elargirci le sue grazie, i suoi doni, di far divampare in fuoco quella scintilla divina che così misericordiosamente ha voluto donarci e questo momento così essenziale per la nostra salute eterna abbisogna anche di una postura consona a tali richieste che può essere una sola: in ginocchio. Davanti a Dio l’uomo s’inginocchia, come ricorda San Paolo nella lettera agli Efesini: “Per questo, io piego le ginocchia davanti al Padre” . L’esempio da imitare è quello di Gesù, che non solo ci ha insegnato attraverso le parabole e i santi insegnamenti, ma anche tramite il nobile e umile atteggiamento assunto durante la preghiera, prostrato a Dio Padre: ” E si staccò da loro circa un tiro di sasso e postosi in ginocchio, …… cominciò a pregare…”  Pregare in ginocchio significa tributare a Dio Padre l’onore ed il rispetto dovutoGli, avere fede nella Sua presenza, venerare il Suo mistero, umiliarsi e sottomettersi, pentirsi dei propri peccati ed offrirGli la propria vita e opere.

Sia che nel Nuovo che nell’Antico Testamento, sono molti gli esempi che ci ricordano questo dovere.

Daniele prega in ginocchio nell’esilio; i fratelli di Giuseppe, in Egitto, si prostrano davanti a lui con sentimenti di colpa e di timore; i ventiquattro anziani dell’Apocalisse si prostrano in atteggiamento umile ed adorante davanti a Colui che sta seduto sul trono; Paolo prega in ginocchio nel commiato dai suoi discepoli di Tiro e Mileto; Pietro s’inginocchia e prega prima di risuscitare la donna morta e Stefano, il primo martire, postosi in ginocchio, gridò ad alta voce: Signore, non imputar loro questo peccato. E detto questo si addormentò.

Anche Elia e Daniele, profeti di Dio, pregavano in ginocchio, come nei passi riportati nella Sacra Scrittura:

“Ed Achab risalì per mangiare e bere; ma Elia salì in vetta al Carmel; e, gettatosi a terra, si mise la faccia tra le ginocchia.”

“E quando Daniele seppe che il decreto era firmato, entrò in casa sua; e, tenendo le finestre della sua camera superiore aperte verso Gerusalemme, tre volte al giorno si metteva in ginocchio, pregava e rendeva grazie al suo Dio, come soleva fare per l’addietro.”

Come scriveva San Paolo, verrà il giorno in cui tutti si inginocchieranno davanti a Lui per dargli gloria, la stessa che dobbiamo darGli ogni qualvolta gli offriamo le nostre preghiere: ” …affinché nel nome di Gesù si pieghi ogni ginocchio nei cieli, sulla terra e sotto la terra ”.

Se Gesù, i profeti, gli apostoli ed i martiri hanno pregato Dio Padre in ginocchio, tanto più dobbiamo farlo noi, miserabili creature indegne di ogni merito, perchè è nostro dovere amare il Creatore con “tutto il cuore, con tutta l’anima, con tutta la mente e con tutta la forza”, compreso il corpo.

Giacinta, Francesco e Lucia ricevettero istruzioni da un angelo nel 1916. L’angelo insegnò loro che il Beatissimo Sacramento era veramente Corpo, Sangue, Anima e Divinità di Gesù Cristo ed i bambini seguirono l’esempio dell’Angelo, che si era prostrato dinanzi al Beatissimo Sacramento, in profondo rispetto ed adorazione: si inginocchiarono.

Se un Angelo s’inginocchia davanti a Dio, se dei Santi s’inginocchiano davanti a Dio, se lo stesso Gesù Cristo si prostra davanti al Padre, cosa mai dunque dovremo fare noi, miserabili creature?

di Giorgio Mastropasqua, pubblicato in http://www.pontifex.roma.it/

ROMA CAPITALE, “IL PANE A CHI SERVE”: PARTE IL PROGETTO NEI MUNICIPI IV E XI


Roma, 26 marzo – Prende il via Il pane a chi serve, progetto promosso delle Acli romane con l’Unione Panificatori di Confcommercio Roma e con Roma Capitale. Idea di fondo: recuperare il pane invenduto e distribuirlo a chi ne ha bisogno. Il progetto parte in via sperimentale in due Municipi: IV (Monte Sacro, Val Melaina, Castel Giubileo, Casal Boccone) e XI (Garbatella, San Paolo, Ostiense, parte dell’Appio Latino).

 Hanno immediatamente aderito 14 forni, 7 per ciascuno dei due Municipi. E le associazioni di solidarietà che avranno e distribuiranno il pane raccolto sono 19 (12 nel IV Municipio, 7 nell’XI). Secondo le previsioni Acli, si conta di raccogliere ogni settimana circa mille chili di pane. Obiettivo di lungo termine, estendere il progetto a tutta Roma e raccogliere oltre 9 mila chili di pane a settimana.

The SPQR coat of arms of Rome.

Con Il pane a chi serve, ha detto il sindaco Gianni Alemanno “Roma si dimostra ancora una volta solidale e vicina a chi si trova in difficoltà”.

Fonte: http://www.comune.roma.it

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