CONCERTO IN AULA PAOLO VI PER LE OPERE DI CARITÀ DI PAPA FRANCESCO


Giovedì 14 maggio alle ore 18,00.

manifesto_concerto_14_maggioSolennità dell’Ascensione del Signore, il Coro della Diocesi di Roma, che da trent’anni presta il suo servizio alla Diocesi e al suo Vescovo, il Papa, offre una serata di meditazione in musica in Aula Paolo VI per sostenere le Opere di Carità di Papa Francesco, evento patrocinato dall’Elemosineria Apostolica, dal Pontificio Consiglio della Cultura, dal Pontificio Consiglio per la promozione della Nuova Evangelizzazione e dalla Fondazione San Matteo in memoria del Card. Van Thuân, e che unisce l’aspetto culturale all’aspetto benefico. In quest’occasione a tutti i presenti sarà data la possibilità di contribuire con offerte volontarie che saranno interamente devolute all’Elemosineria Apostolica e consegnate nelle mani di S.E.R. Mons. Krajewski.

Guidati dal M° Daniel Oren, uno dei più grandi Direttori presenti sul panorama internazionale, l’Orchestra Filarmonica Salernitana e lo stesso Coro della Diocesi di Roma eseguiranno musiche di Mons. Marco Frisina: arie tratte da l’opera musicale “La Divina Commedia” per celebrare i 750 anni dalla nascita del Sommo Poeta, ricordato anche dal Beato Paolo VI nella Lettera Apostolica “Altissimi cantus” pubblicata nel 1965 il giorno prima della chiusura del Concilio Vaticano II, e brani dedicati al Tempo Pasquale, alla speranza e alla gioia.

Protagonisti assoluti di questo evento saranno, i più bisognosi. Saranno loro gli ospiti più illustri della serata, chiamati attraverso Associazioni di carità e di volontariato che operano in loro aiuto e collaborano alla realizzazione dell’evento: la Caritas Diocesana di Roma, il Gran Priorato di Roma e la Delegazione di Roma del Sovrano Militare Ordine di Malta, il Circolo San Pietro, la Comunità di San’Egidio e il Centro Astalli, che assiste e porterà migranti e rifugiati. Questi occuperanno in Aula i posti d’onore e, accanto a loro, seguendo gli insegnamenti del Santo Padre, saranno invitate famiglie, anziani e giovani di tutte le Parrocchie Romane, in particolare coloro che nelle periferie della nostra città vivono situazioni di disagio materiale e spirituale con l’augurio che per loro, come per tutti quelli che parteciperanno, questa serata rappresenti un seme di fiducia e di speranza per il futuro.

Per la partecipazione al concerto è obbligatorio munirsi dei biglietti di invito gratuiti, i quali dovranno essere esibiti alle Guardie Svizzere Pontificie presso l’ingresso dell’Aula Paolo VI, Cancello del Petriano, sito in piazza del Santo Uffizio, (in fondo al colonnato di sinistra).
L’Accesso all’Aula sarà consentito dalle ore 16:00.

Compila il modulo in fondo alla pagina, cliccando qui.

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CONCERTO IN AULA PAOLO VI  PER LE OPERE DI CARITÀ DI PAPA FRANCESCO

I PARTE

Arie da La Divina Commedia. L’Opera

Prologo

Ouverture. Lotta in cielo
La selva oscura Notte

Inferno

Paolo e Francesca Aria di Francesca
Ulisse Aria di Ulisse

Purgatorio

Pia de’ Tolomei Ricordati di me.
L’ora che volge il disio Era gia l’ora…
Addio di Virgilio Aria di Virgilio

Paradiso

Processione del Grifone Hosanna Filio David 
Verso il Paradiso L’amore di colui che tutto move.
Vergine Madre. Finale Preghiera alla Vergine
L’Amor che move il sole e l’altre stelle.
II PARTE

Brani di musica sacra

Ascende
Iubilate Deo
Alleluia Salmo 150
Haec dies
Pacem in terris
Regina coeli
Il canto del mare

 

BIGLIETTI GRATUITI

Per la partecipazione al concerto è obbligatoria la prenotazione dei biglietti di invito gratuiti, compilando il modulo online.
I biglietti si potranno ritirare esclusivamente da lunedi 11 maggio a mercoledì 13 maggio dalle 09:30 alle 19:00 orario continuato e giovedi 14 maggio dalle ore 09:00 alle ore 13.30 presso la Sala Rossa sita al piano terra del Vicariato di Roma.

Tel: 0692938760
Email: biglietti@corodiocesidiroma.com

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VARIAZIONI

Eventuali variazioni possono essere richieste via email all’indirizzobiglietti@corodiocesidiroma.com specificando il numero di prenotazione ricevuto

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“REGALA UN SORRISO”: DONA UNA CALZA E/O UN PANETTONE A CHI E’ IN DIFFICOLTA’


L’Associazione Italia-Romania: Futuro Insieme (Viitorul Împreună) ha aderito all’iniziativa di beneficenza del Centro Assistenza “Barone Gabriele Ussani d’Escobar”- Via degli Orti della Farnesina, 2, impegnandosi a raccogliere panettoni, torroni, dolciumi e calze regalo… Tutti i prodotti saranno donati ai bambini, molti dei quali sono romeni, e alle famiglie assistite dal Consultorio e Centro di Assistenza “Barone Gabriele Ussani d’Escobar” del Sovrano Militare Ordine di Malta – Gran Priorato di Roma.
Partecipa anche tu ! Scarica la locandina e distribuiscila presso i tuoi amici: regala un sorriso locandina.
Se hai bisogno di chiarimenti, chiama il numero: 06.36382036 oppure 335.8098912.

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ROMA, SOLIDARIETA’ ORDINE DI MALTA: RACCOLTA ALIMENTARE PER FAMIGLIE E ANZIANI BISOGNOSI


I generi alimentari, i prodotti per l’igiene  personale e per la pulizia della casa raccolti saranno distribuiti alle famiglie degli indigenti ed anziani della zona di Roma Nord, area Ponte Milvio. Festa_Pasquale_assistito_SMOM_Ponte_Milvio (218)

Il Sovrano Militare Ordine di Malta, organizza  sabato 14 giugno p.v., presso alcuni supermercati della catena Simply Market di Roma Nord, una nuova raccolta alimentare di solidarietà, tramite i volontari del centro di assistenza “Barone Gabriele Ussani d’Escobar” con sede nella Parrocchia Gran Madre di Dio di Ponte Milvio

Foto: Il Gran Priore presso il Consultorio e Centro di Assistenza “Barone Gabriele Ussani d’Escobar”  del Sovrano Militare Ordine di Malta. Roma, 5 aprile 2014

Migliaia sono le famiglie con bambini piccoli ed anziani che vi si rivolgono, per trovare una parola buona, ma non solo. Le vecchie e le nuove povertà che opprimono le fasce più deboli della cosiddetta società opulenta, pur nella Capitale d’Italia, dalle periferie ai rioni centrali, bussano alla porta del Centro d’Ascolto e di Assistenza presso la Parrocchia della Gran Madre di Dio a Ponte Milvio, oggi prima linea del Sovrano Militare Ordine di Malta in Roma.

“Le famiglie degli indigenti sono in continuo aumento, pertanto abbiamo necessità di maggiori risorse di alimenti non deperibili. Nella precedente raccolta di generi alimentari, compiuta il 29 marzo scorso, presso quattro supermercati della zona, abbiamo ottenuto, grazie alla generosità di numerose persone, un considerevole quantitativo di prodotti alimentari. Questo meraviglioso risultato di solidarietà – ci riferiscono gli organizzatori – ha permesso di distribuire alimenti, ma non solo, a molte persone bisognose e famiglie per numerosi giorni. Ora siamo giunti al momento di una nuova raccolta alimentare che avverrà il 14 giugno p.v. Vi chiediamo caldamente di partecipare numerosi alla gara di solidarietà.”

La prossima raccolta si terrà sabato, 14 giugno 2014, nell’orario di apertura dei supermercati SIMPLY in:

– Via dei Due Ponti 190, zona Due Ponti;
– Via Cassia 713, zona Tomba di Nerone;
– Via Ferrero Di Cambiano 82, a Vigna Clara;
– Via Rubicone 49, quartiere Salario;

e sono graditi alimenti non deperibili quali pasta, biscotti, merendine, omogeneizzati, tonno e carne in scatola, pelati e legumi in scatola, caffè, zucchero, farina. Non guastano detersivi, sapone e pannolini per bambini.

Scarica il volantino per raccolta alimentare

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Aiutaci ad aiutarli

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SMOM, RACCOLTA ALIMENTARE DEL 29 MARZO

 

SMOM ROMA, TONNELLATE DI ALIMENTI DONATI AI BISOGNOSI

 

SMOM ROMA, PASQUA DELL’ASSISTITO A PONTE MILVIO

A cura di Simona Cecilia Crociani Baglioni

Veroli, Grande processione per la Festa di Santa Maria Sálome


VEROLI, 1° giugno 2014 – Santa Maria Sálome. A cura di Simona Cecilia Crociani Baglioni Farcas.

Celebrazione Eucaristica con S.E. Mons. Ambrogio Spreafico Vescovo di Frosinone-Veroli-Ferentino e il Rev. Canonico Angelo Maria Oddi, Rettore della Basilica Concattedrale di S. Maria Sàlome di Veroli .

Celebrazione Eucaristica con S.E. Mons. Ambrogio Spreafico Vescovo di Frosinone-Veroli-Ferentino e il Rev. Canonico Angelo Maria Oddi, Rettore della Basilica Concattedrale di S. Maria Sàlome di Veroli .

 Festa e processione di Santa Maria Sálome, con il Rev. Canonico Angelo Maria Oddi, Rettore della Basilica Concattedrale di S. Maria Sálome di Veroli e S.E. Mons. Ambrogio Spreafico Vescovo di Frosinone-Veroli-Ferentino. Rappresentanza del Sovrano Militare Ordine di Malta; S.E. il Prefetto di Frosinone; 8 Sindaci delle città alleate e confederate, tra cui l’Ing. Massimo Scura Sindaco di Alfedena; rappresentanza del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio; volontari e barellieri e sorelle dei pellegrinaggi dell’Ordine di Malta; le confraternite storiche verolane, tra cui la Nobile Congregazione di Santa Maria Sálome, espressione religiosa del ceto nobile verolano.

Il suo nome in ebraico shalom significa pace.

Maria Salomeprocessione VeroliSanta Maria Sálome nel Vangelo viene nominata (oltre che col proprio nome), come moglie di Zebedeo, madre degli apostoli Giacomo e Giovanni e anche come suocera di Pietro e Andrea.

Dopo l’Ascensione di nostro Signore, superato un periodo di smarrimento per essere “rimasti soli” gli apostoli seppero cogliere il significato del “nuovo messaggio” e partirono per portare il Vangelo agli altri popoli. Anche santa Sálome partì. Accompagnata da San Biagio e San Demetrio. Dopo un longo pellegrinaggio evangelizzante, giunse a Veroli. Sálome  venne ospitata presso l’abitazione di un pagano: un uomo che si convertì e venne battezzato e chiamato Mauro. I suoi compagni di viaggio però non ebbero molta fortuna perché vennero perseguitati ed uccisi.

Nella casa di Mauro Santa Sálome godette della tranquillità necessaria per evangelizzare Mauro e le persone del circondario, ma dopo pochi mesi morì. Recenti indagini fanno affiorare l’ipotesi che anche la santa subì una serie di percosse che la portarono alla morte.

Mauro ebbe la sensibilità di curare personalmente la sepoltura di Sálome; ne raccolse le spoglie e le racchiuse in un a urna di pietra, sulla quale incise le parole: Hae sunt reliquiae B. Mariae Matris apostolorum Jacobi et Joannis.  Timoroso e impaurito dall’eventualità di subire anch’egli il martirio, da parte dei suoi stessi concittadini, Mauro lasciò la propria abitazione e trovò rifugio nella Grotta di Paterno, ove morì dopo tre giorni.

La storia di Sálome, dopo la sua morte, si tinge di mistero. La sua urna, con le spoglie mortali, venne rinvenuta. Tutti gli intervenuti credettero di aver trovato un grande tesoro ma, ben presto delusi, abbandonarono i resti mortali rinvenuti e nessuno prestò attenzione particolare all’epigrafe.Salome salome

Un Greco, di religione cristiana, interpretò la scrittura, raccolse le ossa, le avvolse in un panno e le nascose, momentaneamente, in un anfratto delle mura della città. Era sua intenzione trasportarle nella sua patria. Su una pietra incise le parole: Maria Mater Joannis Apostoli et Jacobi ene ista.

Storia e mistero si infittiscono. Il greco non potè realizzare il suo progetto e i resti mortali furono ritrovati il 25 maggio del 1209, da un certo Tommaso. Tommaso aveva sognato San Pietro e Santa Sálome e aveva ottenuto la rivelazione del luogo della sepoltura. I resti della sepoltura vennero presentati al Vescovo di Penne, all’abate di Casamari e di S. Anastasia in Roma e ad altri monaci. I Vescovi presenti sollevarono le Reliquie per mostrarle alla folla numerosa: circa cinque mila persone e da un osso della tibia iniziò a sgorgare del sangue.

Il prodigio apparve subito inspiegabile: Vecchie ossa calcinate versavano sangue vivo. Nel vedere ciò, tutto il popolo si raccolse in preghiera e rese grazie a Dio”.

Maria di Sálome nella Sacra Srittura

 Maria Sálome viene menzionata due volte nel Vangelo di Marco con il nome di “Salome” (Mc 15,40 e 16,1), ma grazie ad un confronto parallelo col testo di Matteo (Mt 27,56) la si può identificare come “la madre dei figli di Zebedèo“: Giacomo il Maggiore venerato a Compostela e Giovanni l’Evangelista. La tradizione la chiamerà, in seguito, “Maria Sálome“. Insieme all’altra Maria, la madre di Giacomo detto il Minore, andava al seguito di Gesù come discepola fin da quando era ancora in Galilea (Mc 15, 40-41). È presente durante l’esecuzione di Gesù (Mc 15-40; Mt 27,56) insieme a Maria di Giacomo ed a Maria Maddalena: insieme verranno in seguito indicate dalla tradizione come “le Tre Marie“. Esse «stavano ad osservare dove veniva deposto» (Mc 15,47) e trascorso il sabato «comprarono oli aromatici per andare ad iL'urna contenente i resti mortali della santambalsamare Gesù» (Mc 16,1). Saranno le prime a ricevere l’annuncio della sua resurrezione e l’incarico di diffondere tale novella.  (Fonte: madonnadellaneve.frosinone.it)

È scritto tra le pieghe storiche di una pergamena se le ossa del cofanetto di santa Sálome siano di una donna del primo secolo dopo Cristo. Tra gli oggetti rinvenuti all’interno dello scrigno, c’è uno scritto con caratteri in greco antico che potrebbe contenere la soluzione al dilemma se effettivamente le ossa della donna dentro il giaciglio siano di un corpo davvero vissuto e martoriato nel periodo cristiano.

S.E. Mons. Ambrogio Spreafico Vescovo di Frosinone-Veroli-Ferentino e Rev. Canonico Angelo Maria Oddi, Rettore della Basilica Concattedrale di S. Maria Sàlome di Veroli

S.E. Mons. Ambrogio Spreafico Vescovo di Frosinone-Veroli-Ferentino e Rev. Canonico Angelo Maria Oddi, Rettore della Basilica Concattedrale di S. Maria Sàlome di Veroli

La pergamena ritrovata con gli altri reperti, secondo quanto spiegato dal parroco Canonico Don Angelo Oddi, «partirà alla volta dell’archivio Vaticano, dove esperti linguisti scioglieranno le riserve sulla datazione del contenuto». Ma ad aver suscitato interesse e attenzione da parte degli studiosi, sono gli altri oggetti ritrovati all’interno dello scrigno: un velo medievale di tre metri di lunghezza e sessanta centimetri di larghezza, altre ossa di due corpi maschili e una medaglia templare, coniata a Gerusalemme.

In particolare questo ultimo elemento potrebbe far ipotizzare che siano stati proprio i cavalieri di Cristo ad aver contribuito fortemente alla costruzione della basilica dedicata alla santa patrona di Veroli dopo il 1209, anno del ritrovamento delle reliquie. Peraltro incise sopra il cofanetto ci sono tre croci patenti templari che rimandano ancora una volta all’ordine guerriero. Tornando poi alle altre ossa rinvenute, potrebbero essere addirittura quelle dei santi Biagio e Demetrio, della morte dei quali si ha notizia di essere avvenuta a Veroli. E proprio le condizioni delle ossa più importanti, quelle del cranio della donna, farebbero pensare a Maria Sálome deceduta in seguito a percosse e ferite. Quei segni potrebbero essere quelli lasciati da una daga romana sul corpo della santa che avrebbe portato la mirra al sepolcro di Gesù. Le lesioni subite avrebbero causato la paralisi della martire per oltre tre mesi, aggravandone le condizioni e prolungandone l’agonia.

Queste importanti novità, insieme ai risultati delle indagini scientifiche avviate dai Ris di Roma ad agosto, saranno presentate in occasione nel 2009 delle celebrazioni dell’ottavo centenario del rinvenimento del cofanetto.

Basilica di S. Maria Sálome in Veroli.

Basilica di S. Maria Sálome in Veroli

Santa Sálome nella tradizione

Dopo l’ascensione del Signore gli apostoli si misero in viaggio per portare il Vangelo agli altri popoli. S.Salome, dopo un lungo peregrinaggio, in compagnia di S.Biagio e S.Demetrio giunse a Veroli. La santa, stanca del viaggio, chiese alloggio nella casa di un pagano (poi battezzato col nome Mauro), a poca distanza dalle mura della città, mentre i suoi compagni entrarono nella città e furono martorizzati. S.Salome rimase nella casa di Mauro, lo convertì al cristianesimo e dopo circa 6 mesi (3 luglio) morì.
“Con riverenza Mauro raccolse le spoglie per la sepoltura, le racchiuse in una urna di pietra, sulla quale incise le parole: Hae sunt reliquiae B. Mariae Matris apostolorum Jacobi et Joannis. Per la paura di subire anche lui il martirio da parte dei Pagani, Mauro si nascose nella Grotta di Paterno, e morì dopo tre giorni.

Trascorso molto tempo alcuni pagani trovarono l’urna, che conteneva le Reliquie della Santa e informarono il Preside, il quale, credendo vi fosse nascosto un tesoro, ordinò che gli fosse portata innanzi; fattala aprire, vi trovò i resti della Beata Maria, per cui, senza fare attenzione all’epigrafe, disse con rammarico: Queste sono ossa di qualche cristiano: gettatele sulla piazza.
Intanto un Greco, di religione cristiana in segreto, si era recato dal Preside e leggendo la iscrizione pensò di portarsi in patria il prezioso tesoro. Di notte furtivamente raccolse tutte le ossa, le avvolse in un panno e le portò fuori la Città presso le mura; quindi sulla pietra e su una carta scrisse le parole: Maria Mater Joannis Apostoli et Jacobi ene ista. Infine nascose tutto fuori la Città presso una rupe fino al suo ritorno da Roma, dove stava per andare, in attesa di portarsi l’urna nella sua patria.” (Giovanni Martello, 1553)

Costumi tipici verolani

Giovani indossando costumi tipici verolani.

Il greco non potè effettuare il suo progetto e il corpo fu ritrovato nel 1209, da un certo Tommaso a cui S.Pietro e successivamente S. Sálome apparvero nel sogno e rivelarono la storia e il luogo della sepoltura del corpo. Infatti il corpo fu ritrovato il 25 maggio come indicato da Tommaso. “Tre giorni dopo furono presenti sul luogo il Vescovo di Penne, l’abate di Casamari e l’abate di S. Anastasia in Roma con alcuni suoi monaci. Mentre i due Vescovi sollevavano in alto le Reliquie per mostrarle alla folla convenuta in numero di quasi cinque mila uomini, da un osso della tibia si vide sgorgare vivo sangue, come non avviene per le ossa aride separate dalle carni da tanti anni. Nel vedere ciò, tutto il Popolo rese grazie a Dio” (Giovanni Martello, 1553)

La testa e le braccia furono legate in teche di argento e conservate nella tesoreria della cattedrale, mentre le altre ossa furono messe in una piccola urna che venne custodita sotto l’altare del piccolo oratorio che fu costruito subito sul luogo del ritrovamento. Più tardi si costruì sopra l’oratorio l’attuale basilica.
Durante il terremoto del 1350 la chiesa subì gravi danni e le reliqiue furono traslocate nella Cattedrale, per tornare di nuovo alla basilica nel 1742. Fonte: Il segreto di Santa Salome a Veroli

S. Messa e processione di Santa Maria Sálome , con il Rev. Canonico Angelo Maria Oddi, Rettore della Basilica Concattedrale di S. Maria Sàlome di Veroli e S.E. Mons. Ambrogio Spreafico Vescovo di Frosinone-Veroli-Ferentino.

Veroli, 1 giugno 2014 – Santa Messa e processione di Santa Maria Sálome , con il Rev. Canonico Angelo Maria Oddi, Rettore della Basilica Concattedrale di S. Maria Sàlome di Veroli e S.E. Mons. Ambrogio Spreafico Vescovo di Frosinone-Veroli-Ferentino.

Santa Maria Sálome, di cui ricorre la memoria, è conosciuta nei vangeli sinottici come la madre dei figli di Zebedèo, ovvero, Giacomo il maggiore e Giovanni l’evangelista, i cosiddetti “figli del tuono”. Questa importante santa ci ricorda l’importanza e il ruolo centrale che ha sempre avuto la donna nella tradizione cristiana, oggi come allora, in un tempo in cui la figura femminile non aveva nessun ruolo nella società: donna, madre e discepola.

Discepola di Gesù sin dai tempi della Galilea, faceva parte di quel gruppo di donne che, per grazia ricevuta, decisero di seguire Cristo per servirlo nel corso della sua itineranza, vivendo santamente il resto della loro vita. Assieme a Maria Maddalena e a Maria madre di Giacomo il minore, era presente nel corso dell’esecuzione e della morte in croce di Gesù; nei vangeli viene identificata come una delle “tre marie”, che furono le prime testimoni della resurrezione di Cristo, coloro che per prime ricevettero l’annuncio della sua resurrezione, con l’incarico di diffondere a tutti la notizia.

È interessante notare che i Vangeli apocrifi identificano Salomè come una levatrice ebrea che ebbe la grazia di assistere la Vergine Maria nel corso del parto. Il protovangelo di Giacomo, in proposito, racconta che non credendo al parto verginale di Maria volle verificare personalmente la sua condizione imenàica e inserite le dita, la sua mano si staccò, cadendo a terra tra atroci dolori; pentendosi, dunque, della sua incredulità, dopo aver toccato il Bambino, la sua mano fu risanata.

Le sue spoglie sono custodite, da circa mille anni, nella basilica Concattedrale di Veroli, di cui è la santa patrona per eccellenza. Si racconta che dopo la decapitazione del figlio Giacomo, ad opera di Erode Agrippa I nel 44 d.C., assieme a San Biagio e a San Demetrio, raggiunse via mare il Lazio. Mentre i due compagni entrarono in città subendo il martirio, Maria Sálome, stanca del viaggio, trovò ospitalità presso un pagano, che convertì e battezzò, chiamandolo Mauro.

Il 3 luglio, dopo sei mesi, la pia donna morì. Recenti studi effettuati sulle ossa della santa, hanno rilevato, oltre la morte in età avanzata, alcune lesioni su una costola e al cranio, dove all’interno è presente una macchia scura che sembra essere causata da un’emorragia interna; si pensa dunque che la santa sia morta dopo una lunga agonia provocata da brutali maltrattamenti.

VEROLI, 1° giugno 2014. Festa e processione di Santa Maria Salome, con il Rev. Canonico Angelo Maria Oddi, Rettore della Basilica Concattedrale di S. Maria Sàlome di Veroli e S.E. Mons. Ambrogio Spreafico Vescovo di Frosinone-Veroli-Ferentino. Rappresentanza del Sovrano Militare Ordine di Malta; S.E. il Prefetto di Frosinone; 8 Sindaci delle città alleate e confederate, tra cui l’Ing. Massimo Scura Sindaco di Alfedena; rappresentanza del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio; volontari e barellieri e sorelle dei pellegrinaggi dell’Ordine di Malta; le confraternite storiche verolane, tra cui la Nobile Congregazione di Santa Maria Salome, espressione religiosa del ceto nobile verolano.

VEROLI, 1° giugno 2014. Festa e processione di Santa Maria Salome, con il Rev. Canonico Angelo Maria Oddi, Rettore della Basilica Concattedrale di S. Maria Sàlome di Veroli e S.E. Mons. Ambrogio Spreafico Vescovo di Frosinone-Veroli-Ferentino. Rappresentanza del Sovrano Militare Ordine di Malta; S.E. il Prefetto di Frosinone; 8 Sindaci delle città alleate e confederate, tra cui l’Ing. Massimo Scura Sindaco di Alfedena; rappresentanza del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio; volontari e barellieri e sorelle dei pellegrinaggi dell’Ordine di Malta; le confraternite storiche verolane, tra cui la Nobile Congregazione di Santa Maria Salome, espressione religiosa del ceto nobile verolano.

Si racconta che Mauro raccolse le sante spoglie in un’urna di pietra dove vi incise Hac sunt reliquiae B. Mariae Matris apostolorum Jacobi et Joannis e per paura di subire il martirio si nascose in una caverna, morendo tre giorni dopo. In seguito l’urna fu ritrovata da alcuni pagani che, dopo aver scoperto il contenuto, gettarono il tutto in mezzo alla piazza del paese. Un uomo, di origine greca, dopo aver letto l’iscrizione sull’urna, si recò di notte in piazza e raccolse tutte le ossa avvolgendole in una stoffa e ponendole in una nuova urna che nascose sotto una rupe con l’intento di riprenderle in seguito per portarle con sé nel paese natio. Purtroppo il greco morì e le reliquie rimasero nascoste.

Nel 1029 un certo Tommaso scoprì il corpo dell’uomo e la stessa notte sognò San Pietro sotto braccio a Maria Sálome, i quali gli confidarono dove trovare le sante reliquie. Fu così che il 25 maggio, alla presenza del Vescovo di Penne, dell’abate di Casamari e dell’abate di Sant’Anastasia a Roma, furono solennemente accolte le sacre reliquie ed esibite ad una folla di circa 5000 persone che assistettero imperterrite al miracolo che vide sgorgare sangue vivo da una tibia della santa.

Una tradizione parallela narra che Sálome assieme a Maria di Magdala e Maria di Cleofa, in seguito alle persecuzione dei cristiani, dopo la morte di Gesù, furono arrestate ed imbarcate su una nave senza remi e senza vele che, guidata dalla Provvidenza, raggiunse le coste della Provenza, in un paesino chiamato poi Saintes-Maries-de-la-Mer, dove oggi sorge una chiesa a loro dedicata, che conserva le presunte reliquie delle “tre marie”. Storicamente è attestato che la Francia fu la porta d’accesso alla diffusione del cristianesimo, parimenti è noto che, nei primi secoli, molte chiese tendevano a far risalire la loro fondazione da illustri uomini e donne vissute all’epoca di Gesù.

Maria Sálome , come le altre pie donne che seguirono Cristo, dice monsignor Ambrogio Spreafico, vescovo di Frosinone-Veroli-Ferentino, “ci rivela la concretezza e l’accessibilità a tutti della vita cristiana”, invitandoci a “rivestirci dell’umanità di Gesù”, e dunque, morire al peccato, calcando fiduciosi le sue orme, per raggiungere quella santità cui ogni cristiano è chiamato a conquistare nel corso della vita terrena ed essere, così, in questa vita, portatori del Regno dei Cieli.  Tratto da Zenit.org

 Festa e processione di Santa Maria Salome, con la rappresentanza del Sovrano Militare Ordine di Malta; S.E. il Prefetto di Frosinone; 8 Sindaci delle città alleate e confederate, tra cui l’Ing. Massimo Scura Sindaco di Alfedena; rappresentanza del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio; volontari e barellieri e sorelle dei pellegrinaggi dell’Ordine di Malta; le confraternite storiche verolane, tra cui la Nobile Congregazione di Santa Maria Salome, espressione religiosa del ceto nobile verolano.

Festa e processione di Santa Maria Salome, con la rappresentanza del Sovrano Militare Ordine di Malta; S.E. il Prefetto di Frosinone; 8 Sindaci delle città alleate e confederate, tra cui l’Ing. Massimo Scura Sindaco di Alfedena; rappresentanza del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio; volontari e barellieri e sorelle dei pellegrinaggi dell’Ordine di Malta; le confraternite storiche verolane, tra cui la Nobile Congregazione di Santa Maria Salome, espressione religiosa del ceto nobile verolano.

La Basilica di Santa Maria Sálome (o Salomè) è l’edificio religioso più importante della città di Veroli, innestato sull’antico oratorio degli “innocenti” subito dopo il rinvenimento del corpo della Santa, nel 1209. La basilica concattedrale, dedicata alla madre degli apostoli Giacomo il Maggiore e Giovanni Evangelista, testimone della morte in croce del Signore e della sua resurrezione, e venerata come patrona della città, fu parzialmente distrutta dal terremoto del 1350. Venne ricostruita da due vescovi toscani, i quali chiamarono a Veroli numerosi pittori per affrescare le pareti interne della chiesa. Sotto l’altare è visibile il sepolcro della Santa. La chiesa è famosa anche per ospitare la Scala Santa, fatta costruire dal vescovo Tartagni; per volere di papa Benedetto XIV essa offre gli stessi privilegi di quella più celebre situata nel Palazzo Lateranense, a Roma: il fedele che la percorre in ginocchio ottiene l’indulgenza plenaria. Alla sua sinistra, una scala semicircolare permette di scendere nella sottostante Cripta degli Innocenti, dove sotto un altare si cela uno stretto passaggio verso un locale sotterraneo ove si conserva una lastra testimone del ritrovamento del corpo della Santa.

VEROLI, 1° giugno 2014. Festa  di Santa Maria Salome: con il Rev. Canonico Angelo Maria Oddi, Rettore della Basilica Concattedrale di S. Maria Sàlome di Veroli e S.E. Mons. Ambrogio Spreafico Vescovo di Frosinone-Veroli-Ferentino. Rappresentanza del Sovrano Militare Ordine di Malta; S.E. il Prefetto di Frosinone; 8 Sindaci delle città alleate e confederate, tra cui l’Ing. Massimo Scura Sindaco di Alfedena;

VEROLI, 1° giugno 2014. Festa di Santa Maria Salome: con il Rev. Canonico Angelo Maria Oddi, Rettore della Basilica Concattedrale di S. Maria Sàlome di Veroli e S.E. Mons. Ambrogio Spreafico Vescovo di Frosinone-Veroli-Ferentino. Rappresentanza del Sovrano Militare Ordine di Malta; S.E. il Prefetto di Frosinone; 8 Sindaci delle città alleate e confederate, tra cui l’Ing. Massimo Scura Sindaco di Alfedena e il nuovo Sindaco di Veroli Avv. Simone Cretaro.

 Maria Sálome viene menzionata due volte nel Vangelo di Marco con il nome di “Sálome” (Mc 15,40 e 16,1), ma grazie ad un confronto parallelo col testo di Matteo (Mt 27,56) la si può identificare come “la madre dei figli di Zebedèo”, e quindi Giacomo il Maggiore (venerato a Compostela) e Giovanni, l’Evangelista. La tradizione la chiamerà, in seguito, “Maria Sálome ” (con l’accento). Insieme all’altra Maria, la madre di Giacomo detto il Minore, o il Piccolo, per distinguerlo dal precedente, seguiva Gesù come discepola fin da quando era ancora in Galilea (Mc 15, 40-41). Secondo Matteo, Maria Sálome, sulla strada per Gerusalemme, si avvicinò a Gesù per chiedergli qualcosa: “Fa che questi miei figli siedano uno alla tua destra ed uno alla tua sinistra nel tuo regno”, ma la risposta che ricevette da Gesù fu sconcertante (Mt 20, 20-24). È presente durante l’esecuzione di Gesù (Mc 15-40; Mt 27,56) insieme a Maria di Giacomo ed a Maria Maddalena: insieme verranno in seguito indicate dalla tradizione come “le Tre Marie”. Esse “stavano ad osservare dove veniva deposto” (Mc 15,47) e trascorso il sabato “comprarono oli aromatici per andare ad imbalsamare Gesù” (Mc 16,1). Saranno le prime a ricevere l’annuncio della sua resurrezione e l’incarico di diffondere tale novella. Basilica Veroli

Da questo punto in poi non è possibile ricavare altre notizie dai Vangeli. Esiste però un’altra tradizione, secondo cui a causa delle persecuzioni contro i Cristiani seguite alla morte di Gesù, le tre Marie furono arrestate ed imbarcate su una nave priva di remi e di vele che, guidata dalla Provvidenza, raggiunse le rive della Provenza, in Francia. Il luogo dello sbarco è ancora oggi ricordato nel paesino di Les-Saintes-Maries-de-la-Mer, dove sorge una chiesa a loro dedicata. È comunque attestato storicamente che il Cristianesimo prese a diffondersi in Europa proprio dalla Gallia, che divenne quindi la porta d’ingresso della nuova religione in Europa.

Il dipinto realizzato dal pittore Paolo Gaetani “la Famiglia di Salome” raffigurante Santa Maria Salome con i figli Giacomo e Giovanni. Il quadro è collocato nella cripta all’interno della Basilica dedicata alla Santa Patrona, a Veroli.

Il dipinto realizzato dal pittore Paolo Gaetani “la Famiglia di Salome” raffigurante Santa Maria Salome con i figli Giacomo e Giovanni. Il quadro è collocato nella cripta all’interno della Basilica dedicata alla Santa Patrona, a Veroli.

dipinto

Come è finita, dunque, Santa Maria di Sálome a Veroli? In realtà, si tratta di una tradizione parallela a quella francese, secondo una consuetudine tipica dei primi Cristiani. Durante i primi secoli di sviluppo della Cristianità, infatti, molte chiese o luoghi di pellegrinaggio hanno cercato di collegare la loro storia con quella di illustri fondatori risalenti all’epoca di Gesù. Quante diocesi, per fare un esempio, hanno sostenuto che il loro primo fondatore era stato mandato direttamente da San Pietro?

Secondo quest’altra tradizione, Santa Sálome giunse nel Lazio in un anno imprecisato dopo un lungo pellegrinaggio, insieme ai santi Demetrio e Biagio. Stanca del viaggio, trovò ospitalità presso un uomo pagano, che ella convertì e battezzò col nome di Mauro. Sei mesi dopo morì, il 3 luglio. Rispettosamente Mauro raccolse le spoglie per la sepoltura, racchiudendole in un’urna di pietra sulla quale incise le parole “Hae sunt reliquiae B. Mariae Matris apostolorum Jacobi et Joannis“. Timoroso, però, di subire anch’egli il martirio, andò a nascondersi con l’urna nella grotta di Paterno, dove morì dopo tre giorni. Qualche tempo dopo alcuni pagani trovarono l’urna di pietra e ne informarono l’autorità. Questi, credendo di trovarvi un tesoro, se la fece portare ed ordinò di aprirla. Deluso di avervi trovato soltanto vecchie ossa, ed ignorandone l’appartenenza, ordinò che fossero gettate con disprezzo sulla piazza in mezzo al paese.

Rev. Canonico Angelo Maria Oddi, Rettore della Basilica Concattedrale di S. Maria Sàlome di Veroli, il Conte e la Contessa Crociani Baglioni.

Rev. Canonico Angelo Maria Oddi, Rettore della Basilica Concattedrale di S. Maria Sàlome di Veroli, il Conte e la Contessa Crociani Baglioni.

Un uomo greco, che era riuscito a leggere l’iscrizione sulla cassa, comprendendone l’importanza decise di salvare il prezioso tesoro, e nottetempo si recò sulla piazza a recuperare le ossa, che avvolse in un panno e racchiuse in una nuova urna, che andò a nascondere fuori città, presso una rupe, in attesa di portarle con sè al ritorno in patria. L’uomo, però, morì prima di poter attuare il suo piano, e le ossa rimasero nuovamente abbandonate.

Giungiamo finalmente all’anno 1029, quando un uomo di nome Tommaso s’imbatté nel corpo del greco. Grazie all’apparizione in sogno di San Pietro, prima, e della stessa Maria Sálome, dopo, comprese la storia e scoprì il luogo dove erano nascoste le reliquie. Il ritrovamento avvenne il 25 Maggio, e l’avvenimento fu celebrato dal Vescovo di Penne, dall’abate di Casamari e da quello di Sant’Anastasia a Roma. Mentre i due vescovi sollevarono in aria le ossa per mostrarle alla folla, da una tibia si vide sgorgare del sangue vivo, e tutti gridarono al miracolo. La testa e le braccia vennero legate in teche d’argento e conservate nella tesoreria della Cattedrale, mentre le altre ossa furono racchiuse in una piccola urna e custodite sotto l’altare del piccolo oratorio che venne edificato sul luogo del ritrovamento. Più tardi al posto dell’oratorio sorse l’attuale basilica. Durante il terremoto del 1350 la chiesa subì gravi danni e le reliquie furono traslocate nella Cattedrale, per tornare di nuovo alla basilica nel 1742.

 

Santa Maria Sálome è tornata in Ciociaria …
Salome

Santa Maria Sálome è tornata in Ciociaria. Coi figli S. Giovanni Evangelista e S. Giacomo Maggiore.
Stiamo parlando di una scultura lignea laccata e dorata del 1520 alta 95 cm, di grande artista tedesco, splendidamente conservata, che illustra la Santa coi due figli in braccio, ora in mano a collezionista ciociaro, dopo un lungo viaggio.
Santa Maria Sálome assieme a Maria di Cleofe e alla Beata Vergine fa parte del gruppo delle tre Marie, delle Madri piangenti la morte del Salvatore. Essa è particolarmente cara ai Ciociari poiché è la Protettrice della città di Veroli, da parecchi secoli. Bello perciò sarebbe stato se questa opera d’arte così piena di significati e di implicazioni fosse potuta tornare nella sua sede naturale e cioè nella chiesa a lei dedicata a Veroli dove in realtà, a parte una tela di santa, nessuna opera d’arte ricorda ed illustra ai fedeli la Santa coi figli. (prof. Michele Santulli)

 

SMOM, RACCOLTA ALIMENTARE PRESSO 4 SIMPLY A ROMA NORD


Croce_MaltaIl Sovrano Militare Ordine di Malta, organizza domani, sabato 29 marzo p.v., presso i quattro supermercati di Roma Nord della catena Simply Market una raccolta alimentare di solidarietà, tramite i volontari del centro di assistenza “Barone Gabriele Ussani d’Escobar” con sede nella Parrocchia Gran Madre di Dio di Ponte Milvio. Gli alimenti raccolti saranno distribuiti alle famiglie bisognose della zona di Ponte Milvio.

“Nella precedente raccolta di generi alimentari, compiuta presso un solo supermercato della zona e in un solo giorno, abbiamo ottenuto, grazie alla generosità di numerose persone, un considerevole quantitativo di generi alimentari. Questo meraviglioso risultato di solidarietà – ci riferiscono gli organizzatori – ha permesso di distribuire alimenti a molte persone e famiglie per numerosi giorni. Ora siamo giunti al momento di una nuova raccolta alimentare che avverrà il 29 Marzo. Vi chiediamo caldamente di partecipare numerosi alla gara di solidarietà. Pasqua è vicina, facciamo sentire a chi ha bisogno che siamo loro vicini e amici.”

La raccolta si terrà nell’orario di apertura dei supermercati SIMPLY in:
– Via dei Due Ponti 190, zona Due Ponti;
– Via Cassia 713, zona Tomba di Nerone;
– Via Ferrero Di Cambiano 82, a Vigna Clara;
– Via Rubicone 49, quartiere Salario;
e sono graditi alimenti non deperibili quali pasta, biscotti, merendine, omogeneizzati, tonno e carne in scatola, pelati e legumi in scatola, caffè, zucchero, farina. Non guastano detersivi, sapone e pannolini per bambini.

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ROMA, ORDINE DI MALTA: APPELLO PER GLI ALLUVIONATI


RACCOLTA DI GENERI ALIMENTARI E PER L’IGIENE, URGENTI PER LE FAMIGLIE ALLUVIONATE DI PRIMA PORTA.

 Croce_MaltaIl Consultorio e Centro di Assistenza “Barone Gabriele Ussani d’Escobar” del Sovrano Militare Ordine di Malta a Ponte Milvio, sollecita ed organizza la raccolta di generi alimentari  e prodotti vari.

I soccorsi vengono distribuiti con urgenza alle famiglie delle borgate di Prima Porta, prossime al Tevere, a Nord di Roma, a causa dell’alluvione delle settimane scorse. Sono urgenti prodotti per l’igiene personale, della casa e dei bambini, e generi alimentari non deperibili, confezionati e inscatolati.  

Dopo l'alluvione a Prima Porta

Dopo l’alluvione a Prima Porta. Foto: Giuliano Pandolfi

Per contribuire e collaborare, donando e partecipando ai soccorsi organizzati dall’Ordine di Malta, rivolgersi alla direttrice del Centro di Assistenza, baronessa Giulia Ussani, in Via Orti della Farnesina, 2  (Parrocchia della Gran Madre di Dio a Ponte Milvio), nei seguenti giorni e orari:

Martedì: dalle ore 10.00 alle ore 12.00 per la distribuzione di generi alimentari. E dalle ore 15.30 alle 18.00, per attività di consultorio.
Venerdì: dalle ore 15.30 alle ore 17.30, per attività di consultorio e consulenza.

Contatti telefonici:  06 3293990  ; 06 36381550

Si elencano qui di seguito i prodotti  di maggiore urgenza per la popolazione, che lentamente va tornando nelle case allagate e invase da fango e detriti. I soccorsi melitensi si sono mossi nell’immediatezza del nubifragio che portò al trasbordo del Tevere nelle periferie.

– PRODOTTI PER LA CASA: detersivi (per piatti e per pavimenti), panni lava pavimenti, guanti multiuso, sacchi nettezza… ;
– DISINFETTANTI (Amuchina, Lisoform, Alcool);
– PRODOTTI PER L’IGIENE PERSONALE: sapone, bagnoschiuma, shampoo, dentifricio, spazzolini da denti… ;
– PER BAMBINI: biberon, latte in polvere, biscotti, pannolini, carrozzine…;
– CANCELLERIA PER LA SCUOLA.

Campo di Bomporto

I volontari dell’Ordine di Malta affiancano le Forze dell’Ordine e i Vigili del Fuoco, tuttavia l’esigenza di soccorsi per alleviare disagi di ogni sorta e rischi per la salute si è fatto col passare dei giorni più urgente.

Volontari Corpo Italiano di Soccorso dell'Ordine di Malta. Foto: Giorgio Minguzzi

Volontari Corpo Italiano di Soccorso dell’Ordine di Malta. Foto: Giorgio Minguzzi

A cura di Simona Cecilia Crociani Baglioni Farcaș

ON. RICCARDO MASTRANGELI SMASCHERA I FALSI CAVALIERI DI MALTA


“TUITIO FIDEI, OBSEQUIUM PAUPERUM”. DIFESA DELLA FEDE, SERVIZIO AI POVERI E AGLI INFERMI.

On. Dott. Riccardo Mastrangeli e Nob. Prof. Fernando Crociani Baglioni

On. Dott. Riccardo Mastrangeli e Conte Prof. Fernando Crociani Baglioni

Contro le imitazioni truffaldine della sacra milizia che da nove secoli inalbera la bandiera crociata-ottagona simbolo delle Otto Beatitudini. Contro chi , truffando gli ingenui e i vanitosi ignari, osa arrogarsi il nome glorioso del Sovrano Militare Ordine Ospedaliero di S. Giovanni di Gerusalemme, detto di Rodi, detto di Malta, per innominabili finalità di illecito lucro. Contro chi osa contrabbandare il nome dell’Ordine religioso che in tutto il mondo assiste i poveri, i bisognosi, gli ammalati, ed è protetto dalla Santa Sede e riconosciuto da 120 stati nel mondo, si levi la protesta dei cittadini, l’iniziativa delle istituzioni, la sollecitudine delle Autorità di pubblica sicurezza e giudiziarie. Difendendo la Fede nell’Anno della Fede, e le nostre primarie finalità di assistenza ospedaliera e beneficenza, difendiamo il buon nome della nostra tradizione melitense. Viva il Sovrano Militare Ordine di Malta !

conte prof. FERNANDO GIULIO CROCIANI BAGLIONI
cavaliere di grazia e devozione del Sovrano Militare Ordine di Malta

Ciociaria Oggi, Giovedì, 6 giugno 2013

Ciociaria Oggi, Giovedì, 6 giugno 2013

Riceviamo e pubblichiamo dalla Delegazione Granpriorale di Veroli, con giurisdizione sul Basso Lazio del Sovrano Militare Ordine di Malta notizia dell’inchiesta giudiziaria condotta dall’Arma dei Carabinieri Compagnia di Trastevere Roma, che originò dalla denuncia dell’On. Dottor Riccardo Mastrangeli Responsabile Territoriale per la Provincia di Frosinone del Sovrano Ordine.

Cari Confratelli, Volontari e Amici tutti,

In allegato troverete la rassegna stampa di oggi concernente l’inchiesta sul falso Ordine di Malta scoperto e denunciato dalla nostra Delegazione di Veroli. L’investigazione ha portato allo smantellamento di una pericolosa organizzazione clandestina ed all’arresto di nove persone in tutt’Italia da parte dell’Arma dei Carabinieri e della Magistratura. 

Le accuse sono di associazione per delinquere finalizzata alla commissione dei reati di conferimento illecito di onorificenze e decorazioni cavalleresche, truffa e favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. Confraternamente.

  IL DELEGATO 

M.se Alessandro Bisleti 

Ciociaria Oggi, 6 giugno 2013, pag. 7

Ciociaria Oggi, 6 giugno 2013, pag. 7

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Il Messaggero - edizione Frosinone, 6 giugno 2013, pag. 39

Il Messaggero – edizione Frosinone, 6 giugno 2013, pag. 39

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La Provincia - quotidiano, 6 giugno 2013, pag. 5

La Provincia – quotidiano, 6 giugno 2013, pag. 5

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Latina Oggi, 5 giugno 2013, pag. 16

Latina Oggi, 5 giugno 2013, pag. 16

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IL CARDINAL VICARIO DI ROMA AGOSTINO VALLINI COMMENDATORE DELLA STELLA DI ROMANIA


L’alta onorificenza testimonia  i meriti per l’Ecumenismo e l’integrazione culturale e civile delle nazioni sorelle

Sua Eminenza  Cardinale Agostino Vallini, Vicario di Roma nella Basilica di San Vitale

Sua Eminenza Cardinale Agostino Vallini, Vicario di Roma nella Basilica di San Vitale

La Festa Nazionale dell’Unità e Indipendenza della Romania (1° Dicembre) ha assunto quest’anno per i romeni residenti in Roma e comunque in Italia, uno speciale significato, in quanto la massima istanza della Nazione ha voluto conferire ad un Principe di S.R.C. (Santa Romana Chiesa), Vicario di Roma, il Cardinale Agostino Vallini, la Commenda dell’Ordine della Stella di Romania. L’alta onorificenza rumena è stata rimessa al porporato da Sua Eccellenza l’Ambasciatore di Romania presso la Santa Sede ed il Sovrano Militare Ordine di Malta.  Solenne cornice della cerimonia civile e diplomatica è stata, dopo un pontificale presieduto dallo stesso Cardinale, la Basilica Paleocristiana dei Santi Vitale e Compagni martiri in Fovea a via Nazionale, celebre a Roma e nel mondo per gli affreschi rinascimentali del Pomarancio.

L’Ordine della Stella di Romania, istituito dal Re Carol I di Romania nel 1877, nell’alto grado di Commendatore, va a ricompensare i meriti del Cardinal Vicario di Sua Santità per la Diocesi di Roma, il quale accolse di buon grado  la richiesta dei membri romano-cattolici della Comunità romena in Roma, di godere di una Basilica per le celebrazioni di precetto in lingua, e per poter vivere una vita comunitaria in ambito religioso-culturale, sociale e civile. Queste attività da oltre un quindicennio hanno sempre trovato l’incoraggiamento e il sostegno dal Vicariato di Roma di Sua Santità, per specifico  volere dei Pontefici  Beato Giovanni Paolo II e Benedetto XVI. Infatti, San Vitale a Via Nazionale, già parrocchia nel cuore della capitale d’Italia, accoglie i romeni immigrati e loro famiglie per la Santa Messa di precetto.

S.E. Amb. Bogdan Tataru-Cazaban  rimette la Commenda della Stella di Romania al Card. Agostino Vallini

Roma, Basilica di San Vitale, 25 novembre 2012. S.E. Amb. Bogdan Tataru-Cazaban rimette la Commenda dell’Ordine della Stella di Romania a Sua Eminenza il Signor Cardinale Vicario di Roma Agostino Vallini

La vita spirituale della Comunità vi si svolge anche per ogni attività pastorale e necessità dei fedeli:  battesimi, prime comunioni, cresime, matrimoni e relativi corsi di preparazione vi hanno luogo insieme alle attività socio-culturali e artistiche per i giovani e le famiglie: centri d’ascolto, pellegrinaggi, sostegni all’indigenza.  Alle attività e celebrazioni liturgiche si alternano concerti  e conferenze, pellegrinaggi e visite guidate, corsi di formazione. Il Vicariato di Roma, concedendo la Basilica ha perseguito  negli anni il rafforzamento  dei rapporti tra i fedeli della Diocesi romana, le Autorità civili italiane e i romeni romano-cattolici, contribuendo così in modo molto significativo e concreto all’integrazione della comunità romena, all’assistenza, beneficienza e solidarietà.

Foto di gruppo

Il Cardinal Vicario, come i suoi Predecessori, e sempre d’intesa con la Santa Sede e la Chiesa italiana, testimoniò altresì la sua sollecitudine verso i romeni immigrati di confessione ortodossa e di rito greco-cattolico bizantino. Ciò al punto da concedere o confermare  loro chiese e strutture religiose  nell’ambito della Diocesi romana e delle Chiese suburbicarie, per il regolare svolgimento della pratica religiosa. Ciò nello spirito più alto dell’Ecumenismo e della comunione tra le chiese di Occidente e d’Oriente. Com’è altresì praticato in molte realtà ecclesiali italiane in favore delle comunità romene delle varie confessioni e riti.

Don Isidor Iacovici

Don Isidor Iacovici rivolge al Cardinal Vicario di Roma il saluto dei romeni,  nello spirito di fratellanza con i fedeli romani, che raggiungerà il Santo Padre Benedetto XVI

Gli onori di casa e l’assistenza al Pontificale veniva offerta all’Eminentissimo Cardinale, alle loro Eccellenze gli Ambasciatori di Romania presso la Santa Sede e la Repubblica italiana, ed ai rappresentanti dell’Ortodossia e della Chiesa Greco-Cattolica romena presenti e  organizzate a Roma e in Italia, dal Rev. Don Isidor Iacovici, responsabile della Missione con Cura d’Anime dei romeni di rito latino a Roma, dal Rev.mo  Mons. Daniele Micheletti, parroco della Basilica San Vitale, e dal Rev.mo Mons. Pierpaolo Felicolo, Direttore dell’Ufficio per la Pastorale delle Migrazioni del Vicariato di Roma.

La Basilica di San Vitale gremita dei romeni residenti in Roma

Roma, 25 novembre 2012,  Basilica di San Vitale gremita dei romeni residenti in Roma

I cori delle confessioni cristiane romene accompagnavano con l’organo il Pontificale,  al cui termine aveva luogo la cerimonia di imposizione della decorazione di Commendatore  dell’Ordine della Stella di Romania al  Porporato. Gli applausi della Basilica stracolma di rumeni di ogni confessione nei costumi nazionali, testimoniavano il giubilo per l’onorificenza conferita dalla Nazione romena all’alto rappresentante della cattolicità, nel segno della collaborazione all’insegna dei valori cristiani nella fratellanza ecumenica .

Conte Prof. Fernando Crociani Baglioni
Cavaliere di Grazia e Devozione del Sovrano Militare Ordine di Malta

N.B.: Tutti i diritti di riutilizzo delle foto sono riservati all’Episcopia Romano-Cattolica di Iasi.

Altre immagini del Pontificale e della cerimonia diplomatica, qui.

L’AQUILA, IL CARDINALE ABRUZZESE COCCOPALMERIO APRE LA PERDONANZA


Pontificale a Scontrone, villaggio d’origine del Porporato.

Domenica, 26 agosto 2012 il Comune di Scontrone con la comunità ecclesiale hanno ricevuto la visita di S. Em. Rev.ma il Sig. Cardinale Francesco Coccopalmerio; Presidente dal 2007 del Pontificio Consiglio per i Testi Legislativi,  nominato altresì Arcivescovo, e sempre da Papa Benedetto XVI, nell’ultimo concistoro del 18 febbraio 2012, Cardinale di Santa Romana Chiesa, diacono di San Giuseppe dei Falegnami.

S. Em. il Sig. Card. Coccopalmerio è originario proprio di Scontrone, piccolo comune sangrino. Il Comune infatti ne conserva l’albero genealogico.  Questa visita precede la presenza del Cardinale all’ in occasione dell’apertura della Porta Santa per la celebrazione dell’annuale Perdonanza Celestiniana.  Già Vescovo ausiliare e avvocato generale dell’Arcidiocesi di Milano, e membro della Sacra Congregazione per la Dottrina della Fede e quella per l’unità dei cristiani e del Supremo Tribunale della Segnatura Apostolica; Cappellano Conventuale ad honorem del Sovrano Militare Ordine di Malta.

 La Sig.ra Sindaco di Scontrone, Ileana Schipani unitamente a S. E. Rev.ma Mons. Angelo Spina Vescovo di Sulmona-Valva,  il Rev. parroco Don Marco, il Rev. P. Tomy accoglievano il Conte prof. Fernando Crociani Baglioni, Presidente dell‘Istituto di Studi Storici Beato Pio IX, Cavaliere di Grazia e Devozione del Sovrano Militare Ordine di Malta, il quale conduceva una rappresentanza di fedeli di Alfedena, di Roma, di Orte e della Maremma-Toscana, nonché con le autorità, il Sindaco di Alfedena Ing. Massimo Scura, e i Sindaci dell’Alto Sangro, Simona Cecilia Farcas, Presidente dell’Associazione Italia-Romania: Futuro Insieme. La notizia veniva di conseguenza estesa a primarie agenzie di stampa italiane e internazionali.

Leggi anche:

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Il cardinale Francesco Coccopalmerio a Scontrone e a Villa Scontrone
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PERDONANZA: S.E. COCCOPALMERIO VISITA SCONTRONE

 

Segue il messaggio di omaggio del Conte prof. Fernando Crociani Baglioni alla Sig.ra Sindaco di Scontrone:

Gent.ma Sig.ra Ileana SCHIPANI
Sindaco di Scontrone
Vi ringrazio della squisita accoglienza alla Celebrazione e al ricevimento in Villa Scontrone, in onore di Sua Eminenza  Rev.ma il Sig. Cardinale Francesco COCCOPALMERIO.  E’ stato un onore per me e d i miei familiari partecipare a tanto ambìto evento, di portata storica, per Scontrone e per la nostra terra e la Valle del Sangro.  Ho reso i miei omaggi a Sua Eminenza ed a Sua Eccellenza il Vescovo Mons. Angelo SPINA.  Anche da parte degli amici di Alfedena i quali mi accompagnavano.  Sarà mia cura diffondere la notizia di tanta rilevanza.  Con profonda stima ed amicizia, vogliate Sig.ra Sindaco accogliere gli atti del mio ossequio, nel segno e nel nome dei comuni ideali.   Attentamente.
conte prof. Fernando Crociani Baglioni  

SANTI ANNA E GIOACCHINO: LA FESTA RELIGIOSA DELLE FAMIGLIE CRISTIANE


Roma, 27 luglio 2012 (Simona C. Farcas) – Solenne celebrazione ieri sera, 26 luglio, dell’Arciconfraternita di S. Anna de’ Parafrenieri e degli Addetti ai Sacri Palazzi Apostolici, presieduta da S.E. Rev.ma Mons.  PAOLO DE NICOLO’, Reggente la Prefettura della Casa Pontificia, nella Chiesa romana di S. Caterina della Rota.

Presente il Corpo Diplomatico, membri della Segreteria di Stato e Famiglia Pontificia ecclesiastica e laica, gentiluomini di Sua Santità, l’Anticamera Pontificia con il Decano a capo dei sediari in divisa, rappresentanza del Sovrano Militare Ordine di Malta, cavalieri dell’Ordine del Santo Sepolcro di Gerusalemme, esponenti dell’aristocrazia romana facenti capo al Principe Orsini d’Aragona, e membri di altre Confraternite storiche romane; congregazioni religiose femminili diffuse in tutto il mondo e il clero della Fraternità di San Pietro della vicina chiesa parrocchiale della SS.ma Trinità de’ Pellegrini, dove si officia nel rito romano antico per il Centro di Roma.

Roma, Celebrazione nella chiesa di S. Caterina della Roma

Roma, Celebrazione della Festa di Sant’Anna nella chiesa di S. Caterina della Rota

 Altresì presenti con tanto spaccato della Santa Sede e del Vaticano nel suo complesso e del laicato romano, rappresentanti di comunità di immigrati dall’Europa Orientale all’America Latina, con l’Associazione “Italia-Romania: Futuro Insieme” ed altri sodalizi, particolarmente devote a Sant’Anna. 

 Al termine della Messa cantata, l’Ecc.mo Presule capo della Prefettura del Papa, ha rivolto la preghiera dinanzi all’altare di Sant’Anna fregiato delle reliquie.

Alla presenza di future mamme con le rispettive famiglie, si è recitata la preghiera dei fedeli alla mamma della Madonna.

E’ stata questa una manifestazione di fede e di esaltazione dei valori umani e cristiani della famiglia così come insegna il Vangelo. Una riaffermazione dell’ideale di famiglia cristiana, scevro dall’edonismo, dal nichilismo della società secolarizzata, laicistica dei tempi correnti, dove imperversa il relativismo morale e sincretismo religioso costantemente denunciati dal Santo Padre Benedetto XVI.

Numerosi i giovani presenti e gli adolescenti accompagnati dalle rispettive famiglie cristiane, espressione del laicato cattolico romano nelle sue molteplici realtà organizzate di apostolato religioso e sociale.

Da sin.: il Consigliere di Ambasciata di Polonia presso la Santa Sede Anna Kurdziel; il Segretario dell'Istituto di Studi Storici Beato Pio IX Dott. Stefano Zauli; il Cerimoniere Arch. Stoppa; il Decano generale Gr.Uff. Massimo Sansolini; il Decano dell’Anticamera Pontificia Comm. Prof. Augusto Pellegrini; sediari pontifici; il Conte Cav.Gr.Cr. Prof. Fernando Crociani Baglioni, in rappresentanza del Sovrano Militare Ordine di Malta e personalmente del cappellano capo emerito Rev.mo Mons. Azelio Manzetti

Da sinistra: il Consigliere di Ambasciata di Polonia presso la Santa Sede Anna Kurdziel; il Segretario dell’Istituto di Studi Storici Beato Pio IX Dott. Stefano Zauli; il Cerimoniere Arch. Stoppa; il Decano generale Gr.Uff. Massimo Sansolini; il Decano dell’Anticamera Pontificia Comm. Prof. Augusto Pellegrini; S.E. il Principe Don Raimondo Orsini d’Aragona, Sua Altezza Reale la Principessa Kethevan Bagrationi di Georgia, Ambasciatore della Georgia presso la Santa Sede; sediari pontifici; il Conte Cav.Gr.Cr. Prof. Fernando Crociani Baglioni, in rappresentanza del Sovrano Militare Ordine di Malta e personalmente del cappellano capo emerito Rev.mo Mons. Azelio Manzetti; il ministro consigliere S.M.O. di Malta in Armenia Dott. Corrado Ruggieri, il Consigliere ecclesiastico dell’Ambasciata d’Ungheria presso la Santa Sede Mons. László Németh .

Come risulta anche dal web e praticato attraverso le nuove tecnologie, si riscontra l’invocazione delle giovani famiglie cristiane rivolte a tale santa chiamata all’interruzione del peccato originale; ad essere soggetto prediletto nel disegno della salvezza e strumento dell’Immacolata Concezione. Com’è nella verità di fede sancita dal Dogma proclamato dal Beato Pio IX.

Arciconfraternita di S. Anna de Parafrenieri

Arciconfraternita di S. Anna de Parafrenieri

‎”La ricorrenza dei santi Gioacchino e Anna fa pensare al tema dell’educazione, che ha un posto tanto importante nella pastorale della Chiesa. In particolare, ci invita a pregare per i nonni, che nella famiglia sono i depositari e spesso i testimoni dei valori fondamentali della vita. Il compito educativo dei nonni è sempre molto importante, e ancora di più lo diventa quando, per diverse ragioni, i genitori non sono in grado di assicurare un’adeguata presenza accanto ai figli, nell’età della crescita. Affido alla protezione di Sant’Anna e San Gioacchino tutti i nonni del mondo, indirizzando ad essi una speciale benedizione.” (Papa Benedetto XVI)