Atto di Conciliazione della Real Casa di Borbone: Unità per l’Ordine Costantiniano di San Giorgio


Conte Fernando Crociani Baglioni, olio su tela del maestro Francesco Bartoli, 2007. Collezione Conti Crociani Baglioni, Roma.

Viene coronato così il mio sogno di una vita di servizio in favore della Real Casa di Borbone e del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio.

Quale Consigliere e Segretario per l’Italia della Real Deputazione, Segretario della Commissione per l’Italia e Capo del Cerimoniale, nel grado di Cavaliere di Gran Croce di Giustizia, non ho mai considerato la sussistenza di due ordini, come taluni pretendevano di far ritenere e addirittura imporre.Ho sempre creduto, non alla necessità di due obbedienze, ma nella fedeltà assoluta, nel servizio leale e devoto a Sua Altezza Reale Don Carlos de Borbon Dos Sicilias y Borbon Parma, Duca di Calabria, Conte di Caserta, Capo della Real Casa di Borbone Due Sicilie, Gran Maestro dell’Ordine Costantiniano,  dell’Ordine di San Gennaro e dell’Ordine di San Ferdinando e del Merito, Infante di Spagna, Cavaliere del Toson d’Oro, Presidente del Real Consiglio degli Ordini Militari di Spagna, che le dispute dinastiche si sarebbero risolte per via naturale.

E da cattolico romano, devoto alla Santa Chiesa, credo fermamente che la vita degli uomini, come delle famiglie, di qualsiasi livelli sociale e storico, sia nelle mani dell’Altissimo. La Provvidenza ha voluto che la linea primogenita della Real Casa, cosiddetta spagnola, in quanto facente parte altresì della Real Casa Sovrana di Spagna, con il medesimo Infante Don Carlos posto nell’ordine della successione al trono della Monarchia Iberica, così com’è nell’attuale vigente ordine costituzionale della Monarchia prevalesse nel futuro. E’ la linea questa, che attraverso Don Carlos Duca di Calabria, l’erede Don Pedro Duca di Noto e il di lui figlio Don Jaime Duca di Capua, assicura con ampia discendenza mascolina il futuro della Dinastia duosiciliana e l’avvenire dell’Ordine Costantiniano quale soggetto giuridico di Diritto Canonico al servizio della Santa Chiesa Cattolica Apostolica Romana.La volontà di Sua Santità Papa Francesco è stata certamente determinante in questa conciliazione storica, per fomentare l’impegno dell’Ordine Costantiniano nel suo complesso al servizio della Chiesa, della glorificazione della Santa Croce, della Propaganda della Fede, il soccorso e la carità verso i poveri, i profughi e gli infermi. Questo è il carisma dell’Ordine Costantiniano, cui i Cavalieri e le Dame di entrambe le ex obbedienze riaffermano la loro fedeltà, il loro impegno di vita.

La mia appartenenza e fedele militanza, da un quarantennio e su tre generazioni nella mia famiglia, viene oggi ampiamente gratificata, trovando in tale atto di conciliazione motivo di grande gioia e soddisfazione. Cito per tutti la riapertura della Cappella di San Giorgio dell’Ordine Costantiniano nella Basilica Romana di Santa Croce a Via Flaminia, nel 1991, con regolare officiatura mensile per Cavalieri e Dame, il ripristino e la successione di Gran Priore, Vice Gran Priore, Cappellani, Delegati e dignitari in ogni regione d’Italia. La generale riorganizzazione dell’Ordine, con migliaia di nomine. L’apposizione di lapidi commemorative nella Cappella, celebrative della ripresa dello zelo religioso dell’Ordine, con la presenza dell’Infante Gran Maestro. Seguì in anni di febbrile servizio, la mia presenza quotidiana nel Forum del Corpo della Nobiltà Italiana, con migliaia di miei interventi, articoli e saggi, a difesa della nostra causa, che fu quella dell’Infante Don Carlos. Ebbi la ventura e l’onore di gestire la visita pastorale di Sua Santità il Beato Papa, futuro Santo, Giovanni Paolo II alla stessa Basilica di Santa Croce, con l’accoglienza festosa dell’Infante Duca di Calabria, con i nostri Cavalieri e Dame.Possa Dio Onnipotente e misericordioso rafforzare questi intenti di buona volontà e di servizio per la causa di Cristo Re e Sacerdote.

IN HOC SIGNO VINCES !

Conte Prof. Fernando Giulio Crociani Baglioni, Cavaliere di Gran Croce di Giustizia del S.M.O. Costantiniano di San Giorgio, già Segretario per l’Italia della Real Deputazione – Madrid.

Roma, 25 gennaio 2014

via Atto di Conciliazione della Real Casa di Borbone: Unità per l’Ordine Costantiniano di San Giorgio.

Roma 6 – 17 maggio 2013: IP “Juvenile Gang and Crimes in Europe”


“Juvenile Gang and Crimes in Europe”
Erasmus Intensive Programme 2012-13
Rome 06 – 17 May 2013
Funded by the European Commission under the Lifelong Learning Programme

Presentation 

 L’Erasmus Intensive Programme “Juvenile Gang and Crimes in Europe”  si svolgerà presso l’Università LUMSA di Roma dal 6 al 17 Maggio 2013 e prevede attività varie tra cui lezioni in aula in inglese, spagnolo e italiano tenute da docenti italiani e di altri paesi, workshop, gruppi di lavoro e visite guidate.

 La partecipazione al Programma è stata determinata da una Commissione che ha deciso la graduatoria dei 20 nominativi  ammessi sulla base degli esami sostenuti, della media-voto e dei crediti acquisiti al momento della candidatura. Tra i venti partecipanti provenienti da Francia, Spagna, Portogallo, Inghilterra e Italia, è stata ammessa la dott.ssa Simona Cecilia Farcaș, studentessa di nazionalità romena in Scienze Politiche e Relazioni Internazionali alla LUMSA.

Roma, Rivoluzione in Europa 1820-23: costituzione e cultura costituzionale nei regni di Spagna, delle Due Sicilie e di Sardegna. Presentato alla LUMSA il libro in tedesco di Jens Späth


 

Revolution in Europa 1820-23 Verfassung und Verfassungskultur in den Königreichen Spanien, beider Sizilien und Sardinien-Piemont di Späth Jens

Revolution in Europa 1820-23
Verfassung und Verfassungskultur in den Königreichen Spanien, beider Sizilien und Sardinien-Piemont
di Späth Jens

E’  stato presentato per la prima volta  davanti ad un pubblico italiano, giovedì, 8 novembre 2012, alle ore 16, nella sede di via Pompeo Magno, 22 della LUMSA Università di Roma, il libro in lingua tedesca di Jens Späth, ricercatore scientifico presso l’Istituto Storico Germanico di Roma, dal titolo “Revolution in Europa 1820–1823. Verfassung und Verfassungskultur in den Königreichen Spanien, beider Sizilien und Sardinien-Piemont (Italien in der Moderne 19)“. Presente l’autore, ha introdotto e moderato Andrea Ciampani.  Sono intervenuti Maria Sofia Corciulo e Marco Meriggi

  Invito.pdf

Saggio di lettura

  Nel periodo 1999-2000,  Jens Späth visse per un anno a Napoli, dove nacque il suo interesse per la storia dell’Italia meridionale. Tornato  in Germania,  a Heidelberg, si dedicò  agli studi storici della prima metà dell’Ottocento; approfondì in particolare la rivoluzione napoletana del 1820-21. Si laureò a Monaco di Baviera con una tesi in cui ricostruisce da una prospettiva comparata l’evoluzione delle tre rivoluzioni del 1820-23 in Spagna, nel regno delle Due Sicilie e nel regno di Sardegna. Proseguì con il dottorato di ricerca sull’aspetto costituzionale delle tre rivoluzioni qui menzionate, con il  Prof. Dr. Martin Baumeister, unico docente in Germania che si occupasse all’epoca di studi storiografici riguardanti la Spagna e l’Italia. Durante il suo soggiorno romano (dal 2009), presso l’Istituto Storico Germanico,  Späth entra i contatto con alcuni illustri docenti come  Andrea Ciampani (LUMSA), Maria Sofia Corciulo (La Sapienza), Marco Meriggi (Univeristà di Napoli) e Francesco Bonini (LUMSA), i quali hanno dato un prezioso contributo alla pubblicazione del libro del giovane ricercatore tedesco.

A breve pubblicheremo l’audio del Convegno di presentazione del volume.

Prof. Andrea Ciampani

Prof. Andrea Ciampani

 Nell’elogiare l’autore per il suo lavoro, il  prof. Andrea Ciampani ha colto l’occasione per rivolgersi  agli studenti LUMSA presenti in aula, con un’osservazione volta a richiamare la loro attenzione sull’importanza della comprensione dei percorsi di ricerca personale e collettiva. “Quando si avviano degli studi e quando i laureati che aspirano a essere  classe dirigente di un Paese, perché i laureati aspirano a questo e devono aspirare a questo, sanno anche che è nell’itinerario che si scoprono le cose e che le opportunità non vanno lasciate cadere. E’ sempre una storia personale, ma le opportunità di studio, di ricerca, i contatti con gli studiosi vanno coltivati perché la comunità scientifica serve anche a questo: introdurre gli studiosi nella ricerca che si vuole sviluppare”, ha concluso il prof. Ciampani.

La Constitución Política de la Monarquía Española de 1812,conocida popularmente como la Pepa.

La Constitución Política de la Monarquía Española de 1812, conocida popularmente como la Pepa.

 “Tutte le rivoluzioni nel Mediterraneo occidentale nei primi anni 20 dell’Ottocento ebbero un forte legame con la costituzione di Cadice.” Jens Späth

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MARCIA PER LA VITA 2012, ALTROCHÉ INTEGRALISTI! DELLA VERITÀ ! ….


Dalla parte della Vita, per la cultura della Vita, integralisti della verità.

Marcia per la Vita 2012

Insieme al Sindaco di Roma Capitale alla Marcia per la Vita 2012 (Fonte foto: corrispondenzaromana.it)

La Marcia romana per la Vita del 13 maggio 2012 non è stata neppure nazionale, bensì internazionale, mondiale. Innumerevoli le rappresentanze di movimenti per la Vita americani, brasiliani, tibetani, nigeriani, ed in Europa di ogni nazione dalla Spagna alla Romania, alla Polonia, alla Francia, alla Germania, Belgio, Ungheria, Italia da ogni regione, per gridare forte e fermo il nostro “Sì” alla Vita, il nostro consenso totale al principio fondamentale non solo della nostra fede cristiana, ma della nostra civiltà.

Corteo -  Marcia per la Vita 2012

Corteo – Marcia per la Vita 2012

La Vita è sacra ed è un bene indisponibile dal suo meraviglioso insorgere dal concepimento, alla sua naturale estinzione. Non è soltanto un dogma cattolico romano, non è soltanto un principio teologico, giuridico o meramente etico, ma è la verità, così come l’umanità la concepisce ed interpreta in tutte le culture e scienze.

Saluti delle Delegazioni straniere -  Marcia per la Vita 2012

Saluti delle delegazioni straniere – Marcia per la Vita 2012

Con le rappresentanze variegate del mondo cattolico di tutti i continenti, hanno sfilato le rappresentanze cristiano-ortodosse e protestanti, nonché cittadini e studiosi anche di segno laico ed agnostico, oltreché di confessione buddista tibetana, cioè della nazione asiatica, occupata e repressa, e soggetta alla politica abortista di massa della Cina comunista: questa è la cultura della morte da combattere che nulla c’entra con la libertà di abortire con la 194.

Abbiamo intervistato giovani e adulti, padri e madri di famiglia, di famiglie sovente numerose. Ed abbiamo colto lo stupore, la gioia, la fermezza di chi possiede il privilegio di accogliere la Vita e di donarla, coscienti che non v’è sacrificio al mondo che meriti più del dono della Vita di essere sopportato. Questa è la vocazione dei genitori, non solo cristiani, ma dei genitori che avvertono sempre più urgente e forte la vocazione alla paternità e maternità. Quale retaggio si vuol tramandare a figli e discendenti se non la cultura della Vita? Dal Colosseo a Piazza e Basilica di San Pietro, l’hanno gridato e inneggiato, alternandolo a rosari e canti sacri, sotto lo scampanio delle Basiliche romane,    le decine di migliaia partecipanti alla Marcia, nel nome e nel segno di Maria Vergine e Madre del Sì, Colei che in questo giorno si rivelò anche ai fanciulli pastorelli di Fatima, come già a Santa Bernadette, nella Grotta di Lourdes: “Io sono l’Immacolata Concezione“.

Presidente Sen. Maurizio Gasparri, Com.te M.se Luigi Coda Nunziante, On. Lavinia Mennuni, Em.mo Cardinale Raymond Leo Burke, Prefetto della Segnatura Apostolica.

Presidente Sen. Maurizio Gasparri, Com.te M.se Luigi Coda Nunziante,  Can. Joseph Luzuy, dell’Istituto Cristo Re Sommo Sacerdote, On. Lavinia Mennuni, Em.mo Cardinale Raymond Leo Burke, Prefetto della Segnatura Apostolica.

Roma, Sovrano Ordine di Malta: solenne udienza con il Corpo Diplomatico accreditato


 

 

Scambio di auguri con gli Ambasciatori di Cile, Ungheria, Italia, Mali, Repubblica Democratica del Congo, Slovenia, Romania, Salvador, Austria, Liberia, Thailandia, Colombia, Brasile, Seychelles, Croazia e Spagna, che hanno presentato lo scorso anno le loro Lettere Credenziali. 

11/01/2012 - Il Gran Maestro dell’Ordine di Malta incontra il Corpo Diplomatico accreditato

11/01/2012 - Il Gran Maestro dell’Ordine di Malta incontra il Corpo Diplomatico accreditato

Pubblichiamo alcuni frammenti del discorso pronunciato dal Gran Maestro Fra’ Matthew Festing, che ha ricevuto ieri mattina in udienza solenne il Corpo Diplomatico accreditato presso il Sovrano Ordine di Malta per i tradizionali auguri di inizio anno. L’incontro ha avuto luogo nella Villa Magistrale a Roma. 

“Nel corso del 2011, ho avuto l’opportunità di recarmi in Visita Ufficiale in Romania, presso le Nazioni Unite a Ginevra, nel Principato di Monaco, in Liechtenstein, a San Marino e in Cile; e ho avuto il piacere di accogliere qui a Roma importanti delegazioni ufficiali di governi stranieri e dell’Unione europea, sempre al fine di approfondire i nostri rapporti di amicizia e di sviluppare ulteriormente le basi di una reciproca cooperazione.

A tal proposito, l’anno scorso l’Ordine ha firmato diversi Accordi di cooperazione internazionali con la Liberia, il Marocco, la Repubblica Dominicana, il Kenya e l’Organizzazione Mondiale della Sanità, nonché con il governo del Mali, al fine di intensificare la cooperazione nell’ambito di progetti nel settore ospedaliero e della sanità. Durante la mia Visita di Stato in Cile, lo scorso novembre, l’Ordine ha firmato un Protocollo d’Intesa con il governo per aderire al memorandum  del network internazionale umanitario in Cile, con lo scopo di costituire un coordinamento tempestivo ed efficiente degli interventi umanitari nel caso in cui il paese venisse nuovamente colpito da una situazione di emergenza come nel 2010.

L’Ordine ha condiviso due eventi gioiosi per la Chiesa lo scorso anno. Il primo è stato la Beatificazione a maggio del grandemente ammirato Papa Giovanni Paolo II, alla quale ha preso parte una delegazione di alto livello del Sovrano Ordine di Malta. Il secondo felice evento ha avuto luogo a giugno con il 60° anniversario di sacerdozio di Papa Benedetto XVI. Vorrei esprimere in questa occasione il nostro profondo apprezzamento per la sua guida spirituale e morale, soprattutto in questi tempi difficili.

Sempre a giugno, il paese che ci ospita ha celebrato il 150° anniversario dell’Unità d’Italia e sono stato particolarmente lieto di accettare l’invito del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano a partecipare alle celebrazioni del 2 giugno, festa della Repubblica. Siamo molto orgogliosi dello stretto legame di collaborazione che ci lega con la Repubblica italiana e profondamente toccati dalla calda accoglienza che abbiamo sempre goduto qui in Italia.

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E’ giunto al suo termine l’Anno europeo del volontariato, e vorrei dare particolare risalto al lavoro svolto dai volontari dell’Ordine di Malta in campo sociale.

In Italia abbiamo celebrato il ventesimo anniversario dell’accordo grazie al quale 3.000 volontari del Corpo Italiano di Soccorso dell’Ordine di Malta – CISOM – collaborano con la protezione civile italiana. Il loro intervento più recente riguarda le intense alluvioni che hanno colpito la Liguria e la Toscana nello scorso ottobre.

In Irlanda il Corpo Ambulanze dell’Ordine di Malta, fondato nel 1938, è il maggior operatore di corsi di primo soccorso, trasporti in ambulanza e cure alla comunità nella maggior parte delle grandi città del paese. Il Corpo Ambulanze è interamente gestito da 3.000 volontari, sotto la direzione dell’Associazione Irlandese dell’Ordine.

In Austria le numerose attività dell’Ordine sono svolte da volontari, come il normale servizio di ambulanze e l’assistenza agli anziani e ai disabili. Nel 2011, questo servizio è stato gestito da 1.200 volontari.

In Germania più di 35.000 volontari dell’Ordine di Malta hanno lavorato al fianco di 30.000 dipendenti in 700 località in tutto il paese. Ogni anno essi forniscono assistenza medica, sociale e umanitaria a più di dodici milioni di persone in Germania così come in molti altri paesi, in particolare in Europa Centrale e Orientale.

In Francia oltre 13.000 volontari permanenti contribuiscono ad una vasta gamma di interventi sociali svolti nei centri socio-sanitari e negli ospedali specializzati in riabilitazione neurologica per bambini handicappati, persone colpite dall’Alzheimer e senzatetto.

In Romania, Albania Lituania i nostri corpi di volontariato hanno celebrato nel 2011 il loro 20° anniversario. Fondati nel periodo immediatamente successivo alla caduta della cortina di ferro, essi hanno fornito e continuano a fornire un’assistenza indispensabile alle popolazioni di questi paesi.

Il Corpo di Soccorso dell’Ordine di Malta in Ungheria è una delle organizzazioni di assistenza sociale più importanti del paese nonché partner di fiducia delle istituzioni ungheresi, con 5.000 volontari permanenti e 15.000 volontari nei progetti speciali. Il Corpo gestisce quasi 200 enti sociali e, con un proprio corpo, opera anche nel campo della protezione civile per assistere le vittime di catastrofi naturali sia in Ungheria che all’estero.

Questi esempi mettono in evidenza i corpi di volontariato più importanti dell’Ordine di Malta, numerosi altri sono quelli che forniscono un contributo importante, dedicando il proprio tempo alle persone sofferenti e a quelle socialmente svantaggiate. Continua… http://www.orderofmalta.int/notizie/57900/gran-maestro-ordine-di-malta-incontra-il-corpo-diplomatico-accreditato/ “.

VATICANO, ORDINATI I NUOVI VESCOVI, OMAGGIO DEL MONDO A OTTO VON HABSBURG


S.E. il Signor Cardinale Walter Brandmüller

S.Em. Rev.ma il Signor Cardinale Walter Brandmüller

In successione, due solenni cerimonie vaticane di portata mondiale.

(Città del Vaticano, 8 ottobre 2011 – Simona C. Farcas) –  I rintocchi del campanone di San Pietro segnavano col vespro la celebrazione delle consacrazioni episcopali impartite da Sua Santità Benedetto XVI, con il Cardinale Segretario di Stato Tarcisio Bertone e  il Sacro Collegio dei Cardinali, ai nuovi Vescovi dell’Orbe cattolico, tra cui il  segretario generale del Governatorato dello Stato della Città del Vaticano monsignor Giuseppe Sciacca e il segretario del Pontificio Consiglio della Cultura monsignor Barthélemy Adoukonou.

Messa pontificale di Requiem per Otto von HabsburgDue ore dopo, a S. Maria in Camposanto Teutonico in Vaticano, aveva inizio il Pontificale altresì solenne presieduto dal Cardinale Walter Brandmüller, di Requiem nel terzo mese del pio transito dell’Arciduca Otto von Habsburg-Lothringen, presenti massime rappresentanze del mondo diplomatico, della Curia e della società romana.

Pontificale per Otto von Habsburg, 8 ottobre 2011: le autorità presenti

Pontificale per Otto von Habsburg, 8 ottobre 2011: le autorità presenti

Intenso fino a notte il viavai in limousine dall’arco delle campane e dal sant’Uffizio di centinaia di invitati alle due cerimonie in Vaticano e successivi ricevimenti. Mobilitato l’intero Corpo Diplomatico presso la Santa Sede, e molti ambasciatori e ministri al Quirinale, all’Ordine di Malta e alla FAO; rigorosamente in frac, uniformi diplomatiche e militari di gala.

Pontificale per Otto von Habsburg, 8 ottobre 2011: il labaro dei volontari di guerra italiani, il vessillo dell'Istituto storico Pio IX e la guardia ungherese rendono gli onori

Pontificale per Otto von Habsburg, 8 ottobre 2011: il labaro dei volontari di guerra italiani, il vessillo dell'Istituto storico Pio IX e la guardia ungherese rendono gli onori

Al Pontificale di Requiem per Otto d’Asburgo assistevano con le Rappresentanze delle Case Reali europee e del Medio Oriente, con il Bey Thomas Frachery per la Casa Reale Zog di Albania, giunto da Parigi, alti prelati della Curia Romana, l’aristocrazia a cominciare dal capo nato del Patriziato principe Domenico Napoleone Orsini, il Capo della Delegazione dell’Unione Europea presso la Santa Sede ambasciatore Yves Gazzo, il ministro di Spagna Manuel Viturro, i due ambasciatori d’Austria e della Mitteleuropa, dall’Irlanda, con il ministro Helena Keleher, al Kosovo, con l’ambasciatore in Italia S. E. Albert Prenkay, ambasciatori e ministri latino-americani, con l’ambasciatore del cattolicissimo Ecuador S.E. Marcela Velastegui, il ministro Gerardo Guzman di Colombia, Panama etc.; ambasciatori africani, con il ministro di Burkina Faso M. Jean Baptiste Kambire etc., generali di corpo d’armata per lo Stato Maggiore italiano, tra cui S.E. Rocco Panunzi, rappresentanze di Ordini cavallereschi e corporazioni nobiliari europee, con il principe Loris Kastriota Skanderbegh,  principessa di Canosa Irma Capece Minutolo,  principe Guglielmo Giovanelli Marconi, principessa Beatrice Feo Filangeri, contessa Elena Manzoni di Chiosca, e  S.E. don Gonzalo Orquín,  giunto da Siviglia; il Corpo Militare del  S.M. Ordine di Malta con il colonnello Gabriele Marronne, gentiluomini di Sua Santità, esponenti del mondo accademico e universitario, della cultura e dell’arte, impresa, finanza, giornalismo, volontariato sociale e umanitario; con il presidente del Real Circolo Francesco II di Borbone e Grand Ufficiale dell’ OESSG dott. Paolo Rivelli,  dott. Carlo Marconi, , avv. Germana Burgarella, avv. Pasquale Landolfi, avv. Carlo Cudemo, comm. Filippo Tiberia e numerosi altri; deputati al Parlamento europeo con l’onorevole Marco Scurria, l’onorevole Cristiana Muscardini, l’onorevole Alberto Michelini; parlamentari nazionali e pubblici amministratori guidati dall’onorevole Riccardo Mastrangeli; dirigenti dell’associazionismo cattolico e dei corpi morali e storico-religiosi romani, nazionali ed internazionali, affollavano il Pontificale. Seguiva il vin d’honneur con il Cardinale Walter Brandmüller, offerto nel Museo Archeologico del Collegio Teutonico vaticano dall’organizzatore dell’evento conte  Fernando Crociani Baglioni.

L’Istituto di Studi Storici Beato Pio IX con il Patrocinio di Roma Capitale e la partecipazione di  120 istituzioni ed organizzazioni italiane ed internazionali,  ha promosso l’evento, d’intesa con realtà culturali, politiche e storico-religiose di Austria, Ungheria, Germania e Croazia. Particolarmente ammirate le rappresentanze di corpi storico-paramilitari tirolesi e ungheresi, nei costumi tradizionali e vessilli, dell’Arciconfraternita teutonico-vaticana con il Camerlengo comm. Aldo Parmeggiani e il Rettore del Collegio rev. dr. Hans-Peter Fischer. La processione del Cardinale celebrante veniva aperta dal vessillo dell’Istituto storico Pio IX e dal labaro dei volontari di guerra italiani fregiato di innumerevoli medaglie d’oro, che hanno inteso associarsi all’omaggio reso da tanto spaccato della Roma tradizionale alla figura e all’opera dello statista, Arciduca Otto, fautore dell’Europa cristiana unita, prima che capo della dinastia imperiale dell’Ecumene  che segnò il secondo millennio della civiltà cristiana. La figura e l’opera di Otto von Habsburg, figlio ed erede dell’Imperatore Beato Carlo I d’Austria, veniva messa in risalto nell’omelia in lingua tedesca ed in sobrio stile dal Cardinale celebrante.

Pontificale per Otto von Habsburg, 8 ottobre 2011: rappresentanze diplomaticheIl solenne Pontificale di Requiem veniva accompagnato dall’Orchestra Barocca “Marco dall’Aquila”, internazionalmente nota per i concerti per l’Unione Europea alla Basilica di Collemaggio, nonché per i concerti di Natale e Pasqua all’Ara Cœli in Campidoglio, diretta dal maestro Jacopo Sipari, con saliente, classico  repertorio di musica sacra.

Il coro di Voci Bianche e Orchestra Barocca "Marco dall'Aquila"

Il coro di Voci Bianche e Orchestra Barocca "Marco dall'Aquila"

Giunti autorevolissimi messaggi di adesione dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, dal Sovrano Militare Ordine di Malta, dall’Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme, dal S.M.O. Costantiniano di San Giorgio, dall’Ordine Mauriziano, dalla Fondazione Adenauer e dalla Fondazione Europea Dragan, di cui assistevano numerosi membri e dirigenti.

8 ottobre 2011: il Principe Domenico Orsini omaggia il Cardinale Walter Brandmüller

8 ottobre 2011: il Principe Domenico Orsini omaggia il Cardinale Walter Brandmüller

ITALIA LAVORO/Per uscire dalla crisi l’Europa punta sulla formazione


http://italia-lavoro-news.mag-news.it/nl/italialavorospa_link_1378.mn?mnq=GgK.BN.I.fa7q(€UROITALIA – ROMA, 21 marzo 2011). La crisi ha bruciato milioni di posti di lavoro: secondo l’Organizzazione internazionale del lavoro, il mondo conta ora 34 milioni di disoccupati in più rispetto al 2007, all’inizio della crisi finanziaria. Di poco inferiore la stima del direttore generale del Fondo monetario internazionale, Dominique Strauss-Kahn. In Europa la disoccupazione è in lieve diminuzione (a gennaio i disoccupati erano poco più di 23 milioni), dopo il massimo toccato a ottobre, ma la ripresa appare stentata, anche perché i paesi europei non possono realizzare politiche economiche espansive di entità simile a quelle degli Stati Uniti: i vincoli del patto di stabilità sono stringenti.

Tuttavia, dovendo far fronte a una vera e propria emergenza sociale, i maggiori paesi europei sono riusciti comunque a reperire tra le pieghe dei bilanci risorse tali da invertire il trend. Le politiche del lavoro hanno assorbito una quota importante di queste risorse: la Spagna, il paese che ha più sofferto la crisi e il cui tasso di disoccupazione ha superato il 20%, ha investito lo 0,53% del Pil in incentivi e l’1,84% in politiche passive del lavoro; significative le percentuali della Francia (rispettivamente 0,6% e 1,2%), mentre relativamente basse sono quelle del Regno Unito (0,5% e 0,05%). Una strada percorsa da molti paesi (ad esempio Francia, Germania e Paesi Bassi) è stata quella della riduzione dell’orario di lavoro: aziende e sindacati si sono accordati per diminuire le ore di lavoro e le retribuzioni, e in qualche Stato, come Germania e Svezia, i lavoratori hanno usufruito di un contributo pubblico per integrare il salario decurtato; anche il nostro paese tradizionalmente utilizza uno strumento di questo tipo (la cassa integrazione) e il governo ne ha esteso l’impiego anche ad alcuni settori non industriali. Un’altra via è aumentare il reddito disponibile dei lavoratori attraverso la riduzione del prelievo fiscale, del carico contributivo e l’aumento degli assegni familiari o di altri trasferimenti (Francia, Germania e Paesi Bassi).

La Spagna è stata tra i grandi paesi quello che più ha puntato su politiche rivolte alle imprese: bonus contributivi a favore di datori di lavoro per nuove assunzioni; bonus di 1.500 euro per l’assunzione a tempo indeterminato di disoccupati con figli a carico e bonus pari al 100% dei contributi assicurativi e previdenziali (per un massimo di tre anni) per datori di lavoro che assumono un disoccupato da almeno tre mesi. È difficile però valutare l’efficacia di queste misure: queste potrebbero essere un “peso morto”, come rileva anche il Rapporto della Fondazione di Dublino, poiché le aziende in molti casi avrebbero comunque assunto, a prescindere dall’esistenza o meno di questi incentivi. Secondo lo stesso rapporto le misure che sembrano aver meglio risposto alla crisi sono quelle incentrate sulla formazione, sia rivolte ai disoccupati (ad esempio le misure di accompagnamento in Francia, quelle di coaching per disoccupati che avviino attività in proprio in Germania), sia rivolte ai lavoratori di specifici settori, come in Spagna.

Da notare come la crisi abbia costituito l’occasione per alcuni paesi, tradizionalmente generosi in fatto di ammortizzatori sociali, di sposare la logica del workfare: nei Paesi Bassi sono state rafforzate le misure di attivazione per l’inserimento lavorativo dei giovani tra 18 e 27 anni ed eliminati i sussidi di disoccupazione per chi non dimostra di cercare attivamente lavoro. Per sconfiggere la crisi sarà necessario che la strategia Europa 2020 produca gli effetti desiderati. Gli Stati europei hanno elaborato i programmi nazionali di riforma: se questi saranno realizzati e il meccanismo di controllo della Commissione sarà effettivamente sanzionatorio, le probabilità di riprendere un sentiero di crescita in grado di far uscire l’Europa dalla crisi sono alte. Se invece i discorsi programmatici saranno lettera morta, non resterà che sperare nella locomotiva cinese e nelle magnifiche sorti e progressive.

Fonte: Italia Lavoro Informa

UE:UNA FEMMINISTA ROMENA ISPIRA L’EUROPA


Michaela Miroiu

Michaela Miroiu, Romania
Proprio come Don Chisciotte, anche Michaela Miroiu sembra non smettere mai la ricerca dell’avventura. Professore di filosofia sotto la Dittatura di Ceausescu, dopo il 1989 divenne una delle difenditrici più esplicite dei diritti delle donne in Romania. Miroiu ha detto che durante il dominio sovietico, i libri, i liberi pensatori e la conoscenza sono stati la sua fuga – e ora, sono il combustibile che mantiene acceso il suo percorso. Nonostante il riconoscimento internazionale per la sua ricerca e diverse borse di studio per studiare all’estero, è sempre tornata in Romania, dicendo: “Ho imparato come  fanno gli altri e lo portai con me. “

(€UROITALIA – ROMA, 12.01.2010). Women inspiring Europe: vengono da luoghi diversi come Svezia, Germania, Gran Bretagna, Italia, Spagna, Portogallo, Polonia, Bulgaria, Romania, Finlandia e Malta.

Nonostante la loro diversa origine, ogni pagina del calendario racconta una storia che ha un tema ricorrente: la lotta contro la discriminazione femminile. 

Nuovo anno, nuovi calendari.

Calendari di tutti i tipi, fatti da uomini ma soprattutto da donne. Ma questa volta non si tratta del solito “calendario”, nell’accezione particolare con cui è usato il termine per indicare il più delle volte una raccolta di foto di nudo, di donne che mettono in mostra il loro corpo in varie pose per illustrare i dodici mesi in maniera del tutto sessuale e trasgressiva.

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Cresce in Europa l’onda del razzismo, che minaccia di travolgere anche la Spagna



Il coro degli zingari da “Il Trovatore” di Giuseppe Verdi

Secondo i dati dell’Osservatorio scolastico sulla convivenza, in Spagna due ragazzi su tre non vorrebbero avere un Rom compagno di banco, mentre uno su due non vorrebbe sedersi accanto a un ebreo

L’intolleranza in Europa cresce ogni anno. Se in Italia praticamente la totalità della popolazione è ostile ai Rom e gli episodi di discriminazione e violenza razziale si susseguono ormai a un ritmo quotidiano, mentre crescono gli episodi di omofobia e antisemitismo, la Spagna, spesso considerata un esempio di rispetto delle minoranze nell’Unione europea, assiste a propria volta al riaffiorare di fantasmi inquietanti. Esteban Ibarra, presidente del Movimento contro l’intolleranza, denuncia da qualche tempo un atteggiamento di ostilità, da parte delle Istituzioni e della cittadinanza, verso i migranti, i gitani e gli ebrei. L’ideologia razzista è radicata anche nella penisola iberica e l’esempio italiano, purtroppo, rappresenta un modello per gli intolleranti. Recentemente l’Osservatorio scolastico della convivenza ha pubblicato gli esiti di un’indagine presso i più giovani cittadini spagnoli, che sono inquietanti. Dalla ricerca a campione, risulta, fra l’altro, che due adolescenti su tre non vorrebbero avere un Rom come compagno di banco, mentre un ragazzo su due rifiuterebbe di sedersi, a scuola, acanto a un coetaneo ebreo. “E’ un momento difficile per i Diritti Umani in Europa,” ha dichiarato Ibarra, “dovesi assiste a una crescita sensibile del razzismo e della xenofobia, fenomeni che spesso sono sostenuti da alcune forze politiche, che fanno della xenofobia una bandiera”.

info@everyonegroup.com

PETIZIONE “PER UNA CARTA DEI POPOLI ROM”

Firma anche tu la Petizione

La Commissione Europea ha messo a punto un documento dedicato alla popolazione Rrom in Europa e ai gravi problemi di integrazione di natura socio-economica e sanitaria.

Il documento della Commissione Europea dedicato alla popolazione Rrom, come ha spiegato il commissario al Fondo Sociale Vladimir Spidla, prenderà in considerazione in modo trasversale tutte le politiche europee che possono venire in aiuto a questa popolazione che nella sua grande maggioranza vive nella povertà estrema. E questo non è accettabile.

Chiediamo a tutti gli uomini e le donne di buona volontà di partecipare a una Petizione per una “Carta dei Popoli Rrom” che riconosca identità e diritti, per promuovere legalità e integrazione, contro ogni forma di degrado e violenza.

I nomadi vivono spesso in condizioni di abbandono e miseria inaccettabili, rischiano di scomparire e di essere colpiti da pesanti discriminazioni per combattere questa deriva dobbiamo riconoscere il loro ruolo storico, culturale e spirituale incardinato in una modalità di vita che è semplicemente “diversa”. Non dobbiamo cancellare la loro umanità, ma riconoscere il diritto ad avere servizi, formazione e lavoro per vivere nella società civile con proprie modalità. Essi possono essere “architetti della gioia”.

Vi invitiamo a firmare la Petizione affinché istituzioni e autorità si impegnino a chiedere alla Unione Europea e alla istituzioni dei Paesi di origine di elaborare un testo che fissi regole e principi dei “cittadini senza territorio”.
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Firma anche tu la Petizione

Promotori:
Associazione Irfi Onlus
Comincia l’Italia

* * *
ciao a Tutti, allego la lettera che ho inviato al Presidente Napolitano sulla proposta di legge n. 733 (decreto sicurezza) che sarà votato il 17 e il 18 gennaio al Senato. Invito altre associazioni, nonchè la stessa federazione, a riprenderla e a inviarla al Presidente Napolitano che in questo momento è l’unico che può fare qualche cosa. sarebbe meglio inviarla prima del 10 gennaio.fatemmi sapere, Carlo Berini

SUCAR DROM
http://www.sucardrom.eu
Protocollo n. 1/SD/IT
del 2 gennaio 2009

Alla cortese attenzione
Presidente della Repubblica

Egregio Presidente, Le scrivo per chiedere il Suo diretto intervento su di una proposta di legge che è attualmente in discussione in Parlamento, il disegno di legge n. 733 “disposizioni in materia di sicurezza”. Questa proposta sarà discussa e votata il 17 e il 18 gennaio prossimi al Senato.
Sono molte le misure, contenute nel provvedimento, che mi vedono critico ma una, in particolare, mi spaventa: la modifica della Legge 24 dicembre 1954, n. 1228. L’articolo 16 del disegno di legge n. 733, così recita
1. All’articolo 1 della legge 24 dicembre 1954, n. 1228, dopo il primo comma e` inserito il seguente:
«1-bis. L’iscrizione anagrafica e` subordinata alla verifica, da parte dei competenti uffici comunali, delle condizioni igienico-sanitarie dell’immobile in cui il richiedente intende fissare la propria residenza, ai sensi delle vigenti norme sanitarie».
Questo norma, se approvata, cambierà radicalmente la legislazione anagrafica italiana perché oggi l’iscrizione anagrafica di un Cittadino è di fatto vincolata a soli due criteri: la volontà del Cittadino e l’accertamento da parte degli Uffici comunali dell’effettiva presenza dello stesso Cittadino.
Tale impostazione è stata ribadita più volte da diversi Organi dello Stato, segnalo la Circolare del Ministro dell’Interno n. 8 del 29 maggio 1995 “precisazioni sull’iscrizione nell’anagrafe della popolazione residente, di cittadini italiani” ma anche le Circolari del Ministero dell’Interno sul “problema dei nomadi”, a partire dalla Circolare MI.A.CEL. n. 17/73 del 11.10.1973 pos. 15900.2.22 prot. 7063.
In particolare metto in risalto il passaggio della Circolare n. 8 del 29 maggio 1995 secondo cui:
“…il concetto di residenza, come affermato da costante giurisprudenza e da ultimo dal Tribunale amministrativo regionale del Piemonte con sentenza depositata il 24 giugno 1991, è fondato sulla dimora abituale del soggetto sul territorio comunale, cioè dall’elemento obiettivo della permanenza in tale luogo e soggettivo di avervi stabile dimora, rilevata dalle consuetudini di vita e dallo svolgimento delle relazioni sociali, occorre sottolineare che non può essere di ostacolo alla iscrizione anagrafica la natura dell’alloggio, quale ad esempio un fabbricato privo di licenza di abitabilità ovvero non conforme a prescrizioni urbanistiche, grotte, alloggi in rulottes… In pratica la funzione dell’anagrafe è essenzialmente di rilevare la presenza stabile, comunque situata, di soggetti sul territorio comunale, né tale funzione può essere alterata dalla preoccupazione di tutelare altri interessi, anch’essi degni di considerazione, quale ad esempio l’ordine pubblico, l’incolumità pubblica, per la cui tutela dovranno essere azionati idonei strumenti giuridici, diversi tuttavia da quello anagrafico”.
Detta lettura è confermata anche dalla Giurisprudenza della Cassazione Sezioni Unite (sent. 19.06.2000 n. 449) la quale ha precisato che
“l’ordinamento delle anagrafi della popolazione residente e relativo regolamento di esecuzione…configura uno strumento giuridico – amministrativo di documentazione e di conoscenza, che è predisposto nell’interesse sia della pubblica amministrazione, sia dei singoli individui. Sussiste, invero, non soltanto l’interesse dell’amministrazione ad avere una relativa certezza circa la composizione e i movimenti della popolazione…, ma anche l’interesse dei privati ad ottenere le certificazioni anagrafiche ad essi necessarie per l’esercizio dei diritti civili e politici e, in generale, per provare la residenza e lo stato di famiglia (v. particolarmente gli artt. 29 e 31 del regolamento n. 136/58).
Inoltre, tutta l’attività dell’ufficiale d’anagrafe è disciplinata dalle norme sopra richiamate in modo vincolato, senza che trovi spazio alcun momento di discrezionalità. In particolare, sono rigidamente definiti dalle norme del citato regolamento (artt. 5 – 9) i presupposti per le iscrizioni, mutazioni e cancellazioni anagrafiche, onde l’amministrazione non ha altro potere che quello di accertare la sussistenza dei detti presupposti”.
Nell’articolo 16 del disegno di legge n. 733 per la modifica della legge 24 dicembre 1954, n. 1228 si parla esclusivamente di “immobili”, implicitamente escludendo a priori dal poter ottenere l’iscrizione anagrafica chi vive in roulotte, in camper, in una carovana o una casa mobile (beni mobili). Ma soprattutto si pone come requisito essenziale le condizioni igienico-sanitarie ai sensi delle vigenti norme sanitarie.
Come già molti hanno rilevato la maggior parte forse degli alloggi, non risponde ai requisiti richiesti semplicemente perché si tratta di immobili costruiti prima che diventasse necessario il certificato di abitabilità. Ma è sicuro che una roulotte, un camper o una casa mobile non rispondono ai questi requisiti.
Chi sarà colpito da questa norma? Le famiglie sinte e rom che vivono nei cosiddetti “campi nomadi”, le famiglie sinte e rom che vivono in terreni privati e le famiglie dello spettacolo viaggiante.
Migliaia di Cittadini italiani che, se questa norma diventasse legge, saranno nella condizione di perdere non solo il diritto di voto ma tutta una serie di diritti legati indissolubilmente all’iscrizione anagrafica (i documenti come la patente di guida, le licenze per le attività lavorative, l’assistenza sanitaria,…).
Questo fatto è, secondo il mio giudizio, incomprensibile perché cadrebbe il fondamento del nostro essere Stato repubblicano e di fatto si impedirebbe a migliaia di Italiani l’esigibilità dei diritti fondamentali, come quello di voto, sanciti dalla nostra Costituzione.
Per queste ragioni chiedo a nome dell’associazione Sucar Drom un Suo intervento diretto sul Governo italiano e sul Parlamento perché sia corretta questa proposta di legge. Rimango a disposizione per incontrarLa con una delegazione di Sinti e di Rom per meglio approfondire questa e altre problematiche, a partire dal riconoscimento dello status di minoranze storiche linguistiche (Legge 482/1999).
Colgo l’occasione per augurare a Lei, alla Sua famiglia e ai Suoi collaboratori i più sinceri auguri di un Felice Anno Nuovo

il Segretario
Carlo Berini