ROMA, PIO IX RICORDATO A SAN LORENZO AL VERANO


Ogni anno il 7 febbraio sempre più partecipato dai devoti del Beato Pontefice Pio IX, come da numerosi enti culturali ed organizzazioni di apostolato religioso caritativo e sociale.

fb10021aUna solenne Concelebrazione Eucaristica cantata, che ha avuto luogo ieri 7 febbraio 2017, nella basilica di S. Lorenzo al Verano (ove il beato Pontefice per decisione testamentaria ha voluto essere sepolto accanto al primo martire romano), è stata presieduta da S.E. Mons. Renato Boccardo, Arcivescovo di Spoleto Norcia, con il Postulatore della causa di canonizzazione del Beato Pontefice, S.E. Mons. Carlo Liberati Arcivescovo emerito Prelato del Santuario della Madonna del Rosario di Pompei e S.E. Mons. Giuseppe Orlandoni Vescovo Emerito di Senigallia.

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Sua Santità Papa Francesco e S.E. Rev.ma Symeon Katsinas Archimandrita Vicario del Patriarcato Ecumenico di Costantinopoli in Italia e Malta.

Presente l’Arcivescovo-Prelato di Loreto S.E. Mons. Giovanni Tonucci, la comunità francescana cappuccina di San Lorenzo fuori le mura, sodali e accademici dell’Istituto di Studi Storici Beato Pio IX con il Cappellano Capo Rev. Arciprete Don Ettore Capra e fra’ Marco Galdini, o.f.m.capp. Numerosi i fedeli provenienti da Roma, Spoleto, Norcia, Senigallia, Imola, Gaeta, Pompei, Napoli; dalle Diocesi Suburbicarie di Roma, Viterbo, Rieti, Terni, Orte; dalle province terremotate dell’Italia Centrale e dell’Abruzzo; la Rev.da Sr. Giuseppina Testa segretaria della Postulazione della Causa; S.E. Fra’ Giacomo Dalla Torre Del Tempio di Sanguinetto Gran Priore di Roma del S.M.O. di Malta; Cav.Gr.Cr. Avv. Prof. Roberto Saccarello Delegato di Tuscia e Sabina del S.M.O. di Malta e del S.M.O. Costantiniano di San Giorgio, il quale ha accompagnato una trentina di cavalieri; Don Antonio Calvo Priore di Spagna della Real Cofradía de Sao Teotonio, da Santander; S.E. Rev.ma Symeon Katsinas Archimandrita Vicario del Patriarcato Ecumenico di Costantinopoli in Italia e Malta; Dott.ssa Caterina Comino direttrice dell’Archivio storico di Norcia; Comm. Dott. Rodolfo Romolo Ricottini, primario ospedaliero, Gr.Uff. Avv. Prof. Ernesto Liccardi Medici, Nob. Dr. Antonino Lazzarino De Lorenzo; l’alfiere dell’Istituto Pio IX Cav. Dott. Andrea Raneri,  la Prof.ssa Tatiana Ciobanu e numerosi esponenti delle comunità cristiano ortodosse in Roma: Rumena, Moldava, Russa, Greca, Bulgara, Serba, Ukraina e Georgiana. Il musicologo Cav. M° Massimiliano Pulvano Guelfi magister delle musiche sacre e del Coro salesiano “S. Maria Ausiliatrice” della Parrocchia S. Giovanni Bosco di Roma, diretto da Don Luigi Ullucci, che ha animato il Pontificale per la prima volta.pontificale-pio-ix-2017-cripta-fra-marco

Il cerimoniale diretto dal Presidente dell’Istituto di Studi Storici Beato Pio IX Conte Cav.Gr.Cr.Prof. Fernando Crociani Baglioni, con il vessillo storico di Papa Mastai Ferretti; il servizio d’onore all’altare e sull’abside veniva espletato dai Cavalieri dell’Ordine Costantiniano di San Giorgio di Tuscia e Sabina, dai sodali e accademici dell’Istituto Pio IX e dai volontari del Soccorso cinofili della Protezione Civile di Spoleto, guidati dal Sig. Dante Rossi, fortemente impegnati e benemeriti nelle recenti operazioni di intervento nelle zone terremotate e colpite dal maltempo dell’Italia Centrale.pontificale-pio-ix-2017

Beato Pio IX 

Nato a Senigallia, nelle Marche, nel maggio del 1792 in una famiglia della nobiltà locale, Giovanni Maria Mastai Ferretti divenne sacerdote nel 1819, compiendo poi diverse esperienze pastorali a stretto contatto con i giovani in grandi istituti dell’allora Roma pontificia.
Vissuta una esperienza di Missione per alcuni anni in Cile, fu nel 1827 nominato Arcivescovo di Spoleto per poi passare al servizio della Diocesi di Imola nel 1833, ricevendo qui la berretta cardinalizia.

La elezione a Papa avvenne nel 1846, per quello che sarebbe divenuto il più lungo pontificato della storia, in anni di grandi cambiamenti politici e sociali.

Attento alle attività Missionarie, uomo dell’Eucaristia proclamò nel 1854 il dogma dell’Immacolata Concezione di Maria. A presiedere la liturgia sulla sua tomba – che il Beato Pio IX volle al Verano – S.E. Mons. Carlo Liberati, Arcivescovo Prelato Emerito di Pompei, postulatore della causa, insieme al Vescovo Emerito di Senigallia Mons. Giuseppe Orlandoni e a tanti pellegrini provenienti da Senigallia e da altre parti d’Italia per un Pontefice che, significativamente, volle beatificare San Govanni Paolo II nel grande Giubileo del 2000.

pontificale-pio-ix-2017-basilica-san-lorenzo-fuori-le-muraIl Postulatore della Causa, Sua Ecc. Mons. Carlo Liberati, ricorda alcuni tratti della spiritualità del Papa dell’Immacolata:

 “La radice della sua spiritualità mariana sta anzitutto nella sua stessa famiglia, specialmente nella formazione avuta dalla sua piissima madre Caterina Solazzi in Mastai Ferretti. Il proposito di farsi sacerdote, e la sua consacrazione davanti alla immagine della Madonna della Speranza nella cattedrale di Senigallia, confermano questa sua speciale devozione.

Compiuti gli studi classici, dal 1803 al 1808, nel collegio dei Nobili di Volterra, diretto dai padri Scolopi, e completati a Roma con quelli accademico-ecclesiastici, il giovane Mastai venne ordinato Sacerdote il 10 aprile 1819.

Nel 1827 a soli 35 anni di età, fu nominato arcivescovo di Spoleto e nel 1832 fu trasferito a Imola.

Eletto Papa nel conclave del 1846, dopo la morte di papa Gregorio XVI, Pio IX dall’agosto 1846 al 14 marzo 1848 attuò grandi riforme dello Stato Pontificio, ispirate dalla sua carità verso tutti, ma quando  gli giunsero forti pressioni perché inviasse proprie truppe al fronte, il 29 aprile 1848, con la famosa Allocuzione Non semel  mise in evidenza la particolare posizione del Papa che, come capo della Chiesa universale, non poteva mettersi in guerra contro nessuno e tanto meno contro uno Stato cattolico.

A causa dei moti insurrezionali a Roma, il 24 novembre 1848 il pontefice partì nottetempo, vestito da semplice sacerdote, con destinazione Gaeta. Qui Pio IX, sempre convinto della verità dell’Immacolata Concezione, fece studiare la “questione” e interpellò i Vescovi di tutta la Chiesa, indicendo pubbliche preghiere per avere da Dio la luce che gli occorreva. Nell’enciclica Ubi primum nullis esprimeva la sua gioia per i voti positivi dell’episcopato cattolico in favore di tale dogma.

L’8 dicembre 1854 proclamò il dogma dell’Immacolata Concezione con la bolla Ineffabilis Deus, tradotta in 400 lingue e dialetti. Quattro anni dopo nel 1858, fatto unico nella storia della Chiesa Cattolica, la Vergine Santissima, a Lourdes, a Bernadette che Le chiedeva: «Chi siete? Come vi chiamate, Signora?», rispose sorridente: «QUE SOY ERA IMMACULADA COUNCEPCIOU».

La giovane veggente partì correndo e ripeté continuamente, durante il cammino, queste parole che lei non comprendeva. Parole che invece impressionarono e commossero il parroco di Lourdes, l’Abbé Peyramale, il quale diventerà il protettore e difensore di Bernadette e assertore del dogma dell’Immacolata. Questa verità da Pio IX solennemente proclamata racchiude in germe tutto il disegno del Pontefice. Lo “spirito del secolo” diffuso dall’illuminismo, dalla massoneria e dai negatori di Dio, afferma che l’uomo è legge assoluta per l’uomo.

Benedizione di Pio IX in piazza San Pietro, ca. 1865 (Lazio. Immagini dalle Collezioni Alinari, Alinari, 2004, n. 16)

Benedizione di Pio IX in piazza San Pietro, ca. 1865. (Lazio. Immagini dalle Collezioni Alinari, Alinari, 2004, n. 16)

Pio IX, con il dogma dell’Immacolata, afferma invece che l’uomo è ferito dal peccato fin dalla sua origine e che Gesù Cristo, il Figlio di Dio incarnato, morto e risorto, è l’unico Salvatore dell’uomo e del mondo”, conclude Mons. Liberati.

Al termine della solenne Concelebrazione Eucaristica, la Postulazione della Causa ha ringraziato tutti i presenti: la comunità francescana cappuccina di San Lorenzo fuori le mura; i soccorritori e i volontari; il coro, gli ordini cavallereschi; gli enti e sodalizi cattolici impegnati per la riuscita del Pontificale ogni anno sempre più partecipato dai devoti, ortodossi e cattolici, del Beato Pontefice Pio IX, come da numerosi enti culturali ed organizzazioni di apostolato religioso caritativo e sociale.

Simona Cecilia Crociani Baglioni Farcas

Segretario generale dell’Istituto Pio IX

Roma, 8 febbraio 2017

P.s.

Vivissimi ringraziamenti per le foto a: Federico Carabetta, Manfredi Ferrari Liccardi Medici, Antonio Calvo, Roberta M.M., Federica Pasandoro.

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TEATRO INDIA PRESENTA ELISABETTA DI WIED. SOTTO FALSO NOME


Roma – Sabato 3 dicembre, ore 18.00 e domenica 4 dicembre, ore 21.00, al Teatro India, la prima nazionale dello spettacolo “Sotto falso nome”, tradotto in italiano da Tatiana Ciobanu. Elisabetta di Wied (Germania 1843 – Romania 1916),  fu principessa di Romania e scrittrice sotto lo pseudonimo di Carmen Sylva.edw

Note di regia

Perché nel 2016 occuparsi di una regina?

Il DNA partecipa alla costruzione del carattere e della personalità di ognuno/a tale che Lui/lei diviene sensibile a mutamenti legati all’ambiente anche sociale, e costruisce eredità dell’individuo unico e inimitabile quale fu Elisabetta de Wied. Intelligente, sensibile, ribelle, volitiva, tentò di muoversi nella rigida struttura aristocratica con tutta la libertà che le fu possibile, come se ognuno di noi potesse dire in ogni situazione “io sono questo, questa”. Non aggiungete altro.

Nel testo ho immaginato che attraversasse epoche e giungesse fino a noi moderna com’era, anzi vicina alla gioventù e, forse, più capace di giocare con ironia, sorridendo alla vita pur nel dolore. Attraverso due frasi che ho scritto su di lei, tento di indirizzare lo sguardo del lettore/spettatore da quel ieri (moti del quarantotto) all’oggi vertiginoso: “ …l’annuncio dell’era che cambiava mi poneva nuove domande sull’umanità, Elena, la Romania, la Germania e l’assetto geo-politico dell’Europa … “ “ … ero come la folata che arriva improvvisa e ti lascia, non più com’eri. lo ero la gioventù …“. Elisabetta scriveva romanzi anche a due mani, poesie, aforismi… sotto lo pseudonimo di Carmen Sylva, mentre manteneva il suo nome per le traduzioni. Poliglotta, attenta al prossimo e alle diversità, ho immaginato che il suo desiderio di essere amata dai romeni e il ruolo di cui era investita, la portarono a privilegiare il romeno anche come lingua madre e creativa. Ironicamente in polemica con le femministe del tempo, si concesse però una fuga da Carol non condividendone alcune scelte, e venne in Italia. Viaggio di cui non vi è fin qui traccia e che, come autrice, ho collocato tra il Nord e il Sud d’Italia, tra città come Venezia e paesini come Ronciglione o Vieste. Il poliglottismo della scrittrice regina viene utilizzato in scena qui e lì a dirci che le lingue con cui dobbiamo convivere e che ci influenzano sono tante e non più pure. In anticipo sui tempi lei capì che dalla crisi della monarchia sarebbe nato un nuovo assetto politico-sociale che avrebbe attinto ai nascenti valori socialisti (1867: pubblicazione de Il Capitale). Sulla vita di Wied (nel 2012), tedesca e sposata a Carol I Hohenzollern-Sigmaringen, trovai articoli di stampa internazionale e chiesi alla poeta moldava Tatiana Ciobanu di aiutarmi nel reperimento di testi della Sylva che Ciobanu mi tradusse simultaneamente. Nel prendere appunti mi sono formata l’idea che, del personaggio, offro nello spettacolo. La regia intreccia da sempre classico e contemporaneo, qui canto-vocalizzi (come sua voce interiore che copre circa due secoli) e movimenti tali da giungere ai giorni nostri (o raggiungerci) con provocazione.
Maria Inversi

 

Prima nazionale

Testo allestimento luci e regia
Maria Inversi

con Valeria Mafera
danzatrice attrice
Virginia Guidi
voce e chitarra
Maria Antonietta Trincucci
assistente alla regia

musiche
Bovio | Brahms| Holiday | Guck | Lauzi | Mozart | Rossini | Schubert | Schumann | Trenet

foto Carlo Christian Spano

ufficio stampa Renata Savo T. 3201915523 rensavo@gmail.com
info Tatiana Ciobanu T. 320213685 | Alfabeti Comuni T. 3389424143 info@alfabeticomuni.it | prenotazioni Teatro di Roma T. 06684000346 |

 

VALERIA MAFERA Diplomata alla “Silvio D’Amico”, successivamente ha frequentato vari seminari di interpretazione (Ivana Chubbuck e Nikolaj Karpo, Francesca De Sapio, Michele Monetta). Studia danza classica per poi specializzarsi nei linguaggi del contemporaneo a N ew York e in Italia con Giorgio Rossi (“Sosta Palmizi”), Sasha Ramos e altri. A teatro è diretta in ruoli primari e non (tra gli altri) da: Mauro Avogadro, Simone Carella, Armando Pugliese, Matteo Garrone, Marco Lucchesi, Renato Giordano, Vanessa Gasbarri e molti altri. Al Cinema e Tv: Togliani, Fineschi, Clemente, Ciccone, Canitano, Ponticelli, Elia e altri. E’ stata scelta per alcune campagne pubblicitarie, tra cui: Regione Lazio e Banca di Roma. Svolge volontariato per la Croce Rossa Italiana.

VIRGINIA GUIDI Diplomata in Canto Lirico, Musica Vocale da Camera presso il Conservatorio S. Cecilia e con lode in una tesi sperimentale in musica elettroacustica; ha maturato studie esperienza nella musica contemporanea e sperimentale. Ha collaborato con: ETI e Accademia Nazionale d’Arte Drammatica S.D’Amico. Si è esibita in Italia e all’estero: Washington, Pechino,New York e inoltre a Roma: Camera dei Deputati, Accademia Filarmonica Romana, Auditorium Parco della Musica, Tecnopolo, GNAM, Macro e MAXXI; Napoli – Arena Flegrea; Catania – Teatro Metropolitan. Ha partecipato a spettacoli musicali su reti televisive nazionali e private e anche in diretta radio. Presente in molti festival tra cui: EMUfest, ArteScienza, Biennale Arte di Venezia 2015. Dal 2013 è direttrice artistica del Festival di Musica Classica Note tra i Calanchi di Bagnoregio (VT).

Fonte: http://www.teatrodiroma.net/doc/4706/elisabetta-di-wied-sotto-falso-nome/

Teatro India

Lungotevere Vittorio Gassman (già lungotevere dei Papareschi)
00146 – Roma
Tel. 06 87752210

Visualizza la mappa

Ingresso di servizio per gli artisti e i disabili: via Luigi Pierantoni, 6

Poco distante dal Teatro è situata la fermata di autobus delle linee
170 (transita per la Stazione Metro B Marconi e fa capolinea alla piazza Venezia)
766 (transita per la Stazione Metro B Basilica San Paolo e fa capolinea alla Stazione di Trastevere)
780 (raggiunge piazza Venezia passando per Viale Trastevere)
781 (arriva dal quartiere Magliana e raggiunge piazza Venezia percorrendo la stessa tratta del 170 da viale Marconi).

De la Iaşi la Roma, cu “La Fanciulla dagli occhi verdi”


Iaşi, 14.10.2016, de Nicolae Creţu – Ei bine, această Fanciulla… nu e alta decât Fata cu ochii verzi, singurul film artistic gândit şi realizat la Iaşi, în regia şi pe scenariul lui Mihai Mihăescu, profesor de film la UAGE, ecranizare după Gaudeamus, partea a doua din Romanul adolescentului miop, scriere juvenilă a lui Mircea Eliade.

prof. Nicolae Cretu

prof. Nicolae Cretu

La invitaţia regizorului, am făcut parte din micul, dar inimosul şi eficientul desant ieşean implicat în pregătirea, organizarea şi desfăşurarea celor două proiecţii urmate de dialogul cu publicul din Cetatea Eternă: prima la Villa Borghese – Casa del Cinema (24 sept.), a doua, în ziua următoare, la Teatro Lo Spazio, din proximitatea Catedralei San Giovanni in Laterano, ambele – iniţiative ale diasporei româneşti din Capitala Italiei, prin structurile acesteia de reprezentare şi animaţie culturală, conduse de personalităţi competente şi dinamice, realmente capabile să difuzeze valorile noastre, româneşti, peste hotare, la un nivel foarte înalt de calitate şi ţinută a manifestărilor.Foto: Marius Lupu

Italia, o ţară – regină a artelor în general, pe care nu te saturi să o cunoşti în profunzimea dimensiunii ei de matcă fertilă a atâtor creatori de bunuri simbolice, între ei şi mari, uriaşi cineaşti ca Felini, Antonioni, Visconti, găzduia la Casa del Cinema, ceea ce e în sine o mare onoare, alături de o expoziţie închinată regizorului Dino Risi şi actorului Vittorio Gassman, sub genericul Le tracce della cinematografia romena in diaspora, un amplu Festival Internazionale Propatria – giovani talenti rumeni, cu o densă şi variată paletă de filme artistice şi documentare, deschis de filmul ieşean. O sală splendidă, de o sobră eleganţă, dar deloc glacială, aşadar fără nici un fel de impact inhibitor, cum s-a şi văzut în dialogul de după proiecţia prefaţată, din partea gazdelor organizatoare, de cântăreaţa şi actriţa Olga Balan, cu fireştile fraze introductive privind iniţiativa, ideea dominantă şi programul Festivalului. Dacă mai erau câteva locuri rămase neocupate: semn al unui interes deosebit al publicului, nu numai românesc, ci incluzând şi numeroşi italieni, legaţi sau nu, familial, de diaspora noastră, dar toţi dornici să cunoască, receptându-le creativitatea artistică şi, totodată, prezenţa colocvială, tinere talente româneşti, cineaşti şi muzicieni.Foto: Marius Lupu

Întrebările stârnite de film, de relaţia acestuia cu romanul lui Mircea Eliade, cu personalitatea, biografia şi opera acestuia, ca şi de interpretarea actoricească şi viziunea regizorală, de exterioarele ieşene şi din Roma ale filmărilor, de recurenţe semnificante în limbajul de imagini al artei filmului, toate acestea arătau, înainte de toate, o calitate intelectuală foarte ridicată a spectatorilor, familiarizarea profundă şi nuanţată a celor cu care noi, invitaţi ai Festivalului, intram astfel în comunicare. Nicio clipă genul de întrebări banale, mult prea previzibile şi sterile. Dimpotrivă, ilustrări ale dorinţei unor italieni şi români de a înţelege mai bine acea imagine pe care o dau romanul şi filmul despre mentalitatea, preocupările şi proiectele de viaţă ale tineretului din România interbelică. Gama dezbaterii, care a continuat şi după secvenţele ei în plen, alături, asociată cu Cotnari şi Bohotin, privea şi legăturile lui Eliade cu Italia, în special cu Papini şi Tucci, aşa cum imaginile filmate la Roma (Colosseo, Altare della Patria ş.a.), ca şi, mai încărcate de nostalgie, cele din Iaşi (Copou, Golia şi Cetăţuia, Casa Pogor, Grădina Botanică…). O satisfacţie specială ne-a dat nouă, celor veniţi din ţară, buna cunoaştere de către mulţi interlocutori (nu doar conaţionalii din diaspora) a succeselor filmului românesc contemporan. Reversul: regretul că Iaşul (comparativ cu Clujul) nu are o Facultate de Film şi, corelat, un Festival de profil, ambele pe măsura potenţialului Moldovei noastre în materie de actori şi în special regizori de film (Piţa, Visarion, Mungiu, Puiu, Porumboiu), capitol pe care moldovenii de origine îl domină detaşat. Dar poate că aventura/ nebunia frumoasă a lui Mihai Mihăescu şi a studenţilor săi şi interesul real şi viu stârnit acum şi abroad, la Roma, de La Fanciullavor trezi şi uni forţele care să pledeze eficient pentru producţie de filme artistice la Iaşi: instituţii, în frunte cu UAGE şi UAIC, Filiala Iaşi a Academiei Române, oameni de cultură şi lideri politici, solidar, fără tensiuni şi clivaje, nici de orgolii, nici de afiliere partinică. Aşa, de dragul Iaşului şi al Moldovei şi al talentelor pe care le produc, cu energie, inteligent şi eficient bătăios pe un drum al deprovincializării mentalităţilor, din mers, în Cetatea noastră.

ml15Vi se pare o utopie? Dar înainte de înfăptuire, totul este gând, proiect, vis. De ce nu s-ar apela la regizorii de origine moldovenească (în special, dar nu numai la ei) și, prin aceștia, și la colaborări internaționale, pentru cursuri și master classes de regie și actorie de film, de asemenea de scenaristică (poate în colaborare UAGE – Litere, de la UAIC, sau apelând la scriitori scenariști ieșeni, ca de pildă, Florin Lăzărescu)? Mi-ar plăcea să-i văd pe Tatiana Grigore, tânăra actriță primită cu atâta prețuire și căldură la Roma, ca și pe Andrei Sava, George Marici ș.a., din casting-ul Fanciullei, de ce nu, alături și de alții, seniori sau foarte tineri actori, distribuiți în creații cinematografice gândite, puse la cale și realizate la Iași. Ce-ar fi oare chiar atât de „irealizabil”?! Ce anume ne lipsește? Voința, ambiția și orgoliul, bătăioșenia necesară? Sau crede cineva că pasivitatea și resemnarea vor fi compensate, vezi Doamne, de vreun… miracol?dc5

Experiența romană ne-a arătat că se poate, că sunt aprecieri, recunoașteri și așteptări pe măsura prestigiului cultural al Iașului. Dar șansa intrării filmului lui Mihai Mihăescu, pe această cale, a unui Festival organizat de personalități și structuri de propagare culturală ale diasporei românești n-a fost deloc ceva abstract și impersonal. Am întâlnit mulți oameni deschiși la suflet și la minte, români, italieni și de alte neamuri, prezenți la cele două proiecții, de la oameni simpli și inimoși, de pildă fraţii restauratori Claudiu şi Dănuţ Costache de la “L’Antico Moro” din Trastevere, deloc rupți de România, și până la personalități absolut remarcabile și influente în lumea în care trăiesc, începând chiar cu doamnele Cătălina Diaconu, directorul Festivalului, şi Mioara Moraru, preşedinta Asociaţiei Propatria, sau Valeriu Barbu, animatorul unui Cenaclu romănesc, şi Cristian Biru, la lansarea cărţii căruia, “Curs minor de metaforă”, unii dintre noi au asistat. Dialogurile noastre, ale regizorului filmului, alături de Tatiana Grigore și de mine, cu amfitrionii organizatori au continuat încă din prima seară, în prezența Simonei Cecilia Crociani Baglioni și a soțului ei, profesor și istoric, contele Fernando Crociani Baglioni și a gazdelor acelei seri, Vica Farcaș, Magda Elena Aramă și Bianca, fiica sa. Același climat de prietenie și elevație și în casa Elenei și a lui Eduard Dascălu. În ultima mea seară la Roma (ceilalți mai rămâneau două zile acolo) surpriza a fost invitația, căreia i-am răspuns alături de Mihai Mihăescu, de face o vizită familiei italo-române a contelui Valentino Orsolini Cencelli, căsătorit cu actrița româncă Andra, mama a doi copii frumoși și foarte cuminți, Eugenia și Alberto: o vastă locuință nobiliară, plină de tablouri din colecția de artă a cuplului și o cină – dialog alături de încă alți câțiva români, Iulia Bolea și cealaltă fiică a sa, Oana, traducătoarea Tatiana Ciobanu și soțul ei, Vitalie. O seară în cursul căreia s-a vorbit mult despre România și Italia, despre schimburile culturale între cele două țări, încheiată cu o proiecție privată a filmului și conversații despre relația acestuia cu romanul lui Eliade. Și cum aș putea să închei fără să-i amintesc aici și pe ceilalți ieșeni din grupul nostru la Roma, Tudorși Irina Ostafie, Crina și Cristina Iacomi și, last but not least, Cătălin Muscalu, „cameramanul” nostru la toate momentele sejurului activ în Cetatea Eternă? Dar câte alte nume n-ar fi încă de amintit, lăsate acum deoparte din simple limite de spaţiu.

25cEste vreo „Morală” de tras, de dedus, din „aventura” narată mai sus? Da, una simplă ca formulare: Iașul și ieșenii trebuie să îndrăznească!

Nicolae Creţu este profesor doctor în cadrul Facultăţii de Litere, Universitatea “Alexandru Ioan Cuza” din Iaşi, critic şi istoric literar

Sursa: Ziarul de Iaşi

Vezi şi:

ROMA, MUSEO DELLA CIVILTÀ ROMANA, LA NAZIONE ROMENO-MOLDAVA IN FESTA ALL’EUR


Arte e cultura dell’Europa dell’Est a Roma: “LA REPUBBLICA DI MOLDOVA AL 20° ANNIVERSARIO DELLA PROCLAMAZIONE DELL’INDIPENDENZA: CULTURA, TRADIZIONI, FOLCLORE ED ARTE CONTEMPORANEA”

Prof.ssa Donatella Di Cesare, Prof. Paolo Martino, Dott.ssa Tatiana Ciobanu, Dott.ssa Simona Cecilia Farcas

Prof.ssa Donatella Di Cesare, Prof. Paolo Martino, Dott.ssa Tatiana Ciobanu, Dott.ssa Simona Cecilia Farcas

Un grande evento, quello di oggi al Museo della Civiltà Romana, che reca il nome della civilizzazione dei popoli latino-europei:  la Moldova celebra così il ventennale della sua liberazione, dalla caduta del comunismo, e dalla proclamazione della sua indipendenza, dopo mezzo secolo di soggezione al dissolto blocco sovietico, nel segno della fratellanza romena e dell’amicizia fraterna con l’Ucraina, la Polonia, la Slovacchia e  le altre nazioni slave e dell’area carpatico-danubiana e balcanica; così come con  l’Italia ed il mondo latino occidentale.

Intervento di Simona C. Farcas, Prof.ssa Donatella di Cesare (a destra), Dott.ssa Tatiana Ciobanu (a sinistra)

Intervento di Simona C. Farcas, Prof.ssa Donatella di Cesare (a destra), Dott.ssa Tatiana Ciobanu (a sinistra)

Le comuni tradizioni di moldavi e romeni sono state oggi evidenziate dalla esposizione di un repertorio poetico nazionale, patriottico ed irredentistico, dalle dotte conferenze letterarie e linguistiche,  nel nome e nel segno del linguista mondiale romeno Eugen COSERIU, il quale cantò e testimoniò la nostalgia dell’esodo dei romeni nell’emigrazione in Occidente,  fuggendo dall’invasione, dall’oppressione e dalla povertà…

Un concerto di musica, canti e danze tradizionali, nei costumi dell’unica nazione allietava prima del pranzo la giornata conclusiva della manifestazione;  laddove  Fede,  Patria, Amore,  Carità e Solidarietà fanno da argomenti dominanti del vivere comunitario dell’unica nazione latina.

Conte Prof. Fernando Crociani Baglioni. Gruppo folcloristico ,,Arţaraş'' di Roma

Conte Prof. Fernando Crociani Baglioni. Gruppo folcloristico ,,Arţaraş” di Roma

Gli artisti moldavi del gruppo folcloristico ,,Arţaraş” di Roma nei costumi tradizionali, con solisti e musicisti di grande talento si esibivano in “Doine” e interpretazioni del folclore.

S.E. l’Ambasciatore della Repubblica di Moldova in Italia Aurel BĂIEŞU e On. Tetyana KUZYK

S.E. l’Ambasciatore della Repubblica di Moldova in Italia Aurel BĂIEŞU e On. Tetyana KUZYK

Facevano da padrone di casa le autorità di Roma Capitale, la direzione del Museo della Civiltà Romana; e con loro S.E. l’Ambasciatore della Repubblica di Moldova in Italia Aurel BĂIEŞU, e suo Primo Segretario Dott.ssa Liliana VERLAN, la Dott.ssa Ramona RAUS, addetta alle Politiche culturali e rapporti con la communità romena presso l’Ambasciata di Romania nella Repubblica Italiana, i ministeri, enti ed associazioni romene e moldave, quali “Dacia“, “Propatria” e “Italia-Romania Futuro Insieme“, ed altre aderenti al progetto interculturale ed interconfessionale per l’Europa dell’Est, indetto da Roma Capitale.

Prof.ssa Donatella Di Cesare presenta "Storia della Filosofia del Linguaggio" di Eugenio Coseriu. Dott.ssa Simona Cecilia Farcas

Prof.ssa Donatella Di Cesare ricorda il Maestro Eugenio Coseriu e la sua “Storia della Filosofia del Linguaggio”; accanto, Dott.ssa Simona Cecilia Farcas

Ringraziamenti fervidi al Sindaco di Roma Capitale  On. Gianni ALEMANNO, alla consigliera aggiunta dell’Assemblea Capitolina On. Tetyana KUZYK, alla Dott.ssa Franca D’AMORE dell’Assessorato alla Cultura, al Dott. Antonio INSALACO direttore del Museo della Civiltà Romana, alla Prof.ssa Donatella DI CESARE,  Ordinario di Filosofia teoretica presso il Dipartimento di Filosofia dell’Università “La Sapienza” di Roma , al Prof. Paolo MARTINO, Ordinario  di Glottologia e Linguistica generale presso Libera Università Maria Ss. Assunta “LUMSA” di Roma, al Conte Prof. Fernando CROCIANI BAGLIONI, dell’Istituto per la Storia del Risorgimento Italiano e de l’Académie belgo-espagnole d’Histoire di Bruxelles-Madrid.

S.E. l'Ambasciatore Aurel Baiesu, On. Tetyana Kuzyk, Dott.ssa Franca D'Amore

S.E. l’Ambasciatore Aurel Baiesu, On. Tetyana Kuzyk, Dott.ssa Franca D’Amore

Alla Dott.ssa Tatiana CIOBANU dell’Associazione dei Moldavi in Italia “Dacia”, ideatrice e conduttrice dell’evento nelle successive giornate, nonché al Prof. Vitalie Ciobanu, al direttore artististico del Gruppo folcloristico ,,Arţaraş” di Roma Lidia Bolfosu, va il ringraziamento corale delle comunità presenti e partecipanti alla manifestazione nel suo complesso, testimoniato dagli attestati commemorativi conferiti da Roma Capitale.

Tatiana Ciobanu, Annamaria Ferramosca, Claudia Lupascu, Nina Popescu

Tatiana Ciobanu, Annamaria Ferramosca, Claudia Lupascu, Nina Popescu

La poetessa Annamaria Ferramosca legge poesie di Eminescu, Bacovia, Vieru, Celan, Vasile Garnet e Galaicu-Paun, in traduzione italiana; le prof.sse di Lingua Romena, Claudia Lupascu e Nina Popescu, in originale.

La poetessa Annamaria Ferramosca, legge Eminescu, Bacovia, Vieru, Celan, Vasile Garnet e Galaicu-Paun, in italiano; e le prof.sse Claudia Lupascu e Nina Popescu, in romeno.

La poetessa Annamaria Ferramosca legge poesie di Eminescu, Bacovia, Vieru, Celan, Vasile Garnet e Galaicu-Paun, in traduzione italiana; le prof.sse di Lingua Romena, Claudia Lupascu e Nina Popescu, in originale.

 Gruppo folcloristico ,,Arţaraş'' di Roma

Gruppo folcloristico ,,Arţaraş” di Roma

Nel ringraziare l’Associazione Italia-Romania Futuro Insieme per la partecipazione, l’ideatrice dell’evento Dott.ssa Tatiana Ciobanu, ha aggiunto: “è particolarmente simbolico il fatto che alcuni canti del repertorio selezionati da Lidia Bolfosu per il nostro programma di oggi, siano di Mihaileni, paese che diede i natali a Eugenio Coseriu:  questo per dire che intorno al grande linguista romeno siamo tutti uniti in un cerchio armonioso (“Hora”). E’ quanto ho sempre desiderato – continua la  Ciobanu – di non soffermarci solo alla promozione del folclore, ma di trasmettere e condividere l’intero nostro patrimonio storico-culturale nazionale, una voce che continui il percorso spirituale del popolo romeno, su entrambe le sponde del fiume Prut”.

Artigianato moldavo

Artigianato moldavo

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gruppo folcloristico ,,Arţaraş'' di Roma

gruppo folcloristico ,,Arţaraş” di Roma

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gruppo folcloristico ,,Arţaraş'' di Roma

gruppo folcloristico ,,Arţaraş” di Roma

Testo e foto a cura di Simona Cecilia Farcas

 Vedi anche:

Simona C. Farcas: Eugenio Coseriu, emigrante per intraprendenza

Donatella Di Cesare: vi racconto Eugenio Coseriu

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1° Luglio: Primo incontro Italia Lavoro-Associazionismo dei lavoratori rumeni in Italia


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Ieri, 1° Luglio, alle ore 11:00, ha avuto luogo a Roma, in Via Guidubaldo del Monte, 60 – sede di Italia Lavoro -, la prima riunione tra Italia Lavoro, Agenzia tecnica del Ministero del Lavoro e della Salute e delle Politiche Sociali, e rappresentanti di alcune ASSOCIAZIONI DEI ROMENI IN ITALIA, fondatrici e non della F.A.R.I., Federazione delle Associazioni dei Romeni in Italia.

Il Coordinatore del progetto su immigrazione e mobilità internazionale del lavoro , Federico Lazzarini, ha avviato e commentato i seguenti punti, presentando:
Italia Lavoro
– Aree strategiche di Italia Lavoro
– Area Immigrazione e Mobilità Internazionale
– Immigrazione in Italia
– Nazionalità maggiormente presenti in Italia
– Italia/Area Geografiche: Imprese con titolari stranieri
– Imprenditori stranieri: Paesi di Provenienza


– Obiettivi generali

1). Sviluppare un rapporto di cooperazione con l’associazionismo, funzionale a sostenere una maggiore partecipazione dei romeni in Italia alle opportunità occupazionali offerte dal mercato del lavoro e alla fruizione dei servizi promossi per fronteggiare la crisi;
2). Promuovere e supportare un maggiore coinvolgimento delle Imprese create da cittadini romeni (23.554, il 14,27% dell’imprenditoria non italiana – Fonte: Elaborazioni Caritas/Migrantes e CNA su dati Unioncamere, 30/06/08) anche in una prospettiva di solidarietà, nella gestione degli incentivi e delle misure anticrisi.


– Le Criticità

Il livello di informazioni erogate ai cittadini romeni è considerato “insufficiente”. Ciò comporta dirette ricadute negative sulla vita privata e professionale dei cittadini romeni residenti in Italia.
Un quadro simile è ipotizzabile anche sul fronte delle Imprese italiane, o comunque una parte di esse, che molto spesso non riescono a ricevere l’adeguata informazione su temi specifici, come incentivi e strumenti di sostegno.

– Linee di Intervento
Fornire informazioni sull’accesso agli incentivi e a forme di sostegno per i cittadini romeni, attraverso il supporto della Federazioni delle Associazioni dei Romeni in Italia, la comunità maggiormente presente in Italia.

– Proposte di Italia Lavoro

Italia Lavoro attiverà un piano di comunicazione che prevede:
– Formazione dei dirigenti/responsabili delle Associazioni dei romeni su specifiche tematiche afferenti l’obiettivo generale;
– Organizzazione di workshops sui territori;
– Elaborazione/distribuzione di una Newsletter diffusa a livello nazionale, sulle questioni legate al tema delle politiche migratorie e di specifici interventi di Italia Lavoro;
– Distribuzione di una brochure ed altri strumenti/ materiali informativi, attraverso le rappresentanze territoriali delle associazioni dei romeni.

Subito dopo la presentazione di Federico Lazzarini si è aperto il dibattito. Hanno preso la parola Eugen Terteleac, Presidente dell’ARI, Associazione dei Romeni in Italia di Roma, Dana Mihalache, Presidente dell’Associazione „Spirit Românesc”, Gina Dumitriu, Presidente dell’Associazione “Floarea albastra” (FIBLU onlus) di Terni, Avv. Monica A. Marinescu, consigliere della FARI ed esperta di diritto commerciale e del lavoro con studi legali in Italia ed in Romania, Cristina Molnar, Presidente dell’Associazione “Dacia” di Livorno, Daniel Grigoriu, consigliere dell’Associazione Socio-Culturale italo-romena “Carpatica”, Prof.ssa Tatiana Ciobanu, Presidente dell’Associazione dei Moldavi in Italia, Dana Panichi Parfeni, Presidente dell’Associazione “Romeni d’Abruzzo” di Teramo, delegati delle Associazioni: “Romania chiama Parma” di Parma, “Concordia” di Catania, “Ciprian Porumbescu” di Palermo, ma anche imprenditori e semplici lavoratori, come ad es. Lucian Mititelu, Lucian Chirnoaga e.a.

Ha aperto la seconda parte dei lavori, nel pomeriggio, Simona C. Farcas, Presidente dell’Associazione IRFI onlus “Italia Romania Futuro Insieme”, che ha presentato la struttura della FARI, Federazione delle Associazioni dei Romeni in Italia – ombrello dell’associzionismo di origine romena in Italia -, lo scopo statutario, i vari settori operativi e il suo ruolo di intermediazione associativa, concludendo con queste parole: “La forza è l’unione del bene”.

Possiamo davvero farcela insieme. Attraverso un impegno concreto da parte delle Associazioni nella comunità atto a migliorare la conoscenza dei romeni in Italia; riaffermare i valori storici e culturali che ci uniscono; trasmettere, attraverso questo tipo di azioni, un segnale unitario di una comunità numerosa, ma soprattutto responsabile, in grado di proporre e promuovere valori positivi, affermando fortemente il desiderio di una migliore integrazione e convivenza con la società italiana pur mantenendo i valori della nostra identità, ben al di là dell’opera negativa di sparute minoranze.

Dal dibattito, in conclusione, è emerso che Italia Lavoro e la Federazione/Associazioni intendono sottoscrivere un protocollo di intesa sulle attività da svolgere.

A cura di Simona C. Farcas