13 settembre: “Dall’assurdo della storia al teatro dell’assurdo – I Rinoceronti di Eugène Ionesco” a Roma


Compagnia Progetto Miniera & Accademia di Romania

presentano

 Rinoceronti a Roma

Un contributo ispirato dall’opera di Ionesco

di e con Thomas Otto Zinzi

  13/14/15 settembre 2013

Accademia di Romania, Via Josè de San Martin, 1 – Valle Giulia

alle ore 19.00

 Anteprima Venerdi, 13 settembre, alle ore 18.00

Lo spettacolo sarà introdotto da Prof. Octavian SAIU

          “Dall’assurdo della storia al teatro dell’assurdo –   I Rinoceronti di Eugène Ionesco”

Venerdi, 13 settembre, alle ore 19.00

Sabato, 14 settembre, alle ore 19.00

Domenica, 15 settembre, alle ore 19.00

RINOCERONTI A ROMA

di e con Thomas Otto Zinzi

 e con

Marco Ubaldini, Guglielmo Frabetti, Giuseppe Bisegna, Giulio Gorissen, Maria Miliè, Virginia Ferruccio, Giulio Sirolli, Eleonora di Raffaele, Viola Terzigno, Nicholas Reimer, Gianfranco Corteggiano

 organizzazione Progetto Miniera Marco Ubaldini

aiuto drammaturgia Guglielmo Frabetti

assistente alla regia Giuseppe Bisegna

studio della luce e suono Mauro Giovino

chitarra Alessandro La Gamba

pianoforte Edoardo Riganti Fuginei

movimenti coreografici Veronica Terzigno

disegni e maschere  Leontina Rotaru

installazioni interne Claudia Mandi

locandina: Marimao

http://www.progettominiera.it

ideazione e regia  Thomas Otto Zinzi

Rinoceronti a Roma è una favola moderna sulla resistenza umana, sulle anime degli uomini che cercano di ricostruire, di non perdere il senso profondo di una quotidiana lotta per la libertà. Libertà di essere veri, in una società spaesata, spesso frivola, che fa dell’omologazione una perversa parola d’ordine. Il testo prende spunto dall’ultima battuta di Beranger: “Io non mi arrendo mai, non mi arrendo” di Ionesco, ma si avvia fin dalle battute iniziali su un percorso nuovo, originale, una strada lastricata di domande:Chi sono oggi i Rinoceronti? Siamo noi che cerchiamo una strada per i nostri sogni? Sono gli altri che smarriscono il tempo per ascoltarsi? È il potere che, arroccato nei palazzi, si dimentica della vita? O forse, tracce di Rinoceronte sono visibili nella vita di ognuno?

Thomas Otto Zinzi, regista, attore, drammaturgo,

E’ nato a Roma da Luigi e Rosa Zinzi,emigranti italo-americani, il 28 febbraio 1960, ultimo di quattro fratelli dopo Pasquale, Nicholas e Mary. Regista di Teatro, attore dal 1977.

Nel 2004 ha vinto il Primo Premio Teatrale Nazionale VALLECORSI con il suo testo IO e TE. Il testo è stato pubblicato nella rivista Hystrio (ott.-dic.2004)

Nel 2006 a Milano, in occasione dei cento anni dalla nascita di Dino Buzzati ha ideato e diretto La Milano dei Tartari, otto spettacoli allestiti nei luoghi d’ispirazione dell’autore, tra gli altri: Teatro alla Scala e palazzo Brera.

Dal 2009 collabora con l’Accademia di Romania dove ha allestito diversi spettacoli tra cui: “IO e TE”; “Sorescu alla prova, Iona” e letture da Ionesco e Nichita Stanescu.

Nell’estate 2013 ha partecipato alla 56° edizione del Festival dei 2Mondi di Spoleto con lo spettacolo “Sotto il pavimento del mondo, voci dal ventre della miniera di Morgnano”.

A Roma dirige insieme a Marco Ubaldini, il Laboratorio Teatrale permanente “Il mestiere dell’emozione”.

Nel 1998 ha fondato  PROGETTO MINIERA,  equipe di lavoro formata da professionisti dello spettacoloche, attraversolaboratori, spettacoli, letture e ricerche scava nell’emozione e nelle profondità dell’Anima.

Octavian SAIU

Octavian Saiu è professore presso l’Università Nazionale del Teatro e del Cinema “I. L. Caragiale” di Bucarest, ricercatore e critico teatrale. È dottore di ricerca in studi teatrali e in letteratura comparata. Ha insegnato presso le università della Romania e in Nuova Zelanda, è stato Visiting Fellow presso l’Università di Londra (2008, 2011-2012). È vicepresidente dell’Associazione Internazionale dei Critici di Teatro (AICT) – Sezione romeno e direttore del Centro per gli Studi Eugène Ionesco – Samuel Beckett. Ha pubblicato diversi volumi: În căutarea spaţiului pierdut (Alla ricerca dello spazio perduto) (Nemira, 2008); Beckett. Pur şi Simplu ( Beckett. Semplicemente) (Paideia, 2009); Fedra, de la Euripide la Racine, de la Seneca la Sarah Kane (Fedra, da Euripide a Racine, da Seneca a Sarah Kane) (Paralela 45, 2010); Ionescu/Ionesco: un veac de ambiguitate(Ionescu/Ionesco: un secolo di ambiguità) (Paideia, 2011); Posteritatea absurdului  (La posterità dell’assurdo) (Paidea, 2012).Ha ricevuto nel 2013 il premio UNITER per critica teatrale.

INGRESSO LIBERO

ROMA, SALIRE ALLE STELLE CON DANTE ALIGHIERI: ECCEZIONALE OPERA AL TEATRO DI VIGNA MURATA


Salire alle stelleUn adattamento della Divina Commedia letto dalla splendida voce di Nando Gazzolo con musiche e direzione artistica di Luca Pizzurro.

Sabato 26 novembre 2011, alle ore 17 nel teatro Vigna Murata in via Ferruzzi 110 (Roma-EUR). Un’opera da non perdere per chi ama la cultura e il teatro.

Info e prenotazioni: 3388193001

ROMA/Plauto, Aulularia: classico e moderno a braccetto. Grande esordio per la compagnia Castalia dell’Arcobaleno


La modernità arriva nei teatri con l’Aulularia di Plauto. Il grande esordio per la compagnia Castalia dell’Arcobaleno dimostra come il classico ed il moderno vanno di pari passo.

(€UROITALIA – Roma, 15/02/2011, Elide Chi.).  L’ultima grande novità nell’ambito teatrale, la compagnia Castalia dell’Arcobaleno.  Qui l’interesse principale degli artisti è trasmettere al pubblico l’essenza dell’opera interpretano.

Gli attori professionisti dell’ “Arcobaleno” sono al giorno d’oggi tra i primi a mettere come obiettivo centrale l’intrattenimento e il coinvolgimento degli spettatori.

La compagnia CASTALIA è stata fondata negli anni ’90. Una compagnia importante a livello nazionale e non solo. Grazie alle sue caratteristiche, ossia la vis comica, la professionalità degli attori, ma anche la capacità rielaborativa del regista, attualmente il signor Zingaro, la compagnia è riuscita a guadagnare un posto di prestigio nell’ambito teatrale.

Ma perché questa compagnia è diventata così famosa?

E’ una domanda retorica poiché ci si riallaccia ai punti elencati prima, di immensa importanza per l’affermazione in questo campo.

Proprio in questi giorni la compagnia CASTALIA sta facendo un tour in tutta Italia interpretando le opere dell’insigne Plauto , uno dei più celebri commediografi latini.

Rappresentando le sue opere, la compagnia ha voluto rendere nota la capacità artistica di quest’artista e, come ha dimostrato anche molte altre volte, ci è riuscita; non solo per la maniera in cui l’ha fatto, ma anche per quello che ha trasmesso ai giovani spettatori, pubblico decisamente critico, ma in questo caso incantato.                            Contrariamente a Plauto che non ha mai voluto dare un messaggio finale su cui riflettere, Zingaro ha rielaborato la commedia, in questo caso l’ “Aulularia” mettendo in gioco il suo talento come regista.

Lo spettacolo messo in scena questo periodo,  l’ “Aulularia”, la commedia della pentola d’oro ha fatto il suo esordio, uno tra l’altro spettacolare.

La rappresentazione scenica, in sé molto semplice, lineare e che rispecchia gran parte dell’opera scritta, è comunque molto moderna, motivo per cui piace tanto anche ai giovani.

Non c’è da stupirsi che per essere amati dal pubblico giovanile ci si deve adattare ai tempi, cambiare scena senza farlo con l’opera; insomma un lavoro di grande professionalità. Tanti colpi di scena e moltissime risate hanno portato un riscontro molto più che positivo.

Intervistati, alcuni studenti si sono mostrati molto entusiasti. “Veramente uno spettacolo divertente ed educativo, che educa ma non annoia.”- dice uno di loro.

“Più moderno di quanto mi sarei aspettato. Direi la commedia classica secondo me meglio rappresentata. “- dice Lorenzo Baglioni, alunno del liceo statale “Virgilio”.

Le differenze sostanziali sono presenti nel finale, ma anche nel rappresentare alcuni personaggi che nell’opera scritta sono descritti come seri, mentre nell’interpretazione teatrale, invece, vengono resi comici.

Naturalmente i colpi di scena sono stati provocati anche dai costumi, caratteristici del terzo millennio.

I nomi dei personaggi, inoltre, hanno prodotto un effetto comico per quanto la traduzione di questi sia più letterale che fantasiosa.

Anche i diversi dialetti utilizzati dai personaggi sono stati una trovata geniale per accattivare l’attenzione degli spettatori.

Le capacità del regista si sono viste ampiamente nel risultato della sua rielaborazione, soprattutto anche grazie agli attori.

Un grande artista degno, potremmo dire, di rappresentare il classico Plauto.

“Ho voluto nonostante il mondo in cui viviamo, a far sì che si trovino delle somiglianze tra classico e  moderno – dice Zingaro- tra ieri e oggi”.

Egli inoltre riferisce che ,secondo lui, il teatro sia fondamentale per la cultura dei ragazzi poiché c’è il contatto visivo, si provano meglio le emozioni e si condividono idee.

Perciò non resta altro che invitarvi allo spettacolo e lasciarvi incantare dalla nuova maniera di vedere il teatro!