Roma 18 aprile, Parlare civile: Seminario di formazione per giornalisti sui temi del disagio e delle marginalità


Il giornalismo e la manutenzione delle parole

parlarecivile

3° Redattore Sociale Roma

Seminario di formazione per giornalisti sui temi del disagio e delle marginalità
 

ROMA, 18 aprile 2013

Ore 9-17, Sala conferenze “Porta Futuro”, via Galvani n. 87 (quartiere Testaccio)

Twitter: @redattoresocial #parlarecivile

 

Le parole possono essere muri o ponti. Possono creare distanza o aiutare la comprensione dei problemi. Le stesse parole usate in contesti diversi possono essere appropriate, confondere o addirittura offendere. (…) Quando si comunica occorre però precisione, bisogna avere consapevolezza del significato, del peso delle parole. Non è facile, perché il tempo è sempre poco, perché viviamo nella nostra cultura, perché il senso e la percezione delle parole si evolvono continuamente. Non è facile, ma è necessario…”.
La terza edizione del nostro seminario di formazione per i giornalisti a Roma coincide con la presentazione in anteprima del libro “Parlare civile”, manuale sui principali temi a rischio discriminazione e il linguaggio per parlarne. Un viaggio in 8 capitoli alla ricerca della comunicazione più precisa e accurata suDisabilità, Genere e orientamento sessuale, Immigrazione, Povertà ed emarginazione, Prostituzione e tratta, Religioni, Rom e Sinti, Salute mentale; un minidizionario di 25 parole chiave a cui se ne legano quasi 350.
“Parlare civile non è una nuova opera di denuncia della cattiva informazione, né uno strumento di censura o di intralcio al lavoro giornalistico, e neppure un repertorio del politically correct”. E’ un libro di servizio che, senza ideologia e attraverso opinioni diverse, cerca di indicare una direzione responsabile alla comunicazione pubblica, giornalistica e politica, di chiarire i dubbi e contestualizzare l’uso di termini spesso abusati nelle cronache quotidiane. Un aiuto, insomma, per quella manutenzione delle parole che dovrebbe essere costante e “naturale” per ogni comunicatore.

Ai partecipanti verrà consegnata una copia gratuita del libro “PARLARE CIVILE – Comunicare senza discriminare”, a cura di Redattore Sociale (Bruno Mondadori, 2013), in collaborazione con Associazione Parsec, con il sostegno di Open Society Foundations.

 

PROGRAMMA

Twitter: @redattoresocial #parlarecivile

8.30 – Registrazione dei partecipanti

9.00 – Apertura dei lavori – Interventi di Giulio Marcon, Paolo Butturini, Vittorio Di Trapani

“Parlare civile” – Presentazione di Stefano Trasatti e Antonio D’Alessandro

“Non esistono parole sbagliate.. .” – Enrico Pugliese

Il mio nome sul campanelloVinicio Albanesi

Interventi di Marco De Giorgie Enzo Iacopino

11.30 – Tavola rotonda – Il peso delle parole

Loredana Lipperini, Annamaria Testa

Conduce Giovanni De Mauro – Partecipano le autrici di “Parlare civile”

13.00 – Pranzo a buffet

14.30 – Domande e risposte sulle parole. Casi, provocazioni e dibattito

Introduce e coordina Luigi Manconi*

“Appartenente a una setta fondamentalista”Federica Dolente

“Delitto passionale in ambienti gay”Giorgia Serughetti
“Badante clandestina uccide handicappato”Raffaella Cosentino

17.00 – Termine dei lavori

* In attesa di conferma

Ai partecipanti verrà consegnata una copia gratuita del libro ” PARLARE CIVILE – Comunicare senza discriminare”, a cura di Redattore Sociale (Bruno Mondadori, 2013), in collaborazione con Associazione Parsec, con il sostegno di Open Society Foundations.

I partecipanti sono pregati di rispettare gli orari indicati.

 

RELATORI

Vinicio ALBANESI – Sacerdote, presidente della Comunità di Capodarco e dell’Agenzia Redattore Sociale.
Paolo BUTTURINI – Segretario dell’ Associazione Stampa Romana.
Raffaella COSENTINO – Giornalista, collaboratrice dell’Agenzia Redattore Sociale. Ha curato i capitoli Disabilità, Immigrazione, Povertà e emarginazione, Rom e Sinti, Salute mentale del libro “Parlare civile”.
Antonio D’ALESSANDRO – Presidente di Parsec Consortium. Ha coordinato insieme a Stefano Trasatti il libro “Parlare Civile”.
Marco DE GIORGI – Direttore dell’Ufficio nazionale antidiscriminazioni razziali (Unar).
Vittorio DI TRAPANI – Segretario dell’UsigRai.
Federica DOLENTE – Ricercatrice senior dell’associazione Parsec sui temi dell’immigrazione, ha curato il capitolo Religioni del libro “Parlare civile”.

Giovanni DE MAURO – Direttore del settimanale Internazionale .
Enzo IACOPINO – Presidente dell’Ordine nazionale dei giornalisti.
Loredana LIPPERINI – Giornalista, scrittrice, conduttrice radiofonica (oggi Fahrenheit su Radio Tre). Tra i suoi libri, “Ancora dalla parte delle bambine” (2007), “Non è un paese per vecchie” (2010), Di mamma ce n’è più d’una (2013), tutti per Feltrinelli. Cura il blog “Lipperatura”.
Luigi MANCONI – Politico, sociologo e critico musicale, insegna Sociologia dei fenomeni politici alla Iulm di Milano. E’ presidente dell’associazione “A buon diritto” e dirige i siti innocentievasioni.netdedicato ai luoghi e alle procedure di privazione della libertà, e italiarazzismo.it, sul rapporto tra immigrazione e società italiana.
Giulio MARCON – Presidente del comitato tecnico scientifico della Scuola del sociale della Provincia di Roma.
Enrico PUGLIESE – Già docente di Sociologia del Lavoro all’università La Sapienza di Roma, e direttore dell’Istituto ricerche popolazione e politiche sociali del Cnr, ha scritto numerosi libri sui temi del lavoro, del welfare, dei flussi migratori. Con Francesco Carchedi e Giovanni Mottura ha costituito il comitato scientifico del progetto “Parlare civile”.
Giorgia SERUGHETTI – Ricercatrice sociale, collabora con l’università di Milano Bicocca e con l’associazione Parsec. E’ stata tra le promotrici di “Se non ora quando”. Ha curato i capitoli Genere e orientamento sessuale e Prostituzione e tratta del libro “Parlare civile”.
Annamaria TESTA – Si occupa di creatività e comunicazione ed è titolare della società Progetti Nuovi. Insegna alla Bocconi di Milano. Ha scritto “La trama lucente” (Rizzoli 2010). Cura il sito nuovoeutile.it, teorie e pratiche della creatività, e ha un blog su Internazionale.it.
Stefano TRASATTI – Direttore dell’Agenzia Redattore Sociale. Ha coordinato con Antonio D’Alessandro il libro “Parlare civile”.

 

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In collaborazione con:

collaborazione

 

Partecipazione
Il seminario è riservato a: giornalisti impiegati a tempo pieno in una testata, giornalisti collaboratori di una o più testate, giornalisti free lance, allievi delle scuole di giornalismo, allievi delle facoltà di scienze della comunicazione, addetti stampa e comunicazione di organizzazioni e istituzioni pubbliche e private.
La partecipazione è gratuita fino a esaurimento dei posti disponibili.

 

Iscrizione
Obbligatoria, da fare online entro il 12 aprile 2013 compilando il modulo a questo link.
Si prega di avvisare per tempo in caso di annullamento dell’iscrizione.

 

Segreteria e informazioni
Tel. 0734 681001 – E-mail: giornalisti@redattoresociale.it– Web: http://www.giornalisti.redattoresociale.it

 

Come arrivare
“Porta Futuro”, Centro per l’orientamento e la formazione professionale della Provincia di Roma, si trova in via Galvani n. 87, nel quartiere di Testaccio.
In metro: Linea B, stazione Piramide, dirigersi a piedi verso via Mormorata e svoltare su via Galvani.
In treno: Stazione Ostiense
In autobus: linee 75, 30, 280 ecc.
Informazioni: www.portafuturo.it

 

La Scuola del Sociale
Inaugurata il 3 giugno 2009, frutto del lavoro congiunto degli assessorati alle Politiche del Lavoro e Formazione e delle Politiche Sociali della Provincia di Roma, è un centro di formazione e aggiornamento per operatori pubblici e privati del settore sociale, che intende proporsi come punto di riferimento per la riflessione scientifica e culturale, a livello nazionale ed internazionale, sui temi della progettazione, dell’intervento e delle politiche sociali. Oltre alle attività di formazione professionale, la Scuola è anche luogo di eventi e incontri pubblici, sempre con specifica attenzione per il sociale.
Informazioni e contatti: via Cassia, 472 – 00189 Roma; tel: 06 3314643 – tel. e fax: 06 33660196; e-mail: scuoladelsociale@provincia.roma.it.

 

ROMA, MONI OVADIA: SENZA CONFINI. EBREI E ZINGARI A TESTACCIO DAL 20 NOVEMBRE 2012


 

 Di e con Moni Ovadia
Produzione Promomusic
Dal 20 novembre al 2 dicembre 2012

Lo spettacolo di Moni Ovadia – «Senza confini. Ebrei e zingari» – è arrivato a Roma. Andrà  in scena al teatro Vittoria di Testaccio  dal 20 novembre al 2 dicembre 2012. Un recital di canti, musiche, storie rom, sinti e ebraiche che racconta di popoli «senza confini, senza burocrazie, senza eserciti», che non si sono omologati ai modelli dominanti e che hanno avuto identico destino fatto di stermini e di persecuzioni. Se gli ebrei nel corso del tempo hanno ottenuto un proprio riconoscimento, una nazione e hanno gridato al mondo il calvario subito durante il nazifascismo, il popolo degli «uomini», ovvero i rom e i sinti, è ancora vittima dell’ emarginazione. Lo spettacolo di Moni Ovadia vuole essere un contributo alla battaglia contro ogni razzismo: «Senza confini – spiega Ovadia – è la nostra assunzione di responsabilità, la sua forma si iscrive nella musica e nel teatro civile, arti che possono e devono scardinare meschine ragionevolezze nate dalla logica del privilegio per proclamare la non negoziabilità della libertà e della dignità di ogni singolo essere umano».

“Un piccolo ma appassionato contributo alla battaglia contro ogni razzismo”. Ecco lo spirito che ha portato alla nascita di “Senza confini. Ebrei e zingari”, concerto-spettacolo scritto e interpretato da Moni Ovadia, coadiuvato dalla Moni Ovadia Stage Orchestra. Un’opera originale, fatta di grande emozioni e di memoria. Obbiettivo è raccontare la storia di due popoli fratelli, quello ebraico e quello zingaro (sinti e rom), che a lungo hanno marciato fianco a fianco nella sorte, accomunati dall’essere avvertiti come “altro” dalla comunità occidentale e insieme dall’essere costretti al nomadismo come risposta di dignità e di indipendenza alle persecuzioni nei loro confronti. Eppure ebrei, rom e sinti seppero essere in tutto e per tutto popoli; per tradizioni, cultura, spiritualità, sentimento, anche se popoli senza burocrazia, senza esercito, senza retorica patriottarda, senza terra, insomma senza confini. Due popoli fratelli affiancati in una storia spesso tragica ma le cui strade si sono divise dopo le persecuzioni naziste. Gli ebrei hanno cambiato la loro storia, hanno conquistato una terra, hanno avuto pieno riconoscimento della loro condizione di perseguitati e un immenso edificio di testimonianza costruito sulla Shoà. Il popolo rom invece continua a subire il calvario del pregiudizio e dell’emarginazione e tutt’oggi il tentativo nazista di realizzare il loro sterminio non è stato ancora riconosciuto.

Moni Ovadia mette in scena uno spettacolo in cui sono protagonisti da un lato l’amore per la battuta, le storielle e barzellette ebraiche, la poesia presente nella storia dei due popoli; dall’altro le sonorità, i ritmi incalzanti e le melodie vivaci della musica zingara e klezmer. Uno spettacolo che è insieme divertimento e riflessione, musica e teatro civile, per scardinare conformismi e convenienze.

Senza Confini – ebrei e zingari

di e con Moni Ovadia

e con

Paola Rocca – clarinetto

Ennio D’Alessandro – clarinetto

Ion Stanescu – violino

Albert Florian Mihai – fisarmonica

Marian Serban – cymbalon

Marin Tanasache – contrabbasso

 

senza confini. ebrei e zingari :  http://www.teatrovittoria.it/spettacoli/in-abbonamento/11-senzaconfiniebreiezingari.html

Moni Ovadia

Moni Ovadia

Moni Ovadia è uno dei più prestigiosi e popolari uomini di cultura ed artisti della scena italiana. Il suo teatro musicale, ispirato alle radici popolari della cultura yiddish, ha contribuito a far conoscere un’immaginario fantastico e pieno di ironia in Italia ed in Europa e ha creato una nuovo forma di teatro civile fatto di parole e di musica che ha coinvolto un vasto pubblico di tutte le generazioni. In Senza confini, le grandi doti da oratore di Moni Ovadia riescono a scardinare conformismi e luoghi comuni sugli ebrei e gli zingari di tutta Europa, proclamando la non negoziabilità della libertà e della dignità di ogni singolo essere umano e di ogni gente.

“Gli ebrei e il popolo degli “uomini” per secoli hanno condiviso lo stesso destino. Il tratto comune che ha segnato la loro storia spesso tragica per colpa delle nazioni che li tolleravano o li perseguitavano, ma sublime per loro esclusivo merito, è stata la condizione di “altro”. Ebrei e Zingari è il nostro piccolo ma appassionato contributo alla battaglia contro ogni razzismo: un recital di canti, musiche, storie rom, sinti ed ebraiche che mettono in risonanza la comune vocazione delle genti in esilio, una vocazione che proviene da tempi remoti e che in tempi più vicino a noi si fa solitaria, si carica di un’assenza che sollecita un ritorno, un’adesione, una passione, una responsabilità urgente. Ebrei e Zingari è la nostra assunzione di responsabilità”.
Moni Ovadia

 

 

Come arrivare:

Il teatro Vittoria si trova in Piazza di Santa Maria Liberatrice 10, nel quartiere di Testaccio. 
La fermata della metropolitana più vicina è quella di Piramide, 
mentre le linee di autobus che servono la zona sono: 170, 781, 83, 3.
http://www.teatrovittoria.it/dove-siamo/mappa.html

 

“CHE SCENEGGIATA!”, LO SPETTACOLO PIÙ DIVERTENTE IN SCENA A ROMA FINO A DOMENICA


Scritto dal grande Nicola Cuffea e per la regia di Vito Matassino è in scena al TEATRO PETROLINI (al Testaccio, Via Rubattino, 5) fino al 20 novembre, tutte le sere alle ore 21.00, domenica ore 18, lunedì riposo. 

“CHE SCENEGGIATA!”

Autore: Nicola Cuffea
Regia: Vito Matassino
Genere: commedia
Compagnia/Produzione: Les Comediens
Cast: con RAF DE BARTOLOMEIS, MELISSA MANNA, MATTIA CIRELLI, CLAUDIO GIOVA, LOREDANA CASTROVILLI

Descrizione
Tre guitti squattrinati si ritrovano in un vecchio magazzino per la prova generale di una nuova “sceneggiata”, un pezzo forte riveduto e corretto della tradizione teatrale napoletana più popolare.
Al culmine della rappresentazione, sono costretti ad interrompersi, perché la “realtà” di quello che rappresentano (un ricatto di “camorra”) fa irruzione nella finzione. Addirittura, saranno in pericolo di vita. Dal fondo di questo “Cul de sac” di vago sapore polanskiano, dovranno ingegnarsi per salvare la pelle e, per riuscirci, useranno le armi del teatro, cercando di affascinare con le loro invenzioni il malavitoso che li minaccia. Molte sorprese (e molte risate) sono pronte per il pubblico.
I tre gloriosi guitti della compagnia “Les Comediens” sono Melissa Manna, Mattia Cirelli e Raf De Bartolomeis. Claudio Giova è il camorrista dal grilletto facile; Loredana Castrovilli la “sorpresa” finale.
Scene: R. Polimene
Luci e Fonica: E.P. Moretti
Producer: S. Mogavero
Regia: V. Matassino
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Indirizzo: Teatro Petrolini

Via Rubattino, 5 – 00153 Roma
Tel. 06 5757488