MedFilm Festival: 34 paesi coinvolti. Focus su Romania, Egitto e Tunisia


Il Med Film Festival arriva quest’anno alla sua XVII edizione. Dal 19 al 27 novembre la rassegna dedicata al cinema del Mediterraneo presenterà, presso la Casa del cinema di Roma, un ricco programma: 40 anteprime, 3 sezioni competitive, 12 film nel concorso lungometraggi, 13 documentari, 18 cortometraggi per il premio Methexis, focus su Tunisia, Egitto e Romania, e 30 ospiti internazionali. Tra le novità: l’associazione Piuculture parteciperà al festival con una propria giuria composta da cinque migranti che vivono a Roma ma provengono da Turchia, Romania, Kurdistan, Marocco, Filippine. Deniz OzkocakTeodora MadasaAlì,Halima TanjaouiJolie  forniranno con la loro sensibilità – mix di cultura italiana e del paese d’origine – un giudizio originale sui film in concorso.

34 paesi coinvolti. Non potevano non essere l’Egitto e la Tunisia gli ospiti d’onore di quest’anno. Un modo per raccontare con film, documentari e cortometraggi la Primavera Araba e i momenti che hanno preceduto le nuove democrazie. Farà da ponte con l’Europa il terzo ospite d’onore: la Romania, rappresentata da una filmografia in bilico tra dramma esistenziale e magico realismo.

L’apertura del Festival avverrà il 19 novembre alle ore 20.00, presso l’auditorium della Conciliazione. La cerimonia si aprirà con l’attribuzione a Michelangelo Pistoletto del premio Koiné 2011. Il Premio alla Carriera sarà, invece, consegnato a Sergiu Nicolaescu, colonna del cinema rumeno che, a partire dagli anni 60 con la sua attività di attore e regista, ha sostenuto il processo di liberazione del suo paese. Ma a dare ufficialmente il via al Festival sarà il film Le Nevi del Kilimangiaro di Robert Guédiguian, unica a godere di una distribuzione italiana tra le opere in gara per il riconoscimento europeo Premio Lux 2011.Tre le sezioni in concorso. La Competizione Ufficiale-Premio Amore e Psiche 2011 è curata da Vanessa Tonnini che ha scelto i 12 film in concorso. La sezione Open Eyes, per i documentari, è curato da Gianfranco Pannone.
Infine, il Premio Methexis, per i cortometraggi curato da Alessandro Zoppo,  propone una panoramica sulle realtà sfuggenti della metropoli. Anche quest’anno: i giurati di questa categoria saranno gli studenti di cinema di 10 paesi e i detenuti della Casa Circondariale di Rebibbia. I lavori di questa sezione saranno seguiti da un redattore di Piuculture che  racconterà il back-stage ai lettori.
66ème Festival du Cinéma de Venise (Mostra), 9...
Omar Sharif
Finale e ospiti Il festival si concluderà il 26 novembre in pompa magna. Durante la cerimonia di premiazione, Omar Sharif verrà insignito del Premio alla Carriera 2011. Insieme a lui saranno presenti i giurati del Concorso Ufficiale Premio Amore e Psiche 2011: Danielle Arbid (Libano), Shlomi Elkabetz (Israele), Adrian Paduraru (Romania), Serra Yilmaz (Turchia), l’attore Ahmed Hafiene (Tunisia). E ancora Ismael Ferroukhi, presente in concorso con lo storico Les Hommes Libres; Sinisa Dragin e Marian Crisan autori rispettivamente di If The Seed Doesn’t Die e Morgen, entrambi in corsa per il Premio Amore e Psiche; il polacco Lech Majewski; il serbo Jasmin Durakovic, l’italiano Andrea Segre,l’iraniano Zamani Esmati e Kristina Cepraga, giovane attrice rumena nota al pubblico italiano per le sue interpretazioni in popolari fiction televisive, Don Matteo, Carabinieri e nei film Gli Amici del Bar Margherita di Pupi Avati e Gianni e le Donne di Gianni di Gregorio.

Profughi minorenni: rispettare i loro diritti umani e familiari


 

€UROITALIA – Lampedusa, 3 aprile 2011. Settanta minori, fra i quali due ragazze, sono stati trasferiti, a bordo della nave di linea Palladio, a Porto Empedocle. Cinquanta erano ospiti presso l’ex base militare Loran, 20 presso il centro parrocchiale La Fraternità. Rimangono a Lampedusa 291 minori. Le autorità hanno dichiarato che si tratta di ragazzi non accompagnati, dai 12 ai 17 anni, la metà dei quali non identificati. Visto che i minori realmente non accompagnati sarannno affidati a comunità di accoglienza e in molti casi dati in affidamento o adozione a famiglie italiane, il Gruppo EveryOne lancia un’appello all’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Rifugiati, all’Unicef e al Commissario per i Diritti Umani del Consiglio dell’Unione europea: “In passato abbiamo assistito troppo spesso all’affidamento di minori definiti ‘non accompagnati’ a case accoglienza,” scrive l’organizzazione nella lettera-appello, “da cui gli stessi ragazzini finiscono in affidamento o adozione presso famiglie italiane. Spesso abbiamo avuto notizia della deportazione in patria di genitori, zii o fratelli maggiori degli stessi bambini, che avrebbero avuto il diritto di restare insieme ai loro congiunti. Ora ci pare strano che il 100% dei minori siano effettivamente non accompagnati e riteniamo una violazione dei diritti del fanciullo lo strapparli a forza a eventuali familiari che sono sbarcati con loro in Italia o comunque negare loro la possibilità di ricongiungersi alle famiglie legittime. Ecco perché chiediamo all’Alto Commissario Onu per i Rifugiati e agli altri organismi cui è destinato l’appello di verificare attentamente la situazione familiare dei minori, per evitare gravi e irreparabili violazioni”.

 

Gruppo EveryOne

 

 

Lavoratori stagionali, al via alle domande


Viterbo – Disponibili sul sito della Prefettura
Lavoratori stagionali, al via alle domande
Viterbo – 24 marzo 2011 – ore 11,00

Riceviamo e pubblichiamo – Si rende noto che, dalle 8 del giorno 22 marzo sino alle 24 del 31 dicembre, i datori di lavoro possono presentare le domande di nulla osta per lavoro stagionale previste dal decreto flussi 2011, utilizzando l’apposito programma disponibile per il download all’indirizzo: http://nullaostalavoro.interno.it/Ministero/download.
Le quote destinate alla provincia di Viterbo sono numero 160.

Si ricorda che sarà possibile, da parte dei datori di lavoro, rivolgersi alle  associazioni firmatarie dei Protocolli d’Intesa con il ministero dell’Interno e con il ministero della Solidarietà Sociale per essere assistiti nel disbrigo delle pratiche.

Infatti, con decreto del presidente del Consiglio dei Ministri riguardante la programmazione transitoria dei flussi d’ingresso dei lavoratori extracomunitari  stagionali nel Territorio dello Stato per l’anno 2011, è prevista l’entrata in Italia di lavoratori extracomunitari stagionali entro la quota massima di 60mila unità, da ripartire tra le regioni e le province autonome con provvedimento del Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali.

La quota riguarda:
a)I lavoratori subordinati stagionali non comunitari di Serbia, Montenegro, Bosnia- Herzegovina, Repubblica ex Yugoslava di Macedonia, Repubblica delle Filipppine, Kosovo, Croazia, India, Ghana, Pakistan, Bangladesh, Sri Lanka, Ucraina, Gambia, Niger e Nigeria.

b)I lavoratori subordinati stagionali non comunitari dei seguenti Paesi che hanno sottoscritto o stanno per sottoscrivere accordi di cooperazione in materia migratoria: Tunisia, Albania, Marocco, Moldavia ed Egitto.

Il decreto in argomento dispone (articolo 2) che, sempre nell’ambito della quota prevista di numero 60mila ingressi, siano ricompresi anche i lavoratori non comunitari, cittadini dei paesi indicati nelle lettere a) e b) che abbiano fatto ingresso in Italia per prestare lavoro subordinato stagionale per almeno due anni consecutivi e per i quali il datore di lavoro presenti richiesta di nulla osta pluriennale per lavoro stagionale.

Prefettura di Viterbo

ROMA/I giorni del gelsomino. Un reportage interiore della rivoluzione tunisina e un atto di denuncia di Ilaria Guidantoni


 

"I giorni del gelsomino"  di Ilaria Guidantoni

"I giorni del gelsomino" di Ilaria Guidantoni

Roma, 8 marzo 2011
Esce a Roma “I giorni del gelsomino” di Ilaria Guidantoni, Giornalista e Scrittrice che a giorni sarà in vendita presso la Libreria Fahrenheit di Campo de’ Fiori.
Come si intuisce dal sottotitolo, Lontano dagli occhi, vicino al cuore, l’attualità sfuma dalla cronaca giornalistica verso quella del diario intimo.
A metà strada tra il réportage di denuncia e l’analisi di un vissuto interiore è il ritratto di quello che può capitare, inaspettatamente, a una donna italiana legata alla Tunisia e costretta a vivere da vicino, ma lontano fisicamente, i giorni del cambiamento e della rivoluzione di un Paese in trasformazione, l’atteggiamento della Stampa internazionale in generale e di quella italiana nel caso specifico, dove dopo una breve impennata mediatica, gli avvenimenti tunisini, sono scivolati, senza fare troppo rumore nel silenzio.
La dedica dell’istant book ci permette immediatamente di entrare nello spirito del testo che nasce dal dibattito vorticoso in un circolo di amici e di affetti che hanno condiviso i giorni dell’angoscia ma si rivolge anche a coloro che si sono distratti e che non hanno capito.
L’idea è di stimolare una riflessione sull’ascolto dell’altro e su una dimensione del viaggio che non sia solo turistica ma anche di empatia sociale ed è un richiamo ed una sferzata alla comunicazione superficiale teleguidata da una politica ancorata al proprio particolare.

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Libreria Fahrenheit, Campo de’Fiori 44 -Roma

Mercoledì 9 Marzo, Ore 18.30

Sul filo dell’attualità, una serata tra parole, musica e immagini

Angela Belluscio
letture sceniche di Marco Marelli


Presenta

Ilaria Guidantoni
PRIMA CHE SIA BUIO
In ordine sparso seguendo un filo
(Colosseo Grafica Editoriale)

Con letture in anteprima
del nuovo testo dell’Autrice
Il reportage interiore sulla rivoluzione tunisina
I GIORNI DEL GELSOMINO

TUNISIA/RAPPORTO DI AMNESTY INTERNATIONAL: LE UCCISIONI DEI MANIFESTANTI AD OPERA DELLE FORZE DI SICUREZZA, PRIMA DELLA PARTENZA DI BEN ALI, NON DEVONO RESTARE IMPUNITE


RAPPORTO DI AMNESTY INTERNATIONAL SULLA TUNISIA: LE UCCISIONI DEI MANIFESTANTI AD OPERA DELLE FORZE DI SICUREZZA,  PRIMA DELLA PARTENZA DI BEN ALI, NON DEVONO RESTARE IMPUNITE

Amnesty International ha presentato oggi a Tunisi un rapporto, chiedendo l’apertura immediata di un’inchiesta indipendente sulle uccisioni e su altre brutalita’ commesse dalle forze di sicurezza durante le proteste di dicembre e gennaio che hanno portato alla caduta dell’ex presidente Ben Ali.

Nelle 46 pagine del rapporto, intitolato ‘Tunisia in rivolta: violenza di stato durante le proteste antigovernative’, Amnesty International rivela che le forze di sicurezza hanno ucciso passanti e manifestanti in fuga e hanno usato armi letali contro persone che non stavano mettendo in atto alcuna minaccia.

‘Le forze di sicurezza hanno agito troppe volte con un cieco disprezzo per la vita umana. Le autorita’ tunisine devono assicurare che le uccisioni e le altre violazioni dei diritti umani commesse dalle forze di sicurezza siano oggetto di un’inchiesta esauriente, indipendente e immediata e che i responsabili siano sottoposti a processo. E’ un primo, essenziale passo per voltare pagina rispetto ai lunghi anni di pratiche abusive che hanno segnato la presidenza di Ben Ali’’ – ha dichiarato Malcolm Smart, direttore del Programma Medio Oriente e Africa del Nord di Amnesty International. ‘Quest’inchiesta dovra’ dire al popolo tunisino la verita’ e dovra’ dare alle vittime giustizia e riparazione’.

La missione di ricerca di Amnesty International, che ha visitato la Tunisia dal 14 al 23 gennaio, ha raccolto inoltre testimonianze di detenuti sottoposti a pestaggi sistematici e ad altre forme di maltrattamento. Nel corso della missione, che ha toccato le citta’ Hammamet, Bizerta, Regueb, Thala e Kasserine, i delegati dell’organizzazione hanno incontrato parenti dei manifestanti uccisi durante le proteste, dimostranti feriti, testimoni oculari, ex detenuti, avvocati, difensori dei diritti umani, sindacalisti e operatori sanitari.

Le autorita’ tunisine affermano che 78 persone sono state uccise e 100 ferite nel corso delle proteste. Le organizzazioni tunisine per i diritti umani sostengono che i dati effettivi sono piu’ elevati. Secondo le Nazioni Unite, i morti sono stati 147, cui vanno aggiunti 72 detenuti morti durante le rivolte carcerarie. La maggior parte delle uccisioni sarebbe stata eseguita dalla Brigata per l’ordine pubblico.

Durante la presentazione del rapporto sulla Tunisia. Amnesty International ha chiesto al governo di consentire alla popolazione di esprimere le proprie opinioni e di prendere parte a manifestazioni pacifiche senza timore di aggressioni o arresti arbitrari.

‘Dopo i lunghi anni di repressione sotto la presidenza di Ben Ali, le autorita’ tunisine devono prendere misure concrete per tenere sotto controllo le forze di sicurezza e introdurre la cultura dei diritti umani, soprattutto nelle forze di polizia’ – ha commentato Smart. ‘Il governo di Tunisi deve dire chiaramente, e renderlo norma, che nessuno e’ al di sopra della legge. I responsabili delle uccisioni illegali, dell’uso eccessivo della forza, delle torture e di altre violazioni dei diritti umani devono essere chiamati a rispondere del loro operato’.

Roma, 1 marzo 2011

L’approfondimento sulla situazione in Medio Oriente e Nord Africa è online qui:
http://www.amnesty.it/dalla-tunisia-a-egitto-richiesta-di-liberta

REPORTAGE: Il muro di Berlino della stampa è caduto


E non sara’ ricostruito, assicura redazione di ‘Le Quotidien’

ANSA – dell’inviata Anna Lisa Rapana’ – 18 gennaio 2011

La redazione de Le Quotidien
La redazione de Le Quotidien
 

TUNISI – ”E’ caduto il muro di Berlino dell’informazione e non sara’ piu’ ricostruito”, qualsiasi cosa accada. Lo assicurano nella redazione del giornale tunisino ‘Le Quotidien’, dove da giorni una trentina di giornalisti lavorano senza sosta e da quando e’ in vigore il coprifuoco in redazione dormono anche. Perche’ adesso la libera stampa, imbavagliata per anni in Tunisia, e’ un fatto. L’argine si era rotto con il discorso di Ben Ali alla vigilia della sua fuga del Paese, quando, forse vedendosi crollare la terra sotto i piedi, aveva cominciato ad allentare la corda promettendo di togliere la censura su Internet. Gia’ due ore dopo si aprivano i siti di Reporters Sans Frontieres, di al Jazira, di radio Kalima, addirittura Wikileaks e Facebook funzionavano alla perfezione.

Da ieri, pero’, non esiste piu’ il ministero dell’Informazione, strumento di censura nei 23 anni di regime ed e’ stata garantita la ”liberta’ totale di stampa”. Lo ha annunciato il primo ministro Mohammed Ghannouchi, insieme con la designazione del ‘governo di unita’ nazionale’ le cui sorti sono pero’ gia’ in bilico. Ma, ”qualsiasi cosa accada, il castello di carta e’ crollato” dice Lotfi Touati, vicedirettore di ‘Le Quotidien’. Oggi a Tunisi i giornali in edicola non si trovano ancora, ma sono usciti tutti. Il problema e’ la distribuzione, per alcuni impossibile a causa del coprifuoco che impedisce ai mezzi di circolare. Nella sede di ‘Le Quotidien’, nel centro di Tunisi, con le porte sbarrate e le finestre chiuse contro il fumo dei lacrimogeni proveniente dalla strada, reporter entrano ed escono con aggiornamenti sulle manifestazioni in citta’, mentre i caporedattori sono incollati alla tv dove compaiono per la prima volta persone note ma i cui volti non si erano mai visti in video. ”In pochi giorni e’ cambiato tutto.

Anche la televisione e’ cambiata, usa un altro linguaggio. Adesso in video, intervistati, compaiono anche esponenti dell’opposizione. Fino ad ora era completamente vietato interpellarli e mostrarli”, spiega il vicedirettore del giornale che, pur essendo un organo di stampa legale, nato nel 2001 per iniziativa di un giornalista, oggi ha tutto un altro volto e un altro tono. Bandita era invece Radio Kalima, considerata voce del dissenso e per questo chiusa. Ma questa mattina lo staff dell’emittente tunisina, guidato dalla sua direttrice Sihem Bensedrine, ha forzato i sigilli messi dalla polizia di Ben Ali e si e’ riappropriato dei suoi locali chiusi dal 2009.

La radio aveva continuato a lavorare con redazioni installate in Europa, mentre diversi suoi giornalisti sono stati arrestati piu’ volte -come molti altri colleghi tunisini-, compresa la direttrice, militante dei diritti umani, che dopo un esilio forzato in Spagna e’ riuscita a rientrare in Tunisia soltanto il 14 gennaio scorso, il giorno della fuga di Ben Ali. Intanto al giornale cominciano ad arrivare le voci delle dimissioni di ministri appena nominati, poi le conferme. L’opposizione non riconosce il governo. La situazione e’ fluida, gli sviluppi in corso, per decidere la prima pagina si deve aspettare ancora. Come in un quotidiano ‘vero’, per dare quelle notizie fino ad ora taciute in Tunisia: nell’era Ben Ali (fino a pochi giorni fa) nei titoli i verbi erano tutti nel tempo infinito, qualche fatto di cronaca nera compariva solo sulla stampa in arabo, ma mai nomi, dettagli, racconti. La stampa era fatta di proclami. ”Indietro non non si torna piu”’.