ADDIO A FRANZ VON LOBSTEIN. VENERDÌ 15 GIUGNO, ORE 11, LE ESEQUIE A PIAZZA DEL GRILLO


Nel ricordo del Conte Cav. Gr. Cr. Prof. Fernando Giulio Crociani Baglioni.
FRANZ VON LOBSTEIN continua ad esser presente tra noi ! Come usa dire nel mondo castrense, è andato avanti ! Avanti a noi ! E’ presente col suo insegnamento, la sua sapienza, la forza della sua fede e del suo impegno nell’apostolato religioso e sociale, nel carisma melitense testimoniato ai massimi livelli sino alla fine della sua umana lunga esistenza. Rendiamo omaggio al dignitario e raffinato diplomatico, allo storico, letterato e linguista di respiro europeo, profondo studioso di scienze storiche ed araldiche, allo scrittore autorevole, al giornalista e meridionalista appassionato. Inchiniamoci al suo pio transito. 

Con animo commosso comunico che ieri martedì, 12 giugno, alle ore 16,30, Sua Eccellenza il venerando Bali’ Gran Croce di Giustizia Fra’ Franz von Lobstein, già Gran Priore di Roma del Sovrano Militare Ordine di Malta, consultore già  membro del Sovrano Consiglio, ha reso l’anima a Dio. Dopo mezzo secolo di vita consacrata, quale professo dell’Ordine, le Esequie avranno luogo alla Cappella Palatina del Grillo, presente Sua Altezza Eminentissima il Principe e Gran Maestro del Sovrano Militare Ordine di Malta, Fra‘ Matthew Festingvenerdi’ 15 giugno, ore 11. Requiem ! Franz von Lobstein ! Presente !

Fu amico, padre, fratello dei terremotati a Colfiorito. Condusse con sagacia e fermezza i soccorsi del Gran Priorato dopo quella calamità. In questo frangente, sul piede di partenza per l’Emilia-Romagna, noi Cavalieri del Sovrano Ordine, e noi Volontari, a Lui dedichiamo il nostro servizio e sacrificio; ricordiamoLo ed onoriamoLo anche per quella Sua sollecitudine e capacità organizzativa; che tanto affetto e gratitudine destò tra i bisognosi, sull’Appennino umbro-marchigiano innevato, tra le tende e baracche degli sfollati; come tra gli emarginati nelle notti gelide delle stazioni romane, quando interveniva in incognito; come nelle corsie dell’Ospedale per Paraplegici della Magliana dell’Ordine di Malta, recando l’assistenza e il religioso conforto ai ricoverati, i nostri “signori malati”; e come tra le corsie dell’Accueil, l’Ospedale di Lourdes dei pellegrini ammalati assistiti dal Sovrano Ordine ai primi di maggio, e del Palazzo Pontificio di Loreto per i pellegrini lauretani di fine ottobre…. Addio Frà Franz ! Gli Angeli Ti accolgano e Ti presentino al Trono dell’Altissimo ! Al Premio Eterno !
Fra' Franz Von Lobstein Gran Priore di Roma del Sovrano Militare Ordine di Malta emerito 1999 - olio su tela 75x100 cm Collezione del Gran Priorato del S.M.O.M (Fonte:nataliatsarkova.net)

Fra’ Franz Von Lobstein Gran Priore di Roma del Sovrano Militare Ordine di Malta emerito
1999 – olio su tela 75×100 cm
Collezione del Gran Priorato del S.M.O.M (Fonte:nataliatsarkova.net)

Nato Barone alsaziano e creato Conte da Sua Maestà il Re Umberto II, Cavaliere di Gran Croce degli Ordini Piano, al Merito della Repubblica italiana, Costantiniano di San Giorgio, Mauriziano, di Sant’Anna di Russia, di Sant’Agata di San Marino, di Santo Stefano di Toscana, di San Giuseppe, e Collare di San Gennaro, Ufficiale della Corona d’Italia, intrattenne amicizia con le Teste Coronate d’Europa, con decine di Sovrani, Capi di Stato e ambasciatori di tutto il mondo. Fomentò con la caduta del comunismo nel 1989,  l’allargamento alla Russia, Polonia, Romania, Bulgaria, Ungheria, Slovenia, Croazia etc,  ed agli  altri paesi del dissolto blocco sovietico, le relazioni diplomatiche dell’Ordine di Malta; che finalmente veniva ammesso con seggio all’Unione Europea a Bruxelles, e alle Nazioni Unite a New York e a Ginevra, in difesa della pace e della causa cattolica-romana accanto alla Nunziatura Pontificia. Fu membro del Consiglio di Presidenza del Collegio Araldico e redattore autorevole da oltre mezzo secolo della Rivista Araldica.
Nato a Napoli nel 1921, partecipò alla seconda guerra mondiale, in carriera nel ministero dell’Interno fu Viceprefetto, dottore in giurisprudenza e in Lettere e Filosofia, giornalista, poliglotta, per famiglia d’origine dal Baden Wurtenberg bilingue in tedesco, collaborò a Il Tempo e all’Osservatore Romano. Nel Gran Magistero del Sovrano Militare Ordine di Malta fu consultore araldico e responsabile degli Archivi storici e biblioteche. Autore dell’opera storica “Settecento calabrese” e di numerosi  testi di linguistica.
REQUIEM AETERNAM DONA EO, DOMINE !
Nella foto: S.E. Mons. Paolo de Nicolò, S.E. Frà Franz von Lobstein, Rev.mo Mons. Azelio Manzetti, Gr.Uff. Adalberto Leschiutta, Gr.Uff. Massimo Sansolini, Conte Prof. Fernando Crociani Baglioni. Chiesa di S. Caterina della Rota, Arciconfraternita di S. Anna de' Parafrenieri. (Fonte foto: www.parafrenieri.it)

Nella foto: S.E. Mons. Paolo de Nicolò, S.E. Frà Franz von Lobstein, Rev.mo Mons. Azelio Manzetti, Gr.Uff. Adalberto Leschiutta, Gr.Uff. Massimo Sansolini, Conte Prof. Fernando Crociani Baglioni. Chiesa di S. Caterina della Rota, Arciconfraternita di S. Anna de’ Parafrenieri. (Fonte foto: http://www.parafrenieri.it)

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CL° DELL’UNITA’, ONORIAMO LA REAL CASA CHE FECE LA PATRIA UNA, LIBERA E INDIPENDENTE!


Riceviamo e pubblichiamo la lettera del Conte Prof. Fernando Crociani Baglioni, in occasione delle cellebrazioni per i 150 anni dell’Unità d’Italia.

Prof. Fernando Crociani Baglioni

Prof. Fernando Giulio Crociani Baglioni

(€UROITALIA – ROMA, 24 MARZO 2011)
Cari amici,

il 150° dell’Unità d’Italia suscita grande emozione e toccanti ricordi in ogni italiano, di ogni età, ceto, opinione  e condizione. Ometto in questa nota i ricordi personali, in quanto contenuti nell’ultimo mio libro di storia familiare;  ma mi è caro rammentare quando, 50 anni fa…, il 17 di marzo 1961, nel Centenario, ricevetti alla scuola media Virgilio, celebrandosi la ricorrenza con tutta la scolaresca,  preside e  insegnanti,  un volumetto storico contenente anche i testi dello Statuto Albertino del Regno del 1848, i Patti Lateranensi del 1929 e la Costituzione della Repubblica del 1948; libretto che gelosamente custodisco; ed issai al balcone di casa il tricolore della Patria !  La bandiera, dopo 50 anni, è tornata a sventolare da quel  medesimo balcone, come vi sventolò in altre ore liete e tristi per la Patria e per la mia famiglia, nel tempo trascorso…

Vorrei ricordare ai molti amici e amiche, giovani e meno giovani, che non può esservi oggi, 2011, miglior modo per ricordare il Risorgimento della Patria e tutta la nostra identità nazionale e di vita comunitaria civile, se non rendendo giusto onore alle salme dei Re d’Italia abbandonate nel corso di sei decenni in terre straniere, e restituirle alla gloria e alla memoria dei posteri nel Pantheon romano. Molti non sanno incolpevolmente  e si domandano perchè al Pantheon ? Perchè al Pantheon vi fu sepolto il Padre della Patria Re Vittorio Emanuele II, il Re Umberto I, e la Regina Margherita prima Regina d’Italia; e simboleggia tutto il nostro retaggio risorgimentale. E’ dunque giusto, legittimo, opportuno che ivi, sotto l’insegna della Corona ferrea, che fu cinta dai Re longobardi nel primo Regno che fu detto d’Italia nel primo millennio, vengano sepolti il Re Vittorio Emanuele III, il Re Soldato della Vittoria di Vittorio Veneto, la Regina Elena di Savoia Petrovich Niegosh del Montenegro, che Pio XII appellò Regina della Carità,  il Re Umberto II, e la Regina Maria Josè di Savoia Saxonia Coburgo Gotha del Belgio. E ciò per rispetto alla memoria storica, che oggi gli Italiani desiderano condivisa e senza più odi, nè rancori, nè recriminazioni. Il tempo trascorso ha lenito le ferite delle divisioni proprie del secolo il più tragico della storia umana: con due guerre mondiali, che gli storici definiscono ora un’unica tremenda guerra civile europea con decine di milioni di morti, olocausti, persecuzioni ideologiche e razziali, stermini di massa, guerre fratricide e fanatismi ideologici.  Dunque come ignorare la Real Casa che fece l’Italia 150 anni fa ? E come dimenticarne la dinastia che simboleggia tutto questo percorso storico ? Auspico che il ministero in carica, godendo del consenso amplissimo del popolo italiano, ma godendo su queste attese anche del consenso di gran parte dell’opposizione, così come fu  nel 2002- umanitariamente – per l’abolizione, dopo 54 anni,  dell’esilio dei Savoia vivi, si degni di archiviare  oggi, 2011, l’esilio dei Savoia morti ! Auspico altresì da studioso della materia, che il governo della Repubblica decreti il riconoscimento delle onorificenze cavalleresche della Real Casa di Savoia, così come si fece già da  almeno un decennio per decreti ministeriali, e per sentenze della magistratura da 65 anni, per quelle delle Case preunitarie italiane.  Come sarebbe assurdo e ingiusto se la Repubblica Italiana accordando autorizzazioni all’uso di onorificenze dinastiche preunitarie, continuasse ad ignorare quelle della Casa Reale che ebbe maggiori meriti in quanto  fece l’Italia, la nostra Patria, una, libera e indipendente; quella Patria comune, di cui noi e i nostri figli siamo, grazie a Dio,  gli eredi.

Cordialmente, vostro,

Fernando Giulio Crociani Baglioni