ROMA: CONCERTO STRAORDINARIO, OMAGGIO ALL’UNITA’ D’ITALIA COMMEMORANDO L’UNITA’ ROMENA



L’ASSOCIAZIONE ITALIA – ROMANIA “FUTURO INSIEME

nel quinto anniversario della sua istituzione ha l’onore di invitare la S.V. al concerto dello storico coro romeno Corul bărbătesc din Finteuşu Marela cui origine risale alla Grande Unione della Romania, il 1° dicembre 1918 – Festa Nazionale, che si terrà in Roma al Teatro di Vigna Murata, lunedì 5 dicembre, ore 20:45.

Corul bărbătesc din Finteuşu Mare diretto dal maestro prof. Andrei Dragoş è giunto in Italia da Maramureş; formato da 35 voci maschili è conosciuto in Romania e nel mondo come uno dei cori romeni di più antica tradizione del folklore e del repertorio di musica sacra, popolare, patriottica. Nei costumi tradizionali, i cantori esaltano le virtù, le opere, la forza del tramandare l’essenza della quotidianità popolare, delle radici e del retaggio.

Nel segno della solidarietà tra le nazioni latine sorelle

Roma-EUR, Teatro di Vigna Murata – Lunedì, 5 dicembre 2011, ore 20:45

Tournée di concerti: Corul bărbătesc din Finteuşu Mare
  • Domenica, 4 Dicembre 2011, ore 10:30Fonte Nuova (RM), Via Primo Maggio, 43.
    Il coro parteciperà con canti liturgici alla S. Messa celebrata per la comunità romena ortodossa di Fonte Nuova dal Rev. Padre Bogdan Petre presso l’Istituto di Gesù Redentore, con successivo concerto di canti natalizi romeni e ágape fraterna. 
  • Domenica, 4 Dicembre 2011, ore 16:00Mentana (RM), Via Reatina, 1.
    Concerto nella Chiesa parrocchiale di San Nicola di Bari. Presenti le Autorità ecclesiastiche romano-cattoliche, le Autorità Diplomatiche e civili.
  • Lunedì, 5 dicembre 2011, ore 20:45, Teatro di Vigna Murata, Roma-EUR, Via Roberto Ferruzzi, 110 (Metro B – Laurentina + bus 765)
    Concerto per i 150 anni dell’Unità italiana, commemorando l’Unità romena del 1° dicembre 1918.


L’ASSOCIAZIONE ITALIA – ROMANIA “FUTURO INSIEME

Nel segno del patriottismo e delle identità, celebrandosi le ricorrenze delle rispettive unificazioni nazionali, della solidarietà europea e latina, nonché di una forte spiritualità ecumenica, gli onori di casa a Roma al coro romeno ospite sono resi dalla Presidente dell’Associazione “Italia-Romania Futuro Insieme” Dott.ssa Simona Cecilia Farcas, dall’Associazione Internazionale per il Canto Gregoriano “Una Voce” col suo Presidente romano Dott. Carlo Marconi, dal Presidente dell’Istituto di Studi Storici Beato Pio IX Conte Prof. Fernando Crociani Baglioni, e da numerosi esponenti e docenti del mondo accademico e delle Università Pontificie con la Prof.ssa Cristina Mandosi, dal Corpo Diplomatico accreditato in Italia e presso la Santa Sede, dalle Autorità civili, dal mondo del Volontariato sociale, umanitario, della solidarietà, della cultura e dell’arte; dal Rev. Don Isidor Iacovici Responsabile Missione con Cura d’Anime Romena di Rito Latino in Roma, dal Rev. Don Massimiliano Nazio parroco romano-cattolico di Santa Giovanna Antida, e dal Rev. Padre Bogdan Petre per la Diocesi Romeno Ortodossa d’Italia in rappresentanza del Vescovo S.E. Mons. Siluan.

OMAGGIO ALL’UNITA’ D’ITALIA COMMEMORANDO L’UNITA’  ROMENA: Scarica l’invito al concerto 5 dicembre 2011 ore 20.45

Teatro di Vigna Murata

Via Roberto Ferruzzi, 110

00143 Roma-EUR

R.S.V.P.

3346384048

irfionlus@yahoo.it


“I politici sono i veri decadenti, incapaci di guidare il nostro Paese”


Articolo pubblicato su Il Tempo il 19/07/2010

Capece Minutolo stemma

[…] …baroni, conti, marchesi e principi non rinunciano a tracciare un bilancio graffiante di questo Paese, della politica e dei politici. Lo fanno a modo loro, sentendosi ricchi dell’appartenenza a famiglie che hanno accumulato secoli di storia ed esperienza. Fa una certa impressione pensare che queste antiche discendenze hanno combattuto con Carlo Magno, visto l’Impero di Carlo V, la rinascita della Francia, il Re Sole, la rivoluzione francese, il plurisecolare Stato Pontificio, la conquista delle Americhe, l’impero di Napoleone, i Borbone delle Due Sicilie, la Restaurazione dell’Ancien régime, la Vienna degli Asburgo, il Risorgimento italiano, l’Italia unita, due guerre mondiali. E loro sempre lì, sui troni, oggi su poltrone dirigenziali, o a far la spesa al supermercato, o tra i fornelli, trasmettendo a figli, nipoti e bisnipoti, il retaggio familiare. I 150 anni dell’Italia sono una frazione della loro storia, quella più recente.

«L’Italia avrà pure compiuto 150 anni, ma il primo a voler istituire un ministero pannazionale fu il principe Antonio Capece Minutolo, vissuto tra Settecento e Ottocento, con il suo modernissimo pensiero di un ministero di Polizia fra tutti gli stati regionali della nostra Penisola». A parlare è la principessa Irma Capece Minutolo, dedita al volontariato, appassionata di studi storico-politici e giuridici, la cui famiglia inizia con i Duchi indipendenti di Napoli, affrancatisi dall’impero di Bisanzio ben 1.237 anni fa. Di sovrani, Donna Irma se ne intende anche per storia recente: l’omonima zia, splendida cantante lirica, fu fra le regine della Dolce Vita nonché vedova di Re Farouk, ultimo monarca d’Egitto. «La differenza tra il mio quartavo, il principe Antonio, e i politici attuali – dice la nobildonna – è che egli, da ministro plurinazionale e profondo umanista, venne ingiustamente definito da alcuni come “forcaiolo” perché si rifiutò di aderire agli ideali rivoluzionari schierandosi a difesa del suo sovrano e delle istituzioni democratiche, uniche nel suo tempo, esistenti a Napoli. Oggi si vuol far passare per santi degli individui che, lungi dal difendere la povera gente, hanno come passatempo il perseguire fini personali o distruggere ciò che i nostri Padri hanno faticosamente costruito».

«Se 150 anni ci separano dalla morte di Cavour – aggiunge Donna Irma – sembrerebbero un baratro incolmabile di almeno 200 anni quelli che ci separano dall’operato del mio illustre antenato che non ebbe paura di schierarsi personalmente contro Napoleone, Metternich e l’intera corte inglese per difendere a spada tratta Napoli, i suoi sovrani e il suo popolo». «Fra spazzatura invadente, tunnel autostradali la cui costruzione eterna ha costi faraonici, ponti pagati quattro volte e mai realizzati, ricostruzioni mascherate da opere d’arte – conclude – la nostra classe dirigente, di destra e di sinistra, più che avvicinarsi agli ideali risorgimentali, sembra a suo agio trasposta alla fine della Repubblica Romana, quando scandali, appropriazioni indebite, collusioni e l’essere considerati al contempo re di tutti i sovrani e regine di tutti i soldati, era all’ordine del giorno».

[…]

Conte Fernando Crociani Baglioni

Uomo eclettico, sanguigno, voce potente e allo stesso tempo gentile, noto per le tante partecipazioni a iniziative umanitarie, è il conte Fernando Crociani Baglioni, cavaliere di Grazia e Devozione del Sovrano Militare Ordine di Malta, grand’Ufficiale dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana, decorato con la Médaille de la Ville de Paris. Sui politici il conte dice subito che «oltre la notte verrà l’aurora. Bisogna essere ottimisti, come per gran parte dei ceti storici di fronte ai cambiamenti di questi ultimi cento anni, pescando nella nostra concezione del mondo e della vita, dell’uomo, della società e della storia, il frutto di una visione cristiana, quindi ottimistica, che non sa subire l’idea di decadenza. Dai ceti storici italiani – continua il conte – noto un forte consenso per il cavaliere Silvio Berlusconi, al berlusconismo come movimento e prassi, all’idea di risanamento che con il piglio dell’imprenditore di grande successo, il cavaliere ha saputo imprimere alla sua avventura politica. Valori storici, borghesi, conservatori certamente, in cui, in senso lato, la destra nazionale ha saputo reidentificarsi. Valori sociali e cristiani nell’affermazione planetaria della libertà di mercato oltre la sconfitta storica del comunismo. Qualità della politica? Scarsa, ma siamo a livello degli altri paesi».

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