Roma, Requiem per Otto d’Austria presieduto da S.Em. Christoph Card. Schönborn


Solenne Requiem presieduto da S.Em. Christoph Card. Schönborn

per L.L.A.I.R. Arciduca Otto von Österreich e Arciduca Felix von Österreich

Martedì 24 gennaio 2012, alle ore 19.30 nella Chiesa di S. Maria dell’Anima – Roma

Serata soul-jazz-folk all’Accademia di Romania in Roma con Christiana Uikiza & Markus Gaudriot


Sabato 19 novembre alle 20:30, l’Accademia di Romania in Roma presenta il concerto This time it’s different, con l’esibizione di due giovani musicisti: la cantautrice  Christiana Uikiza ed il pianista Markus Gaudriot. La serata jazz/ soul/ folk  si inserisce all’interno della terza edizione di Musei in Musica, iniziativa promossa da Roma Capitale che prevede sessanta eventi musicali in diversi musei e siti culturali nella città di Roma, straordinariamente aperti di sera per l’occasione e ad ingresso gratuito.

 

Christiana Uikiza, cantautrice nata in Romania, ha sviluppato il suo talento plurilinguistico anche perché ha abitato in più paesi. Ha perfezionato la sua tecnica vocale a Vienna dove ha intrecciato il suo percorso musicale con quello dei migliori artisti austriaci ed internazionali  come Jean-Paul Bourelly, Joe Meixner, Willi Langer e Martin Fuss. Ha sempre le valigie pronte per prendere qualche volo, a volte ha l’impressione di abitare proprio all’aeroporto di Vienna.  Ha anche le sue corde vocali sempre pronte per i suoi numerosi concerti sostenuti in tutti gli angoli del mondo davanti a un pubblico molto vario. Ha incantato con la sua presenza e la sua interpretazione migliaia di orecchie e di anime: pezzi soul classici, jazz, canzoni proprie. Sempre in viaggio, ha sostenuto concerti in tante capitali europee:  Copenhagen, Varsavia, Danzica, Zurigo, Berlino, Budapest, persino al Festival Jazz di Istanbul 2011 dove ha condiviso il palcoscenico con giganti del mondo jazz e soul come sarebbero Herbie Hancock, Michel Camillo, Randy Crawford, Natalie Cole, Joe Sample, Joss Stone e Jamie Cullum.

La flessibilità con cui Christiana “viaggia” attraverso tutti i generi musicali è sostenuta dalle solidi basi messe nell’infanzia: studia violino dall’età di 8 anni, poi ha studiato pianoforte e chitarra da autodidatta. In seguito ha concentrato i suoi sforzi sul perfezionamento della sua tecnica vocale, raggiungendo un ampliamento del suo diapason fino a 5 ottave, incluso un modo rarissimo di espressione vocale chiamato “whistle register”(registro fischiato), un culmine raggiunto da pochissimi artisti vocali al mondo.

Gli anni passati a studiare in Croazia sono stati allo stesso tempo l’inizio di un periodo musicale molto prolifico: Christiana ha partecipato e ha vinto concorsi e festival di  jazz, blues e di chanson francesi, è arrivata nelle finali dell’edizione croata dello show “Pop Idol”, ha scritto canzoni e ha fatto vari videoclip. Una delle sue canzoni è diventata hit nello spazio radiofonico croata.

Accanto alla sua attività concertistica che ha sempre considerate come una priorità, Christiana ha scritto, registrato e lanciato il suo primo album con musiche proprie nel 2008. L’album intitolato “This time it´s different” è stato prodotto da Christoph Burgstaller ed ha riscosso un grande successo di pubblico e di stampa in ambiti specialistici tedeschi ed austriaci.

Attualmente Christiana sta registrando in studio di altissimo livello a Los Angeles, Kansas City e in Austria il suo second album “How to get“(soul/ jazz/ pop), album prodotto dal famosissimo pianista Joe Meixner. Gli artisti del mondo della musica che hanno scoperto e creduto nel grande talento di Christiana e la sostengono nella sua carriera sono a loro turno laureati o nominati per il premio “Grammy”. Di chi si tratta … lo sapremo all’inizio del 2012, quando il nuovo album sarà lanciato! 

Nato nel 1980, Markus Gaudriot si è diplomato presso l’Accademia di Musica di Vienna ed è già perfettamente integrato nel mondo austriaco dello jazz. Ancora giovanissimo è protagonista di vari concerti sostenuti nei più rinomati club di Vienna ed accompagna in tournées numerosi artisti austriaci consacrati: Hans Salomon, Oscar Klein, Harry Stojka, Zipflo Weinrich.

I suoi “eroi” musicali sono Oscar Peterson, Benny Green, Kenny Barron, Monty Alexander, i quali lo hanno ispirato nei suoi primi anni nel mondo della musica. Eppure la gioia di fare musica filtrata attraverso il proprio spirito e la maturità dell’interpretazione sia dal punto di vista tecnico che dell’originalità armonica lo rendono unico tra i pianisti della sua età.

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Sabato, 19 novembre 2011 

Ore 20,30 – 21,30

Ore 22,00 – 23,00

 Sala concerti

Accademia di Romania

P.zza José de San Martin no. 1 (Valle Giulia)

Ingresso libero fino ad esaurimento posti

Roma/Austria, 26 ottobre:Nationalfeiertag-Festa nazionale celebrata con concerto al Forum Austriaco di Cultura e mostra alla Scuola Germanica


The statue of Athena in front of the Austrian ...

Parlamento austriaco. via Wikipedia

(EUROITALIA – ROMA, 18 OTTOBRE 2011) – La Festa Nazionale in Austria venne celebrata per la prima volta il 12 novembre 1919. Dal 1934 al 1945 l’Unità Nazionale austriaca venne onorata il 1° maggio. Dopo la fine del conflitto le ultime truppe britanniche di occupazione se ne andarono il 25 ottobre 1955 lasciando di fatto il paese il giorno successivo così che tale data divenne Giorno della “Dichiarazione della Neutralità” austriaca.  Dal 1965 in poi il Parlamento austriaco decretò e confermò il 26 ottobre quale data festiva nazionale, in occasione della quale  il parlamento a Vienna, i ministeri dello stato, la “Hofburg”, il palazzo del presidente della repubblica e tutti i musei di proprietà dello stato aprono le loro porte e sono visitabili gratuitamente; mentre le autorità militari dispongono sulla Heldenplatz nella capitale Vienna reparti dell’esercito facendo giurare mille reclute presso Hofburg in modalità espositiva e sotto gli occhi dei cittadini che partecipano all’evento.


Il testo dell’inno dell’Austria:
(traduzione in italiano: Wolfgang Pruscha) 


Land der Berge, Land am Strome,
Land der Äcker, Land der Dome,
Land der Hämmer, zukunftsreich!
Heimat bist du großer Söhne,
Volk, begnadet für das Schöne,
Vielgerühmtes Österreich,
Vielgerühmtes Österreich.

Heiß umfehdet, wild umstritten,
Liegst dem Erdteil du inmitten
Einem starken Herzen gleich.
Hast seit frühen Ahnentagen
Hoher Sendung Last getragen,
Vielgeprüftes Österreich,
Vielgeprüftes Österreich.

Mutig in die neuen Zeiten,
Frei und gläubig sieh uns schreiten,
Arbeitsfroh und hoffnungsreich.
Einig lass in Brüderchören,
Vaterland, dir Treue schwören.
Vielgeliebtes Österreich,
Vielgeliebtes Österreich.

Terra di monti, Terra sul fiume
Terra di campi, Terra dei duomi,
Terra di martelli, ricca di futuro!
Sei patria di grandi figli,
Popolo, con il dono della bellezza,
Tanto celebrata Austria,
Tanto celebrata Austria.

Contestata aspramente, combattuta con ferocia,
Stai al centro del continente,
Simile a un cuore forte.
Hai sopportato, fin dai giorni degli antenati
il peso di un’alta missione,
Tanto provata Austria,
Tanto provata Austria.

Con coraggio camminiamo, sotto il tuo sguardo,
liberi e fiduciosi verso tempi muovi,
operosi e sperazosi.
Giuriamo con cori fraterni,
a te, Patria, la fedeltà.
Tanto amata Austria,
Tanto amata Austria.


Vedi il programma delle manifestazioni che avranno luogo  il 26 ottobre prossimo in occasione della Festa Nazionale Austriaca, a Vienna:  http://www.nationalfeiertag.at/

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 www.austriacult.roma.it

26 ottobre: Nationalfeiertag / Festa Nazionale dell’Austria

 CONCERTO in occasione della Festa Nazionale Austriaca

con Elena Denisova (violino solo)

Martedì, 25 ottobre 2011, ore 20.00

Viale Bruno Buozzi 113 – 00197 Roma

Ingresso libero – fino a esaurimento posti

 Elena Denisova è nata a Mosca e ha ricevuto la sua prima lezione di violino all’età di 4 anni. Ha studiato sotto la guida dei pupilli di Oistrach, Valery Klimov e Oleg Kagan e nel 1990 ha dato avvio a una straordinaria carriera che l’ha portata a esibirsi con note orchestre quali la Filarmonica di Mosca, la Royal Philharmonic Orchestra di Londra, i Münchener Symphoniker, l’Orchestra Sinfonica della Radio di Budapest, l’Orchestra del Mozarteum di Salisburgo e l’Orchestra Sinfonica di Trondheim.

Numerosi festival sono riusciti ad averla per concerti solisti, tra questi: il Carinthischer Sommer, il Flanders Music Festival, gli Hörgänge e il Klangbogen di Vienna, il Festival Ljubljana, il Russian Winter Festival di Mosca e i Concerti di Primavera di Parma. Dal 2002 Elena Denisova è inoltre direttrice del Wörthersee Classics Festival.

Programma

Johann Sebastian Bach (1685-1750)
Sonata in sol minore BWV 1001
Adagio, Fuga, Siziliano, Presto

Dieter Kaufmann (*1941)
“Paganihilismo” per violino e nastro magnetico

Niccolò Paganini (1782-1840)

Capricci op.1 n.14 e n.24

– Pausa –

Wolfram Wagner (*1962)
“Passacaglia e fuga” (dedicato a Elena Denisova)

Kurt Anton Hueber (1928-2008)
“Il trillo del diavolo” – omaggio a Giuseppe Tartini
dedicato a Elena Denisova

Maximilian Kreuz (*1953)
Opera per violino in 3 movimenti WV 60 A (2002)

Fritz Kreisler (1875-1962)
“Recitativo e Scherzo” per violino solo

Organizzazione: Forum Austriaco di Cultura Roma
Info: tel: 06 3608371

* Ingresso a partire dalle ore 19:30. Vi preghiamo di presentarvi in anticipo, dal momento che non possiamo accettare prenotazioni

Organizzazione: Forum Austriaco di Cultura Roma

Info:  tel: 06 3608371

 

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Festa Nazionale Austriaca

INAUGURAZIONE MOSTRA

“Wien einmal anders – Una Vienna diversa”

di Barbara Zeidler

Giovedì, 27 ottobre 2011, ore 12.15
Scuola Germanica Roma, Via Aurelia Antica, 397-403 – 00165 Roma
Ingresso libero

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In alto a sinistra: Museo del Terzo Uomo, in alto a destra: Museo Viennese del Crimine
In basso a sinistra: Museo del Giardinaggio, in basso a destra: Museo delle Sfere di Vetro con Neve

Chi sa, infatti, che a Vienna si trova la più grande collezione di cassette dei giochi di prestigio, il museo delle sfere di vetro con neve, la collezione imperialregia del cappello o il museo del circo e della clownerie? Quale viennese porta al museo delle pompe funebri o a quello dell’acquavite gli amici che vengono a trovarlo?

La mostra “Wien einmal anders – Una Vienna diversa“, nata da una collaborazione tra il Forum Austriaco di Cultura Roma e la Scuola Germanica, si propone di offrire una nuova prospettiva sulla capitale austriaca attraverso un viaggio tra tesori nascosti e sconosciuti della città.

Barbara Zeidler – fotografa, curatrice di mostre e progetti interculturali. Ha fondato con Abbé Libansky l’Istituto per i Beni Resistenti alla Cultura. A partire dal 2004 ha esposto le sue opere in diverse mostre sia in Austria che all’estero.

La mostra sarà visitabile nei locali della Scuola Germanica e del Forum Austriaco di Cultura Roma fino al 22 dicembre 2011.

Organizzazione: Forum Austriaco di Cultura Roma e Scuola Germanica Roma
Info: Forum Austriaco – tel. 06 3608371,
Scuola Germanica Roma – tel. 06 6638776


8 OTTOBRE: OTTO D’ASBURGO, RICORDATO E ONORATO IN VATICANO


Otto von Habsburg-Lothringen, during an interv...

Otto von Habsburg-Lothringen. Image via Wikipedia

Messa cardinalizia con la società romana, il Corpo Diplomatico e 120 organizzazioni italiane ed internazionali.

 (VATICANO – 03 ottobre 2011, Simona C. Farcas) – La Città Leonina, sabato 8 ottobre 2011, nella sua sovrannaturale e bimillenaria storia annovera ancora una giornata memorabile, che già entra nella storia del XXI secolo.

Un solenne Pontificale di Requiem suffraga nel rito antico “pro Romano Imperatore” l’anima eletta di un uomo eccezionale, semplice e buono, sereno quanto l’esempio di santità ricevuto nel sangue imperiale da suo padre, il Beato Carlo I d’Austria, deciso ed eroico quanto le tragedie del XX secolo imposero alla dignità del suo ruolo e del retaggio cesareo e di difesa della Cristianità; tenace e generoso, anteponendo sempre la salvezza, la libertà, pacificazione e riconciliazione dei popoli europei, al suo stesso personale interesse.

L’Arciduca Otto d’Asburgo, sepolto a luglio nella Cappella viennese dei Cappuccini, riposa accanto a dodici imperatori e diciotto imperatrici, e centodiciotto membri della Casa d’Asburgo. Non fu mai nostalgico del suo trono, ma dedicò tutta la sua esistenza all’ideale di una Europa cristiana unita, nel segno della sua civiltà, avversando tutte le ideologie e regimi totalitari che ne compromisero nel secolo scorso i suoi destini. Mirò sempre avanti, nei suoi contatti con le teste coronate e i potenti, sia nella sua azione culturale che nell’impegno politico nella veste di deputato al Parlamento europeo, eletto per quattro legislature e vent’anni in Baviera. Cadute le tristi misure che comminavano l’esilio per delitto di cognome, cadute le ideologie, il Muro di Berlino, ed infine rovinato il Comunismo nell’Europa Centro-orientale, fu accolto, rispettato e onorato, con la sua famiglia e dinastia, nella sua Austria, in Ungheria, in Croazia, le quali unitamente alla Germania, gli conferirono le rispettive cittadinanze; quasi a voler riparare ai torti ingiustamente inflitti dal novello giacobinismo, che nel XX secolo parve paradossalmente coincidere tra nazionalsocialisti, comunisti e sedicenti democratici, ad una dinastia che ebbe il torto di rappresentare per un millennio l’ecumene cristiano, non solo in Europa, ma nell’intero mondo conosciuto; da quando il suo avo, Carlo V, proclamò di “regnare su un Impero sul quale non tramonta mai il sole” .

Il Cardinale bavarese Walter Brandmüller, il quale gli fu amico in vita, non meno di quanto lo fu l’altro bavarese, Cardinale Joseph Ratzinger, Romano Pontefice felicemente regnante, ne celebra il Pontificale di Requiem, che unisce i romani all’Europa dei popoli, delle piccole e grandi Patrie, che nella loro storia millenaria conobbero le autonomie plurali, le libertà locali, le specificità, le confessioni, la convivenza di etnie, idiomi e culture che riconducono per il XXI secolo alla intramontabile civiltà cristiana.

Il sacro rito si celebra, nella novena di S. Maria del Rosario, detta “della Vittoria“, anche nel ricordo del 440° del trionfo di Lepanto. Quella vittoria degli europei uniti che segnò, nel 1571, la salvezza dell’Europa cristiana, al comando di un altro Asburgo d’Austria, nella memoria di Otto d’Asburgo, verrà ricordata al Vespro al Camposanto Teutonico in Vaticano, presente il Corpo Diplomatico accreditato alla Santa Sede e al Quirinale, e la società romana.

OTTO VON HABSBURG, EVOLUZIONE NELLA TRADIZIONE


Convegno di studi di Norman Accademy e lectio magistralis

del Conte Prof. Fernando Crociani Baglioni, nel terzo mese dal pio transito dell’Arciduca d’Austria.

A Villa Due Pini, via delle Barozze, 15 – Rocca di Papa (RM), domenica, 25 settembre 2011, dalle ore 10:30.  Al Convegno segue una colazione sociale (a quota contributiva) organizzata da Norman Accademy.

Per informazioni e prenotazioni: cell. 339.8136464.

Foto: Zenit.org

EUROITALIA – ROMA, 11 settembre 2011, Simona C. Farcas – Per i cultori di storia, per i fedelissimi, i monarchici, i tradizionalisti, i pangermanisti, fu sempre, nel quasi centenario arco di vita, Sua Altezza Imperiale Reale Apostolica, quale erede dei troni d’Austria e d’Ungheria, di Boemia e di tutta la Mitteleuropa, quella che sotto lo scettro degli Asburgo riuniva le nazioni dal cuore della Germania alla Penisola Balcanica e all’area Carpatico-Danubiana. Per gli europeisti, i cristiani delle varie confessioni fu soprattutto il postulatore più autorevole dell’ideale di un’Europa unita e cristiana, fondata sulle sue radici spirituali, da cui il continente verso una sempre più vasta e profonda integrazione politica, non può prescindere.

Il Dr. Otto von Habsburg, come preferiva essere appellato, fu eletto deputato al Parlamento europeo in Baviera per i cristiano-sociali, e fu acclamato Presidente Onorario del Parlamento Europeo. Egli simboleggiò certamente non la nostalgia dell’ecumene imperiale, bensì la visione avvenire dell’Unione continentale, oltre i particolarismi nazionali e regionali, oltre gli egoismi di frontiera, di lingua e di etnia, talora duri a morire nell’Unione Europea e tra i suoi 27 Stati. Fu l’antesignano dell’integrazione politica, della tolleranza, del rispetto dei diritti umani e dell’ambiente, di un ritrovato ruolo dell’Europa per la stabilità mondiale, le immigrazioni sostenibili e la diffusione del benessere e della pace tra popoli e classi, all’insegna della Dottrina Sociale della Chiesa.

Fu uomo di fede: tutta la sua vita si imperniò nell’affermazione dei valori cristiani nella vita pubblica. Nessuna legislazione poté concepire se non ispirata ai principi di giustizia dettati dal Vangelo; così come, si oppose con fermezza ai totalitarismi del XX secolo, che più duramente pretesero di schiacciare l’identità religiosa europea, opprimendo i popoli e soffocando libertà e democrazia. Figlio di un Santo, l’Imperatore d’Austria e Re d’Ungheria, Carlo I, morto in povertà e solitudine nell’esilio delle Azzorre, Otto non volle minimamente partecipare al processo di Beatificazione di suo padre. Lasciò che la Chiesa Romana conducesse autonomamente il processo vaticano per l’ultimo Imperatore, sino all’elevazione alla gloria degli altari, il 4 ottobre 2004.

Rappresentò la Mitteleuropa dei campanili, degli altari, dei focolari e delle piccole patrie; degli Schützen tirolesi e dei montanari austriaci, boemi e bavaresi; delle valli alpine, delle foreste transilvane e di Dalmazia, delle pianure ungheresi e delle genti dei Carpazi e del Danubio, nelle loro più nobili tradizioni e gelose aspirazioni alla libertà.

La sua Europa non fu solo negli ideali professati, quella di Carlo Magno o di Francesco Giuseppe, ma quella del magistero cattolico romano brillantemente espressa nei suoi incontri più che amichevoli con Benedetto XVI.

 

(Simona C. Farcas)

Roma, 11 settembre 2011

Conte Prof. Fernando Crociani Baglioni,  noto saggista e istoriografo, che nel campo delle scienze ausiliarie della storia a livello nazionale ed europeo rappresenta un autorevole nome. Il Prof. Fernando Crociani Baglioni è romano, e appartiene a famiglia di antiche tradizioni militari, civili, religiose e patriottiche. Dedito agli studi storici, giuridici, politici e sociali, giornalista, si occupa di attività internazionali con la Commissione Europea e il Parlamento Europeo per una confederazione economica italiana. Ha conseguito otto master in diritto internazionale, diritto comunitario, diritto costituzionale europeo, geopolitica dell’energia, intelligence e servizi segreti etc. Insignito di numerose Lauree Honoris Causa in Scienze Politiche Sociali e Storiche, il Prof. Crociani Baglioni è redattore (es. “Rivista Araldica“, da un trentennio) e collaboratore di testate politiche e storiche, innumerevoli saggi, monografie, ricerche ed atti di convegni storici e di scienze ausialiarie della storia. Autore di varie opere a soggetto storico, tra cui LABARO E MEDAGLIERE (Ed. Laurum, Pitigliano GR, 2008),  uno spaccato di storia sociale tra il Risorgimento in Umbria e Roma Capitale; TURRIZIANI ALIAS COLONNA. I ceti storici tra XVI e XX secolo (Ed. Zauli, Roma, 2005);  SMO COSTANTINIANO DI SAN GIORGIO (Ed. Zauli, Roma, 1995); LE ISTITUZIONI COMUNITARIE EUROPEE (Roma, 2010) etc.. E’ impegnato nel mondo del volontariato sociale ed umanitario per l’assistenza ai poveri, emarginati ed infermi. E’ Grand’Ufficiale dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana, Cavaliere di Grazia e Devozione del Sovrano Militare Ordine di Malta ed insignito di massime onorificenze pontificie, nazionali ed estere. E’ membro di prestigiose istituzioni scientifiche ed accademiche nazionali ed estere. E’ Presidente dell’Istituto di Studi Storici Beato Pio IX. Membro effettivo del Collegio Araldico e dell’Istituto per la Storia del Risorgimento Italiano.

ROMA, 8 OTTOBRE 2011: LA CHIESA CATTOLICA ROMANA E L’ITALIA RENDONO OMAGGIO ALL’ARCIDUCA OTTO VON HABSBURG


L’evento centrale di inizio autunno romano sarà la Messa Pontificale per l’Arciduca Otto von Habsburg presieduta da S. Em. Rev.ma il Cardinale Walter Brandmüller.   Promosso dall’Istituto di Studi Storici Beato Pio IX del Conte  Fernando Crociani Baglioni, con l’adesione di 110 Istituzioni ed Organizzazioni italiane ed internazionali.

Cardinale Walter Brandmüller

Cardinale Walter Brandmüller

(EUROITALIA – ROMA, 13 agosto 2011. Simona C. Farcas) – Nel terzo mese del pio transito dell’Arciduca d’Austria, che segnò nel centenario arco di sua vita la riaffermazione dei valori dell’Europa cristiana. Tale fu il suo ideale, attraversando le vicissitudini delle due guerre mondiali e di un lungo dopoguerra che sembrò senza fine per la Mitteleuropa e l’Europa Orientale soggette al comunismo. E per l’affermazione dell’ideale europeistico che riunisse attorno alla speranza di un mondo di pace e riconciliazione con al centro il nostro continente, senza più conflitti e odio tra i popoli.

Il dr. Otto von Habsburg, come preferiva essere appellato rispetto alle dignità imperiali e reali che gli corrispondevano, essendo figlio ed erede dell’ultimo Imperatore d’Austria -Ungheria, Carlo I, il Beato, che molti cattolici e ortodossi appellano “il Santo”, non impostò la sua azione culturale, sociale, etica e politica alla nostalgia del glorioso trono che riunì sotto il loro scettro l’Europa lungo un millennio. Ma incoraggiò le generazioni uscite dal secolo più tragico della storia umana a guardare con fiducia ad un avvenire di riconciliazione, di pace, progresso, autodeterminazione dei popoli, socialità e concordia, gettando le basi della ricomposizione dell’Europa cristiana, nel modello confederale che riprendesse i valori antichi e le esigenze di libertà, democrazia e diritti umani recuperati dai tempi moderni. Si oppose ai totalitarismi – subendone con la sua famiglia persecuzioni, arresti, esili e sofferenze – e alle loro aberrazioni. Si oppose ad ogni ingiustizia e dittatura; sopportò con dignità il delitto di cognome, che lo escluse per lunghi anni dalla sua Patria, come tutti gli eccessi del Novecento che inflissero ai capi delle dinastie, le quali  subirono il “vae victis”, sempre difendendo la Patria dei suoi antenati, o forse le grandi e piccole patrie dell’Oecumene imperiale cristiano che la composero; legato al retaggio storico del suo nome. Oggi riposa nella Cappella dei Cappuccini nella sua Vienna accanto agli Imperatori ai Re e ai Beati della Casa d’Asburgo, nel 440° anno di salvezza dell’Europa, segnata a Lepanto da Giovanni d’Austria. La solenne Messa Pontificale del Cardinale bavarese cadrà in tale ricorrenza tanto significativa per la Cristianità, la storia europea e la storia umana.

(Simona C. Farcas)

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Per adesioni, contattare:

Segreteria organizzativa Pontificale Arciduca Otto von Habsburg
tel. 335.6605913
email: pontificale.ottovonhabsburg@gmail.com

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“I politici sono i veri decadenti, incapaci di guidare il nostro Paese”


Articolo pubblicato su Il Tempo il 19/07/2010

Capece Minutolo stemma

[…] …baroni, conti, marchesi e principi non rinunciano a tracciare un bilancio graffiante di questo Paese, della politica e dei politici. Lo fanno a modo loro, sentendosi ricchi dell’appartenenza a famiglie che hanno accumulato secoli di storia ed esperienza. Fa una certa impressione pensare che queste antiche discendenze hanno combattuto con Carlo Magno, visto l’Impero di Carlo V, la rinascita della Francia, il Re Sole, la rivoluzione francese, il plurisecolare Stato Pontificio, la conquista delle Americhe, l’impero di Napoleone, i Borbone delle Due Sicilie, la Restaurazione dell’Ancien régime, la Vienna degli Asburgo, il Risorgimento italiano, l’Italia unita, due guerre mondiali. E loro sempre lì, sui troni, oggi su poltrone dirigenziali, o a far la spesa al supermercato, o tra i fornelli, trasmettendo a figli, nipoti e bisnipoti, il retaggio familiare. I 150 anni dell’Italia sono una frazione della loro storia, quella più recente.

«L’Italia avrà pure compiuto 150 anni, ma il primo a voler istituire un ministero pannazionale fu il principe Antonio Capece Minutolo, vissuto tra Settecento e Ottocento, con il suo modernissimo pensiero di un ministero di Polizia fra tutti gli stati regionali della nostra Penisola». A parlare è la principessa Irma Capece Minutolo, dedita al volontariato, appassionata di studi storico-politici e giuridici, la cui famiglia inizia con i Duchi indipendenti di Napoli, affrancatisi dall’impero di Bisanzio ben 1.237 anni fa. Di sovrani, Donna Irma se ne intende anche per storia recente: l’omonima zia, splendida cantante lirica, fu fra le regine della Dolce Vita nonché vedova di Re Farouk, ultimo monarca d’Egitto. «La differenza tra il mio quartavo, il principe Antonio, e i politici attuali – dice la nobildonna – è che egli, da ministro plurinazionale e profondo umanista, venne ingiustamente definito da alcuni come “forcaiolo” perché si rifiutò di aderire agli ideali rivoluzionari schierandosi a difesa del suo sovrano e delle istituzioni democratiche, uniche nel suo tempo, esistenti a Napoli. Oggi si vuol far passare per santi degli individui che, lungi dal difendere la povera gente, hanno come passatempo il perseguire fini personali o distruggere ciò che i nostri Padri hanno faticosamente costruito».

«Se 150 anni ci separano dalla morte di Cavour – aggiunge Donna Irma – sembrerebbero un baratro incolmabile di almeno 200 anni quelli che ci separano dall’operato del mio illustre antenato che non ebbe paura di schierarsi personalmente contro Napoleone, Metternich e l’intera corte inglese per difendere a spada tratta Napoli, i suoi sovrani e il suo popolo». «Fra spazzatura invadente, tunnel autostradali la cui costruzione eterna ha costi faraonici, ponti pagati quattro volte e mai realizzati, ricostruzioni mascherate da opere d’arte – conclude – la nostra classe dirigente, di destra e di sinistra, più che avvicinarsi agli ideali risorgimentali, sembra a suo agio trasposta alla fine della Repubblica Romana, quando scandali, appropriazioni indebite, collusioni e l’essere considerati al contempo re di tutti i sovrani e regine di tutti i soldati, era all’ordine del giorno».

[…]

Conte Fernando Crociani Baglioni

Uomo eclettico, sanguigno, voce potente e allo stesso tempo gentile, noto per le tante partecipazioni a iniziative umanitarie, è il conte Fernando Crociani Baglioni, cavaliere di Grazia e Devozione del Sovrano Militare Ordine di Malta, grand’Ufficiale dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana, decorato con la Médaille de la Ville de Paris. Sui politici il conte dice subito che «oltre la notte verrà l’aurora. Bisogna essere ottimisti, come per gran parte dei ceti storici di fronte ai cambiamenti di questi ultimi cento anni, pescando nella nostra concezione del mondo e della vita, dell’uomo, della società e della storia, il frutto di una visione cristiana, quindi ottimistica, che non sa subire l’idea di decadenza. Dai ceti storici italiani – continua il conte – noto un forte consenso per il cavaliere Silvio Berlusconi, al berlusconismo come movimento e prassi, all’idea di risanamento che con il piglio dell’imprenditore di grande successo, il cavaliere ha saputo imprimere alla sua avventura politica. Valori storici, borghesi, conservatori certamente, in cui, in senso lato, la destra nazionale ha saputo reidentificarsi. Valori sociali e cristiani nell’affermazione planetaria della libertà di mercato oltre la sconfitta storica del comunismo. Qualità della politica? Scarsa, ma siamo a livello degli altri paesi».

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