Arme della Famiglia Crociani, patrizi fiorentini (1350-1409), nell’Archivio di Stato di Firenze


Blasoni delle famiglie toscane  descritte nella Raccolta Ceramelli Papiani

Arme della Famiglia Crociani, patrizi fiorentini (1350-1409)

Arme della Famiglia Crociani, patrizi fiorentini (1350-1409)

CROCIANI o CRUCIANI: In atto CROCIANI BAGLIONI, in capo al Conte Cav.Gr.Cr.  Prof. Fernando, per Decreto del Ministro dell’Interno 3 ottobre 2007.

Arme: d’azzurro alla banda d’oro accompagnata da due monti di sei cime dello stesso.

Motto: IN HOC SIGNO VINCES.

L’azzurro come colore del campo e la banda come “pezza onorevole” nello scudo ( raffigurando il cingolo militare ad armacollo, dalla spalla destra al fianco sinistro, sostenente la spada) furono emblemi dei Guelfi. Dunque delle famiglie nobili militanti per cariche pubbliche civili, militari, ecclesiastiche, nella Parte Guelfa. Soprattutto nell’Italia Centrale (Umbria, Marche, Toscana), com’è nel caso di specie della casata Crociani-Cruciani; ovunque fu serrato il confronto plurisecolare tra guelfi e ghibellini.

ARCHIVIO DI STATO DI FIRENZE

Blasoni delle famiglie toscane  descritte nella Raccolta Ceramelli Papiani

Il Conte  Enrico Ceramelli Papiani (Colle Val d’Elsa, 1896 – Firenze, 1976), appartenente a una nobile famiglia di Colle Val d’Elsa, è stato un rinomato araldista. Egli ha dedicato la maggior parte della sua vita alla raccolta di documentazione archivistica, grafica e fotografica relativa agli stemmi delle famiglie toscane.

Il frutto del suo lavoro non è consistito in pubblicazioni, ma nella realizzazione di una raccolta di fascicoli dedicati alle singole famiglie grazie ai quali egli svolgeva una intensa attività privata di consulenza araldica, la Raccolta Ceramelli Papiani che si conserva nell’Archivio di Stato di Firenze, dove è pervenuta per la donazione effettuata nel 1974.

Nell’Archivio storico comunale di Colle Val d’Elsa, in cui si conserva invece l’archivio di famiglia, sono presenti i carteggi che documentano l’attività di araldista del Ceramelli Papiani. In questo archivio si trova ancora una parte di materiale preparatorio che sarebbe dovuto confluire nella Raccolta: fotografie, lucidi di stemmi, identificati e non, riproduzioni di stemmi presenti in edifici di Firenze e su palazzi Pretori della Toscana, ordinati per luogo, piante di chiese fiorentine sulle quali risultano segnalate le armi presenti.

La lunga attività preparatoria compiuta dal Ceramelli Papiani e la ricerca svolta direttamente nei vari centri della Toscana sono testimoniate dalla corrispondenza che egli intratteneva per richiedere o fornire informazioni su argomenti araldici, nonché dalle annotazioni che rendono il ricordo vivace delle visite compiute in vari luoghi, soprattutto nel corso degli anni ’50 del XX secolo, per rilevare e fotografare esemplari di armi gentilizie. L’unica traccia di un’opera organica e teorica sulla scienza araldica si trova ancora nell’archivio di famiglia, in forma di manoscritto, con il titolo Breve trattato dell’arte araldica ossia del blasone, accompagnato da figure esplicative.

La Raccolta Ceramelli Papiani, costituita nel corso di molti anni dal Conte Enrico Ceramelli Papiani (1896-1976), e oggi conservata nell’Archivio di Stato di Firenze, è composta da quasi 8000 fascicoli, intestati a famiglie toscane di antica origine; all’interno di ogni fascicolo si trovano notizie genealogiche e araldiche tratte da fonti documentarie conservate nell’Archivio fiorentino o in altri istituti archivistici e biblioteche della Toscana.

Nel corso di vari anni, è stata realizzata una schedatura integrale del fondo, con particolare riferimento ai blasoni (ossia alle descrizioni araldiche) contenuti nei fascicoli. Il presente progetto consiste nella realizzazione di una banca dati tratta dalle schede descrittive dei blasoni delle famiglie toscane, associando alla schedatura le immagini digitalizzate delle armi gentilizie, tratte da vari fondi archivistici dell’Archivio di Stato di Firenze e di altri Archivi toscani. Il tutto corredato di un apparato critico che dà conto, ove possibile, delle motivazioni storiche e/o genealogiche che giustificano la presenza di determinati elementi nello stemma e nelle sue varianti: concessioni, brisure, ammissioni al ‘Popolo fiorentino’, alla cittadinanza, nobilitazioni.

Fonte: http://www.archiviodistato.firenze.it/ceramellipapiani2/index.php?page=Famiglia&id=2705

Studio a cura di Cav. Avv. Carlo Cudemo e Dott.ssa Simona Cecilia Farcas 

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