ORDINE DI MALTA PER L’AFRICA ORIENTALE


CRISI ALIMENTARE NEL CORNO D’AFRICA: L’ORDINE DI MALTA FORNISCE AIUTI IN KENYA

Roma, 23/07/2011

Oltre dieci milioni di persone rischiano di morire di fame nel Corno d’Africa. La peggiore siccità da oltre sessant’anni ha provocato quella che le Nazioni Unite hanno definito la più grande emergenza umanitaria a livello mondiale.

Nella fase iniziale dell’emergenza, l’Ordine di Malta sta lavorando per portare aiuto ad oltre 20.000 persone a Marsabit, regione nord orientale del Kenya. Oltre 17.000 persone riceveranno cibo, mentre a 3.000 verranno somministrati medicinali. Più di 1.200 donne in gravidanza e 3.000 bambini malnutriti riceveranno il cibo e le cure speciali di cui hanno bisogno per sopravvivere. L’Ordine di Malta sarà aiutato nella distribuzione degli aiuti dalla Diocesi Marsabit e dalle unità sanitarie da essa dipendenti.

Sono riso, fagioli e olio i generi alimentari che verranno principalmente distribuiti. Tra i farmaci d’emergenza: vitamina A, ferro, acido folico e farmaci vermifughi, per curare le malattie da parassiti intestinali.

Per giorni, i bambini e le loro madri hanno lottato attraverso le aride pianure del Kenya settentrionale, alla disperata ricerca di cibo. Esausti e affamati, molti sono morti lungo la strada. Nei campi profughi sovraffollati, la situazione è critica: c’è poco cibo e le medicine non sono sufficienti a soddisfare la domanda. Nelle remote aree rurali, gli abitanti sono in attesa di aiuti, che fino ad ora, non sono arrivati.

 Ogni donazione, per quanto piccola, permetterà all’agenzia di soccorso internazionale dell’Ordine di Malta, Malteser International, di impedire alle persone di morire di fame.

E’ possibile contribuire alle operazioni di soccorso dell’Ordine di Malta in Kenya con una donazione online:
www.malteser-international.org

o attraverso un versamento sul conto corrente bancario intestato a:
Malteser International
Conto corrente bancario: 2020270
Pax-Bank Colonia
IBAN DE74 3706 0193 0002 0202 70
BIC GENODED1PAX
Causale: “Emergenza Kenya”

L’Agenzia di soccorso internazionale dell’Ordine di Malta, Malteser International, opera in Kenya da oltre 10 anni. E’ già intervenuta a Marsabit durante la siccità del 2009 salvando numerose vite.

Fonte: SMOM Sito ufficiale

TUNISIA/RAPPORTO DI AMNESTY INTERNATIONAL: LE UCCISIONI DEI MANIFESTANTI AD OPERA DELLE FORZE DI SICUREZZA, PRIMA DELLA PARTENZA DI BEN ALI, NON DEVONO RESTARE IMPUNITE


RAPPORTO DI AMNESTY INTERNATIONAL SULLA TUNISIA: LE UCCISIONI DEI MANIFESTANTI AD OPERA DELLE FORZE DI SICUREZZA,  PRIMA DELLA PARTENZA DI BEN ALI, NON DEVONO RESTARE IMPUNITE

Amnesty International ha presentato oggi a Tunisi un rapporto, chiedendo l’apertura immediata di un’inchiesta indipendente sulle uccisioni e su altre brutalita’ commesse dalle forze di sicurezza durante le proteste di dicembre e gennaio che hanno portato alla caduta dell’ex presidente Ben Ali.

Nelle 46 pagine del rapporto, intitolato ‘Tunisia in rivolta: violenza di stato durante le proteste antigovernative’, Amnesty International rivela che le forze di sicurezza hanno ucciso passanti e manifestanti in fuga e hanno usato armi letali contro persone che non stavano mettendo in atto alcuna minaccia.

‘Le forze di sicurezza hanno agito troppe volte con un cieco disprezzo per la vita umana. Le autorita’ tunisine devono assicurare che le uccisioni e le altre violazioni dei diritti umani commesse dalle forze di sicurezza siano oggetto di un’inchiesta esauriente, indipendente e immediata e che i responsabili siano sottoposti a processo. E’ un primo, essenziale passo per voltare pagina rispetto ai lunghi anni di pratiche abusive che hanno segnato la presidenza di Ben Ali’’ – ha dichiarato Malcolm Smart, direttore del Programma Medio Oriente e Africa del Nord di Amnesty International. ‘Quest’inchiesta dovra’ dire al popolo tunisino la verita’ e dovra’ dare alle vittime giustizia e riparazione’.

La missione di ricerca di Amnesty International, che ha visitato la Tunisia dal 14 al 23 gennaio, ha raccolto inoltre testimonianze di detenuti sottoposti a pestaggi sistematici e ad altre forme di maltrattamento. Nel corso della missione, che ha toccato le citta’ Hammamet, Bizerta, Regueb, Thala e Kasserine, i delegati dell’organizzazione hanno incontrato parenti dei manifestanti uccisi durante le proteste, dimostranti feriti, testimoni oculari, ex detenuti, avvocati, difensori dei diritti umani, sindacalisti e operatori sanitari.

Le autorita’ tunisine affermano che 78 persone sono state uccise e 100 ferite nel corso delle proteste. Le organizzazioni tunisine per i diritti umani sostengono che i dati effettivi sono piu’ elevati. Secondo le Nazioni Unite, i morti sono stati 147, cui vanno aggiunti 72 detenuti morti durante le rivolte carcerarie. La maggior parte delle uccisioni sarebbe stata eseguita dalla Brigata per l’ordine pubblico.

Durante la presentazione del rapporto sulla Tunisia. Amnesty International ha chiesto al governo di consentire alla popolazione di esprimere le proprie opinioni e di prendere parte a manifestazioni pacifiche senza timore di aggressioni o arresti arbitrari.

‘Dopo i lunghi anni di repressione sotto la presidenza di Ben Ali, le autorita’ tunisine devono prendere misure concrete per tenere sotto controllo le forze di sicurezza e introdurre la cultura dei diritti umani, soprattutto nelle forze di polizia’ – ha commentato Smart. ‘Il governo di Tunisi deve dire chiaramente, e renderlo norma, che nessuno e’ al di sopra della legge. I responsabili delle uccisioni illegali, dell’uso eccessivo della forza, delle torture e di altre violazioni dei diritti umani devono essere chiamati a rispondere del loro operato’.

Roma, 1 marzo 2011

L’approfondimento sulla situazione in Medio Oriente e Nord Africa è online qui:
http://www.amnesty.it/dalla-tunisia-a-egitto-richiesta-di-liberta