Cioran, l’ateo credente di Ravasi


«Io sono uno straniero per la polizia, per Dio, per me stesso». (Emil Cioran)

Raccolta di scritti su Emil Cioran

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Non è un segreto che Gianfranco Ravasi, teologo competente e fine intellettuale, sia uno studioso di Cioran, ateo sui generis. Tanto da averlo inserito, assieme all’altro romeno-francese d’eccezione Ionesco, nel Cortile dei gentili, iniziativa lodevole quanto limitata di dialogo con i non credenti.

Recentemente su Avvenire è apparso un suo articolo sul Nostro che ripropongo volentieri ai lettori di Tutto Cioran.

Ringrazio Antonio Di Gennaro per la segnalazione.

http://www.avvenire.it/Cultura/Pagine/cioran-ateo-credente-che-spiava-dio.aspx

Cioran ateo credente che spiava Dio

Vent’anni fa, il 20 giugno 1995, moriva a Parigi lo scrittore Emil Cioran. Sulle rive della Senna era approdato a 26 anni, nel 1937, dopo aver lasciato alle spalle la sua patria, la Romania, e la sua cittadina, Rasinari, un delizioso villaggio della Transilvania. Posto su un colle circondato da monti coperti di querce, faggi e pini, attraversato da un ruscello, pittoresco per il paesaggio, quel piccolo centro era marcato religiosamente da due chiese, l’una settecentesca…

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Centenario dell’unità romena, convegno di studi all’Angelicum


Roma. InfoFass 2018, n. 23, numero unico annuale di informazione sulle attività della Facoltà di Scienze Sociali dell’Angelicum, Pontificia Università di San Tommaso d’Aquino (PUST), ha voluto comprendere una nota sull’evento a carattere storico che ha celebrato il Centenario dell’unità romena: retrospettive e prospettive, ospitato dalla stessa Università lo scorso 23 marzo 2018.

Perdurante la Grande Guerra, Romania e Moldavia conobbero la loro unificazione, il 27 marzo 1918; mentre la Russia era scossa dalla Rivoluzione bolscevica. La guerra contro gli imperi centrali mossa dalla Romania nel 1916 durava ancora e cessò soltanto con l’armistizio del 1° dicembre 1918, segnando la vittoria della stessa Romania, alleata delle potenze dell’Intesa.

Questo Centenario è stato “celebrato” con un convegno di notevole spessore, ospitato dall’Università San Tommaso d’Aquino in Roma, il 23 marzo 2018; promosso dall’IRFI – Associazione “Italia Romania Futuro Insieme” Onlus, con il Patrocinio dell’Ambasciata di Romania presso la Santa Sede, in collaborazione con la FASS – Facoltà di Scienze Sociali dell’Angelicum.

S.E. Liviu – Petru Zăpîrţan. Ambasciatore di Romania presso la Santa Sede e il Sovrano Ordine di Malta.

Alte le rappresentanze invitate e presenti: Prof. Sr. Helen Alford, O.P. Vice Rettore dell’Angelicum, S.E. il Prof. Liviu–Petru Zăpîrţan Ambasciatore di Romania presso la Santa Sede, Dott.ssa Veronica Ocneriu Console dell’Ambasciata di Romania in Italia, Don Isidor Iacovici capo della comunità romena in Roma di Rito latino, Prof. Eugenia Bojoga docente di lingua romena al Pontificio Istituto Orientale e UBB Cluj-Napoca; Prof. Inocent-Maria Vladimir Szaniszló, O.P. Prof. Fernando Crociani Baglioni giornalista e storico, quale moderatore del simposio. La Dott.ssa Tatiana Ciobanu guidava una rappresentanza del movimento unionista romeno-moldavo.

Il convegno, titolato “1918-2018: Centenario dell’unità romena: retrospettive e prospettive”, ha affrontato le tematiche storiche, culturali e socio-politiche relative all’unificazione nazionale, incentrate sulla rievocazione di due personaggi, Mons. Anton Durcovici (1888-1951), Vescovo di Iasi e martire, ed Eugenio Coseriu” (1921-2002), fondatore della linguistica testuale, protagonisti di quegli avvenimenti o delle loro dirette conseguenze.

Il Prof. Crociani Baglioni ha illustrato la successione e dinamica degli eventi bellici e dei loro risvolti politici e diplomatici, dalla “attesa” dell’intervento romeno nel 1916 a fianco dell’Intesa, alla conclusione della guerra e al Trattato di Pace con l’Austria-Ungheria e la Germania. La pace comportò l’annessione alla Romania di Transilvania e Bucovina. Si realizzò così la “România Mare” ossia la “grande Romania”, nella completezza con Bessarabia e Dobrugia dei suoi confini naturali, di nazione unita nell’idioma neo-latino storico dei romeni. Tale identità fu esaltata negli studi di Eugenio Coseriu, che nato a Mihăileni in Bessarabia nel 1921, seppe rappresentare la vocazione dei popoli romeni alla unità politica nel concerto delle loro regioni storiche. Come la Prof.ssa Eugenia Bojoga, nella sua lezione su “Il periodo italiano nella biografia intellettuale di Eugenio Coseriu” ha ricordato lo studioso.

Prof.ssa Eugenia Bojoga

Dopo il saluto d’ingresso di Sr. Helen Alford, l’Ambasciatore Zăpîrţan, chiar.mo storico e filosofo, ha ringraziato la Vice Rettore per l’ospitalità concessa. Nella sua conferenza dal titolo “L’unicità della creazione di uno Stato”, S.E. Zăpîrţan, citando Hegel, ha ricordato che “un popolo deve assumersi il proprio ruolo verso la storia universale avendo la consapevolezza della propria identità”. Così è il popolo romeno, con “la sua lingua, la sua spiritualità avendo radici nella cultura latina, greca ed ebraico-cristiana, un tesoro per l’intera cultura europea. […] La storia è anche un processo di scambio tra le nazioni; di opere filosofiche, artistiche, religiose, dello Spirito alto, ma anche dello spirito pratico – continua S.E. Zăpîrţan –. I popoli che sono riusciti a creare una grande storia sono i popoli che hanno strutturato correttamente la loro identità riuscendo ad esprimere il loro contributo alla storia universale, perseguendo e creando bene comune. Il “miracolo” di cui parla G. Brătianu non è la nascita del popolo romeno ma la sua presenza costante sullo spazio carpatico-danubiano-pontico – dice S.E. l’Ambasciatore –, la particolare resistenza ai fattori minaccianti la sua stessa esistenza”. Nonostante la dominazione degli imperi stranieri, “il popolo nelle dieci provincie romene ha vissuto il proprio sistema di valori, sintetizzati dal Prof. Mărgineanu con il concetto di “omenia” – ossia, quel complesso assiologico e attitudinale di amore per l’altro. Un amore radicato nella famiglia, che ha fondato la grande famiglia etnica, trasferita in simboli di unità nazionale. Un’unità intrinseca alla spiritualità, chiamata da L. Blaga “matrice stilistica propria”. Ed è proprio questa spiritualità – conclude S.E. Zăpîrţan – che portò le élite e il popolo romeno ad affermarsi e costituirsi in Stato unitario nel 1918”.

La situazione catastrofica prodottasi con gli esiti della seconda guerra mondiale fu innescata dallo sciagurato Patto Molotov-Ribbentrop del 1939, con cui si smembrava la Romania rispetto all’assetto unitario conseguito nel 1918. Subiamo ancora le conseguenze di quell’accordo.

Rev. Don Isidor Iacovici e Dott.ssa Veronica Ocneriu

La figura e l’opera del Mons. Durcovici (1888-1951), beatificato, il quale fu alunno dell’Angelicum (1906-1908), è stata illustrata dal Rev. Isidor Iacovici Postulatore della Causa di Canonizzazione del martire. Notevole fu l’apostolato religioso e sociale del prelato per la Romania tra le due guerre mondiali e nel secondo dopoguerra, sotto la tirannia comunista di cui rimase vittima innocente.  Egli si spese nella formazione dei laici, degli intellettuali e dei futuri sacerdoti, da pioniere del pensiero tomista nella Romania cristiana unificata. Insegnando S. Tommaso, Durcovici dichiarò: “Chiunque apra la sua opera animato dall’amore sincero per la verità, la sua sete sarà pienamente appagata”.

È dunque l’impegno per la diffusione e conoscenza della verità che accomuna i due personaggi rievocati nel convegno; pur diversi per formazione ed appartenenti a generazioni successive.

Uno dei principi chiave che guidarono l’attività scientifica di E. Coseriu fu quello dell’obiettività: “dire le cose come sono” (τά ΄όντα ώς έ̀στιν λέγειν, dal Sophista di Platone). La sua instancabile ricerca della verità è oggi esempio non solo per i romeni. Le sue teorie sul linguaggio sono oggetto di studio nelle migliori università del mondo, dal vecchio al nuovo continente. Coseriu partì giovanissimo per l’Italia, che sarebbe diventata per lui come una  seconda Patria, conseguendovi due lauree. La condizione di emigrato fu determinante; universalmente riconosciuto come un “maestro di pensiero”, a conferma – di quanto dice il sociologo De Masi – che “il lato bello dell’emigrazione consiste nella possibilità di concretizzare piani irrealizzabili nella terra di origine, venendo a contatto con persone e luoghi inconsueti, capaci di alimentare la creatività con punti di vista differenti”.

Il convegno veniva moderato dal Prof. Fernando Crociani Baglioni, il quale assegnava, a conclusione dei lavori, gli interventi dell’uditorio composto dai ricercatori e studenti del Progetto „Studio Realtà” della FASS, diretto dalla Prof. Sr. Helen Alford, tra cui Alina Vărzaru, Mioara Moraru, Eduard-Vasile Dascălu, Măndica Neagu, Adriana Jugaru, Oana Iorga, Teodora Băiaș,  Irakli Javakhishvili. E da esponenti delle comunità romena e moldava in Roma.

Simona Cecilia Crociani Baglioni Farcaș

InfoFass

 

 

 

La Rivista InfoFass della Facoltà di Scienze Sociali ha pubblicato la cronaca del Convegno.

 

 

Roma Life Forum e Marcia per la Vita -17-18-19 Maggio 2018: partecipa anche tu!


Roma – Anche quest’anno l’Associazione IRFI “Italia Romania Futuro Insieme” aderisce ed invita tutti alla Marcia per la Vita, che avrà luogo il 19 maggio alle ore 15:00. Ci ritroveremo alle ore 14:30 in Piazza della Repubblica. La Marcia terminerà intorno alle ore 18 a piazza Venezia. Inoltre, Vi invito ad iscrivervi al Forum, sul tema della “coscienza”, e avrà luogo nei giorni  17-18 MAGGIO 2018 dalle ore 9:30 alle 18:00, alla Pontificia Università S. Tommaso d’Aquino Largo Angelicum 1 – Roma. Clicca qui per tutte le informazioni.

http://www.famigliadomani.it/lp/famiglia-domani-rome-life-forum.html

Il Forum di quest’anno sarà sul tema della “coscienza”, come suggerito dal compianto Cardinale Caffarra all’ultimo Forum. La promozione di una falsa comprensione della coscienza sta minando la fede cattolica in tutto il mondo e, in particolare, l’insegnamento cattolico sull’etica sessuale e sulla ricezione dei sacramenti. È essenziale riscoprire la vera comprensione della coscienza, in modo che possiamo ancora una volta organizzare le nostre vite e la nostra società secondo la legge naturale e divina.

 Il Forum sarà in lingua inglese e italiana, con traduzione simultanea.

Tra i relatori che interverranno al Forum quest’anno ci saranno: S. Emin. il card. Raymond Leo Burke, S. E. Mons. Athanasius Schneider, Mons. Livio Melina (Pontificio Istituto Giovanni Paolo II), padre Linus Clovis (Family Life International), padre Thomas Crean O.P. (Gran Bretagna), Prof. Isobel Camp (Angelicum), Prof. Roberto de Mattei (Fondazione Lepanto), Dr. Stéphane Mercier (Belgio), John Smeaton (Society for the Protection of the Unborn Children) e Matthew McCusker (Voice of the family).

Un programma più dettagliato è disponibile su richiesta o dopo la registrazione.

Il Rome Life Forum è un’opportunità unica per i leader di associazioni pro-vita e pro-famiglia e per coloro che sono impegnati nella salvaguardia dell’insegnamento cattolico. Ci si ritroverà nella capitale della Cristianità per conoscersi, collegarsi e cercare di portare avanti insieme le attività a livello mondiale. Negli anni passati il ​​Forum ha riunito circa 120 leader di circa 30 paesi diversi.

La due-giorni di convegno si terrà all’Angelicum. Per chi fa l’iscrizione completa il costo è di 100 euro e prevede, oltre alla partecipazione a tutte le relazioni con traduzione simultanea, il breakfast della mattina, i coffee-breaks e i pranzi delle due giornate. Ci si può iscrivere anche solo al convegno e in questo caso, oltre alle relazioni, è prevista la partecipazione ai coffee-breaks (il costo per le due giornate è in questo caso di 30€).

Vincitrice del Premio Henri de Lubac 2018, suor Marie des Anges Cayeux, O.P.


Vivissime congratulazioni alla cara Prof. Dott. Suor Marie des Anges Cayeux, O.P., vincitrice del Premio de Lubac 2018!

Dott.ssa Simona Cecilia Crociani Baglioni Farcas

Conti Crociani Baglioni

Il Premio de Lubac alla  religiosa domenicana suor Marie des Anges Cayeux, O.P. , per la sua ricerca di dottorato su santa Caterina da Siena.

La vincitrice del Premio Henri de Lubac 2018, attribuito all’unanimità dalla giuria riunita all’ambasciata di Francia presso la Santa Sede, è cara amica della nostra famiglia. Ella ci onora di tanta affettuosità.

Suor Marie des Anges Cayeux O.P. ha discusso all’Università Pontificia San Tommaso d’Aquino una tesi sulla centralità del desiderio di Dio nella dottrina di Santa Caterina da Siena. Una dinamica cateriniana di perfezione

La prefazione per la pubblicazione della sua tesi è scritta dal suo superiore, il Cardinale Segretario di Stato Pietro ParolinSuor Marie des Anges Cayeux è officiale nella sezione francese della Segreteria di Stato di Sua Santità dal 2011.

La giuria del Premio Lubac, condotta da S. Em. il Sig. Cardinale Paul Poupard, Presidente emerito del Pontificio Consiglio…

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Gabriel Liiceanu: “Un popor căruia i s-a luat regele îşi pierde posibilitatea de a privi în sus.”


“Un domn, un rege, un monarh există pentru a garanta că un popor poartă în el ceva sfânt.
Gabriel Liiceanu, “De ce regi?” (revista “22”, 8-14 mai 1992):

Monarhia Salvează România

Un domn, un rege, un monarh există pentru a garanta că un popor poartă în el ceva sfânt. Când un popor îşi pierde suveranul, el întrerupe legătura cu Dumnezeu şi pierde ceea ce în chip esenţial îl ţinea laolaltă. Oamenii care îl alcătuiesc rămân împreună în virtutea inerţiei doar, a unui loc geografic şi a limbii pe care o vorbesc. Dar legătura dintre ei, care se întemeia pe legătura lor cu divinul, a dispărut. Un asemenea popor îşi pierde punctul cardinal şi el poate fi lesne dezbinat. Un popor căruia i s-a luat regele îşi pierde fereastra spre cer şi posibilitatea de a privi în sus. […]

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(Re)Thinking Europe. Chiesa e UE in dialogo. Partecipano studenti dell’Angelicum


(Ri)pensare l’Europa,  ripartendo dalle sue fondamenta cristiane: “persona”, “famiglia” e “comunità”. (Papa Francesco) 

Papa Francesco e il presidente del Parlamento europeo Antonio Tajani. Vaticano, 28 ottobre 2017.

Il Dialogo tra Chiesa e Unione Europea «(Re)thinking Europe» – (Ri)pensare l’Europa. Un contributo cristiano al futuro del progetto europeo, fortemente voluto da Papa Francesco, si è svolto in Vaticano dal 27 al 29 ottobre 2017.  Promosso dalla Commissione degli Episcopati della Comunità Europea (COMECE), in collaborazione con la Segreteria di Stato, l’incontro sul futuro dell’Europa, ha visto la partecipazione attiva di rappresentanti delle Chiese e leader politici europei, studiosi ed esperti di varie discipline,  rappresentanti di movimenti, religiosi e laici,  aperti al dialogo con vescovi e cardinali della Chiesa Cattolica.

I primi sei Stati fondatori: Belgio, Francia, Germania Ovest, Italia, Lussemburgo e Paesi Bassi, firmarono il 25 marzo 1957,  i Trattati di Roma, sancendo di fatto l’avvio della realizzazione concreta del progetto europeo. A 60 anni dalla firma dei Trattati, l’Europa dei 27 Stati ha sentito il bisogno ascoltare, riflettere e individuare il contributo dei cristiani per ripensare il futuro dell’Europa.

(A destra, nella foto.) S.Em Card. Reinhard Marx, presidente Comece e padre Olivier Poquillon O.P., segretario generale Comece.

Dopo la crisi culturale, di valori condivisi, oltre che economica, degli ultimi decenni, che continua ancora oggi, come “ri-pensare l’Europa” se non ripartendo dalle persone?  Per recuperare gli ideali più alti, l’Europa deve tornare ai valori cristiani, e riconsiderare il ruolo dei cittadini  in quanto esseri umani costruttori di un futuro di pace. Dice infatti il Pontefice Francesco:   “Il primo, e forse più grande, contributo che i cristiani possono portare all’Europa di oggi è ricordarle che essa non è una raccolta di numeri o di istituzioni, ma è fatta di persone. Purtroppo, si nota come spesso qualunque dibattito si riduca facilmente ad una discussione di cifre. Non ci sono i cittadini, ci sono i voti. Non ci sono i migranti, ci sono le quote. Non ci sono lavoratori, ci sono gli indicatori economici. Non ci sono i poveri, ci sono le soglie di povertà. Il concreto della persona umana è così ridotto ad un principio astratto, più comodo e tranquillizzante. Se ne comprende la ragione: le persone hanno volti, ci obbligano ad una responsabilità reale, fattiva, “personale”; le cifre ci occupano con ragionamenti, anche utili ed importanti, ma rimarranno sempre senz’anima. Ci offrono l’alibi di un disimpegno, perché non ci toccano mai nella carne.”, nel suo discorso conclusivo, ai partecipanti del Dialogo «(Re)thinking Europe».

Nella foto, un gruppo di partecipanti dell’Angelicum. Da destra: Prof. Alejandro Crostwhaite O.P. e Prof. Luigi Troiani.

Studenti dell’Angelicum per il dialogo Chiesa-UE

Invitati a dare un contributo durante i dibattiti dei gruppi linguistici,  presieduti dalle LL.EE. i Signori Ambasciatori dei Paesi dell’UE presso la Santa Sede, studenti e ricercatori della Facoltà di Scienze Sociali dell’Angelicum.  A coordinarli, il Prof. Luigi Troiani Docente di Relazioni Internazionali e Storia e Politiche UE, con la supervisione del Padre Decano Prof. Alejandro Crostwhaite O.P., di Padre Olivier Poquillon O.P. segretario generale della COMECE, e del suo assistente Dr. Michael Kuhn. Con gli ambasciatori e gli esperti provenienti da tutti i Paesi dell’UE, gli studenti della Università internazionale San Tommaso d’Aquino, hanno avuto il compito specifico di individuare gli argomenti emersi e dibattuti ai tavoli di lavoro organizzati per gruppi linguistici, in italiano, francese, inglese e tedesco; infine, preparare e presentare le tematiche inerenti la discussione conclusiva del Dialogo.

Gli studenti della Facoltà di Scienze Sociali (FASS)  – “Angelicum”, provengono da diversi continenti,  i quali a Roma completano la loro formazione nelle scienze sociali alla luce della Dottrina Sociale della Chiesa (DSC) e del Pensiero Sociale Cristiano (PSC); ma anche in filosofia e teologia.

Studenti dell’Angelicum insieme a Dr. Michael Kuhn (7° da sinistra nella foto), assistente Segretario Generale COMECE. Foto: Dominik Macak.

Foto: Dominik Macák

I partecipanti dell’Università Angelicum alle tavole di lavoro del 28 ottobre scorso, sono originari da paesi UE,  dell’Europa orientale ed extra-UE : Romania (Daniel Ienciu, Eduard V. Dascălu, Simona C. Farcaș, Teodora L. Baiaș); Slovacchia (D. Dominik Macák).  dell’Europa orientale extra-UE: Ucraina (Marianna Soronevych, Olga Kostyuk, Tetyana Bratishko, Tetyana Tarasenko); Bielorussia (Alena Rulevic); Georgia (Magda Lekiashvili); San Pietroburgo, Russia (Varvara Slivkina). Dall’Africa: Angola (Leonardo Quaranta); Congo (Jacques Mbida); Etiopia (Mulumebet Assafa); Rwanda (sr. Gaudiose Sagitwe). Dall’America Latina:  Venezuela (Maria A. Ciclista). Insieme, hanno lavorato per individuare e far conoscere ai vertici dell’UE il contributo dei cristiani al futuro dell’intero Vecchio Continente; senza dimenticarci dell’Africa e delle popolazioni in fuga da conflitti e persecuzioni di ogni genere.

Il contributo cristiano alla politica, ed oggi in particolare al futuro del progetto europeo, è sempre ispirato ai valori e principi della Dottrina Sociale della Chiesa e del Pensiero Sociale Cattolico: (Ri)pensare l’Europa,  ripartendo dalle sue fondamenta cristiane: “persona”, “famiglia” e “comunità”. 

«(Re)thinking Europe»: il dialogo prosegue

“La continuazione del dialogo sull’Europa” è affidato alle 27 delegazioni nazionali, composte da vescovi, laici  e rappresentanti del mondo della politica i quali hanno partecipato ai giorni romani.  La COMECE “si rende disponibile per eventuali partenariati” e mette a disposizione sul proprio sito le risorse e i materiali del Congresso (www.comece.eu), ha concluso il presidente S.Em. Card. Reinhard Marx.

 Romania: “Europa încotro?” (Dove va l’Europa?)

“In Romania, per esempio, se la fiducia era del 67% al momento dell’entrata del nostro Paese nell’Ue, dieci anni fa, adesso è del 48%. E credo che sia, prima di tutto, un problema di identità. Nessuno nega i vantaggi che l’appartenenza all’Ue ha portato ai cittadini romeni e allo sviluppo del nostro Paese, però tanti fanno fatica ad identificarsi con l’attuale progetto europeo, che tende verso un appiattimento culturale e a imporre un certo identikit di cittadinanza europea. L’Europa non è una somma di norme da osservare o da imporre, né un manuale di procedure da eseguire”, ha detto l’arcivescovo di Bucarest S.E. Mons. Ioan Robu presidente della Conferenza episcopale romena, in una intervista all’Agensir.

Simona Cecilia Crociani Baglioni Farcas

 

Per ulteriori approfondimenti in merito al dialogo (Re)thinking Europe, accedere al sito:

 

 

 

Leggi anche:

Intervento dell’Em.mo Card. Pietro Parolin, Segretario di Stato, al Dialogo promosso dalla COMECE: (Re)Thinking Europe. Un contributo cristiano al futuro del progetto europeo (Vaticano, 27 ottobre 2017), 28.10.2017.

 

Da destra: Maria A. Ciclista, Eduard V. Dascalu, Alena Rulevic, e Simona C. Farcas. Foto: Dominik Macák

ANGELICUM ROMA, XX MASTER PER IL TERZO SETTORE: ISCRIZIONI FINO AL 17 OTTOBRE


Il prossimo mercoledì 4 novembre alle ore 15:00, nella sede romana della Pontificia Università San Tommaso d’Aquino, in largo Angelicum (Piazza Venezia), viene presentata la XX edizione del master universitario in Management delle Organizzazioni del Terzo Settore e delle Imprese Sociali.
Seguirà la cerimonia di consegna dei Diplomi del XIX Master agli studenti dell.a.a. 2016-2017, tra cui romeni residenti a Roma.

€UROITALIA news

Il prossimo mercoledì 4 ottobre alle ore 15 viene presentato all’Angelicum il XX Master in Management delle Organizzazioni del Terzo Settore e delle Imprese SocialiIl prossimo mercoledì 4 novembre alle ore 15:00, nella sede romana della Pontificia Università San Tommaso d’Aquino, in largo Angelicum  (Piazza Venezia), viene presentata la XX edizione del master universitario in Management delle Organizzazioni del Terzo Settore e delle Imprese Sociali.

Il Master è organizzato dalla Facoltà di Scienze Sociali  e Adjuvantes ONLUS della  Pontificia Università di S. Tommaso d’Aquino – ANGELICUM di Roma.

Nel programma sono previsti interventi della Prof.ssa Francesca Zagni  Presidente di Euconsult Italia e Consulente di Management e Fundraising, e della Dott.ssa Antonella Giacobbe  Consulente strategica di comunicazione, sul Crowdfunding. Il Dott. Guido Vignuzzi, specializzato nella fiscalità degli enti No-Profit, in una conferenza illustrerà “La riforma del Terzo Settore” e le sue implicazioni per…

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Magna Carta, Borse di studio XII edizione Scuola di alta formazione politica


40 borse di studio per la XII edizione della Scuola di alta formazione politica di Magna Carta

La selezione è aperta a cittadini italiani e stranieri, studenti universitari, laureati, dottorandi e dottori di ricerca i quali non abbiano compiuto il trentacinquesimo anno di età alla data di scadenza del presente bando.

La domanda di ammissione dovrà essere compilata ed inviata all’indirizzo segreteria@magna-carta.it e dovrà pervenire entro e non oltre il giorno venerdì 8 settembre 2017.

 La formazione della nuova classe dirigente del Paese è uno dei principali obiettivi della Fondazione Magna Carta.

Senza una nuova generazione in grado di affrontare i problemi inediti del XXI secolo nessun obiettivo di modernizzazione potrà essere raggiunto, nessun trend di crescita potrà essere innescato.

La Summer School di Magna Carta per dieci anni – dal 2006 al 2015 – si è svolta nella prima settimana di settembre a Frascati, conquistando il condiviso riconoscimento di migliore scuola estiva di politica.

Molti dei ragazzi che hanno frequentato la nostra scuola  – più di 500 dal 2006 a oggi – lavorano nelle principali istituzioni locali, nazionali ed europee, o presso le strutture di relazioni istituzionali di importanti aziende.

La scuola è riservata  a  studenti  universitari, laureati, dottorandi, dottorati, italiani e stranieri, in discipline affini a quelle oggetto dei corsi delle precedenti edizioni (http://magna-carta.it/scuole-formazione-politica/). Al termine del corso sarà rilasciato un attestato di partecipazione, subordinato alla frequenza totale del corso.

 

BANDO DI SELEZIONE XII EDIZIONE

SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE POLITICA FONDAZIONE MAGNA CARTA

ROMA, 3 novembre 2017 – 14 gennaio 2018

La Fondazione MAGNA CARTA, con sede a Roma, in via Adda 87, bandisce 40 borse di studio del valore di 1.000 euro ciascuna per partecipare alla dodicesima edizione della scuola di formazione politica “Comprendere il XXI secolo” che si svolgerà a Roma, presso l’hotel Albani, Via Adda 45, nelle seguenti date:

 

  • 3, 4 e 5 novembre 2017
  • 18 e 19 novembre 2017
  • 2 e 3 dicembre 2017
  • 16 e 17 dicembre 2017
  • 13 e 14 gennaio 2018
  • ….continua a leggere

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Bando aperto: 43 immobili pubblici in concessione gratuita agli under 40


Romeni in Italia. Per partecipare alla gara è necessario presentare una proposta che non prevede l’offerta di un canone: la valutazione si baserà unicamente sugli elementi qualitativi del progetto presentato che dovrà essere coerente con la filosofia e le finalità del progetto Cammini e Percorsi.

€UROITALIA news

Bastione Borghetto (Piacenza)

In gara i primi 43 immobili pubblici che verranno assegnati in concessione gratuita agli under 40

Parte la prima gara del progetto Valore Paese-Cammini e Percorsi per assegnare 43 immobili pubblici in concessione gratuita per 9 anni a imprese, cooperative e associazioni costituite in prevalenza da under 40.

Da oggi, fino al prossimo 11 dicembre, è possibile scaricare il bando unico nazionale nella sezione Gare e Aste/Immobiliare riguardante i 30 immobili di proprietà dello Stato in gara.

Si tratta di case cantoniere, torri, ex caselli ferroviari e vari fabbricati distribuiti su tutto il territorio nazionale. Contestualmente, e nei prossimi giorni, anche gli altri enti locali coinvolti pubblicheranno sui rispettivi siti istituzionali i bandi dei 13 beni di loro proprietà inseriti nell’iniziativa.

Per partecipare alla gara è necessario presentare una proposta che non prevede l’offerta di un canone: la valutazione si baserà unicamente sugli elementi qualitativi del progetto…

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Corte di Cassazione, il punto in tema di separazione e di divorzio


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L’adeguatezza o meno dei mezzi del richiedente l’assegno non deve più tenere conto del tenore di vita goduto dai coniugi in costanza di matrimonio, ma solo garantire il sostentamento all’ex coniuge privo di redditi sufficienti a condurre un’esistenza libera e dignitosa

Euroitalia, 26/06/2017 – (di Pasquale Landolfi, avvocato e magistrato) 

 Pasquale Landolfi, avvocato e magistrato

La disciplina in materia di rapporti economici tra coniugi, nella fase della separazione prima e del divorzio poi, è stata oggetto di due recenti pronunce della Corte di Cassazione che così ha rimarcato i criteri, in parte innovandoli, che devono orientarne l’attribuzione e la determinazione dell’entità del contributo di mantenimento.

Il secondo e terzo comma dell’articolo 143 del codice civile stabiliscono rispettivamente, che “Dal matrimonio deriva l’obbligo reciproco alla fedeltà, all’assistenza morale e materiale, alla collaborazione nell’interesse della famiglia e alla coabitazione” e che “Entrambi i coniugi sono tenuti, ciascuno in relazione…

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