Dobri Dobrev, 99enne bulgaro, chiede l’elemosina e dona 40.000€ in beneficenza


Dobri DobrevIndossa indumenti riciclati e scarpe autoprodotte e trascorre gran parte della sua giornata a chiedere l’elemosina. 

La sua storia ha commosso il web.  Dobri Dobrev oggi ha 99 anni, vive in Bulgaria, vicino a Sofia. Attraversa ogni giorno la città compiendo circa 25 chilometri a piedi. Si sposta dal suo piccolo villaggio fino a Sofia passando poi il tempo a pregare per tutti i bisognosi. Nonostante l’età, la sua parziale sordità e le sue precarie condizioni di vita ha portato a termine una ambiziosa missione: aiutare i più poveri e i più sfortunati.

 

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Attraverso l’elemosina è riuscito a raccogliere oltre 40mila euro che ha scelto di donare in beneficenza. Lui vive con 80 euro di pensione e quanto raccolto in quesi anni lo ha donato come contributo per il restauro di chiese e monasteri e, soprattutto, per il pagamento di bollette di acqua e di energia elettrica degli orfanotrofi.

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Croazia in UE: I sindacati al Governo: “non adottate misure transitorie per i lavoratori croati”


Va garantito loro: “un trattamento alla pari di tutti gli altri cittadini comunitari nell’accesso al lavoro”

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(redazionale) Roma, 30 maggio 2013 – Il prossimo 1° luglio la Croazia diventerà il 28°  Stato Membro dell’Unione Europea ed i suoi abitanti avranno accesso alla libera circolazione nella spazio  Schengen, ma non automaticamente il diritto a risiedere e lavorare in un altro Paese dell’Unione. Questo dipenderà dalle scelte che faranno i vari governi, garantendo o meno la libertà completa di circolazione e ricerca di lavoro, oppure optando per le cosiddette “misure transitorie” previste dai Trattati dell’Unione. In base a questa “moratoria” può essere rimandata nel tempo la libertà di circolare e lavorare in un altro Stato. In genere si limita l’accesso – in tutto o in parte – al mercato del lavoro dei singoli stati. Questo è già successo, ad esempio, nel caso di Romania e Bulgaria nel 2004 e, a detta dei sindacati, fu usato come pretesto da molti imprenditori per contrattare irregolarmente i cittadini neo – comunitari.

Per evitare tutto ciò, Cgil Cisl e Uil hanno deciso di scrivere al Ministro Del Lavoro Giovannini chiedendo espressamente “di non adottare le misure transitorie di limitazione della libera circolazione dei lavoratori subordinati croati, che sono contemplate come possibili dal Trattato di adesione della Croazia all’Unione europea”.

La lettera è molto tempestiva in quanto il Governo sta per prendere una decisione formale in merito, probabilmente già nel prossimo Consiglio dei Ministri.

“I lavoratori frontalieri croati, storicamente presenti nel mercato del lavoro delle regioni italiane del Nord-Est sin dalla creazione degli stati nazionali  – si legge nella lettera firmata dai segretari confederali Vera Lamonica (Cgil), Liliana Ocmin (Cisl) e Guglielmo Loy (Uil) – sono attualmente e fino al 30 giugno p.v. sottoposti alla normativa sull’immigrazione, la quale  prevede l’emanazione dei decreti flussi come condizione per poter instaurare un rapporto di lavoro regolare nel territorio nazionale”.

Nel caso dei lavoratori frontalieri, sono in atto da anni forme di ingresso agevolato e soppressione dei visti d’ingresso per soggiorni brevi (fino a 90 giorni);  facilitazioni, in virtù delle quali i cittadini croati sono da decenni presenti nel nostro paese e contribuiscono in settori chiave dell’economia regionale del Friuli Venezia Giulia e del Veneto (turismo, cantieristica navale, agroalimentare), ma anche nel settore del lavoro domestico e dell’assistenza domiciliare.

“Per questa ragione, si legge nella lettera –  facendo nostra la risoluzione adottata dalla Confederazione Europea dei Sindacati (C.E.S.) nel dicembre 2012, chiediamo al Governo italiano di non adottare le misure transitorie di limitazione della libera circolazione in Italia dei lavoratori subordinati croati”.

“Concedere da subito la piena libera circolazione ai lavoratori croati – conclude la lettera –  avrebbe a nostro parere  il  vantaggio   sin dal prossimo 1° luglio, di un trattamento alla pari di tutti gli altri cittadini comunitari nell’accesso al lavoro, favorendo altresì  l’impiego regolare di questi lavoratori.

 

UE:UNA FEMMINISTA ROMENA ISPIRA L’EUROPA


Michaela Miroiu

Michaela Miroiu, Romania
Proprio come Don Chisciotte, anche Michaela Miroiu sembra non smettere mai la ricerca dell’avventura. Professore di filosofia sotto la Dittatura di Ceausescu, dopo il 1989 divenne una delle difenditrici più esplicite dei diritti delle donne in Romania. Miroiu ha detto che durante il dominio sovietico, i libri, i liberi pensatori e la conoscenza sono stati la sua fuga – e ora, sono il combustibile che mantiene acceso il suo percorso. Nonostante il riconoscimento internazionale per la sua ricerca e diverse borse di studio per studiare all’estero, è sempre tornata in Romania, dicendo: “Ho imparato come  fanno gli altri e lo portai con me. “

(€UROITALIA – ROMA, 12.01.2010). Women inspiring Europe: vengono da luoghi diversi come Svezia, Germania, Gran Bretagna, Italia, Spagna, Portogallo, Polonia, Bulgaria, Romania, Finlandia e Malta.

Nonostante la loro diversa origine, ogni pagina del calendario racconta una storia che ha un tema ricorrente: la lotta contro la discriminazione femminile. 

Nuovo anno, nuovi calendari.

Calendari di tutti i tipi, fatti da uomini ma soprattutto da donne. Ma questa volta non si tratta del solito “calendario”, nell’accezione particolare con cui è usato il termine per indicare il più delle volte una raccolta di foto di nudo, di donne che mettono in mostra il loro corpo in varie pose per illustrare i dodici mesi in maniera del tutto sessuale e trasgressiva.

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EUROITALIA News – 05.01.2011/05


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I titoli del 5.01.’11:

– COSENZA: AL VIA IL PROGETTO “IO E GLI ALTRI”.

– NAPOLI:WEBTV PUBBLICA CON TELEGIORNALE IN LINGUA PER STRANIERI

– ITALIA: IMPRENDITORI IMMIGRATI IN SALITA AL +9,2%. IN CALO GLI ITALIANI DELL’1,2%

– TRA IMMIGRAZIONE E RAZZISMO

– BULGARIA/ ANNO NUOVO, NUOVA TROVATA PER CHI NON PAGA LE TASSE: LA "SERENATA" FISCALE

 

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