ROMA, ANGELICUM. LAUREA IN SCIENZE SOCIALI: 5 BORSE DI STUDIO PER ROMENI, MOLDAVI, UCRAINI E ALBANESI


In aumento la domanda di figure professionali capaci di operare nel sociale, a contatto con le comunità immigrate, sempre più numerose. Borse di studio per stranieri intenzionati a conseguire il grado di baccellierato (primo ciclo) o di licenza (secondo ciclo) in scienze sociali presso la Facoltà di Scienze Sociali (FASS) all’Angelicum. Info e-mail: fass@pust.it oppure tel. 06 6702.402 – Largo Angelicum 1, Roma 00184.

PROPOSTA FORMATIVA PER L’A.A. 2018-2019: ECCO I CORSI DELLA FASS

Una bellissima notizia ci è giunta da Prof. Helen Alford O.P. Vice Rettore della Pontificia Università San Tommaso d’Aquino, dirigente del programma “Studio Realtà” presso la Facoltà di Scienze Sociali (FASS) all’Angelicum, grazie a cui numerosi esponenti delle comunità straniere a Roma: ucraina, romena, moldava, albanese ed altri, hanno potuto conseguire gradi accademici e Master all’Angelicum. Molti sono attivi nelle rispettive comunità, operando per il dialogo e “la pacifica convivenza e il mutuo arricchimento fra le varie comunità immigrate a Roma e la loro inte(g)razione con la comunità ospitante”:

Prof. Helen Alford O.P. Vice Rettore della Pontificia Università San Tommaso d’Aquino

Dall’anno accademico 2018-2019, Adjuvantes (Fondo di Solidarietà Educativa) può erogare fino a 5 borse di €1000 ognuna all’anno fino a 3 anni (2 anni per colori i quali si iscrivono direttamente alla licenza) a persone delle varie comunità immigrate – e in particolare, dalle comunità moldava, ucraina, romena e albanese – le quali:

  1. intendano conseguire il grado di baccellierato (primo ciclo) o di licenza (secondo ciclo) in scienze sociali presso la Facoltà di Scienze Sociali (FASS) all’Angelicum;
  2. condividano gli obbiettivi del progetto “Studio Realtà”, promosso da Adjuvantes con la FASS, cioè, favorire la pacifica convivenza e il mutuo arricchimento fra le varie comunità immigrate a Roma e la loro inte(g)razione con la comunità ospitante;
  3. presentino un diploma di maturità, o documento simile, un curriculum vitae (format Europass), una lettera di presentazione da un membro autorevole della comunità di riferimento a Roma (NON necessariamente da un sacerdote), una lettera di motivazione personale che spieghi perché la persona intende iniziare un percorso di studio del tipo che offriamo nella FASS;
  4. possano sostenere le altre spese del percorso (una parte ridotta della tassa accademica annuale, la tassa dell’esame di grado, eventuali iscrizioni come fuori corso, le spese didattiche normali – libri, appunti), in modo di poter conseguire il grado. L’ordine degli studi dell’Angelicum del 2018-2019 (versione provvisoria) è disponibile online, il quale indica le tasse accademiche della FASS e le tasse dell’esame di grado per l’anno 2018-2019; queste tasse possono subìre leggeri aumenti negli anni successivi.
  1. possano frequentare i corsi della FASS, o nella modalità normale (lezioni frontali da lunedì a venerdì durante i due semestri dell’anno accademico) o nella modalità “Tutor” (8 incontri mensili, un sabato al mese, e una settimana intensiva a giugno). 

Per il rinnovo della borsa tra un anno e il successivo, è importante completare il programma di esami entro l’anno accademico in corso (entro la sessione autunnale) e di avere una media di 8. 

Le iscrizioni al percorso normale scadono il 22 settembre. Coloro i quali sceglieranno il programma Tutor (attenzione: le tasse per Tutor sono più alte rispetto alla modalità di presenza in aula), potranno iscriversi entro l’inizio del programma, previsto per il 27 ottobre 2018.

L’Associazione IRFI “Italia Romania Futuro Insieme” promuove  per l’anno accademico 2018-2019, l’offerta formativa della FASS (Facoltà di Scienze Sociali) dell’Angelicum (Pontificia Università San Tommaso d’Aquino in Urbe), ed insieme alla comunità romena in Roma si impegna a sostenere le persone meritevoli desiderose di intraprendere un percorso di studi universitario di qualità, per una formazione personale integrale, al servizio del bene comune.

L’obiettivo è quello di formare persone che possano operare nel sociale, e nella promozione culturale e socio-economica.

Invitiamo, pertanto, i nostri amici romeni, moldavi albanesi e ucraini residenti a Roma e nel Lazio, anche lavoratori, desiderosi di maggiori informazioni sull’offerta formativa ed in merito alle opportunità di borse di studio offerte dalla Facoltà di Scienze Sociali (FASS) all’Angelicum, di prendere contatti con Segreteria Facoltà di Scienze Sociali: e-mail: fass@pust.it oppure tel. 06 6702.402 – Largo Angelicum 1, Roma 00184.

Simona Cecilia Crociani Baglioni Farcaș

 

ANGELICUM, PROPOSTA FORMATIVA A.A. 2018-2019: ECCO I CORSI DELLA FASS

Universitatea Angelicum oferă Bursă de studii în Ştiinţe Sociale românilor din Roma

Roma, Angelicum. Proiectul “Studio Realtà”: Concurs pentru reprezentanţii comunăţilor româneşti

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CARITAS ROMA, CORSO BASE DI FORMAZIONE AL VOLONTARIATO. Iscrizioni fino al 12 ottobre


L’Associazione IRFI “Italia Romania Futuro Insieme” invita gli aspiranti volontari della comunità romena a Roma ad iscriversi al più presto. Il corso inizierà il 15 ottobre per concludersi il 7 dicembre. Rivolgersi all’Area Educazione al Volontariato della Caritas diocesana di Roma, telefono 06.88815150, dal lunedì al venerdì ore 9-16, e-mail: volontariato@caritasroma.it.

Volontariato2018La Caritas di Roma propone il Corso base di formazione al volontariato. Il corso, dieci incontri strutturati in moduli base e in approfondimenti, inizierà il 15 ottobre per concludersi il 7 dicembre. La formazione è indirizzata non solo a quanti desiderano impegnarsi nei centri Caritas, ma anche a coloro interessati ad approfondire le tematiche e gli aspetti del volontariato.

Gli incontri, che comprendono sia aspetti teorici – teologia e pastorale della carità, dinamiche di lavoro di rete, conoscenza dei servizi sociali – che esperienze di tirocinio, saranno tenuti da operatori Caritas insieme ad esperti del mondo del volontariato e dei servizi sociali pubblici e privati, e si svolgeranno in orari diversi e sedi dislocate in tutta la città per favorire il più possibile la partecipazione.

Chi lo desidera, al termine del corso, potrà operare come volontario nei 50 centri della Caritas a livello diocesano in attività a favore dei senza dimora, dell’integrazione dei cittadini immigrati, nella promozione della solidarietà al fianco dei giovani in difficoltà, delle famiglie, dei malati di Aids.

Per iscrizioni – fino al 12 ottobre –  rivolgersi all’Area Educazione al Volontariato della Caritas diocesana di Roma, telefono 06.88815150, dal lunedì al venerdì ore 9-16, e-mail: volontariato@caritasroma.it.

 

Scarica il volantino

Romeni a Roma: XXI Master in Management delle Organizzazioni del Terzo Settore e delle Imprese Sociali 


Diploma in Management delle Organizzazioni del Terzo Settore e delle Imprese Sociali (XXI Edizione 2018-2019 ).

Invitiamo i nostri amici e connazionali, italiani e romeni, all’incontro Inaugurale di apertura del Corso Professionale 17 ottobre 2018 ore 16:00, presso l’aula XI alla Pontificia Università S.Tommaso d’Aquino “Angelicum”, Largo Angelicum 1, 00184 Roma. I corsi iniziano il 4 novembre.

Tutte le informazioni di dettaglio sono disponibili sul Sito dedicato del Master.

E’ possibile scaricare da qui il Programma del Master, il Calendario delle lezioni e la Domanda di ammissione.


 

Incontro Inaugurale apertura Corso Professionale 17 ottobre 2018 ore 16:00 aula XIPontificia Università S.Tommaso d’Aquino“Angelicum”Largo Angelicum 1, 00184 Roma

Maggiori informazioni: Master terzo settore

Il nostro giubilo a Don Benoni Ambăruș, nuovo direttore della Caritas di Roma


Il nostro giubilo a Don Ben per il suo nuovo incarico di direttore della Caritas di Roma! Un riconoscimento che va a premiare il suo impegno profuso quale pastore ed educatore nelle parrocchie romane come al servizio dei bisognosi, dei poveri, degli ultimi. A Don Ben, i nostri migliori auguri di buon lavoro nell’esercizio del suo sacro ministero! Simona Cecilia Crociani Baglioni Farcaș

Don Benoni Ambăruș – detto Don Ben – da sabato primo settembre è il nuovo direttore della Caritas di Roma. A nominarlo alla guida dell’organismo diocesano, di cui era già vicedirettore dal 16 ottobre 2017, è stato il cardinale Angelo De Donatis, vicario del Papa per la diocesi di Roma. Don Ambăruș succede a monsignor Enrico Feroci, che ha diretto la Caritas per nove anni; già presidente degli Oblati del Divino Amore, dal primo settembre monsignor Feroci è il nuovo rettore del seminario della Madonna del Divino Amore.

Nato il 22 settembre 1974 a Somușca-Bacău (Romania), don Benoni Ambăruș entra al Seminario Minore della diocesi di Iași, in Romania, nel 1990; consegue la maturità nel 1994 e quindi, fino al 1996, frequenta il Seminario Maggiore di Iași. Il 23 novembre del 1996 arriva a Roma, presso il Pontificio Seminario Romano Maggiore, dove completa gli studi e consegue il baccalaureato in Teologia. Il 29 giugno del 2000 viene ordinato presbitero a Iași. Ma poi rientra a Roma, dove, nel 2001, consegue la licenza in Teologia dogmatica alla Pontificia Università Gregoriana. Dal 2001 al 2004 svolge il servizio di educatore al Seminario Romano Maggiore; dal 2004 al 2007 è collaboratore parrocchiale a San Frumenzio ai Prati Fiscali; dal 2007 al 2010 è viceparroco presso la stessa parrocchia. Dal 2010 al 2012 è invece viceparroco nella comunità di Santa Maria Causa Nostrae Laetitiae a Torre Gaia. Nel 2012 don Ambăruș diviene parroco dei Santi Elisabetta e Zaccaria a Valle Muricana: sarà la prima parrocchia a ricevere la visita pastorale di Papa Francesco, il 26 maggio del 2013. Infine, nel 2017, la nomina a vicedirettore della Caritas di Roma.

«Sono consapevole – dichiara don Benoni Ambăruș – di arrivare a svolgere un servizio impegnativo e delicato con la certezza di poter contare sull’esperienza e la dedizione di molti operatori, volontari e di tutti i poveri. L’esperienza di vicedirettore, vissuta negli ultimi mesi, è stata per me la scuola del Vangelo della vita attraverso gli occhi e il cuore dei poveri. La Caritas continuerà il suo percorso al fianco delle tante comunità parrocchiali e di tutto quel vasto mondo della Chiesa di Roma in cui la carità si realizza attraverso la difesa della dignità e della giustizia: esperienze che sempre più debbono operare in comunione». (http://www.caritasroma.it/)

„Ringraziando il Signore per questa bella notizia, preghiamo insieme per sostenere don Ben nel nuovo incarico.” (Mons. Enrico Feroci)

 

 

UNA RACCOLTA DI POESIE PER MACABOR EDITORE: Invito per giovani poeti. Scadenza 22 ottobre 2018


La raccolta  deve essere inviata  al seguente indirizzo email: macaboreditore@libero.it entro la mezzanotte del 22 ottobre 2018. Nell’oggetto dell’email andrà scritto: Una raccolta di poesie per Macabor Editore

Sei un poeta o una poetessa che ha un rapporto costante, intenso, particolare con la scrittura poetica?  Sei nato/a  dal 1990 in poi? Hai una raccolta di poesia pronta  e a cui credi? Bene, è il momento, se lo riterrai opportuno, di  proporla a Macabor Editore completa di dati anagrafici con luogo e data di nascita, indirizzo postale e email e numero telefonico.

La raccolta  deve essere inviata  al seguente indirizzo email: macaboreditore@libero.it entro la mezzanotte del 22 ottobre 2018. Nell’oggetto dell’email andrà scritto: Una raccolta di poesie per Macabor Editore.

La raccolta ( o le raccolte) migliore verrà pubblicata da Macabor Editore  e non sarà richiesto nessun contributo economico di nessun genere all’autore che invece riceverà 10 copie gratuite del suo libro.

Invito per poeti nati dal 1990 in poi

Scadenza per l’invio  22 ottobre 2018

MACABOR EDITORE

http://www.macaboreditore.it/home/index.php/9-news-eventi/194-una-raccolta-di-poesie-per-macabor-editore-invito-per-poeti-nati-dal-1990-in-poi

 

Diritto al lavoro e dignità del lavoro. Dalla globalizzazione dell’economia al caso italiano


Gli economisti di destra e di sinistra, categorie politiche apparentemente superate dopo la crisi del comunismo reale nel 1989, ma in realtà ancora ben presenti nelle loro articolazioni accademiche e nelle consulenze agli uomini di governo, poco o nulla obiettano ai nuovi miti dell’economia industriale contemporanea: globalizzazione, flessibilità del lavoro (o meglio sarebbe dire flessibilità del “diritto” al lavoro) lavoro part-time (lavoro a tempo parziale) che è una riproposizione del vecchio “caporalato”, o lavoro alla giornata, dove i più strani tipi di “imprenditori” andavano a scegliere sulle piazze dell’Italia Meridionale i lavoratori da sfruttare un giorno, due giorni, per poi dimenticarli come pezzi di una macchina da lavoro non più utile ai loro bisogni.

Questa realtà è sottaciuta, addirittura tollerata anche in paesi come l’Italia dove esiste la legge 300 del 20 Maggio 1970 conosciuta come statuto dei lavoratori. Legge che voleva garantire una dignità del lavoratore e del lavoro oggi fortemente ridimensionata da una nuova economia che, appare nuova, ma che in realtà è vecchia quanto lo sfruttamento dell’uomo più forte su quello più debole.

Arthur Fridolin Utz scrive: “La valutazione del lavoro secondo la sua utilità non è in sé segno della degenerazione morale della società industriale. Tuttavia essa diventa una degenerazione quando trascura il lato spirituale dell’azione, che si trova sullo sfondo” (Utz, Etica Economica, Ed. S. Paolo 1999, p. 115).

Poi aggiunge Utz “Nel caso del capitale questo sfondo non esiste: il capitale esaurisce la sua essenza tutta nell’essere qualcosa di utile, qualunque possa essere il movente dell’investitore.

Il lavoratore al contrario riflette nella sua opera e si percepisce contento della sua capacità: quando elabora qualcosa nella società basata sulla divisione del lavoro, egli si attende anche da parte della società un riconoscimento che non si esaurisce nella paga soltanto”. (Utz op. cit. p. 115).

Questo è il principio cardine di una dignità dell’uomo e del lavoratore che la globalizzazione, la flessibilità e il lavoro part-time negano per il modo in cui sono congegnate: la globalizzazione é la polverizzazione dei sistemi di produzione. Le imprese vengono collocate da capitalisti privi d’ogni scrupolo in Paesi dove il costo del lavoro, i diritti dei lavoratori e il rispetto della persona umana sono sostanzialmente inesistenti (Asia, Nord Africa, Est Europeo).

La flessibilità e il lavoro part-time, caratteristica specifica del cosiddetto mercato del lavoro nelle società informatizzate e post-industriali, negano invece quello che sostiene Utz: il Lavoratore “quando elabora qualcosa nella società basata sulla divisione del lavoro (si attende) anche da parte della società un riconoscimento che non si esaurisce nella paga soltanto”. (Utz op. cit.).

Chi si ribella viene licenziato o non trova lavoro.

Aris Accornero scrive: ” La disoccupazione demoralizza ed è causa di depressione. Quando si prolunga, può far perdere le speranze, fino a minacciare la salute mentale” (Aris Accornero, Il Mondo della produzione, ed. Il Mulino, 1994, p. 192).

Questo è il dramma del cittadino che è senza una stabile occupazione.

L’Italia è una Repubblica – dice la Costituzione all’art. 1 – fondata sul lavoro. La stessa Costituzione Repubblicana sancisce per ogni cittadino due diritti fondamentali: quello alla salute e quello al lavoro. La globalizzazione e la cosiddetta nuova economia stanno mettendo in crisi questi principi costituzionali.

Il pensiero di Arthur F. Utz è un antidoto contro questa “cultura” economica che calpesta il diritto della persona di lavorare per vivere e non viceversa. Sempre Utz scrive: “Il diritto al lavoro, benché non significhi la stessa cosa del diritto al sostentamento, è tuttavia con questo connesso, essendo diritto al sostentamento a opera del proprio lavoro. In primo luogo il diritto al lavoro è diritto all’autoaffermazione nella cooperazione sociale, fondato sull’esigenza dell’integrazione di tutti nella totalità sociale (….). Da questo punto di vista esso è fondato sulla finalità del mondo materiale di servire a tutti gli uomini” (op. cit. p. 114).

In un Paese, come l’Italia, dove, aumentano i profitti degli imprenditori e diminuiscono i posti di lavoro questi concetti sono rivoluzionari.

Arthur F. Utz impone a chi tra gli uomini vuole costruire un mondo più giusto una scelta: parlare e lottare democraticamente perché il nuovo sfruttamento dell’uomo sull’uomo sia smascherato e ricondotto a quello che è; il tradimento di due principi fondamentali del cristianesimo: ama il prossimo tuo come te stesso e non fare agli altri quello che non vorresti fosse fatto a te. Ci vuole una forza politica, che con chiarezza, faccia proprio questo programma. Questo è il vero problema.

Fonte: Oikonomia – Rivista di etica e scienze sociali

Centenario dell’unità romena, convegno di studi all’Angelicum


Roma. InfoFass 2018, n. 23, numero unico annuale di informazione sulle attività della Facoltà di Scienze Sociali dell’Angelicum, Pontificia Università di San Tommaso d’Aquino (PUST), ha voluto comprendere una nota sull’evento a carattere storico che ha celebrato il Centenario dell’unità romena: retrospettive e prospettive, ospitato dalla stessa Università lo scorso 23 marzo 2018.

Perdurante la Grande Guerra, Romania e Moldavia conobbero la loro unificazione, il 27 marzo 1918; mentre la Russia era scossa dalla Rivoluzione bolscevica. La guerra contro gli imperi centrali mossa dalla Romania nel 1916 durava ancora e cessò soltanto con l’armistizio del 1° dicembre 1918, segnando la vittoria della stessa Romania, alleata delle potenze dell’Intesa.

Questo Centenario è stato “celebrato” con un convegno di notevole spessore, ospitato dall’Università San Tommaso d’Aquino in Roma, il 23 marzo 2018; promosso dall’IRFI – Associazione “Italia Romania Futuro Insieme” Onlus, con il Patrocinio dell’Ambasciata di Romania presso la Santa Sede, in collaborazione con la FASS – Facoltà di Scienze Sociali dell’Angelicum.

S.E. Liviu – Petru Zăpîrţan. Ambasciatore di Romania presso la Santa Sede e il Sovrano Ordine di Malta.

Alte le rappresentanze invitate e presenti: Prof. Sr. Helen Alford, O.P. Vice Rettore dell’Angelicum, S.E. il Prof. Liviu–Petru Zăpîrţan Ambasciatore di Romania presso la Santa Sede, Dott.ssa Veronica Ocneriu Console dell’Ambasciata di Romania in Italia, Don Isidor Iacovici capo della comunità romena in Roma di Rito latino, Prof. Eugenia Bojoga docente di lingua romena al Pontificio Istituto Orientale e UBB Cluj-Napoca; Prof. Inocent-Maria Vladimir Szaniszló, O.P. Prof. Fernando Crociani Baglioni giornalista e storico, quale moderatore del simposio. La Dott.ssa Tatiana Ciobanu guidava una rappresentanza del movimento unionista romeno-moldavo.

Il convegno, titolato “1918-2018: Centenario dell’unità romena: retrospettive e prospettive”, ha affrontato le tematiche storiche, culturali e socio-politiche relative all’unificazione nazionale, incentrate sulla rievocazione di due personaggi, Mons. Anton Durcovici (1888-1951), Vescovo di Iasi e martire, ed Eugenio Coseriu” (1921-2002), fondatore della linguistica testuale, protagonisti di quegli avvenimenti o delle loro dirette conseguenze.

Il Prof. Crociani Baglioni ha illustrato la successione e dinamica degli eventi bellici e dei loro risvolti politici e diplomatici, dalla “attesa” dell’intervento romeno nel 1916 a fianco dell’Intesa, alla conclusione della guerra e al Trattato di Pace con l’Austria-Ungheria e la Germania. La pace comportò l’annessione alla Romania di Transilvania e Bucovina. Si realizzò così la “România Mare” ossia la “grande Romania”, nella completezza con Bessarabia e Dobrugia dei suoi confini naturali, di nazione unita nell’idioma neo-latino storico dei romeni. Tale identità fu esaltata negli studi di Eugenio Coseriu, che nato a Mihăileni in Bessarabia nel 1921, seppe rappresentare la vocazione dei popoli romeni alla unità politica nel concerto delle loro regioni storiche. Come la Prof.ssa Eugenia Bojoga, nella sua lezione su “Il periodo italiano nella biografia intellettuale di Eugenio Coseriu” ha ricordato lo studioso.

Prof.ssa Eugenia Bojoga

Dopo il saluto d’ingresso di Sr. Helen Alford, l’Ambasciatore Zăpîrţan, chiar.mo storico e filosofo, ha ringraziato la Vice Rettore per l’ospitalità concessa. Nella sua conferenza dal titolo “L’unicità della creazione di uno Stato”, S.E. Zăpîrţan, citando Hegel, ha ricordato che “un popolo deve assumersi il proprio ruolo verso la storia universale avendo la consapevolezza della propria identità”. Così è il popolo romeno, con “la sua lingua, la sua spiritualità avendo radici nella cultura latina, greca ed ebraico-cristiana, un tesoro per l’intera cultura europea. […] La storia è anche un processo di scambio tra le nazioni; di opere filosofiche, artistiche, religiose, dello Spirito alto, ma anche dello spirito pratico – continua S.E. Zăpîrţan –. I popoli che sono riusciti a creare una grande storia sono i popoli che hanno strutturato correttamente la loro identità riuscendo ad esprimere il loro contributo alla storia universale, perseguendo e creando bene comune. Il “miracolo” di cui parla G. Brătianu non è la nascita del popolo romeno ma la sua presenza costante sullo spazio carpatico-danubiano-pontico – dice S.E. l’Ambasciatore –, la particolare resistenza ai fattori minaccianti la sua stessa esistenza”. Nonostante la dominazione degli imperi stranieri, “il popolo nelle dieci provincie romene ha vissuto il proprio sistema di valori, sintetizzati dal Prof. Mărgineanu con il concetto di “omenia” – ossia, quel complesso assiologico e attitudinale di amore per l’altro. Un amore radicato nella famiglia, che ha fondato la grande famiglia etnica, trasferita in simboli di unità nazionale. Un’unità intrinseca alla spiritualità, chiamata da L. Blaga “matrice stilistica propria”. Ed è proprio questa spiritualità – conclude S.E. Zăpîrţan – che portò le élite e il popolo romeno ad affermarsi e costituirsi in Stato unitario nel 1918”.

La situazione catastrofica prodottasi con gli esiti della seconda guerra mondiale fu innescata dallo sciagurato Patto Molotov-Ribbentrop del 1939, con cui si smembrava la Romania rispetto all’assetto unitario conseguito nel 1918. Subiamo ancora le conseguenze di quell’accordo.

Rev. Don Isidor Iacovici e Dott.ssa Veronica Ocneriu

La figura e l’opera del Mons. Durcovici (1888-1951), beatificato, il quale fu alunno dell’Angelicum (1906-1908), è stata illustrata dal Rev. Isidor Iacovici Postulatore della Causa di Canonizzazione del martire. Notevole fu l’apostolato religioso e sociale del prelato per la Romania tra le due guerre mondiali e nel secondo dopoguerra, sotto la tirannia comunista di cui rimase vittima innocente.  Egli si spese nella formazione dei laici, degli intellettuali e dei futuri sacerdoti, da pioniere del pensiero tomista nella Romania cristiana unificata. Insegnando S. Tommaso, Durcovici dichiarò: “Chiunque apra la sua opera animato dall’amore sincero per la verità, la sua sete sarà pienamente appagata”.

È dunque l’impegno per la diffusione e conoscenza della verità che accomuna i due personaggi rievocati nel convegno; pur diversi per formazione ed appartenenti a generazioni successive.

Uno dei principi chiave che guidarono l’attività scientifica di E. Coseriu fu quello dell’obiettività: “dire le cose come sono” (τά ΄όντα ώς έ̀στιν λέγειν, dal Sophista di Platone). La sua instancabile ricerca della verità è oggi esempio non solo per i romeni. Le sue teorie sul linguaggio sono oggetto di studio nelle migliori università del mondo, dal vecchio al nuovo continente. Coseriu partì giovanissimo per l’Italia, che sarebbe diventata per lui come una  seconda Patria, conseguendovi due lauree. La condizione di emigrato fu determinante; universalmente riconosciuto come un “maestro di pensiero”, a conferma – di quanto dice il sociologo De Masi – che “il lato bello dell’emigrazione consiste nella possibilità di concretizzare piani irrealizzabili nella terra di origine, venendo a contatto con persone e luoghi inconsueti, capaci di alimentare la creatività con punti di vista differenti”.

Il convegno veniva moderato dal Prof. Fernando Crociani Baglioni, il quale assegnava, a conclusione dei lavori, gli interventi dell’uditorio composto dai ricercatori e studenti del Progetto „Studio Realtà” della FASS, diretto dalla Prof. Sr. Helen Alford, tra cui Alina Vărzaru, Mioara Moraru, Eduard-Vasile Dascălu, Măndica Neagu, Adriana Jugaru, Oana Iorga, Teodora Băiaș,  Irakli Javakhishvili. E da esponenti delle comunità romena e moldava in Roma.

Simona Cecilia Crociani Baglioni Farcaș

InfoFass

 

 

 

La Rivista InfoFass della Facoltà di Scienze Sociali ha pubblicato la cronaca del Convegno.

 

 

ROMANIA, LA DIOCESI DI IAȘI CELEBRA I 134 ANNI DI STORIA


A nome dell’Associazione IRFI “Italia Romania Futuro Insieme” e mio personale, esprimo il nostro giubilo alla Diocesi di Iaşi, alle LL.EE. Mons. Petru Gherghel Vescovo ordinario e Mons. Aurel Percă Vescovo ausiliare;  a tutto il clero diocesano e regolare; alle persone consacrate e tutti i fedeli cattolici, per il CXXXIV anniversario di fondazione della nostra Diocesi. La mulți ani! 

Papa Leone XIII

Dott.ssa Simona Cecilia Crociani Baglioni Farcaș, Roma, 27 giugno 2018. 

Nel territorio di Romania ci sono sei diocesi romano-cattoliche (Bucureşti, Alba-Iulia, Iaşi, Timişoara, Satu Mare, Oradea), sei greco-cattoliche (Făgăraş şi Alba-Iulia, Maramureş, Cluj-Gherla, Oradea, Lugoj, Bucureşti) e una cattolica di rito armeno. Su una popolazione approssimativamente di 20,2 milioni di romeni il 5,4% sono cattolici, l’86,5% sono ortodossi, il 5,1% protestanti o neoprotestanti.

Mons. Nicolae Iosif Camilli

Situata nell’est della Romania, la Diocesi di Iaşi fu fondata nell’anno 1884. Ha una superficie di 46.378 km2, e una popolazione di 4.359.762 abitanti di cui il 4,6% sono cattolici.

In antichità il territorio venne occupato dalle armate romane (105-106 d.C.) e con l’occupazione romana iniziò la diffusione del cristianesimo. La Romania rimase a lungo nella sfera di influenza bizantina e ancor di più dopo lo scisma del 1054; e ciò favorì la diffusione della confessione ortodossa. Il cattolicesimo si diffuse e resistette grazie all’attività missionaria degli ordini mendicanti (soprattutto di domenicani e francescani). L’attività dei missionari provenienti da Italia, Polonia, Ungheria portò all’istituzione di un Vicariato Apostolico Moldavo tra il 1818 e il 1884.

Mons. Dominic Jaquet

Il 27 giugno 1884, papa Leone XIII istituì la diocesi e vi inviò come primo vescovo Mons. Nicolae Iosif Camilli. Seguirono Dominic Jaquet, Alexandru Theodor Cisar, Mihai Robu e Anton Durcovici proclamato beato nel 2014.

Il 21 febbraio 1978, papa Paolo VI nominò amministratore apostolico di Iaşi  Mons. Petru Gherghel, poi nominato vescovo della diocesi il 14 marzo 1990 da papa Giovanni Paolo II, tutt-ora in cattedra. Il 29 settembre 1999, papa Giovanni Paolo II nominò Mons. Aurel Percă vescovo Ausiliare di Iaşi, con il titolo canonico di vescovo titolare di Mauriana.

Mons. Alexandru Theodor Cisar

Iaşi è residenza episcopale e sede della cattedrale. L’antica cattedrale, intitolata a “Adormirea Maicii Domnului” („Dormizione di Maria”), fu  aperta al culto il 15 agosto 1789, divenuta poi cattedrale fu rinnovata nel 1869.

Il primo seminario della diocesi fu fondato nel 1886 a Iaşi. La nuova cattedrale intitolata a “Sfânta Fecioară Maria, Regină” („Vergine Maria, Regina”) fu edificata dopo la Rivoluzione, tra il 1992 e il 2005, e venne consacrata il primo novembre 2005.

Mons. Mihai Robu

Fonte: http://www.cattedraleconcordia.it/

Vedi sito internet della Epicospia di Iași: http://ercis.ro.

Le biografie dei vescovi di Iași, in lingua romena:

 

ANGELICUM, PROPOSTA FORMATIVA A.A. 2018-2019: ECCO I CORSI DELLA FASS


Per il nuovo A.A. 2018-2019, la Facoltà di Scienze Sociali (FASS) dell’Angelicum, Pontificia Università San Tommaso d’Aquino, propone i seguenti corsi:

  • Laurea triennale (Baccellierato) in Scienze Sociali
    (classe delle lauree triennali italiane L-36: Scienze politiche e delle relazioni internazionali)
  • Laurea magistrale (Licenza) in Scienze Sociali, indirizzo Scienza Politica
    (classe delle lauree magistrali italiane LM-62: Scienze della politica)
  • Laurea magistrale (Licenza) in Scienze Sociali, indirizzo Economia e Management
    (classe delle lauree magistrali italiane LM-81: Scienze per la cooperazione allo sviluppo)
  • Laurea magistrale (Licenza) in Scienze Sociali, indirizzo Economia e Management, curriculum in Management dello Sport (classe delle lauree magistrali italiane LM-47: Organizzazione e gestione dei servizi per lo sport)
  • Diploma in CSR, Innovazione Sociale e Sostenibilità (Ed.2018: dal 14 settembre al 15 dicembre 2018).
  • Diploma in Management delle Organizzazioni del Terzo Settore e delle Imprese Sociali (XX Edizione che si conclude a luglio 2018; la XXI Edizione partirà ad ottobre).
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L’Associazione IRFI “Italia Romania Futuro Insieme” promuove l’offerta formativa della FASS ed invita la comunità romena a Roma a sostenere tutte le persone meritevoli, incoraggiarle ad intraprendere percorsi di studi per una preparazione integrale della persona, a servizio del bene comune. Invitiamo, pertanto, a prendere nota dei corsi della FASS,  i romeni e i moldavi residenti a Roma e nel Lazio, i quali siano impegnati a vario titolo nelle proprie comunità, oppure, nelle attività sociali e del terzo settore in generale. A prescindere dall’età, è solo grazie ad una solida formazione che i membri delle nostre comunità in Italia possono essere leader autorevoli ed agenti di cambiamento sociale.

Simona Cecilia Farcaș

 

 

Angelicum, “Da immigrati a cittadini”: progetto Studio Realtà e laboratorio di co-progettazione


Da immigrati a cittadini
Sviluppo personale e supporto alla leadership comunitaria attraverso la formazione superiore

ROMA 6 GIUGNO 2018
17.00-19.30
Pontificia Università San Tommaso d’Aquino

largo Angelicum 1

Presentazione del progetto Studio Realtà e laboratorio di co-progettazione
La Facoltà di Scienze Sociali (FASS) della Pontificia Università San Tommaso d’Aquino “Angelicum” di Roma realizza dal 2008 il programma “Studio Realtà” che ha come obiettivo la formazione e l’empowerment di stranieri, giovani e adulti, residenti in Italia, che possono essere agenti di cambiamento nelle comunità e associazioni di provenienza e nella realtà sociale.
A 10 anni dal suo inizio è stato chiesto ad IREF di svolgere una ricerca valutativa del programma. Con il coordinamento di éCo è stata quindi avviata una nuova fase di progettazione sulla base dei risultati raggiunti e degli scenari attuali. Il nuovo programma che si sta delineando affiancherà alle borse di studio per accedere alla offerta formativa della Facoltà attività di ricerca sul tema della migrazione e servizi di orientamento allo studio e al lavoro, grazie agli scambi di esperienze con associazioni, imprese e istituzioni del territorio, incentivando la partecipazione dell’associazione studentesca dell’Angelicum.
L’incontro del 6 giugno ha l’obiettivo di presentare a studenti, professori e possibili partner del territorio il lavoro finora svolto e discutere con tutti gli elementi essenziali del nuovo progetto.

Roma, Angelicum. Proiectul “Studio Realtà”: Concurs pentru reprezentanţii comunăţilor româneşti 

Universitatea Angelicum oferă Bursă de studii în Ştiinţe Sociale românilor din Roma

Angelicum Roma, FASS: Aperte le iscrizioni per l’A.A. 2017-2018

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